Emo-tionless

L’esame

Clelia guardò l’orologio per l’ennesima volta quella mattina: le 10 in punto. Iniziò a battere il piede nervosamente per sfogare l’ansia: al suo orale di Biochimica mancava ancora almeno un’ora. Senza neanche rendersene conto, prese a tamburellare con le dita sul banco, mentre davanti a lei tre dei suoi compagni di corso venivano interrogati da altrettanti professori. A giudicare dall’antifona, nessuno dei tre ce l’avrebbe fatta. Clelia non era una ragazza ansiosa, non lo era mai stata, ma quell’esame la mandava ai matti. Pur avendo speso gli ultimi due mesi rinchiusa nella sua camera a studiare iniziò a temere il peggio, e quando il primo dei tre -Riccardo, le pareva di ricordare- fu bocciato in malo modo iniziò a considerare l’opzione di tornarsene a casa. 

“Ansiosa?”

Chi aveva parlato? Clelia si voltò e si stupì nel trovarsi accanto quel ragazzo, non solo perché non lo aveva sentito avvicinare, ma, ancor di più, perché non aveva idea di chi fosse. All’inizio gli fece una strana impressione, ma non riuscì subito a capire perché. Aveva i capelli lisci e fini, di un nero lucido e perfettamente pettinati, due occhi azzurri e penetranti, le labbra dischiuse in un’espressione un po’ ingenua, come quella fosse la prima volta che parlasse a una ragazza. E poi c’era il suo abbigliamento: camicia grigia aperta a lasciar intravedere una T-shirt nera. 

“Giusto un po’…” ripose, abbassando lo sguardo con una punta d’imbarazzo. Solo allora notò, poggiata sulla panca su cui sedevano, la sua mano, tanto pallida da lasciar trasparire le vene, e le sue unghie, smaltate di nero. Sicura che lui non potesse scorgerla da quella posizione, fece una smorfia: ecco cosa c’era di strano in quel ragazzo. Sembrava il frontman di una di quelle band emo-punk dei primi anni 2000. No, non era solo quello. Alzò lo sguardo cautamente per sbirciare di nuovo il suo volto. Era dannatamente carino

“L’esame non è difficile come dicono” scosse le spalle lui, con noncuranza, come stesse parlando di un gioco da tavolo invece che di un esame che poteva pregiudicare la carriera. Fosse stato un’altra persona, Clelia l’avrebbe accusato di superbia, ma per quanto si costrinse non riuscì a trovare in quel viso glabro e pallido alcuna ombra di peccato. 

“L’hai già fatto?” 

“Mmh” si limitò a rispondere quello, con un cenno affermativo del capo.

“E’ strano: non ti ho mai visto a lezione. Dopo due anni, pensavo di conoscere tutti”.

“E invece eccomi qui” fece quello, sorridendo amabilmente. “Non frequento molto le lezioni, non mi piace farlo”.

Che razza di tipo. Non gli piaceva frequentare le lezioni eppure poteva permettersi di chiamare quell’esame una bazzecola. Da dove sbucava fuori?

“Hai imparato la formula dell’acetil-CoA, non è vero? Sai che quel vecchio professore coi capelli a spazzola lo chiede spesso per mettere in difficoltà”

“Si chiama Marconi!” lo corresse, allibita da come avesse potuto passare l’esame senza nemmeno conoscere il nome del professore. Quel fatto, però, passò subito in secondo piano: “Quella formula, hai detto?” gli chiese infatti, sbiancando in viso. Non pensava avrebbero potuto mai chiederla. 

“No, eh? Beh, io sto andando a casa” le annunciò mettendosi in piedi. “Ma se ti rimane un po’ di tempo magari puoi accompagnarmi all’uscita e te la spiego”.

***

“E infine i doppi legami con l’ossigeno sono in posizione…”

“Io vado a casa” scoppiò lei, d’un tratto. 

Erano ormai arrivati al cancello dell’università, e lui era sul punto di concludere la spiegazione e girare a destra quando l’aveva interrotto. 

“E’ solo una stupida formula: dai un’occhiata su internet e…”

“No, non è solo quello. Non sono pronta!” continuò, ormai completamente immersa nel panico. Non aggiunse altro: fece per voltare a sinistra, verso casa, intenzionata a rinchiudersi in camera e piangere fino al prossimo appello. Ma qualcosa la fermò. Sgranò gli occhi quando vide la mano affusolata di lui stretta forte intorno al suo polso. Non qualcosa: quel ragazzo l’aveva fermata. Sentì il cuore batterle a mille, ma quando si voltò a cercarlo il suo viso era sereno e rilassato proprio come prima. Le sorrideva. Che s’era aspettata? Un’espressione carica di passione, ecco cosa. 

“Non essere sciocca: vai lì e dai il meglio di te” le sussurrò, e la sua voce era melliflua. Lei ne rimase incantata. Da quella, o forse dai suoi occhi azzurri dai quali non riusciva a staccare lo sguardo. Fu un istante: si protese sulle punte e lo baciò, il suo polso ancora stretto nella sua presa. Non sapeva neanche perché l’avesse fatto, ma la fece stare bene e allora continuò. Le labbra rosse di lui avevano un buon sapore, e il suo respiro caldo sulla sua pelle la fece calmare. Ebbe la vaga sensazione che lui avesse preso a stringere il suo polso più forte, fino a farle male, ma l’attribuì alla sorpresa. Non passò, però, che un altro secondo, poi lui si staccò da quel bacio con in viso sempre quella sua espressione indifferente. 

“Buona fortuna!” le augurò prima di andare via come se nulla fosse accaduto. 

Cosa farà Clelia?

  • Cercherà di dimenticarlo: evidentemente lui non era interessato (0%)
    0
  • Riuscirà a rintracciarlo e gli chiederà scusa per aver agito d'impulso (100%)
    100
  • Chiederà alle amiche di cercare informazioni sul suo conto (0%)
    0
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7 Commenti

  1. Ciao, mi e’ piaciuto molto il ritmo svelto, l’evolversi veloce della storia, la ricerca, l’equivoco, la faccia tosta di chi gli piace qualcuno e se ne impipa delle brutte figure e delle possibili brutte avventure. Credibile. Ho votato per il folle abbandono.

  2. Ciao, ho recuperato adesso i due capitoli.
    La storia sembra proseguire bene, ma volevo segnalarti una frase all’inizio del 10 rigo circa, quando Clelia pensa che sia stata un’idea da matti presentarsi sotto casa del ragazzo: secondo me la seconda frase, subito dopo la domanda, sarebbe suonata meglio se fosse stata anch’essa una domanda. Cioè:” Presentarsi a casa di quello sconosciuto di sorpresa solo per chiedergli scusa?Era un’idea folle..”
    Ovviamente è solo il mio gusto personale (sicuramente a te suonava meglio con una sola domanda), ma volevo fartelo sapere. Continuerò a seguire gli sviluppi di questa storia tra Clelia e il ragazzo misterioso. A presto.

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