10 Ore (Di Follia)

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? Riccio continua a girare a vuoto (40%)

Acque torbide

Enrico guidò piano verso casa, come avrebbe fatto un criminale; erano solo quindici chilometri e non c’era fretta.
Si ripropose di chiamare a breve Bettina ma non mentre guidava. Aveva un carico che scottava e non poteva rischiare che una pattuglia della stradale lo fermasse.
Trovò invece tre posti di blocco. Al primo tensione, un filo di arroganza e, dopo che se l’era fatta sotto, prima di essere per fortuna riconosciuto e lasciato ripartire da uno degli agenti, mise la borsa in una custodia per chitarra che aveva nel baule assicurandosi che fosse ben visibile il logo: “E.R. guitars” e appiccicò un adesivo con la stessa scritta sul parabrezza.
Sembrò funzionare; le altre due volte che fu fermato la sua fama di liutaio, (la fortuna di avere il laboratorio proprio davanti la stazione dei C.C.!), gli evitò ispezioni approfondite.
Era quasi a casa quando decise di rispondere ad una chiamata:
«Enrico? Maugeri. Hai notizie? Noi non ancora».
«Niente, maresciallo, se succede la chiamo…»
«Chiama comunque, ogni ora! D’accordo?»
«Va bene, d’accordo, grazie…»
Quel bugiardo di Enrico stavolta si stava mettendo nei guai: mentire al maresciallo non avrebbe portato bene, lo sapeva ma doveva farlo.
Chiamò anche casa sua per avvisare Betty del suo arrivo e tranquillizzarla ma lei non rispose. “ Cavolo! Speriamo non sia andata dai C.C.!”
Drin, drin!
Era Bettina: «Sono a casa di Rossella, qualcuno ha chiamato a casa e mi ha detto di venire qui… ma lei non c’è, ci sono cascata. Ma perché, perché questa cattiveria?»
«Betty, non è cattiveria, volevano solo farti uscire da casa nostra! Piuttosto, hai notato qualcuno che ti seguisse, qualcosa di strano?

—No, non mi pare!

— Allora, stammi bene a sentire: non tornare senza di me. Io sarò lì tra poco e torneremo insieme ok? …Chiaro? E non piangere per favore, va tutto bene. A fra poco!»
Ore 11:00
La piccola casa di Rossella non differiva dalle altre piccole case attorno: l’aiuola fiorita, il vialetto curato e il color tortora gessato delle pareti esterne erano i segnali del buon gusto suo e dei suoi vicini.
Le finestre erano tutte chiuse. Enrico suonò il campanello con discrezione, quasi temesse una nuova sorpresa. Betty arrivò come una furia alla porta e si lanciò tra le sue braccia.
—Dove sei stato, brutto stronzo, non mi chiami, non rispondi al telefono, vuoi farmi morire di paura?
—Buona, buona, scusa, hai ragione ma è tutto sotto controllo.
“Sei sicuro?” chiese a se stesso.
Uscendo per tornare a casa Enrico ebbe l’idea di non portarsi dietro la sacca blu. Disse a Betty che aveva una custodia nuova per la chitarra di Rossella e la voleva lasciare, visto che c’erano. Così fecero e si avviarono verso casa ognuno con la propria auto.
—Che facciamo adesso?, chiese lei una volta arrivati.
—Stai buona qui che do un’occhiata in giro.
Si fece tutto il perimetro esterno di casa sua, il garage, la cantina e tutto il resto. Niente. Pensò che forse tutto era stato solo un diversivo per intorbidire le acque; oppure per scoprire dove la ragazza abitava, o il tipo di auto che Betty guidava, o per assicurarsi che Betty fosse sola in casa e la casa di Rossella non fosse presidiata. Concluse che le acque le avevano davvero ben intorbidite.
—Sembra tutto ok. Ti chiedo ancora scusa, amore mio, ma questa cosa di Rossella mi ha sconvolto!
—Ti capisco, scusa tu; ma dimmi piuttosto della bomba. Hai avuto paura? E il laboratorio?
—Ti sembrerà strano ma pensandoci ora mi viene quasi da ridere. Mi sono arrivati una decina di merluzzi, ma che dico: erano almeno una trentina e meno male che non mi hanno colpito!
Erano veri e propri proiettili. Sono passati per la finestra che è andata in pezzi naturalmente. Li ho infilati nel pozzetto e adesso stanno là.
—…E intanto facevano la rapina! Ho sentito alla radio che non c’era Polizia, la guardia giurata era stata, dicono, disarmata. Non c’era nemmeno fretta quindi, perché non erano inseguiti. Allora perché, invece di squagliarsela alla chetichella, portarsi dietro due, dico due persone?
—…E rilasciarne una subito dopo! Due erano forse di troppo incomodo?
—E poi chi rilasciano? Il direttore. Perché lui e non lei?
—Appena li prendo glielo chiedo Betty, te lo giuro. Però devo darti atto che la cosa è strana davvero. Si sa quanti erano i rapinatori?
—Secondo i testimoni quattro; avevano pare una auto famigliare ma chissà?
— In sei con i due ostaggi! Uhm…come hanno fatto?
—Dici? Forse avevano un’altra macchina!
—Allora erano tre-più-tre! Oppure erano in due e due-più-due?
—Ma che domanda è?
—Se è andata come penso io, due portavano il malloppo, e gli altri due gli ostaggi.
—E allora?
—Niente, pensavo che potrebbero aver preso strade diverse! …Oddio Rossella! Mi avevano promesso la liberazione entro un’ora! Sì scusa, te lo dovevo dire ma sono successe troppe cose… 
—…E intanto di ore ne sono passate già tre, che facciamo?
—…Betty?
—Si?
—Credo che la refurtiva sia nelle mie mani.
—Cooosa? Come credi! Ma che significa?
Ore 11:30

che è successo ai rapinatori

  • propongono uno scambio (50%)
    50
  • litigano (50%)
    50
  • sono in confusione (0%)
    0
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27 Commenti

  1. Ciao K., concordo, ormai l’ho capito perfino io e sto tentando di inserire elementi semplificativi e alleggerimenti nella trama. È un peccato, il giallo vuole la complicazione perché alla base c’è sempre un enigma e più personaggi ci sono più nodi il lettore deve sciogliere.
    Grazie per il commento, alla prossima.🙋

  2. Ciao Fenderman,
    per me dimostrerà coraggio. Questo capitolo mi è piaciuto e mi è risultato anche più fruibile. Quando mi facevano notare i troppi personaggi, non capivo. Pensavo che fosse semplice tenere il conto di chi facesse cosa; certo che lo era, ma nella mia testa. Chi leggeva trovava un groviglio di nomi e situazioni che non gli potevano risultare chiari come a me. Con questo voglio dirti che la cosa migliore, in un racconto breve (per di più a puntate) è mantenere pochi personaggi, ben delineati, altrimenti il povero lettore fa fatica a tenere il filo. Credimi: non è una critica, solo un consiglio da chi questo errore lo commette spesso. Ti auguro una buonissima giornata e ci si rivede nel finale.
    Alla prossima!

  3. Ciao Fenderman,
    direi che arrivato il memento di fare 2+2, anche perché siamo quasi in dirittura d’arrivo…
    Questo capitolo l’ho preferito agli altri, forse perché l’ho capito meglio. Il problema (non problema) di questi racconti, scritti a puntate, è che a volte si fatica a riprendere il filo. Se poi conti che, magari, ne leggi anche parecchi, tutti diversi tra loro… 🙂 Forse sto solo diventando vecchia 😉
    Alla prossima!

    • Ciao, frequento da poco questa piattaforma ma penso anch’io ormai, che inserirvi una trama gialla con la sua naturale complessità sia come mescolare acqua e olio. Il risultato è incerto e il lettore rischia di perdersi. Poiché The Incipit è così, temo che bisognerà approcciarlo con trame e scritture più semplici da memorizzare. È un peccato per chi ama scrivere di giallo ma tant’è!😊
      Ciao, grazie, alla prossima🙋

  4. Grazie per lo spiegone iniziale, ne sentivo il bisogno e comunque mi pare che sia funzionale anche a presentare la seconda parte della storia. Diamo un po’ di spazio al commissario, visto che lo hai tirato dentro un’altra volta, voto “Maugeri ci vede benissimo”. Buon lavoro!

  5. Spostiamo l’attenzione sui soldi, tanto gira sempre tutto intorno ai soldi. Non capisco bene cosa potrebbe succedere adesso, la storia potrebbe chiudersi qui, ma siamo solo alla metà quindi mi viene il dubbio che ho saltato io qualche passaggio e mi sono un po’ persa. Probabilmente si chiarirà al prossimo capitolo. Buon lavoro!

  6. Ciao, Keziarica, Enrico è sempre lui il fratello della rapita, e la “sua ” è voluto a sottolineare che il ritorno affrettato verso l’auto si era trasformato in fuga perché il cane ha preso ad inseguirlo. In quanto alla seconda coppia di banditi si è dileguata nell’episodio precedente con l’altra metà del bottino e naturalmente è a piede libero… Ciao,
    grazie e buon ferragosto?🙋

  7. Ciao Fenderman,
    bella l’idea di dividere le scene, per poi farle combaciare nell’incontro/scontro.
    Quindi, ricapitolando: la ragazza è salva, i due della banda sono fuori combattimento, il malloppo è in mano a Enrico che è uno della seconda coppia di banditi (?)… quindi chi è Enrico? Il fratello della rapita?
    Ti segnalo questa frase:
    “una vera e propria fuga verso la macchina la sua perché”… la sua è voluto?
    Alla prossima!
    p.s. il liutaio

  8. Ciao Fenderman,
    scusa, ma devo dirtelo, questo capitolo mi ha lasciato con una gran confusione. Non ho ben capito cosa è successo e chi ha fatto o deciso cosa. Lo so, forse rileggendo da principio…
    La forma è impeccabile, ma la sostanza risulta un po’ confusa, almeno a me.
    Voto per la riuscita dello scambio con un però.
    Alla prossima!

    • Ciao, l’hai detto, questo è il tallone del nostro Achille “the incipit”! Soprattutto in un giallo dove un dettaglio del primo episodio può diventare determinante nell’ultimo, la pubblicazione a episodi confonde e ogni volta bisognerebbe ricominciare a leggere da capo.
      In ogni caso i nostri banditi, divisi in due coppie, una con la ragazza e l’altra col malloppo, litigano; il malloppo passa come previsto nelle mani del nostro eroe, la metà della banda si dilegua e rimane solo la coppia che tiene la ragazza. Si concorda lo scambio. Questo nella sostanza. ciao, grazie…🙋

  9. Ciao Fenderman,
    secondo me, i rapinatori litigano. Eh già, capita anche nelle migliori bande 🙂
    Molto bene, nessuna sbavatura e dialoghi serrati che non hanno bisogno d’altro che d’essere letti. Devo dire che, nonostante tu sia già bravo, il tuo stile migliora di volta in volta. I dialoghi con norme diverse possono starci con i pensieri, lascerei perdere la differenziazione tra dialogo al telefono e di persona, anche se il racconto è tuo e ci fai quel che vuoi. 🙂
    Alla prossima!

  10. Ho scelto di far litigare i rapinatori, spesso succede, anche se questi mi sembrano aver studiato con cura il piano. Il capitolo scorre bene, giusto la punteggiatura mi infastidisce un po’, più che altro a livello grafico, non grammaticale. Tutti quei trattini sono antiestetici, sì, è una scemata, me ne rendo conto, ma l’occhio vuole la sua parte. Forse non serviva differenziare i dialoghi, tra telefonici e parlati e i pensieri, ma ognuno si organizza come meglio crede, ci mancherebbe altro. Buon lavoro!

  11. Ciao Fenderman,
    con questo racconto stai virando al noir, nonostante la trovata del pesce orfano, mi pare a tinte più fosche. Un degno figlio di 3X1 e di Affare Tasmania. È come se ad ogni racconto tu cambiassi stile, hai cominciato a leggere qualcosa di nuovo?
    Voto perché la cosa si allarghi e stiamo a vedere come va. Il drin drin è risultato opprimente, bravo, hai messo anche questa volta ogni cosa al posto giusto.
    Alla prossima!

  12. Rieccoti, ciao Fenderman,
    scusa ho letto che avevi cominciato un nuovo racconto, ma poi mi è passato di mente. Oggi ho commentato la chiusa di Gibbone e mi è tornato alla memoria.
    Direi che qui ci scappa un altro racconto divertente, forse meno dialogico? 🙂
    Ho votato: Enrico pronto a tutto e vediamo che succede.
    Alla prossima!

  13. Eccoci di nuovo in gioco. Chiuso un caso se ne apre un altro. Voto “i C.C. non sanno che pesci pigliare…”, mi pare azzeccatissima.
    Ho dovuto rileggere la frase di apertura due volte perchè mi suonava strana, come se ci fosse un errore, che non c’è, però è davvero contorta messa così, anche se stilisticamente ha il suo perchè.
    Buon lavoro!

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