10 Ore (Di Follia)

Dove eravamo rimasti?

l'attenzione si sposta su: il liutaio (67%)

La custodia

Appena Rossella fu rilasciata dall’ospedale e dai suoi amorevoli aguzzini si ritrovò fra le braccia di Enrico e Bettina che, non sentendo ragioni, se la portarono a casa loro. Il Maresciallo Maugeri si offrì di scortarli e salutandoli prima di tornare al comando, promise indagini accurate, raccomandò prudenza e riposo e dispensò sorrisi e strette di mano ricavandone in cambio ringraziamenti e congratulazioni insieme a… qualche bugia!
Enrico, quando Rossella, sua moglie e lui furono finalmente soli, si aggiustò sul divano accanto alla sorella e ascoltò il suo racconto con Betty che ne sottolineava ogni passaggio con strane, buffe espressioni del viso. Il pensiero fisso era però là… alla custodia rigida per chitarra folk dreadnought shaped che ammiccava da un angolo e diceva: “Aprimi, aprimi!”.
Insomma: ora che Rossella era al sicuro, lui aveva quel solo pensiero in testa.
A Betty non aveva ancora detto dello scambio fallito e quindi lei neanche sospettava, (anche se presto si sarebbe fatta qualche domanda), che i soldi fossero ancora lì, nella custodia, in pratica nello loro mani. Quei soldi erano ora il suo problema ma potevano anche essere la sua fortuna se c’erano davvero. Ad un certo punto pensò pure che una bella conclusione in stile farsa poteva anche starci, con tutti che ridono un po’ e poi tornano alle proprie vite come se nulla fosse successo…
E, però, la verifica andava fatta, doveva controllare ‘ ’sta schedina del superenalotto’ e vedere se la sua vita era cambiata o meno.
Le due donne intanto continuavano a parlare e non si decidevano a lasciarlo solo neanche dopo che ebbero consumato un pranzo leggero di cui nessuno dei tre sentiva veramente il bisogno.
Alla fine, stremato da tanta tensione improduttiva si decise a sparare una cartuccia rinvenuta per caso in un angolo del cervelletto: «…Ragazze, scusate, adesso andate a riposarvi un po’, avete sentito i medici, e il maresciallo… riposate e non pensate a niente, io devo fare un salto in laboratorio, per la bomba, e perché davvero aspetto un cliente da Perugia che avevo completamente dimenticato. Vi prometto che tornerò prestissimo con un bel gelato al pistacchio e una bottiglia di prosecco! Ok? Ci vediamo dopo, ciao amori miei!».
+
Saltò in macchina come un ladro col malloppo (😁), ingranò la quarta e via, di corsa verso il laboratorio…! Sentiva il fiato sul collo delle sue donne, i loro occhi puntati su di lui mentre scappava… A dire il vero non c’era ragione di preoccuparsi tanto: le donne in certi momenti desiderano stare sole, si consolano e si assolvono a vicenda; il capo branco può e deve farsi da parte, niente è più solido e intimo del loro essere amiche e sorelle.  Ciò che gravava veramente su lui e alimentava strani sensi di colpa per delitti non ancora commessi era il peso di quei soldi!  Con quel peso addosso arrivò presto al corso dov’erano il negozio in briciole, il laboratorio e il comando Carabinieri
Stava per entrare in laboratorio quando il maresciallo, (sempre all’erta!), che controllava lo sgombero delle macerie del negozio di surgelati, lo notò.
«Ah, Enrico…Riccio, vieni, devo farti vedere una cosa!»
Beh, avete presente il cuore a mille, il fiato corto, il male al petto dopo cinque piani di scale col bambino in braccio? Ecco! Immaginate di entrare in una stazione dei carabinieri con una custodia di chitarra in cui avete nascosto …entomila Euro frutto di una rapina, di non saper spiegare la ragione per la quale sono lì e perché non li avete denunciati. La vostra posizione è imbarazzante a dir poco; il vostro autocontrollo soffre la sfida impari con la realtà sfacciata delle cose e…
«Guarda queste foto, Enrico», esordì Maugeri, «sono del negozio, scattate ieri. Riconosci qualcuno? Vedi qualcosa di inusuale…, insomma noti qualcosa che ci può aiutare?»
Enrico prese la palla al balzo per deviare l’attenzione verso tutto ciò che non fosse la custodia.
«Io, veramente non so… non passo il tempo in finestra però qui vedo una Passat S.W. e mi pare che alla radio qualche testimone della rapina riferisse di una macchina uguale… o sbaglio?»
«Non sbagli. Questa macchina ha sostato ieri davanti al negozio per un po’ e poi è sparita. Potrebbe essere la stessa della rapina per una serie di ragioni. Tu, ieri l’hai notata?»
«No, io no.»
«Va bene, ok! Ah, vedo che ti sei già rimesso al lavoro…!», disse indicando la custodia.
Un brivido freddo attraversò una per una tutte le vertebre di Enrico che sentì anche la pressione arteriosa avvicinarsi per un attimo ai minimi vitali. Strinse l’impugnatura come la manina di un un figlio che l’onda vuole portarti via… mano sudata e viscere… lasciamo stare.
«Uhm, sì, è la chitarra di quel cliente di Perugia, Betty ti ha detto… una vecchia chitarra da restaurare, vale poco, ma per lui ha un valore affettivo e quindi… »
«Niente di speciale allora!», lo sguardo del maresciallo indugiava ancora sulla custodia… ‘ma che cavolo, non ha nient’altro da fare questo?’, pensò il povero (povero forse ancora per
poco) liutaio…

parleremo soprattutto...

  • di chi lo ignora e suo malgrado viene coinvolto (0%)
    0
  • di chi il problema lo crea (67%)
    67
  • del prossimo problema di Enrico (33%)
    33
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27 Commenti

  1. Ciao K., concordo, ormai l’ho capito perfino io e sto tentando di inserire elementi semplificativi e alleggerimenti nella trama. È un peccato, il giallo vuole la complicazione perché alla base c’è sempre un enigma e più personaggi ci sono più nodi il lettore deve sciogliere.
    Grazie per il commento, alla prossima.🙋

  2. Ciao Fenderman,
    per me dimostrerà coraggio. Questo capitolo mi è piaciuto e mi è risultato anche più fruibile. Quando mi facevano notare i troppi personaggi, non capivo. Pensavo che fosse semplice tenere il conto di chi facesse cosa; certo che lo era, ma nella mia testa. Chi leggeva trovava un groviglio di nomi e situazioni che non gli potevano risultare chiari come a me. Con questo voglio dirti che la cosa migliore, in un racconto breve (per di più a puntate) è mantenere pochi personaggi, ben delineati, altrimenti il povero lettore fa fatica a tenere il filo. Credimi: non è una critica, solo un consiglio da chi questo errore lo commette spesso. Ti auguro una buonissima giornata e ci si rivede nel finale.
    Alla prossima!

  3. Ciao Fenderman,
    direi che arrivato il memento di fare 2+2, anche perché siamo quasi in dirittura d’arrivo…
    Questo capitolo l’ho preferito agli altri, forse perché l’ho capito meglio. Il problema (non problema) di questi racconti, scritti a puntate, è che a volte si fatica a riprendere il filo. Se poi conti che, magari, ne leggi anche parecchi, tutti diversi tra loro… 🙂 Forse sto solo diventando vecchia 😉
    Alla prossima!

    • Ciao, frequento da poco questa piattaforma ma penso anch’io ormai, che inserirvi una trama gialla con la sua naturale complessità sia come mescolare acqua e olio. Il risultato è incerto e il lettore rischia di perdersi. Poiché The Incipit è così, temo che bisognerà approcciarlo con trame e scritture più semplici da memorizzare. È un peccato per chi ama scrivere di giallo ma tant’è!😊
      Ciao, grazie, alla prossima🙋

  4. Grazie per lo spiegone iniziale, ne sentivo il bisogno e comunque mi pare che sia funzionale anche a presentare la seconda parte della storia. Diamo un po’ di spazio al commissario, visto che lo hai tirato dentro un’altra volta, voto “Maugeri ci vede benissimo”. Buon lavoro!

  5. Spostiamo l’attenzione sui soldi, tanto gira sempre tutto intorno ai soldi. Non capisco bene cosa potrebbe succedere adesso, la storia potrebbe chiudersi qui, ma siamo solo alla metà quindi mi viene il dubbio che ho saltato io qualche passaggio e mi sono un po’ persa. Probabilmente si chiarirà al prossimo capitolo. Buon lavoro!

  6. Ciao, Keziarica, Enrico è sempre lui il fratello della rapita, e la “sua ” è voluto a sottolineare che il ritorno affrettato verso l’auto si era trasformato in fuga perché il cane ha preso ad inseguirlo. In quanto alla seconda coppia di banditi si è dileguata nell’episodio precedente con l’altra metà del bottino e naturalmente è a piede libero… Ciao,
    grazie e buon ferragosto?🙋

  7. Ciao Fenderman,
    bella l’idea di dividere le scene, per poi farle combaciare nell’incontro/scontro.
    Quindi, ricapitolando: la ragazza è salva, i due della banda sono fuori combattimento, il malloppo è in mano a Enrico che è uno della seconda coppia di banditi (?)… quindi chi è Enrico? Il fratello della rapita?
    Ti segnalo questa frase:
    “una vera e propria fuga verso la macchina la sua perché”… la sua è voluto?
    Alla prossima!
    p.s. il liutaio

    • Ciao, l’hai detto, questo è il tallone del nostro Achille “the incipit”! Soprattutto in un giallo dove un dettaglio del primo episodio può diventare determinante nell’ultimo, la pubblicazione a episodi confonde e ogni volta bisognerebbe ricominciare a leggere da capo.
      In ogni caso i nostri banditi, divisi in due coppie, una con la ragazza e l’altra col malloppo, litigano; il malloppo passa come previsto nelle mani del nostro eroe, la metà della banda si dilegua e rimane solo la coppia che tiene la ragazza. Si concorda lo scambio. Questo nella sostanza. ciao, grazie…🙋

  8. Ciao Fenderman,
    secondo me, i rapinatori litigano. Eh già, capita anche nelle migliori bande 🙂
    Molto bene, nessuna sbavatura e dialoghi serrati che non hanno bisogno d’altro che d’essere letti. Devo dire che, nonostante tu sia già bravo, il tuo stile migliora di volta in volta. I dialoghi con norme diverse possono starci con i pensieri, lascerei perdere la differenziazione tra dialogo al telefono e di persona, anche se il racconto è tuo e ci fai quel che vuoi. 🙂
    Alla prossima!

  9. Ho scelto di far litigare i rapinatori, spesso succede, anche se questi mi sembrano aver studiato con cura il piano. Il capitolo scorre bene, giusto la punteggiatura mi infastidisce un po’, più che altro a livello grafico, non grammaticale. Tutti quei trattini sono antiestetici, sì, è una scemata, me ne rendo conto, ma l’occhio vuole la sua parte. Forse non serviva differenziare i dialoghi, tra telefonici e parlati e i pensieri, ma ognuno si organizza come meglio crede, ci mancherebbe altro. Buon lavoro!

  10. Ciao Fenderman,
    con questo racconto stai virando al noir, nonostante la trovata del pesce orfano, mi pare a tinte più fosche. Un degno figlio di 3X1 e di Affare Tasmania. È come se ad ogni racconto tu cambiassi stile, hai cominciato a leggere qualcosa di nuovo?
    Voto perché la cosa si allarghi e stiamo a vedere come va. Il drin drin è risultato opprimente, bravo, hai messo anche questa volta ogni cosa al posto giusto.
    Alla prossima!

  11. Eccoci di nuovo in gioco. Chiuso un caso se ne apre un altro. Voto “i C.C. non sanno che pesci pigliare…”, mi pare azzeccatissima.
    Ho dovuto rileggere la frase di apertura due volte perchè mi suonava strana, come se ci fosse un errore, che non c’è, però è davvero contorta messa così, anche se stilisticamente ha il suo perchè.
    Buon lavoro!

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