10 Ore (Di Follia)

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? Maugeri ci vede benissimo (100%)

la fuga

A parere di Enrico la reazione del malvivente fu quantomeno esagerata!
La sua personale esperienza di confronto-scontro con la malavita registrò un passaggio nuovo quanto imprevisto quando il calcio della .32 calò con un flash sulla sua testa e il laboratorio scomparve a vantaggio di un più esotico cielo nero punteggiato di stelle.
Il povero Numero-uno, dal canto suo sembrava Indiana Jones alle prese con le sabbie mobili, con gli occhi fuori dalle orbite e il cane della paura che mordeva lo stomaco, prese la donna per i capelli e la buttò giù per le scale per coprirsi la fuga.
Dietro la porta prima di uscire in strada, prese atto in un lampo di lucidità che la donna intendeva collaborare, si ricompose, rifiatò, cinse Bettina con un braccio e, sacca in spalla uscì con lei in strada senza perdere altro tempo.
Fuori le attività di sgombero continuavano ma loro non si fermarono a curiosare. Betty precedeva di mezzo passo l’uomo con la pistola che la spingeva avanzando a passi brevi e, giocoforza affrettati.
Arrivati che furono alla macchina, una Golf nera, Numero-uno la fece ‘accomodare’ biascicando vaghe minacce; chiuse contegnosamente lo sportello e girò intorno all’auto per entrare dall’altro lato. Contava di passare inosservato ma Invece fu proprio quel gesto inusuale, apparentemente cortese, ad essere notato da due carabinieri che tornavano a piedi da un servizio esterno diretti alla caserma che stava lì a duecento metri. Appena questi varcarono la soglia del comando furono attirati dalla strana attività intorno all’ufficio di Maugeri con i colleghi che entravano e uscivano con fare concitato.
«Che succede?», chiese uno sbirciando nella stanza, «che c’è sul monitor?»
«Sembra che Riccio, qua di fronte», rispose un collega, «abbia dato una dritta al maresciallo…: un cellulare da seguire col G.P.S. e pare proprio che la traccia si sia appena mossa da qua vicino per uscire dal paese… vedremo dove ci porta… »
Il Carabiniere sbottò in una risata: «Ha, ha, ha, ma Maugeri è impazzito? Ecco chi era, mi sembrava!»
«Ma che ti prende, sei ubriaco?» lo apostrofò l’altro prendendolo per un braccio e cercando di allontanarlo dalla porta dell’ufficio.
Quello, divincolandosi e rivolgendosi al collega con il quale era appena rientrato rispose:
«Quella che abbiamo appena visto salire sulla Golf con quel tipo era la moglie di Riccio, lì per lì non l’avevo riconosciuta, ma era lei!»
Un minuto dopo il maresciallo Maugeri era, senza parole, davanti a tre dei suoi uomini accorsi nel suo ufficio per informarlo che il liutaio si faceva pedinare la moglie infedele dai Carabinieri.
La sventola fu forte, paragonabile a quella rimediata da Riccio stesso poco prima, ma Maugeri, (che non per niente era maresciallo e non semplice carabiniere), riattivò in un attimo i neuroni scossi, esaminò in un millisecondo i curricula di Enrico e del suo uomo, ricapitolò tutto quello che era successo dalla mattina a Specchio e dintorni, si fece alcune domande e si dette qualche risposta evidentemente esatta perché dopo pochi secondi sentenziava:
«Cannavale sei un idiota e meno male che ce l’ hai detto altrimenti ti avrei fatto vedere io… Due con me, saliamo da Riccio! E seguite quella Golf nera, ( almeno una cosa utile ce l’hai detta)!»
Cannavale, basito, si avviò senza commentare e con lui entrò alla carica da Enrico che, dal canto suo, terminata ormai la conta dei satelliti di Giove, scalava il ritorno alla ragione con una serie di espressivi: «oh, hai, haaa,» eccetera, eccetera!
Certo che scosso era scosso e, in attesa di avere un’idea, preferì fare il tonto: mal di testa, ricordi confusi, qualche parola a vanvera.
Il maresciallo intanto guardava torvo intorno a sé, gli occhi erano due fessure scure con una scintilla accesa. Sembrava misurare a spanne il laboratorio cercando di anticipare risposte alle mille domande che avrebbe fatto a Riccio di lì a poco. Osservò bene quel suo dirimpettaio che un po’ gli faceva pena anche se doveva spiegare molte cose e aveva troppe bugie da farsi perdonare.
Enrico, invece pensava a Betty, era preoccupato anche se qualcosa gli diceva che l’uomo l’avrebbe rilasciata presto: lui aveva evidentemente agito d’impulso e non aveva ragione di continuare a portarsela dietro!
Rifiutò, di andare in ospedale e chiese di poter seguire il monitoraggio della macchina in fuga.
Dopo un po’, da Maugeri, intuì dove il gaglioffo si stava dirigendo: andava dritto dritto verso Rieti in zona “quattro strade-aeroporto».
‘…barbafinta, lo scambio, il bar…! Ecco dunque la base della banda!’, pensò.
Dopo una breve sosta però, l’auto ripartì per tornare verso Specchio; la traccia proseguì per alcuni chilometri finché, improvvisamente sparì! Questo fatto imprevisto aumentò il nervosismo di Enrico che pur cercando di dire e non dire pungolava senza sosta il maresciallo; ma Maugeri cominciava ad essere stufo di quella situazione. Con un cenno intimò ai suoi di uscire; chiuse la porta, si girò, guardò Enrico negli occhi e disse…

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27 Commenti

  1. Ciao K., concordo, ormai l’ho capito perfino io e sto tentando di inserire elementi semplificativi e alleggerimenti nella trama. È un peccato, il giallo vuole la complicazione perché alla base c’è sempre un enigma e più personaggi ci sono più nodi il lettore deve sciogliere.
    Grazie per il commento, alla prossima.🙋

  2. Ciao Fenderman,
    per me dimostrerà coraggio. Questo capitolo mi è piaciuto e mi è risultato anche più fruibile. Quando mi facevano notare i troppi personaggi, non capivo. Pensavo che fosse semplice tenere il conto di chi facesse cosa; certo che lo era, ma nella mia testa. Chi leggeva trovava un groviglio di nomi e situazioni che non gli potevano risultare chiari come a me. Con questo voglio dirti che la cosa migliore, in un racconto breve (per di più a puntate) è mantenere pochi personaggi, ben delineati, altrimenti il povero lettore fa fatica a tenere il filo. Credimi: non è una critica, solo un consiglio da chi questo errore lo commette spesso. Ti auguro una buonissima giornata e ci si rivede nel finale.
    Alla prossima!

  3. Ciao Fenderman,
    direi che arrivato il memento di fare 2+2, anche perché siamo quasi in dirittura d’arrivo…
    Questo capitolo l’ho preferito agli altri, forse perché l’ho capito meglio. Il problema (non problema) di questi racconti, scritti a puntate, è che a volte si fatica a riprendere il filo. Se poi conti che, magari, ne leggi anche parecchi, tutti diversi tra loro… 🙂 Forse sto solo diventando vecchia 😉
    Alla prossima!

    • Ciao, frequento da poco questa piattaforma ma penso anch’io ormai, che inserirvi una trama gialla con la sua naturale complessità sia come mescolare acqua e olio. Il risultato è incerto e il lettore rischia di perdersi. Poiché The Incipit è così, temo che bisognerà approcciarlo con trame e scritture più semplici da memorizzare. È un peccato per chi ama scrivere di giallo ma tant’è!😊
      Ciao, grazie, alla prossima🙋

  4. Grazie per lo spiegone iniziale, ne sentivo il bisogno e comunque mi pare che sia funzionale anche a presentare la seconda parte della storia. Diamo un po’ di spazio al commissario, visto che lo hai tirato dentro un’altra volta, voto “Maugeri ci vede benissimo”. Buon lavoro!

  5. Spostiamo l’attenzione sui soldi, tanto gira sempre tutto intorno ai soldi. Non capisco bene cosa potrebbe succedere adesso, la storia potrebbe chiudersi qui, ma siamo solo alla metà quindi mi viene il dubbio che ho saltato io qualche passaggio e mi sono un po’ persa. Probabilmente si chiarirà al prossimo capitolo. Buon lavoro!

  6. Ciao, Keziarica, Enrico è sempre lui il fratello della rapita, e la “sua ” è voluto a sottolineare che il ritorno affrettato verso l’auto si era trasformato in fuga perché il cane ha preso ad inseguirlo. In quanto alla seconda coppia di banditi si è dileguata nell’episodio precedente con l’altra metà del bottino e naturalmente è a piede libero… Ciao,
    grazie e buon ferragosto?🙋

  7. Ciao Fenderman,
    bella l’idea di dividere le scene, per poi farle combaciare nell’incontro/scontro.
    Quindi, ricapitolando: la ragazza è salva, i due della banda sono fuori combattimento, il malloppo è in mano a Enrico che è uno della seconda coppia di banditi (?)… quindi chi è Enrico? Il fratello della rapita?
    Ti segnalo questa frase:
    “una vera e propria fuga verso la macchina la sua perché”… la sua è voluto?
    Alla prossima!
    p.s. il liutaio

  8. Ciao Fenderman,
    scusa, ma devo dirtelo, questo capitolo mi ha lasciato con una gran confusione. Non ho ben capito cosa è successo e chi ha fatto o deciso cosa. Lo so, forse rileggendo da principio…
    La forma è impeccabile, ma la sostanza risulta un po’ confusa, almeno a me.
    Voto per la riuscita dello scambio con un però.
    Alla prossima!

    • Ciao, l’hai detto, questo è il tallone del nostro Achille “the incipit”! Soprattutto in un giallo dove un dettaglio del primo episodio può diventare determinante nell’ultimo, la pubblicazione a episodi confonde e ogni volta bisognerebbe ricominciare a leggere da capo.
      In ogni caso i nostri banditi, divisi in due coppie, una con la ragazza e l’altra col malloppo, litigano; il malloppo passa come previsto nelle mani del nostro eroe, la metà della banda si dilegua e rimane solo la coppia che tiene la ragazza. Si concorda lo scambio. Questo nella sostanza. ciao, grazie…🙋

  9. Ciao Fenderman,
    secondo me, i rapinatori litigano. Eh già, capita anche nelle migliori bande 🙂
    Molto bene, nessuna sbavatura e dialoghi serrati che non hanno bisogno d’altro che d’essere letti. Devo dire che, nonostante tu sia già bravo, il tuo stile migliora di volta in volta. I dialoghi con norme diverse possono starci con i pensieri, lascerei perdere la differenziazione tra dialogo al telefono e di persona, anche se il racconto è tuo e ci fai quel che vuoi. 🙂
    Alla prossima!

  10. Ho scelto di far litigare i rapinatori, spesso succede, anche se questi mi sembrano aver studiato con cura il piano. Il capitolo scorre bene, giusto la punteggiatura mi infastidisce un po’, più che altro a livello grafico, non grammaticale. Tutti quei trattini sono antiestetici, sì, è una scemata, me ne rendo conto, ma l’occhio vuole la sua parte. Forse non serviva differenziare i dialoghi, tra telefonici e parlati e i pensieri, ma ognuno si organizza come meglio crede, ci mancherebbe altro. Buon lavoro!

  11. Ciao Fenderman,
    con questo racconto stai virando al noir, nonostante la trovata del pesce orfano, mi pare a tinte più fosche. Un degno figlio di 3X1 e di Affare Tasmania. È come se ad ogni racconto tu cambiassi stile, hai cominciato a leggere qualcosa di nuovo?
    Voto perché la cosa si allarghi e stiamo a vedere come va. Il drin drin è risultato opprimente, bravo, hai messo anche questa volta ogni cosa al posto giusto.
    Alla prossima!

  12. Rieccoti, ciao Fenderman,
    scusa ho letto che avevi cominciato un nuovo racconto, ma poi mi è passato di mente. Oggi ho commentato la chiusa di Gibbone e mi è tornato alla memoria.
    Direi che qui ci scappa un altro racconto divertente, forse meno dialogico? 🙂
    Ho votato: Enrico pronto a tutto e vediamo che succede.
    Alla prossima!

  13. Eccoci di nuovo in gioco. Chiuso un caso se ne apre un altro. Voto “i C.C. non sanno che pesci pigliare…”, mi pare azzeccatissima.
    Ho dovuto rileggere la frase di apertura due volte perchè mi suonava strana, come se ci fosse un errore, che non c’è, però è davvero contorta messa così, anche se stilisticamente ha il suo perchè.
    Buon lavoro!

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