Emo-tionless

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accadrà dopo? Attratta da Sirio più che mai, cercherà informazioni su di lui (67%)

Spiacevoli incontri

“Un cappuccino per me, e per lei invece…”

Clelia era assente quel pomeriggio. Il suo corpo era al bar sotto casa, ma la sua mente era a qualche isolato di distanza, in quella maledetta via Roma. 

“La scusi, è l’università, ci fonde il cervello”.

Riusciva a sentire le voci, ma non erano nulla di più se non brusio di sottofondo, troppo deboli e insignificanti per apparire pienamente alla coscienza. Tutto ciò su cui riusciva a concentrarsi era il viso pallido e perfetto di Sirio, e il suo tocco leggero, ma deciso. Le sue dita che viaggiavano gentilmente dal suo seno giù fino al suo sesso, in contrasto con le dita della mano opposta che, tenaci e a tratti violente, le serravano i polsi dietro la schiena. Perché si era fermato, quel pomeriggio del giorno prima? Perché non si era svestito? Perché l’aveva lasciata sola, a godere di quel momento estatico? perché non le aveva permesso di ricambiare?

La verità la sapeva, ma le faceva paura ammetterlo. Voleva pieno potere, ecco tutto. Niente di diverso dal modo infido col quale l’aveva costretta a supplicarlo, niente più di un freddo e studiato stratagemma. Voleva farsi desiderare fin quasi a farla impazzire. E la cosa peggiore era che ci stava riuscendo. Dal momento in cui si era ricomposta ed era uscita da quella casa, non aveva più smesso di pensare a lui. 

“Oh, insomma, Clelia!” si lamentò Emma, la sua migliore amica. 

Si riscosse d’un tratto e le parve fossero passati anni dal momento in cui ebbe messo piede in quel bar. La cameriera la scrutava stizzita, in attesa, e quella scena, più che imbarazzarla, le risvegliò un ricordo sopito.

“Una coca, per favore” le disse, ma con la mente vagò al giorno prima, prima ancora di quel famoso pomeriggio.

La cameriera del bar universitario.

Come faceva lei a sapere dove vivesse Sirio, se non conosceva neanche il suo nome? Vi aveva fatto caso solo allora, presa dall’enfasi com’era stata, ma adesso non riusciva a pensare ad altro.

Sirio l’università non la frequenta nemmeno.

“Sei strana” la richiamò Emma, indispettita. “Dovremmo festeggiare per quell’esame, e invece te ne stai lì tutta pensosa. E’ successo qualcosa?”

Fece di no con la testa, ma sapeva non sarebbe stato facile lasciar cadere l’argomento, non con lei. Per questo sospirò di sollievo nello scorgere Laura avvicinarsi al tavolo. 

“Oh ragazze, finalmente vi ho trovato” ammiccò, afferrando una sedia con foga e sedendo loro accanto. Aveva in viso quel suo sorrisetto, Clelia lo conosceva bene: era in vena di gossip. Odiava quegli argomenti, ma per lo meno avrebbe avuto altro a cui pensare. O così aveva creduto. 

“Non avete idea di chi ho appena visto qui fuori”. 

Laura pronunciò quella frase nell’esatto momento in cui la cameriera tornò con le ordinazioni, e quando Clelia si sporse verso la direzione che aveva indicato, le mancò il fiato e non si rese neanche contò della lattina che le scivolava dalle mani rovinosamente fino a terra, perché mai si sarebbe aspettata di vedere Sirio. E, soprattutto, non in compagnia di un’altra donna. 

“Oh, quel tipo di nuovo” sbuffò Emma, che non doveva essersi accorta del repentino cambiamento sul viso di Clelia. 

“Di nuovo? Che vuol dire di nuovo?” ruggì, aggressiva come mai avrebbe voluto suonare. 

“Non ricordi?” si stupì Laura, e poi subito dopo “Oh, già! Tu e il tuo studio matto e disperatissimo. E’ successo a quella festa di sabato, quella a cui non sei venuta”.

“Te l’abbiamo raccontato mille volte, dai!” ridacchiò Emma. “Il tipo dello stanzino”.

“Oh, con uno così di certo non vorrei mai averci a che fare…” cominciò Laura, ma dovette interrompersi perché Sirio e la sua accompagnatrice s’erano appena addentrati nel bar e ora si facevano strada verso il loro tavolo. 

Il cuore di Clelia prese a batterle a mille, e non seppe se fu più per l’emozione di rivederlo, la paura che potesse salutarla davanti le sue amiche o la gelosia per quella sconosciuta che si portava dietro, ma certo sapeva bene cosa la fece star male subito dopo. Perché quando lui le passò accanto e raccolse la lattina di coca-cola che stava ancora ai suoi piedi, gliela poggiò accanto e si limitò a dire, con la sua solita voce pacata e il suo tono indifferente:

“Deve esserti scivolata”. 

Non un saluto, non un cenno, nulla più se non un sorriso di circostanza, quelli che si si riservano agli estranei. 

Poi passò semplicemente oltre e, insieme alla rossa che adesso gli stringeva il braccio con trasporto, si sedette pochi tavoli più in là.

“Oh, Clelia…” sussurrò Emma, quasi pietosa.

“Spero non ti abbia messo gli occhi addosso, quello schifoso” concordò Laura.

Lei, però, non le stava davvero ascoltando. 

Teneva gli occhi piantati sui suoi nell’attesa snervante che anche lui facesse lo stesso, eppure pareva essere tutto preso dalla nuova fiamma. 

Strinse i pugni, cercando di calmarsi, e sorrise alle sue amiche, dissimulando. Si decise a far finta di nulla, almeno fino a quando non notò Sirio alzarsi diretto verso il bagno, e così fece lo stesso. 

Cosa farà Clelia?

  • Fregandosene del resto, cercherà nulla di più se non qualcosa di fisico (100%)
    100
  • Chiederà a Sirio delle spiegazioni sulla festa e sulla nuova ragazza (0%)
    0
  • Ascolterà le sue amiche e cercherà di tirarsi fuori dalla relazione (0%)
    0

Voti totali: 2

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7 Commenti

  1. Ciao, mi e’ piaciuto molto il ritmo svelto, l’evolversi veloce della storia, la ricerca, l’equivoco, la faccia tosta di chi gli piace qualcuno e se ne impipa delle brutte figure e delle possibili brutte avventure. Credibile. Ho votato per il folle abbandono.

  2. Ciao, ho recuperato adesso i due capitoli.
    La storia sembra proseguire bene, ma volevo segnalarti una frase all’inizio del 10 rigo circa, quando Clelia pensa che sia stata un’idea da matti presentarsi sotto casa del ragazzo: secondo me la seconda frase, subito dopo la domanda, sarebbe suonata meglio se fosse stata anch’essa una domanda. Cioè:” Presentarsi a casa di quello sconosciuto di sorpresa solo per chiedergli scusa?Era un’idea folle..”
    Ovviamente è solo il mio gusto personale (sicuramente a te suonava meglio con una sola domanda), ma volevo fartelo sapere. Continuerò a seguire gli sviluppi di questa storia tra Clelia e il ragazzo misterioso. A presto.

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