Contro il tempo

Dove eravamo rimasti?

In che giorno si risveglierà Alberto? Nel futuro: Lunedì 24 Aprile 2019 (44%)

Lunedì 24 Aprile 2019

Lunedì 24 Aprile 2019

Suona una campana. Proviene dalla chiesa del quartiere in cui vive. Alberto si sveglia con un forte mal di testa alle tempie, e una frase in testa: “Io sento… eccitazione”. Ha fatto un sogno molto vivido. Era in macchina, con il corpo della sua ragazza senza vita, proprio come in quell’orribile notte di 17 anni fa, ed una Voce gli parlava.
<<Credi che sia un sogno?>>. Di nuovo la stessa Voce che gli parla. Alberto trasalisce. Sta ancora sognando, non ci sono dubbi. Dà un’occhiata al telefono: sono le 7.01. Si guarda intorno, scrutando nel suo appartamento, ma come sempre è da solo; non c’è nessuno da cui possa provenire quella Voce piatta, neutra, distaccata, inquisitoria. I gesti che lo portano a vestirsi e a uscire di casa verso un bar dove fare colazione sono meccanici. La sensazione di aver appena avuto un’allucinazione uditiva complessa lo tormenta, senza contare il sogno della notte appena trascorsa, un sogno di morte e di dialoghi insensati con una Voce incorporea.
Seduto al bancone del bar, chiede un caffè corretto per provare a diradare l’angoscia che lo pervade. Butta giù due sorsi. Al terzo sorso, la barista lo squadra, gli sorride, e gli parla. Ma dalle sue labbra, esce la Voce:<<L’alcol non è la risposta. Cerca la risposta>>.
<<Ma che cazzo!>> grida Alberto, in preda ad un terrore inspiegabile. Corre via senza pagare, tra le proteste della barista che nel frattempo ha riacquistato la sua voce. Si incammina a piedi verso l’ospedale, ha bisogno di respirare, di fare chiarezza. Cosa è questa Voce, e perché continua a sentirla? La mente è così confusa che fa fatica persino a ricordare cosa è successo nell’ultima settimana. Ricorda che lunedì scorso si è svegliato tardi, che si è beccato l’ennesima sfuriata del Prof e che è uscito dalla sala riunioni con un gran mal di testa, ingoiando due tachipirine, prima di fermarsi come bloccato da uno strano presagio. Del resto della settimana non ricorda quasi nulla.
La mattina in reparto scorre via anonima fino alle 12.44. Un numero con il prefisso della sua città lo sta chiamando.
<<Pronto, il dottor Alberto Spinelli?>>
<<Sì, chi parla?>>
<<Buongiorno, Commissario Rinaldi>>
Commissario? Cosa vuole da lui un commissario?
<<Mi dica, qual è il problema?>>
<<Dovrebbe venire in centrale, la aspetto in giornata. Ho alcune domande da porle>>.
Il dolore alle tempie si fa sempre più intenso. Dev’essere qualche paziente che sporge denuncia, forse i parenti della signora Bozzano per quel casino di domenica 16?
È solo quando alle 15.18 giunge in centrale e si siede di fronte al commissario che inizia a capire, e ad aver paura.
<<Dottor Spinelli, le farò alcune semplici domande>>. L’uomo in divisa è all’apparenza tranquillo, asciutto, con lineamenti marcati e un paio di evidenti baffi grigi. Gli occhi cerulei lo squadrano, sembrano volerlo penetrare, invadere. Un alito fetido, alcolico, familiare, esce dalla sua bocca.
<<Conosce una certa Veronica Maggio?>>.
Cazzo. <<V-Veronica…?>> <<Maggio. Questa qui>> e allunga verso di lui una foto della ragazza. Bella, mora, occhi verdi, un sorriso lascivo dipinto sotto uno sguardo innocente.

Vedere la foto lo sconvolge. Un flash. Veronica mezza nuda con lui, sul sedile posteriore della sua auto. Lui cerca di sfilarle il tanga. Lei gli sposta la mano e gli dice con tono spaventato, ma al tempo stesso crudele: <<Smettila! Sei un bastardo insistente!>>. Un brivido lo scuote.

Il flash si interrompe di colpo, il commissario sta alzando la voce. <<Allora? Io ho qui tabulati di conversazioni e foto hot tra lei e la vittima>>
Vittima?
<<Io…io non la conosco, non l’ho mai vista, non so chi sia, c’è un errore, un hacker, un imbroglio…u-un…>> Balbettando, si alza e cerca di uscire dalla stanza.
<<Fermo>>. Non è più la voce del commissario. È la Voce. <<Non è più ora di scappare>>.
Il viso di Alberto è trasfigurato dal terrore. <<Chi sei? Che cosa vuoi? Perché sto vivendo tutto questo?>>
<<È tempo che tu cerchi la risposta>>. Quel tono di voce così neutro e asettico che fuoriesce dalla bocca del commissario getta l’animo di Alberto nell’angoscia più completa.
<<La risposta?>>
<<Osserva, senti, ricorda>>

Non è più nel commissariato. È nella sua auto, con Veronica.
<<Osserva>>
<<Vedo che siamo soli. Al buio, in un posto isolato>>
<<Senti>>
<<Io sento… eccitazione>> Déjà-vu. <<Sento che vorrei prenderla, ma lei mi rifiuta. Mi dice che non è quel tipo di ragazza, e che io sono un piccolo insistente rompiscatole!>>
<<Ricorda>>
<<Io non lo so…non lo so, non ricordo, io non volevo, non ho fatto niente! Smettila di torturarmi! Lasciami in pace! Lasciami in pace!>>
Mal di testa. Flash.

Suona una campana. 

In che giorno si risveglierà Alberto?

  • Nel futuro: sette mesi dopo, mercoledì 13 Novembre 2019 (20%)
    20
  • Nel presente: Lunedì 17 Aprile 2019 (10%)
    10
  • Nel passato: il giorno della sua laurea, martedì 7 Ottobre 2014 (70%)
    70
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

68 Commenti

  • Come promesso, al decimo capitolo il mio commento. Bravo Giuseppe, complimenti. La storia era intrigante, ben costruita, anche difficile se vogliamo. Perché, ricordiamolo, nonostante il nostro autore avesse più o meno in testa un canovaccio, alla fine siamo stati noi a guidare la struttura del racconto. Magari per lui sarebbe stato sicuramente più semplice seguire i binari che aveva in testa sin dall’inizio.
    Rispondendo al commento di Valentina, non è stato Giuseppe a non avere coraggio nel disegnare un Alberto più “cattivo”, ma voi lettori che avete scelto il finale “redentorio” (dico “voi” perché io ho votato per la “dannazione” mannaggia, ora mi tocca pregarlo in privato per farmi dire cosa aveva in testa per quel ramo del racconto). Questa riflessione mi porta all’unica piccola critica, Giuse’.. l’occasione persa. Nel senso che al nono capitolo ci viene detto che a decidere del suo destino sarà l’anima (o la coscienza) di Alberto. Però a dire il vero, a decidere del suo destino siamo stati noi lettori. Quanto sarebbe stato intrigante sfondare la “quarta parete” e far capire ad Alberto che a decidere per lui c’erano una ventina di accaniti lettori dietro uno schermo (di PC o smartphone)? come avrebbe reagito il povero medico? chi avrebbe maledetto o ringraziato per la sua salvezza o dannazione? Valentina? Lorenzo? quella merdaccia di DarthVader1967 che già lo aveva spedito all’inferno?
    Ma ripeto, non è neanche una critica. Più uno spunto di riflessione su un racconto che mi ha davvero catturato. Bravo ancora Giuse’. Alla prossima ..
    PS: grossi rilievi stilistici o tecnici non me la sento di farteli, anche perché siamo tutti alle prime armi, e si può imparare a scrivere solo sbagliando. Vedo che hai usato un Point of View abbastanza saldo nella testa di Alberto, con poche sbavature, magari andrebbe ancora di più “immerso” nell’anima del protagonista, ma ripeto, andava già bene così..

    • Intanto grazie mille per il lungo commento, apprezzo! La dannazione avrebbe cambiato completamente tutto il tono del racconto, prometto prima o poi di scriverti almeno una bozza di quello che avevo in mente per l’anima dannata di Alberto.
      L’idea di sfondare la quarta parete sarebbe stata molto divertente da scrivere, lo ammetto! Il problema dal mio punto di vista è che mi avrebbe allontanato dal messaggio che ho cercato di trasmettere per tutto il racconto, cioè il percorso di riscoperta di sé stessi, di messa in discussione e di presa di coscienza di ciò che si è.
      Ci vediamo al prossimo racconto!

  • Peccato per questa svolta religiosa data alla storia, mi pare che tu non abbia avuto il coraggio di fare di Alberto un “cattivo” e lo abbia salvato con un calcio d’angolo al 90°. Avevo intuito che non era stato Alberto ad uccidere la ragazza, ma non mi aspettavo una conclusione così poco in line con l’incipit. Ad ogni modo la storia è stata interessante e piacevole, non sempre si è d’accordo con l’autore e le sue scelte, ma questo non toglie nulla al valore dello scritto. Aspetto la tua prossima storia!

    • Grazie del feedback! In realtà la connotazione non è strettamente religiosa, o comunque non riferita ad una religione in particolare, a me piace più definirla filosofica. Ad ogni modo, mi piaceva trasmettere l’idea di come spesso ci si possa sentire in colpa per qualcosa anche senza che questo corrisponda alla verità, e che fare un percorso di conoscenza di sé stessi può avvicinare alla verità. Tornerò con un’altra storia, a presto!

  • Bel finale, anche se onestamente non mi ha fatto impazzire, sarà che il resto del racconto mi è piaciuto così tanto che avevo aspettative molto alte. Comunque è una conclusione degna, mi è piaciuto in particolare anche la circolarità della vicenda, anche se mi aspettavo qualcosa di più amaro. In ogni caso il racconto nel suo complesso è notevole, sia per l’idea sia per la storia e la scrittura, sicuramente leggerò altri tuoi racconti!

  • Devo dire che lo spiegone appesantisce un po’ il racconto, visto che il colpo di scena si intuisce già dal capitolo precedente, però in un racconto come questo, dove le domande sono tante, le risposte sono poche e si ha voglia di sapere quanto più possibile, una spiegazione finale è quasi obbligata. Chissà ora cosa succederà nell’ultimo capitolo, confido che sarà qualcosa che saprà stupirmi!

    • Grazie della fiducia, spero ti piaccia anche il finale! Anch’io non sono un grande fan degli spiegoni, però da lettore mi dà spesso fastidio quando catturi la mia attenzione con misteri e domande, e alla fine lasci cose in sospeso, o peggio ancora dai risposte incoerenti (si, sto parlando anche di Lost…). In questo capitolo ho cercato di dare risposte senza rendere il tutto banale, o pesante. Spero, almeno in parte, di esserci riuscito.

      Comunque grazie del feedback, venerdì sera pubblico il capitolo finale!

  • Avevo votato scrivania sperando si risvegliasse nella stanza del suo terapeuta!
    Ora che Alberto è ufficialmente morto, non mi resta che augurargli la salvezza , giacchè ha vissuto l infanzia dannata e la scelta di fare il medico è già una espiazione.

  • Voto la casa in cui è cresciuto.
    Questo capitolo l’ho divorato e mi ha lasciata con il fiato sospeso.
    Si vede che hai pianificato tutto dall’inizio e sai dove andare a parare.
    Alberto si era giocato la mia empatia quando ha ucciso il suo cane… in questo capitolo, puoi ben immaginare come poco lo sostenga. Trovo comunque interessante una storia dal punto di vista di un possibile villain. Spesso queste personalità deviate e violente, sono a livello letterario, più intriganti.
    Aspetto l’aggiornamento!

    • Mi piace che il racconto susciti emozioni diverse in persone diverse e sono contento ti stia piacendo! Penso apprezzerai particolarmente la scelta finale, dopo il prossimo capitolo.
      Sì, la storia ce l’ho in mente dall’inizio, ho dovuto fare diverse deviazioni nei vari salti temporali in base alle vostre scelte però sì, sapevo dove andare a parare. Spero a questo punto che gli ultimi due capitoli siano all’altezza delle aspettative!

  • Capitolo dopo capitolo, un racconto che mi incolla allo schermo . Ho trovato coerente la descrizione dei tratti di personalità dei personaggi anche se solo accennati, e il ruolo di ciascuno . Penso che questo abbia impedito di cadere nella banalità e di mantenere sempre la trama viva ed originale. Nonostante la brevità il racconto non è mai superficiale, semplicisistico o banale . I salti temporali e mi piacciono tantissimo e trovo la modalità di scrittura fluida .non vedo l’ ora di leggere il prossimo . Se tu dovessi mai scrivere un libro lo comprerei ! 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi