10 Ore (Di Follia)

Dove eravamo rimasti?

parleremo soprattutto... di chi il problema lo crea (67%)

Numero-uno

Numero-uno, lo ricordate? Era quello della banda che aveva tenuto il malloppo e che avendone ottenuta la metà per sé aveva lasciato la scena salutando complici, ostaggi, e ciao, ciao!
Al momento della decisione di spartire si trovava a Rieti nei pressi del bar dove il barbafinta avrebbe poi consegnato la sacca coi soldi restanti a Enrico. Soggiornava spesso in un piccolo albergo da quelle parti perché faceva il rappresentante di commercio, (scatolame, cibi conservati e surgelati), era conosciuto e si riteneva se non insospettabile almeno non inviso alla gente.
In albergo aveva passato i momenti cruciali della consegna fatta da barbafinta a Riccio, in camera, contando i soldi della sua parte sparsi sul letto come in un film di gangster, mentre poteva quasi gustarsi la scena dalla finestra.
Se li era meritati quei bigliettoni, pensava, perché in fondo era stato lui col proprietario del negozio poi fatto saltare, a ideare e organizzare il colpo. Numero-due era arrivato dopo per curare soprattutto tempi e modi della rapina in banca, ma la vera mente era lui.
Il negoziante, da parte sua, si era fatto carico della messa a punto del botto al magazzino surgelati visto che sapeva bene come fare molti danni senza possibilmente ammazzare nessuno e senza lasciare tracce.
Insomma lui stava in albergo e lì era rimasto nelle ore successive a smaltire l’adrenalina e attaccato alla radio per seguire gli sviluppi della vicenda; e fu così che apprese della liberazione di Rossella e della morte di Numero-due sotto il camion a Terni; ‘Che coglione!’ pensò. Dall’arresto del magrebino non temeva nulla perché quello di lui nulla sapeva.
Pensa che ti ripensa a un certo punto fu rapito da una idea: perché non recuperare anche i soldi che erano rimasti a Riccio…?
Ora i suoi 186mila € non gli bastavano più e Riccio doveva cominciare a preoccuparsi.
Si avviò, così, tranquillo verso il corso dove stava il laboratorio del liutaio .

Enrico entrò nel laboratorio che olezzava come un peschereccio di Mazara; la finestra era aperta e purtroppo non c’era molto altro da fare. Chi se ne importa, era arrivato il momento! Finalmente tirò fuori la sacca dalla custodia, la aprì e si ubriacò la vista con il rosa delle mazzette da 50€.
Provò a dare una contata, erano circa 150mila, davvero tanti tanti. E adesso?
“Caro mio adesso viene il bello, vengono le domande, i dubbi, i pentimenti, e i conti da fare con Bettina!”, ammonì una vocina.
‘Sarà anche un momento complicato, però che bello!’, pensò lui.
…E invece, puntuale come la notte arrivò la disillusione, nella forma di una telefonata di Numero-uno che voleva i soldi e non concedeva mance!
«Non tentare di fregarmi, sono molto vicino e se scappi ti vedo, non chiamare i Carabinieri perché lo sai che ti arrestano insieme a tua sorella vero?»
Enrico si sentì come quello a cui il cane ha mangiato la schedina vincente. Tuttavia non voleva dargliela vinta tanto facilmente.
Accese il telefonino che usava per lavoro, tolse suoneria e vibrazione e lo infilò in un taschino laterale della sacca blu.
Chiamò Il maresciallo con l’altro telefono: «Maresciallo sono Riccio, ho una traccia per lei, poi le spiegherò… siete in grado di seguire un cellulare con che ne so, il gps o qualche altro sistema?»
«Siamo in guerra oggi Riccio, dammi il numero che ci penso io, la sala operativa a Rieti lo può fare… sì? 334…»
‘Bene, questo lo freghiamo stavolta!’, pensò eccitatissimo.
Drin, drin! La porta!
Enrico si preparò al confronto con un profondo respiro… aprì e…: «BETTY! …Ma che cavolo ci fai qui? Perché sei qui, perché?»
«Eh, e calma Enrico, ma che ti prende, volevo vedere il laboratorio, Rossella è a casa volevo vedere… te, sei impazzito?»
«Ma non dovevi venire… io, io… ho da fare, non vedi che casino? Adesso arriva il cliente da Perugia e che trova, il caos… te ne devi andare subito…»
Drin, drin!
«Shhh, eccolo, zitta, vai di là, prepara un caffè ma non farti vedere se non ti chiamo io è chiaro? È Chiaro Betty? Bene, vai!»
«Tu sei matto, devi riposare… e non spingere, vado, vado!»
Dalla porta fece capolino prima di entrare un uomo alto, benvestito, occhiali da sole, cappellino con visiera.

« Buona sera Enrico, eccoci qua. È pronta la mia chitarra?»
Betty, che origlia dalla stanza accanto, sorride e si sposta a fare il caffè perché ora sa che suo marito non le ha mentito.
«Certo, è pronta. Eccola!» Enrico si tradisce alzando un poco il tono di voce per far abboccare Betty.
Il gaglioffo per un attimo si insospettisce: ‘Riccio è nervoso, ma chi non lo sarebbe al suo posto? ’, pensa. Prende la custodia, la apre, scorre la lampo della sacca, sposta qualche mazzetta e infine decide di fidarsi e strizzando un invisibile occhio dice a bassa voce:
«Non è che ti sei fatto un giro qua dentro vero?»
«No, voglio solo essere lasciato in pace!»
«Bene, me ne vado, ti saluto… »
Quello fu il momento che Betty scelse per entrare in scena.
«Non gradisce un caffè?»
Fu come un colpo di fucile sparato in un ascensore. Niente in quel momento poteva fare più rumore.

Che cosa accade?

  • Maugeri ci vede benissimo (100%)
    100
  • “Lapsus” d'indagine (0%)
    0
  • betty nei guai (0%)
    0
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27 Commenti

  1. Ciao K., concordo, ormai l’ho capito perfino io e sto tentando di inserire elementi semplificativi e alleggerimenti nella trama. È un peccato, il giallo vuole la complicazione perché alla base c’è sempre un enigma e più personaggi ci sono più nodi il lettore deve sciogliere.
    Grazie per il commento, alla prossima.🙋

  2. Ciao Fenderman,
    per me dimostrerà coraggio. Questo capitolo mi è piaciuto e mi è risultato anche più fruibile. Quando mi facevano notare i troppi personaggi, non capivo. Pensavo che fosse semplice tenere il conto di chi facesse cosa; certo che lo era, ma nella mia testa. Chi leggeva trovava un groviglio di nomi e situazioni che non gli potevano risultare chiari come a me. Con questo voglio dirti che la cosa migliore, in un racconto breve (per di più a puntate) è mantenere pochi personaggi, ben delineati, altrimenti il povero lettore fa fatica a tenere il filo. Credimi: non è una critica, solo un consiglio da chi questo errore lo commette spesso. Ti auguro una buonissima giornata e ci si rivede nel finale.
    Alla prossima!

  3. Ciao Fenderman,
    direi che arrivato il memento di fare 2+2, anche perché siamo quasi in dirittura d’arrivo…
    Questo capitolo l’ho preferito agli altri, forse perché l’ho capito meglio. Il problema (non problema) di questi racconti, scritti a puntate, è che a volte si fatica a riprendere il filo. Se poi conti che, magari, ne leggi anche parecchi, tutti diversi tra loro… 🙂 Forse sto solo diventando vecchia 😉
    Alla prossima!

    • Ciao, frequento da poco questa piattaforma ma penso anch’io ormai, che inserirvi una trama gialla con la sua naturale complessità sia come mescolare acqua e olio. Il risultato è incerto e il lettore rischia di perdersi. Poiché The Incipit è così, temo che bisognerà approcciarlo con trame e scritture più semplici da memorizzare. È un peccato per chi ama scrivere di giallo ma tant’è!😊
      Ciao, grazie, alla prossima🙋

  4. Grazie per lo spiegone iniziale, ne sentivo il bisogno e comunque mi pare che sia funzionale anche a presentare la seconda parte della storia. Diamo un po’ di spazio al commissario, visto che lo hai tirato dentro un’altra volta, voto “Maugeri ci vede benissimo”. Buon lavoro!

  5. Spostiamo l’attenzione sui soldi, tanto gira sempre tutto intorno ai soldi. Non capisco bene cosa potrebbe succedere adesso, la storia potrebbe chiudersi qui, ma siamo solo alla metà quindi mi viene il dubbio che ho saltato io qualche passaggio e mi sono un po’ persa. Probabilmente si chiarirà al prossimo capitolo. Buon lavoro!

  6. Ciao, Keziarica, Enrico è sempre lui il fratello della rapita, e la “sua ” è voluto a sottolineare che il ritorno affrettato verso l’auto si era trasformato in fuga perché il cane ha preso ad inseguirlo. In quanto alla seconda coppia di banditi si è dileguata nell’episodio precedente con l’altra metà del bottino e naturalmente è a piede libero… Ciao,
    grazie e buon ferragosto?🙋

  7. Ciao Fenderman,
    bella l’idea di dividere le scene, per poi farle combaciare nell’incontro/scontro.
    Quindi, ricapitolando: la ragazza è salva, i due della banda sono fuori combattimento, il malloppo è in mano a Enrico che è uno della seconda coppia di banditi (?)… quindi chi è Enrico? Il fratello della rapita?
    Ti segnalo questa frase:
    “una vera e propria fuga verso la macchina la sua perché”… la sua è voluto?
    Alla prossima!
    p.s. il liutaio

  8. Ciao Fenderman,
    scusa, ma devo dirtelo, questo capitolo mi ha lasciato con una gran confusione. Non ho ben capito cosa è successo e chi ha fatto o deciso cosa. Lo so, forse rileggendo da principio…
    La forma è impeccabile, ma la sostanza risulta un po’ confusa, almeno a me.
    Voto per la riuscita dello scambio con un però.
    Alla prossima!

    • Ciao, l’hai detto, questo è il tallone del nostro Achille “the incipit”! Soprattutto in un giallo dove un dettaglio del primo episodio può diventare determinante nell’ultimo, la pubblicazione a episodi confonde e ogni volta bisognerebbe ricominciare a leggere da capo.
      In ogni caso i nostri banditi, divisi in due coppie, una con la ragazza e l’altra col malloppo, litigano; il malloppo passa come previsto nelle mani del nostro eroe, la metà della banda si dilegua e rimane solo la coppia che tiene la ragazza. Si concorda lo scambio. Questo nella sostanza. ciao, grazie…🙋

  9. Ciao Fenderman,
    secondo me, i rapinatori litigano. Eh già, capita anche nelle migliori bande 🙂
    Molto bene, nessuna sbavatura e dialoghi serrati che non hanno bisogno d’altro che d’essere letti. Devo dire che, nonostante tu sia già bravo, il tuo stile migliora di volta in volta. I dialoghi con norme diverse possono starci con i pensieri, lascerei perdere la differenziazione tra dialogo al telefono e di persona, anche se il racconto è tuo e ci fai quel che vuoi. 🙂
    Alla prossima!

  10. Ho scelto di far litigare i rapinatori, spesso succede, anche se questi mi sembrano aver studiato con cura il piano. Il capitolo scorre bene, giusto la punteggiatura mi infastidisce un po’, più che altro a livello grafico, non grammaticale. Tutti quei trattini sono antiestetici, sì, è una scemata, me ne rendo conto, ma l’occhio vuole la sua parte. Forse non serviva differenziare i dialoghi, tra telefonici e parlati e i pensieri, ma ognuno si organizza come meglio crede, ci mancherebbe altro. Buon lavoro!

  11. Ciao Fenderman,
    con questo racconto stai virando al noir, nonostante la trovata del pesce orfano, mi pare a tinte più fosche. Un degno figlio di 3X1 e di Affare Tasmania. È come se ad ogni racconto tu cambiassi stile, hai cominciato a leggere qualcosa di nuovo?
    Voto perché la cosa si allarghi e stiamo a vedere come va. Il drin drin è risultato opprimente, bravo, hai messo anche questa volta ogni cosa al posto giusto.
    Alla prossima!

  12. Rieccoti, ciao Fenderman,
    scusa ho letto che avevi cominciato un nuovo racconto, ma poi mi è passato di mente. Oggi ho commentato la chiusa di Gibbone e mi è tornato alla memoria.
    Direi che qui ci scappa un altro racconto divertente, forse meno dialogico? 🙂
    Ho votato: Enrico pronto a tutto e vediamo che succede.
    Alla prossima!

  13. Eccoci di nuovo in gioco. Chiuso un caso se ne apre un altro. Voto “i C.C. non sanno che pesci pigliare…”, mi pare azzeccatissima.
    Ho dovuto rileggere la frase di apertura due volte perchè mi suonava strana, come se ci fosse un errore, che non c’è, però è davvero contorta messa così, anche se stilisticamente ha il suo perchè.
    Buon lavoro!

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