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Dove eravamo rimasti?

A cosa è destinata l'anima di Alberto? Espiazione: merita la possibilità di fare ammenda per gli errori che ha commesso (60%)

Espiazione

<<Ripensa alla tua vita, all’infanzia, a Maruska, a mamma e papà, ai pazienti, a Veronica, a quella sera. Sarà la tua stessa anima a giudicare dove crede che sia giusto andare>>
Alberto resta in silenzio per qualche istante. Ripensa a tutto quello che lo ha condotto qui, riporta alla mente ricordi, emozioni, dolori della sua vita passata. Di fronte a quella Voce, si sente a nudo, come se non potesse mentire. Come se la sua anima non potesse mentire, ma solo dire la verità su ciò che sente.
<<Ho fatto cose orribili, lo ammetto. Mi sono comportato in maniera squallida sin troppe volte, perché mosso dalla rabbia, dalla paura del rifiuto o dal risentimento. Per questo la mia anima non merita la salvezza>>. Le sue parole sgorgano dal cuore, pure e sincere.
<<Ma ho sempre provato a fare la cosa giusta. Ho sempre voluto bene a mia madre e mio padre, nonostante le tante difficoltà. Ho scelto di essere medico perché non tolleravo di vedere le persone soffrire senza motivo, e volevo fare qualcosa di realmente utile per aiutarle. È per questo che quando ho visto Veronica in difficoltà, non ci ho pensato un secondo, dovevo difenderla! Dovevo aiutarla!>> Poi prende un grosso respiro, e dichiara: <<Vorrei la possibilità di espiare il mio peccato più grande, quello di essere stato responsabile della sua morte e della mia>>
La Voce, fino ad allora rimasta impassibile, cambia improvvisamente la sua postura allungandosi verso di lui e parlandogli con un tono di voce non più piatto, ma squillante e ben modulato.
<<Bene, Alberto. È arrivata l’ora di salutarci>>
<<Dove andrò adesso?>>
<<In realtà, da nessuna parte. Resterai qui>>
Alberto resta immobile, attonito.
<<È uno scherzo, vero?>>
<<Oh no, affatto. Resterai qui, e prenderai il mio posto. Grazie a te, sento di aver finito il mio percorso e di aver meritato la salvezza>>
<<Che vuol dire? Che adesso io sarò come te?>>
<<Vuol dire che adesso sarai qui ad accogliere le anime troppo sconvolte per potersi giudicare serenamente, e a condurle alla consapevolezza di sé, così come io ho fatto con te e con molti altri prima di te. Quando il tuo percorso di espiazione sarà finito, lo saprai, come lo so io adesso>>
Poi, la Voce fa qualcosa che lo lascia profondamente sorpreso. Gli stringe la mano e lo abbraccia.
<<Addio, Alberto>>
<<Addio…>>

Francesca Liscio vive con suo marito Marco da quasi cinque anni. Per molto tempo hanno provato ad avere un figlio, utilizzando ogni metodo che conoscevano. Fecondazione naturale, artificiale, assistita, Fivet, eterologa. Niente. Quando ormai lei e Marco si sono rassegnati ad una vita senza figli, avviene il miracolo. Francesca resta incinta, in modo naturale. La gravidanza è ricca di incertezze, Francesca ha ora 44 anni e i rischi sono tanti. Ma Carlotta, così si chiamerà sua figlia, nasce il 21 Dicembre 1991, in piena salute.
Il dramma avviene due mesi dopo. Francesca, in difficoltà per le ore di sonno perdute, e per un rapporto con Marco diventato sempre più complicato da quando lui le ha detto che non vorrebbe crescere un figlio a 51 anni, una notte commette qualcosa che non avrebbe voluto fare. Carlotta continua a piangere senza sosta da un tempo ormai indefinito. Forse più di un’ora. Non sembra volersi calmare. Francesca, esasperata dalla stanchezza, la scuote un po’ troppo forte nel tentativo di farla addormentare. La piccola effettivamente si addormenta, e lei può crollare sul suo letto.
Quando si sveglia di soprassalto, è mezzogiorno. Ha dormito più di nove ore. Un dubbio la sconvolge. Dov’è la bambina? Perché non l’ha sentita piangere?
La verità è che alle 03.58 della notte appena trascorsa, il cuoricino di Carlotta ha improvvisamente smesso di battere. Morte in culla. Per giorni, mesi, anni, Francesca ha vissuto una vita grigia, tormentata dall’idea di essere stata la terribile responsabile della morte della sua unica figlia. Quando un tumore alla laringe la porta via, all’età di 72 anni, la sua anima è incapace di prendere una direzione.

Alberto osserva la vita di Francesca scrutando nella sua anima. La riporta al giorno del suo matrimonio, a quando ha scoperto di essere incinta, a quando si è separata da Marco, a quando aiutò una bambina che aveva perso i genitori in un centro commerciale. Infine, la riporta al giorno della morte di Carlotta.
<<Ora conosci la verità. Ora sai che non è stata colpa tua>> la sua voce fuoriesce piatta e neutra, senza che lui possa modificarne il tono.
<<Vuol dire…>> dice Francesca singhiozzando, <<…che la mia anima è salva? Che non andrò all’inferno?>>
<<Io sono solo un mezzo, non un giudice. Ripensa alla tua vita, alla tua famiglia, a Carlotta, a Marco, ai tuoi genitori, a quella bambina nel centro commerciale. Sarà la tua stessa anima a giudicare dove crede che sia giusto andare>> 

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68 Commenti

  • Come promesso, al decimo capitolo il mio commento. Bravo Giuseppe, complimenti. La storia era intrigante, ben costruita, anche difficile se vogliamo. Perché, ricordiamolo, nonostante il nostro autore avesse più o meno in testa un canovaccio, alla fine siamo stati noi a guidare la struttura del racconto. Magari per lui sarebbe stato sicuramente più semplice seguire i binari che aveva in testa sin dall’inizio.
    Rispondendo al commento di Valentina, non è stato Giuseppe a non avere coraggio nel disegnare un Alberto più “cattivo”, ma voi lettori che avete scelto il finale “redentorio” (dico “voi” perché io ho votato per la “dannazione” mannaggia, ora mi tocca pregarlo in privato per farmi dire cosa aveva in testa per quel ramo del racconto). Questa riflessione mi porta all’unica piccola critica, Giuse’.. l’occasione persa. Nel senso che al nono capitolo ci viene detto che a decidere del suo destino sarà l’anima (o la coscienza) di Alberto. Però a dire il vero, a decidere del suo destino siamo stati noi lettori. Quanto sarebbe stato intrigante sfondare la “quarta parete” e far capire ad Alberto che a decidere per lui c’erano una ventina di accaniti lettori dietro uno schermo (di PC o smartphone)? come avrebbe reagito il povero medico? chi avrebbe maledetto o ringraziato per la sua salvezza o dannazione? Valentina? Lorenzo? quella merdaccia di DarthVader1967 che già lo aveva spedito all’inferno?
    Ma ripeto, non è neanche una critica. Più uno spunto di riflessione su un racconto che mi ha davvero catturato. Bravo ancora Giuse’. Alla prossima ..
    PS: grossi rilievi stilistici o tecnici non me la sento di farteli, anche perché siamo tutti alle prime armi, e si può imparare a scrivere solo sbagliando. Vedo che hai usato un Point of View abbastanza saldo nella testa di Alberto, con poche sbavature, magari andrebbe ancora di più “immerso” nell’anima del protagonista, ma ripeto, andava già bene così..

    • Intanto grazie mille per il lungo commento, apprezzo! La dannazione avrebbe cambiato completamente tutto il tono del racconto, prometto prima o poi di scriverti almeno una bozza di quello che avevo in mente per l’anima dannata di Alberto.
      L’idea di sfondare la quarta parete sarebbe stata molto divertente da scrivere, lo ammetto! Il problema dal mio punto di vista è che mi avrebbe allontanato dal messaggio che ho cercato di trasmettere per tutto il racconto, cioè il percorso di riscoperta di sé stessi, di messa in discussione e di presa di coscienza di ciò che si è.
      Ci vediamo al prossimo racconto!

  • Peccato per questa svolta religiosa data alla storia, mi pare che tu non abbia avuto il coraggio di fare di Alberto un “cattivo” e lo abbia salvato con un calcio d’angolo al 90°. Avevo intuito che non era stato Alberto ad uccidere la ragazza, ma non mi aspettavo una conclusione così poco in line con l’incipit. Ad ogni modo la storia è stata interessante e piacevole, non sempre si è d’accordo con l’autore e le sue scelte, ma questo non toglie nulla al valore dello scritto. Aspetto la tua prossima storia!

    • Grazie del feedback! In realtà la connotazione non è strettamente religiosa, o comunque non riferita ad una religione in particolare, a me piace più definirla filosofica. Ad ogni modo, mi piaceva trasmettere l’idea di come spesso ci si possa sentire in colpa per qualcosa anche senza che questo corrisponda alla verità, e che fare un percorso di conoscenza di sé stessi può avvicinare alla verità. Tornerò con un’altra storia, a presto!

  • Bel finale, anche se onestamente non mi ha fatto impazzire, sarà che il resto del racconto mi è piaciuto così tanto che avevo aspettative molto alte. Comunque è una conclusione degna, mi è piaciuto in particolare anche la circolarità della vicenda, anche se mi aspettavo qualcosa di più amaro. In ogni caso il racconto nel suo complesso è notevole, sia per l’idea sia per la storia e la scrittura, sicuramente leggerò altri tuoi racconti!

  • Devo dire che lo spiegone appesantisce un po’ il racconto, visto che il colpo di scena si intuisce già dal capitolo precedente, però in un racconto come questo, dove le domande sono tante, le risposte sono poche e si ha voglia di sapere quanto più possibile, una spiegazione finale è quasi obbligata. Chissà ora cosa succederà nell’ultimo capitolo, confido che sarà qualcosa che saprà stupirmi!

    • Grazie della fiducia, spero ti piaccia anche il finale! Anch’io non sono un grande fan degli spiegoni, però da lettore mi dà spesso fastidio quando catturi la mia attenzione con misteri e domande, e alla fine lasci cose in sospeso, o peggio ancora dai risposte incoerenti (si, sto parlando anche di Lost…). In questo capitolo ho cercato di dare risposte senza rendere il tutto banale, o pesante. Spero, almeno in parte, di esserci riuscito.

      Comunque grazie del feedback, venerdì sera pubblico il capitolo finale!

  • Avevo votato scrivania sperando si risvegliasse nella stanza del suo terapeuta!
    Ora che Alberto è ufficialmente morto, non mi resta che augurargli la salvezza , giacchè ha vissuto l infanzia dannata e la scelta di fare il medico è già una espiazione.

  • Voto la casa in cui è cresciuto.
    Questo capitolo l’ho divorato e mi ha lasciata con il fiato sospeso.
    Si vede che hai pianificato tutto dall’inizio e sai dove andare a parare.
    Alberto si era giocato la mia empatia quando ha ucciso il suo cane… in questo capitolo, puoi ben immaginare come poco lo sostenga. Trovo comunque interessante una storia dal punto di vista di un possibile villain. Spesso queste personalità deviate e violente, sono a livello letterario, più intriganti.
    Aspetto l’aggiornamento!

    • Mi piace che il racconto susciti emozioni diverse in persone diverse e sono contento ti stia piacendo! Penso apprezzerai particolarmente la scelta finale, dopo il prossimo capitolo.
      Sì, la storia ce l’ho in mente dall’inizio, ho dovuto fare diverse deviazioni nei vari salti temporali in base alle vostre scelte però sì, sapevo dove andare a parare. Spero a questo punto che gli ultimi due capitoli siano all’altezza delle aspettative!

  • Capitolo dopo capitolo, un racconto che mi incolla allo schermo . Ho trovato coerente la descrizione dei tratti di personalità dei personaggi anche se solo accennati, e il ruolo di ciascuno . Penso che questo abbia impedito di cadere nella banalità e di mantenere sempre la trama viva ed originale. Nonostante la brevità il racconto non è mai superficiale, semplicisistico o banale . I salti temporali e mi piacciono tantissimo e trovo la modalità di scrittura fluida .non vedo l’ ora di leggere il prossimo . Se tu dovessi mai scrivere un libro lo comprerei ! 🙂

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