10 Ore (Di Follia)

Dove eravamo rimasti?

Che cosa occore 2+2=... (100%)

2+2

«Amico mio,» disse Maugeri, «adesso basta eh, calma e gesso, qui dirigo io, tu se vuoi stare stai, aspetta tua moglie, vedrai che tra poco chiama, e intanto preparati una versione credibile per le mie orecchie perché hai un sacco di cose da farmi digerire e io non faccio sconti, che sia chiaro!»
Pochi minuti e il cellulare squillò: Betty era libera.

Il bandito era fuggito col suo nuovo ostaggio senza rendersi conto dell’errore che faceva perché Bettina Onofri era un ospite pericoloso da tenere in macchina.
Non sapeva che gli Onofri erano una famiglia di artisti: scultori, pittori, architetti e una scenografa che aveva lavorato con Fellini nel mitico studio 5 di Cinecittà! Bettina, da parte sua, possedeva talento e memoria, riusciva infatti a cogliere i dettagli di una faccia e di una scena senza dimenticarli più ed era in grado di riprodurli col disegno. Insomma: Numero-uno si era scelto una compagna di viaggio decisamente scomoda!
Una volta in auto col bandito lei, prima di tutto, cercò di riconquistare autocontrollo e disciplina: ciò che le serviva per annotare mentalmente ogni particolare, anche se non rinunciò al tentativo di farsi rilasciare subito.
«…Non ti servo a niente, non dirò nulla… », diceva, e poi: «voglio solo essere lasciata in pace!»
«Anche tu!» Rispose lui, (all’ultimo che glielo aveva chiesto aveva dato una botta in testa solo dieci minuti prima).
Alla fine però, dopo un giro in aperta campagna si decise e la rilasciò. (A una discreta distanza da telefoni e impiccioni.)
Lei cominciò a camminare senza troppa fretta, era libera e doveva ripassare ogni dettaglio. Ricordava marca e modello dell’auto, il colore, i cerchi in lega, il fanalino incrinato, la targa, colore e disegno della tappezzeria e altro ancora. Soprattutto, però, ricordava la sua faccia, gli abiti, le scarpe, la voce, la pistola, la sacca blu e sarebbe stata in grado di disegnare tutto in venti minuti.
Mentre aspettava Enrico seduta nel bar dove aveva trovato ristoro e telefono, rifletteva.
C’era un qualcosa che le girava in un angolino della memoria, come un solletico, un bandolo da riacciuffare e riannodare ad altri ricordi, altre impressioni. Una scena e quella faccia… una scena, ora ricordava, ferma eppure in movimento, vista attraverso un vetro sporco e per pochi secondi…
La risposta, sbiadita ma apprezzabile, credibile, arrivò proprio grazie alla situazione in cui lei stessa in quel momento si trovava: aveva visto quell’uomo, (ora lo rivedeva), da un autobus in movimento: lui era fermo, seduto proprio come lei adesso al tavolo di un bar, ma non era solo…!
Poco dopo in auto con un incerottato ma felice Enrico, guardando davanti a sé, lontano nel vuoto, ad un certo punto disse:
«Amore, posso chiederti una cosa? Ti sei chiesto come mai questi quattro banditi da strapazzo che hanno fatto mille errori fossero così preparati a dovere per il colpo?»
«Cioè…?»
«Voglio dire: il botto al negozio davanti al laboratorio e poi te, tua sorella, i nostri numeri di cellulare, gli indirizzi, le nostre macchine: sapevano tutto di noi! …E i soldi che hanno preso a girare intorno a noi fin dall’inizio ma rimanendo comunque sempre alla loro portata? Ti sei chiesto perché? Chi ci conosce così bene da organizzare una tale ragnatela di stronzate?»

Certo che se avessero potuto ascoltare la telefonata che aveva fatto Numero-uno poco prima di chiamare Enrico per riavere la sacca coi soldi, la risposta sarebbe stata facile!
«Pronto, stellina, eccoci qua… come stai?»
«Te lo dico quando ti prendo bastardo, mi volevi morta, che cazzo ti è passato per la testa?»
«Buona, buona, mi è sfuggito Numero-due che doveva stare con me e ti ha portato via, ma era tutto sotto controllo nessuno ti avrebbe fatto del male… »
«E, certo, facile dirlo adesso che lui è morto no? Io credo che fosse tutto già deciso, io dovevo fare da comparsa, magari vittima sacrificale per rendere più spettacolare il vostro circo…»
«Niente di più falso, meglio parlarne di persona, per adesso accontentati di sapere che se avessi potuto ti avrei liberata subito al nostro rifugio ma purtroppo eri con lui e lui non doveva conoscere il posto! Comunque eravamo e siamo in corsa, anzi ormai al traguardo direi, per ottenere quello che volevamo! Abbiamo messo su un bel teatrino che ha funzionato proprio perché improbabile, non te lo scordare e non ti lamentare, perché ora hai svoltato! Se ti può consolare sappi che sono al Corso e fra cinque minuti-cinque tuo fratello mi restituirà il resto del malloppo. Senza colpo ferire, giuro!»
«Io credo che tu stia raccontando un sacco di stronzate, attento a quello che fai con mio fratello che te la faccio pagare!»
«Tranquilla stellina, e…prepara la valigia, le nostre lunghe vacanze vanno ad incominciare!»

Enrico era confuso, troppe cose in un giorno solo, (erano passate solo nove ore dal volo dei merluzzi), e non voleva credere alla risposta che affiorava nella sua mente alla domanda di Betty, ma dopo un secondo voltò e diresse a gran velocità verso casa di Rossella.

finale scontato per il nostro eroe?

  • difenderà, come può, la famiglia (0%)
    0
  • dimostrerà coraggio (100%)
    100
  • farà la solita figuraccia (0%)
    0
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27 Commenti

  • Ciao K., concordo, ormai l’ho capito perfino io e sto tentando di inserire elementi semplificativi e alleggerimenti nella trama. È un peccato, il giallo vuole la complicazione perché alla base c’è sempre un enigma e più personaggi ci sono più nodi il lettore deve sciogliere.
    Grazie per il commento, alla prossima.🙋

  • Ciao Fenderman,
    per me dimostrerà coraggio. Questo capitolo mi è piaciuto e mi è risultato anche più fruibile. Quando mi facevano notare i troppi personaggi, non capivo. Pensavo che fosse semplice tenere il conto di chi facesse cosa; certo che lo era, ma nella mia testa. Chi leggeva trovava un groviglio di nomi e situazioni che non gli potevano risultare chiari come a me. Con questo voglio dirti che la cosa migliore, in un racconto breve (per di più a puntate) è mantenere pochi personaggi, ben delineati, altrimenti il povero lettore fa fatica a tenere il filo. Credimi: non è una critica, solo un consiglio da chi questo errore lo commette spesso. Ti auguro una buonissima giornata e ci si rivede nel finale.
    Alla prossima!

  • Ciao Fenderman,
    direi che arrivato il memento di fare 2+2, anche perché siamo quasi in dirittura d’arrivo…
    Questo capitolo l’ho preferito agli altri, forse perché l’ho capito meglio. Il problema (non problema) di questi racconti, scritti a puntate, è che a volte si fatica a riprendere il filo. Se poi conti che, magari, ne leggi anche parecchi, tutti diversi tra loro… 🙂 Forse sto solo diventando vecchia 😉
    Alla prossima!

    • Ciao, frequento da poco questa piattaforma ma penso anch’io ormai, che inserirvi una trama gialla con la sua naturale complessità sia come mescolare acqua e olio. Il risultato è incerto e il lettore rischia di perdersi. Poiché The Incipit è così, temo che bisognerà approcciarlo con trame e scritture più semplici da memorizzare. È un peccato per chi ama scrivere di giallo ma tant’è!😊
      Ciao, grazie, alla prossima🙋

  • Grazie per lo spiegone iniziale, ne sentivo il bisogno e comunque mi pare che sia funzionale anche a presentare la seconda parte della storia. Diamo un po’ di spazio al commissario, visto che lo hai tirato dentro un’altra volta, voto “Maugeri ci vede benissimo”. Buon lavoro!

  • Ciao Fenderman,
    ora le cose sono un po’ più chiare, grazie per l’intro esplicativa. Direi che Maugeri ci vede benissimo e vediamo che succede ora. Siamo quasi in fondo e vanno tirate le somme. Sei bravo a creare imprevisti e la scrittura è sempre molto piacevole.
    Alla prossima!

  • Di chi il problema lo crea.
    Ciao Fenderman,
    comincio a farmi un’idea più chiara della storia. Ora, il caro Riccio (povero liutaio) ha con sé, quanto? centomila (manca una c o è voluto?) e qualcosa, visto che siamo poco dopo la metà dovrà ancora succedere, perciò vediamo cosa…
    Ci si rivede alla prossima!

  • Spostiamo l’attenzione sui soldi, tanto gira sempre tutto intorno ai soldi. Non capisco bene cosa potrebbe succedere adesso, la storia potrebbe chiudersi qui, ma siamo solo alla metà quindi mi viene il dubbio che ho saltato io qualche passaggio e mi sono un po’ persa. Probabilmente si chiarirà al prossimo capitolo. Buon lavoro!

  • Ciao, Keziarica, Enrico è sempre lui il fratello della rapita, e la “sua ” è voluto a sottolineare che il ritorno affrettato verso l’auto si era trasformato in fuga perché il cane ha preso ad inseguirlo. In quanto alla seconda coppia di banditi si è dileguata nell’episodio precedente con l’altra metà del bottino e naturalmente è a piede libero… Ciao,
    grazie e buon ferragosto?🙋

  • Ciao Fenderman,
    bella l’idea di dividere le scene, per poi farle combaciare nell’incontro/scontro.
    Quindi, ricapitolando: la ragazza è salva, i due della banda sono fuori combattimento, il malloppo è in mano a Enrico che è uno della seconda coppia di banditi (?)… quindi chi è Enrico? Il fratello della rapita?
    Ti segnalo questa frase:
    “una vera e propria fuga verso la macchina la sua perché”… la sua è voluto?
    Alla prossima!
    p.s. il liutaio

  • Ciao Fenderman,
    scusa, ma devo dirtelo, questo capitolo mi ha lasciato con una gran confusione. Non ho ben capito cosa è successo e chi ha fatto o deciso cosa. Lo so, forse rileggendo da principio…
    La forma è impeccabile, ma la sostanza risulta un po’ confusa, almeno a me.
    Voto per la riuscita dello scambio con un però.
    Alla prossima!

    • Ciao, l’hai detto, questo è il tallone del nostro Achille “the incipit”! Soprattutto in un giallo dove un dettaglio del primo episodio può diventare determinante nell’ultimo, la pubblicazione a episodi confonde e ogni volta bisognerebbe ricominciare a leggere da capo.
      In ogni caso i nostri banditi, divisi in due coppie, una con la ragazza e l’altra col malloppo, litigano; il malloppo passa come previsto nelle mani del nostro eroe, la metà della banda si dilegua e rimane solo la coppia che tiene la ragazza. Si concorda lo scambio. Questo nella sostanza. ciao, grazie…🙋

  • Ciao Fenderman,
    secondo me, i rapinatori litigano. Eh già, capita anche nelle migliori bande 🙂
    Molto bene, nessuna sbavatura e dialoghi serrati che non hanno bisogno d’altro che d’essere letti. Devo dire che, nonostante tu sia già bravo, il tuo stile migliora di volta in volta. I dialoghi con norme diverse possono starci con i pensieri, lascerei perdere la differenziazione tra dialogo al telefono e di persona, anche se il racconto è tuo e ci fai quel che vuoi. 🙂
    Alla prossima!

  • Ho scelto di far litigare i rapinatori, spesso succede, anche se questi mi sembrano aver studiato con cura il piano. Il capitolo scorre bene, giusto la punteggiatura mi infastidisce un po’, più che altro a livello grafico, non grammaticale. Tutti quei trattini sono antiestetici, sì, è una scemata, me ne rendo conto, ma l’occhio vuole la sua parte. Forse non serviva differenziare i dialoghi, tra telefonici e parlati e i pensieri, ma ognuno si organizza come meglio crede, ci mancherebbe altro. Buon lavoro!

  • Ciao Fenderman,
    con questo racconto stai virando al noir, nonostante la trovata del pesce orfano, mi pare a tinte più fosche. Un degno figlio di 3X1 e di Affare Tasmania. È come se ad ogni racconto tu cambiassi stile, hai cominciato a leggere qualcosa di nuovo?
    Voto perché la cosa si allarghi e stiamo a vedere come va. Il drin drin è risultato opprimente, bravo, hai messo anche questa volta ogni cosa al posto giusto.
    Alla prossima!

  • Rieccoti, ciao Fenderman,
    scusa ho letto che avevi cominciato un nuovo racconto, ma poi mi è passato di mente. Oggi ho commentato la chiusa di Gibbone e mi è tornato alla memoria.
    Direi che qui ci scappa un altro racconto divertente, forse meno dialogico? 🙂
    Ho votato: Enrico pronto a tutto e vediamo che succede.
    Alla prossima!

  • Eccoci di nuovo in gioco. Chiuso un caso se ne apre un altro. Voto “i C.C. non sanno che pesci pigliare…”, mi pare azzeccatissima.
    Ho dovuto rileggere la frase di apertura due volte perchè mi suonava strana, come se ci fosse un errore, che non c’è, però è davvero contorta messa così, anche se stilisticamente ha il suo perchè.
    Buon lavoro!

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