Contro il tempo

Dove eravamo rimasti?

Alberto si sveglierà il 16 Aprile 2019. A che ora? 21.48 (56%)

Domenica 16 Aprile 2019

Ore 21.48
Un bagliore accecante.
Alberto e Veronica spingono insieme le maniglie della porta ed entrano nel locale. Lei indossa un vestito a fiori aderenti sui fianchi, lui una polo azzurra Ralph Lauren e un paio di jeans scuri. Il profumo che lei ha lo inebria, è intenso e molto femminile. Si accomodano ad un tavolino, iniziano a chiacchierare.
<<Allora, hai lavorato oggi pomeriggio?>>
<<Sì, anche se non ero molto concentrato…>>
<<Come mai?>> gli chiede, mettendo in bocca un’oliva.
<<Sai, rivedevo certe foto e proprio non riuscivo a concentrarmi…>> le dice ammiccando. Lei gli risponde con aria innocente: <<Non so di cosa parli>>
<<Certo, come no…>>. Lei non sembra cogliere le sue allusioni. Alberto non sa cosa pensare. Ciò che sa è che domani ha quel caso da presentare al prof e stasera ha bisogno di svagarsi e sfogarsi un po’.
<<Facciamo così>>, dice lei sorridendo, <<se questo prof domani ti rompe dimmelo che lo metto a posto io>>.
Alberto risponde con una risata:<<No, facciamo così: tu stasera metti a posto me, che al prof domani ci penso io>>
<<Ehi, dottore>> gli dice squadrandolo, <<non farti strane idee>>
Che vuol dire non farti strane idee? A che gioco sta giocando?
La serata prosegue tra Negroni e Mojito. I sorrisi e gli sguardi di intesa lasciano immaginare una certa complicità.
<<Prendiamo qualcos’altro?>> gli chiede lei.
Alberto dà un’occhiata all’orario. 23.15. Il tempo è volato.
<<No dai,proseguiamo la serata fuori>>
Fa un cenno al cameriere, dopo poco arriva il conto.
<<Faccio io>>
<<No no, dividiamo>>
<<Ti ho detto faccio io, tranquilla>>
<<Non essere insistente, non hai motivo di offrire. Pago le mie cose da sola>>
Ha un’aria seccata. Ma perché? Perché questo improvviso voler mettere le distanze? Proprio stasera che voleva passare una serata senza pensieri.
Uscendo, le cinge la spalla con la mano e le dice con tono seduttivo:
<<Da te o da me?>>
<<Da te o da me cosa?>>
<<A proposito di quel discorso di mettermi a posto…>>
<<Forse non hai capito>> ora il suo tono è secco, <<mi porti a casa, adesso>>
<<Almeno un giro in macchina? Poi ti riaccompagno, tranquilla>>.
Le cose non stanno andando come previsto. Non vanno mai come previsto. C’è sempre qualcosa che sbaglia, forse ha sbagliato il tono, non doveva farla arrabbiare. Ma le ragazze con lui si arrabbiano sempre, lo fanno sentire un insistente piccolo rompiscatole.
Quando salgono in macchina, Alberto ha uno strano fuoco dentro. Un misto di rabbia ed eccitazione.
Si dirige alla pineta Belvedere. È un posto affollato di giorno, ma isolato e buio di notte. Un ritrovo per coppie.
<<Dove siamo? Rientriamo verso casa?>>
<<Tra poco. Voglio prima mostrarti una cosa>>
Parcheggia in prossimità del belvedere. È un’area circondata da alberi, buia e silenziosa. Non sembra esserci anima viva. Perfetto.
<<Ci sei mai stata?>>
<<No, è bello però>>
<<Andiamo dietro,ti va?>>
Lei è riluttante, ma accetta. Siedono sul sedile posteriore. Ad un tratto il suo telefono inizia a suonare. Strana suoneria, la Cavalcata delle Valchirie. È una sua amica, che vuole a quest’ora? Gli viene un dubbio. Durante il tragitto lei chattava con qualcuno. Che abbia chiesto all’amica di chiamarla per avere una scusa per tornare?
<<È così fastidioso stare con me che devi trovare la scusa di farti chiamare?>>
<<Ma che dici? Andiamo, la mia amica è preoccupata>>
Lui va verso di lei. Cerca di baciarla. Lei risponde con freddezza, poi lo scansa.
In quell’istante ha la sensazione di aver sentito un tonfo fuori dalla macchina, forse dal boschetto circostante. Mah, sarà un’altra coppia.
Si riavvicina a lei. Le mette una mano sulla coscia, la fa salire verso l’alto. Prova a sfilarle il tanga. Lei gli dà un ceffone.
<<Stupida!Stupida!Perché non mi vuoi?>>
Lei gli risponde con tono di voce spaventato ma al tempo stesso crudele:<<Smettila! Sei un bastardo insistente>>. Esce dalla macchina correndo. Lui la segue. Fuori è buio, non si vede quasi nulla. Si sente un rumore non distante da loro. Alberto non ci fa caso, non gli importa se ci sono altre coppie. Lui vuole lei. E la prenderà.
Gli istanti successivi sono confusi.
Rumori.
Spinte.
Urla.
Una lama.
Urla.
Dolore.
Alberto si accascia al suolo. Quando torna lucido, vede Veronica accanto a lui. Ha il vestito strappato, insanguinato. <<Aiuto…>> gli dice con l’ultimo filo di voce. La Cavalcata delle Valchirie continua a suonare nel buio. Alberto prova ad alzarsi. Un dolore lancinante. Si guarda la polo. È completamente sporca di sangue. È il suo sangue. Ha la pancia squarciata da un taglio. Ha freddo. Molto freddo. Chiude gli occhi. Respira per l’ultima volta.

Un bagliore accecante. 

Dove si risveglierà Alberto?

  • Nella casa in cui è cresciuto (38%)
    38
  • In mezzo ad un giardino fiorito (13%)
    13
  • Seduto di fronte ad una scrivania in legno (50%)
    50
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68 Commenti

  • Come promesso, al decimo capitolo il mio commento. Bravo Giuseppe, complimenti. La storia era intrigante, ben costruita, anche difficile se vogliamo. Perché, ricordiamolo, nonostante il nostro autore avesse più o meno in testa un canovaccio, alla fine siamo stati noi a guidare la struttura del racconto. Magari per lui sarebbe stato sicuramente più semplice seguire i binari che aveva in testa sin dall’inizio.
    Rispondendo al commento di Valentina, non è stato Giuseppe a non avere coraggio nel disegnare un Alberto più “cattivo”, ma voi lettori che avete scelto il finale “redentorio” (dico “voi” perché io ho votato per la “dannazione” mannaggia, ora mi tocca pregarlo in privato per farmi dire cosa aveva in testa per quel ramo del racconto). Questa riflessione mi porta all’unica piccola critica, Giuse’.. l’occasione persa. Nel senso che al nono capitolo ci viene detto che a decidere del suo destino sarà l’anima (o la coscienza) di Alberto. Però a dire il vero, a decidere del suo destino siamo stati noi lettori. Quanto sarebbe stato intrigante sfondare la “quarta parete” e far capire ad Alberto che a decidere per lui c’erano una ventina di accaniti lettori dietro uno schermo (di PC o smartphone)? come avrebbe reagito il povero medico? chi avrebbe maledetto o ringraziato per la sua salvezza o dannazione? Valentina? Lorenzo? quella merdaccia di DarthVader1967 che già lo aveva spedito all’inferno?
    Ma ripeto, non è neanche una critica. Più uno spunto di riflessione su un racconto che mi ha davvero catturato. Bravo ancora Giuse’. Alla prossima ..
    PS: grossi rilievi stilistici o tecnici non me la sento di farteli, anche perché siamo tutti alle prime armi, e si può imparare a scrivere solo sbagliando. Vedo che hai usato un Point of View abbastanza saldo nella testa di Alberto, con poche sbavature, magari andrebbe ancora di più “immerso” nell’anima del protagonista, ma ripeto, andava già bene così..

    • Intanto grazie mille per il lungo commento, apprezzo! La dannazione avrebbe cambiato completamente tutto il tono del racconto, prometto prima o poi di scriverti almeno una bozza di quello che avevo in mente per l’anima dannata di Alberto.
      L’idea di sfondare la quarta parete sarebbe stata molto divertente da scrivere, lo ammetto! Il problema dal mio punto di vista è che mi avrebbe allontanato dal messaggio che ho cercato di trasmettere per tutto il racconto, cioè il percorso di riscoperta di sé stessi, di messa in discussione e di presa di coscienza di ciò che si è.
      Ci vediamo al prossimo racconto!

  • Peccato per questa svolta religiosa data alla storia, mi pare che tu non abbia avuto il coraggio di fare di Alberto un “cattivo” e lo abbia salvato con un calcio d’angolo al 90°. Avevo intuito che non era stato Alberto ad uccidere la ragazza, ma non mi aspettavo una conclusione così poco in line con l’incipit. Ad ogni modo la storia è stata interessante e piacevole, non sempre si è d’accordo con l’autore e le sue scelte, ma questo non toglie nulla al valore dello scritto. Aspetto la tua prossima storia!

    • Grazie del feedback! In realtà la connotazione non è strettamente religiosa, o comunque non riferita ad una religione in particolare, a me piace più definirla filosofica. Ad ogni modo, mi piaceva trasmettere l’idea di come spesso ci si possa sentire in colpa per qualcosa anche senza che questo corrisponda alla verità, e che fare un percorso di conoscenza di sé stessi può avvicinare alla verità. Tornerò con un’altra storia, a presto!

  • Bel finale, anche se onestamente non mi ha fatto impazzire, sarà che il resto del racconto mi è piaciuto così tanto che avevo aspettative molto alte. Comunque è una conclusione degna, mi è piaciuto in particolare anche la circolarità della vicenda, anche se mi aspettavo qualcosa di più amaro. In ogni caso il racconto nel suo complesso è notevole, sia per l’idea sia per la storia e la scrittura, sicuramente leggerò altri tuoi racconti!

  • Devo dire che lo spiegone appesantisce un po’ il racconto, visto che il colpo di scena si intuisce già dal capitolo precedente, però in un racconto come questo, dove le domande sono tante, le risposte sono poche e si ha voglia di sapere quanto più possibile, una spiegazione finale è quasi obbligata. Chissà ora cosa succederà nell’ultimo capitolo, confido che sarà qualcosa che saprà stupirmi!

    • Grazie della fiducia, spero ti piaccia anche il finale! Anch’io non sono un grande fan degli spiegoni, però da lettore mi dà spesso fastidio quando catturi la mia attenzione con misteri e domande, e alla fine lasci cose in sospeso, o peggio ancora dai risposte incoerenti (si, sto parlando anche di Lost…). In questo capitolo ho cercato di dare risposte senza rendere il tutto banale, o pesante. Spero, almeno in parte, di esserci riuscito.

      Comunque grazie del feedback, venerdì sera pubblico il capitolo finale!

  • Avevo votato scrivania sperando si risvegliasse nella stanza del suo terapeuta!
    Ora che Alberto è ufficialmente morto, non mi resta che augurargli la salvezza , giacchè ha vissuto l infanzia dannata e la scelta di fare il medico è già una espiazione.

  • Voto la casa in cui è cresciuto.
    Questo capitolo l’ho divorato e mi ha lasciata con il fiato sospeso.
    Si vede che hai pianificato tutto dall’inizio e sai dove andare a parare.
    Alberto si era giocato la mia empatia quando ha ucciso il suo cane… in questo capitolo, puoi ben immaginare come poco lo sostenga. Trovo comunque interessante una storia dal punto di vista di un possibile villain. Spesso queste personalità deviate e violente, sono a livello letterario, più intriganti.
    Aspetto l’aggiornamento!

    • Mi piace che il racconto susciti emozioni diverse in persone diverse e sono contento ti stia piacendo! Penso apprezzerai particolarmente la scelta finale, dopo il prossimo capitolo.
      Sì, la storia ce l’ho in mente dall’inizio, ho dovuto fare diverse deviazioni nei vari salti temporali in base alle vostre scelte però sì, sapevo dove andare a parare. Spero a questo punto che gli ultimi due capitoli siano all’altezza delle aspettative!

  • Capitolo dopo capitolo, un racconto che mi incolla allo schermo . Ho trovato coerente la descrizione dei tratti di personalità dei personaggi anche se solo accennati, e il ruolo di ciascuno . Penso che questo abbia impedito di cadere nella banalità e di mantenere sempre la trama viva ed originale. Nonostante la brevità il racconto non è mai superficiale, semplicisistico o banale . I salti temporali e mi piacciono tantissimo e trovo la modalità di scrittura fluida .non vedo l’ ora di leggere il prossimo . Se tu dovessi mai scrivere un libro lo comprerei ! 🙂

    • Il padre di Alberto, come del resto lo stesso Alberto, ha una personalità complessa, sfaccettata. È un violento, ha bevuto per tutta la vita, ma è anche un medico, uno con una biblioteca in casa in cui passava tanto tempo a studiare, con Alberto che lo guardava così assorto, senza poterlo disturbare. Un padre capace di amare a modo suo, incapace di dimostrare il suo amore, e vincolato ad una dipendenza che è la sola cosa che riesca a placare il suo disagio nelle relazioni.
      Tutto questo avrei voluto approfondirlo nel racconto, ma non ce n’era il tempo, ho solo potuto tratteggiarlo, per dare ad Alberto il giusto spazio.

      Comunque grazie del feedback. Andiamo nel futuro!

  • Ho recuperato anch’io tutti i capitoli insieme, uno più bello dell’altro! L’idea alla base del racconto non è una novità assoluta, ma il modo in cui la sviluppi è veramente interessante. In particolare mi è piaciuta l’idea della circolarità, di mantenere degli elementi costanti che si ripetono insieme a nuove informazioni che aggiungono man mano tasselli al puzzle. La scrittura poi è ottima, chiara e lineare ma non priva di emozioni e di intensità, specialmente in quest’ultimo capitolo e in quello dove era bambino. Non posso fare altro che continuare a seguire il racconto cercando di indovinare dove vuoi andare a parare 😀

  • Recuperato anche il sesto. In linea con i precedenti come stile. Emozionante la lettera del padre, senza essere eccessivamente invadente o melensa.
    Davvero complimenti ancora. Sarò monotona, ma il tuo racconto è una piacevole scoperta estiva.
    Ci vediamo a capitolo 7!

    PS: nel primo commento non ti avevo scritto un’altra osservazione. Nel capitolo in cui muore il cane mi si è raggelato il sangue, forse per la violenza che Alberto-bambino si trova costretto ad usare. La scena è resa bene, con poche e semplici frasi ad effetto.
    Quello che però mi ha più angosciata è l’eccitazione del protagonista dinnanzi alla morte e al sangue. È forse per questo che ha deciso di diventare un medico?
    Attendo i prossimi sviluppi.

    • Grazie ancora per l’apprezzamento! La tua analisi credo sia vicina alla realtà, la psicologia di Alberto è complessa, fatta di contraddizioni, traumi, amori e difficoltà. I prossimi sviluppi serviranno a tracciare la sua personalità in modo più dettagliato. A stasera, con il settimo capitolo!

  • Complimenti. Ho recuperato tutti e cinque i capitoli. Divorato tutti in un batter di ciglia, come non mi capitava da tempo. Ho sempre provato interesse per le persone “scientifiche” che si avvicinano con successo alla scrittura, mostrando talento, idee e sensibilità umanistica innata.
    Forse perché anche io, ho percorso simile al tuo, e alla soglia dei 29 anni, ho ripreso in mano le idee, decidendo di lanciarmi nella stesura di un racconto su THe iNCIPIT.
    Sono curiosa di come continuerai. Il ritmo è serrato, lo stile asciutto e accattivante. Ci sono tante questioni in sospeso è quasi mi spiace ci siano solo cinque capitoli a disposizione. Io leggerei un libro intero con questa trama!

    • Grazie davvero per queste parole e per l’incoraggiamento, apprezzo molto. Sono contento ti sia piaciuto fino ad ora, è un’esperienza che sta piacendo molto anche a me, devo dire anche oltre le mie aspettative iniziali. Ho appena pubblicato il sesto capitolo, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi! Grazie ancora!

  • Io voto di nuovo presente.
    Ha ragione ad essere terrorizzato ma più che dalla voce, dai frammenti di ricordo che continuano a comparirgli di qua e di là. Ho l’impressione che sia intrappolato in un ciclo temporale a causa di qualcosa che ha fatto 😉

    Ciao 🙂
    PS: Domenica parto. Ci leggiamo al mio ritorno. Buone Vacanze 🙂

  • Non vedo l’ora di leggere il quarto capitolo. La storia è interessante, così come l’espediente letterario di ricominciare a raccontare la stessa storia arricchendo la narrazione con particolari nuovi. Ho votato “nel futuro” perché sono curiosa di scoprire cosa accadrà al tuo specializzando.
    Buon lavoro

  • Un capitolo disturbante. Sicuro che un bambino abbia la forza di colpire con una pietra un border collie (che non è un chiquaqua) ed ucciderlo? Il dettaglio è sicuramente funzionale alla storia quindi non è poi neanche così importante capire se sia possibile.
    Ho scelto per andare avanti nel passato, vediamo cosa succede all’Alberto adolescente. Buon lavoro!

    • Grazie del feedback. Nella mia idea, un bambino in uno stato emotivo già carico di rabbia, e che lotta di istinto contro un dolore molto forte può arrivare a tanto, ci vuole tanta forza, o tanta disperazione, e in quel momento Alberto le ha entrambe. Grazie del voto, a questo punto resteremo nel passato, e domani sera vediamo come prosegue!

  • Voglio conoscere Alberto adolescente, per capire come se la cavava con le ragazzine….non dimentichiamo certo Veronica!
    Comunque il riferimento a “piccolo insistente” è sensazionale, identificazione proiettiva da manuale, bravo!

  • Di nuovo per farsi licenziare e prendere un tram sui denti? No, facciamo futuro questa volta.

    Ma poveraccio questo da bimbo…

    Il capitolo mi è piaciuto per come è scritto ma allo stesso tempo è pressocché inutile ai fini della storia (od almeno così mi è sembrato, magari più avanti mi stupisci). Quello precedente no perché alla fine abbiamo la voce che parla e da ad intendere molte cose 🙂

    Ciao 🙂

  • La tua storia psichedelica mi ricorda certi film degli anni settanta pieni di rombi, cerchi, losanghe colorate , le immagini confuse della città, il sole, i rumori, i mal di testa e i drink americani. Non so dove andremo a finire, pensaci tu, vota tu per me. ciao, buon lavoro🙏

    • Mi piace l’idea che il mio racconto possa evocare queste sensazioni, vuol dire che qualcosa sto riuscendo a trasmetterla, spero che continui così fino al decimo capitolo!
      A questo punto per il terzo capitolo daremo uno sguardo al passato, visti i voti che sono arrivati. Stasera lo pubblico!

  • Ciao, capitata qui per caso, ne sono rimasta piacevolmente colpita, un giorno della marmotta a sfondo noir? Mi sembra un’idea stuzzicante, così ho deciso di far rivivere al Povero Alberto (ma se è davvero lui la vittima o il carnefice lo scopriremo poi) di nuovo il 17 aprile. Buon lavoro!

    • Grazie dell’incoraggiamento! Il giorno della marmotta è una delle fonti di ispirazione, con la differenza che qui a seconda delle vostre scelte potremo fare diversi salti nel tempo, tra passato, presente e futuro, con un filo conduttore che porterà pian piano a scoprire dettagli sulla vita di Alberto e sulle scelte che lo hanno condotto fino a qui

  • Ciao, confesso che non ho capito molto (come tu hai voluto, naturalmente). Ci vuoi incuriosire, e va bene. Qualcosina da aggiustare nella forma, le virgolette che aprono e chiudono i pensieri: (<< «) e qualche punto esclamativo di troppo. Infine una osservazione: non sono forse tutti un po' troppo incazzati?😊
    Buon lavoro, e cerchiamo di non farlo morire 'sto ragazzo mi raccomando! Ciao🙏

    • Intanto grazie dei consigli sulla forma, correggerò dal prossimo episodio. La struttura della trama si andrà svelando pian piano, in ogni episodio si svelerà qualcosa in più di Alberto, del perché di questi salti temporali, e di cos’è successo la sera con quella ragazza conosciuta su Tinder.

      Temo però che nel frattempo Alberto non se la passerà benissimo 😅 Grazie del feedback, e al prossimo episodio!

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