Gente di mare

Dove eravamo rimasti?

Come finisce la serata? Bene. (67%)

Crew Bar

Ma porca p… La nave rollava peggio della sera precedente, e ormai avevo perso il conto di quante volte mi ero dovuta aggrappare alla tenda della doccia per non cadere. Cercai di concentrarmi sull’acqua bollente che mi scorreva sulla pelle e di non pensare alla serata che mi aspettava. Che poi, di cosa dovevo preoccuparmi? È solo una collega che mi ha invitata a bere qualcosa. Tutto qui.

Sì, continua a ripetertelo.

È così. Non mi aspetto niente di più. E poi mi fa bene conoscere gente, così mi ambiento meglio.

Avvolta nel mini asciugamano in dotazione ripulii lo specchio dal vapore e mi scrutai: ero pallida e con le occhiaie, come sempre. Poi la porta del bagno si aprì.

Lasciai cadere l’asciugamano per la sorpresa mentre la mia compagna di cabina entrava nel nostro minuscolo bagno.

«Oh, finalmente! Io sono Caterina,» si presentò mentre si sedeva sul WC. Mi presentai e uscii.

«Spero che tu non sia una di quelle che si imbarazzano facilmente» disse attraverso la porta del bagno. «L’intimità è inevitabile in così poco spazio. E io sono anche modesta, pensa che una volta ho avuto una cabin mate che girava sempre nuda. Comunque, come ti stai trovando?»

«Per ora bene. Oggi è stata una giornataccia però. C’era un’ospite che…»

«Ah guarda non me ne parlare. Mirella oggi sembrava impazzita. Non fraintendermi, la adoro, ma a volte approfitta un po’ troppo delle sue assistenti. Io sono una delle sue assistenti sai? È così che si diventa manager. Aspetto la promozione per il prossimo contratto.»

«Ma non mi dire.» E la lasciai parlare, consapevole che non si aspettava una risposta.

«Scusa, posso chiederti che cos’è il crew bar

«Come cos’è! È il bar dell’equipaggio, nonché l’unico posto dove ci servono alcolici.»

«E dov’è?» E mi spiegò come arrivarci.

Da fuori il bar dell’equipaggio era del tutto anonimo, e solo i suoni ovattati che si sentivano e la quantità di gente più o meno in ghingheri che entrava e usciva ne tradiva la vera natura.

Dato che ero in anticipo entrai, avevo bisogno di un po’ di coraggio liquido. Poi mi guardai intorno, cercando di distinguere le forme tra le luci soffuse. Vidi Michele, intendo a parlare con una ragazza carina e dall’aria mediterranea. C’era anche Vanessa, che mi salutò con un cenno della mano e mi fece segno di raggiungerla. Sorridendo feci segno di no.

Sperai che Elisa arrivasse presto. Persa nei miei pensieri finii il bicchiere di vino e ne ordinai un altro, così non mi accorsi che Elisa si era seduta sullo sgabello accanto al mio e mi sorrideva, un sorriso che arrivava fino a quegli occhi grandi e dolci. Sentii le farfalle nello stomaco e la bocca secca. Svuotai il bicchiere e ne ordinai un altro.

«Devi stare attenta a non superare il limite, con gli alcolici. Se ti beccano in giro ubriaca c’è lo sbarco immediato.»

«Scusa, di solito non bevo così. Sono un po’ agitata.»

«Ti va di parlarne?»

Risi, non riuscii a trattenermi.

«Che c’è?»

«Niente, è solo che è la seconda volta in poche ore che mi fai la stessa domanda!»

«Deformazione professionale», spiegò ridendo. «Prima di imbarcare ero psicologa in un liceo.»

«Oh, wow. E cosa è successo?»

«Mi servivano soldi. Per…»

«Per cosa?»

«Per… be’, per un master in criminologia. Lo so, è una cosa stupida.»

«No, per niente. Quindi ora cosa sei, la psicologa di bordo?»

«Magari. Sono il Learning Officer, organizzo i corsi e gli eventi per l’equipaggio. E quando posso chiedo ai colleghi carini in difficoltà se hanno voglia di sfogarsi.»

E puntò gli occhi nei miei. Non mi ero accorta di quanto fosse bella, con quei ricci che le cadevano ribelli sulle guance. Perché non riesco a capire se sta flirtando o no?

La gente intorno a noi entrava e usciva, le canzoni si susseguivano indistinte, e noi continuammo a parlare: dei nostri progetti, delle vite e delle persone che avevamo lasciato a terra.

«Il tuo ragazzo non dice niente del fatto che te ne sei andata in mezzo al mare?»

«Non credo che alla mia ex ragazza importerebbe, anche se lo sapesse» risposi arrossendo. Di solito non introducevo l’argomento in maniera così spudorata, ma non capivo da che parte stesse e se le farfalle nel mio stomaco avessero qualche speranza di sopravvivenza.

«Capisco», disse. Che palle.

Il bar ormai si era svuotato, e il barista ci fece segno che doveva chiudere.

«Che ne dici di andare a prendere un po’ di aria?» mi chiese.

Stordita dal vino annuii. Salimmo sul ponte esterno, dove ci eravamo viste il giorno prima. Sembravano passati mesi.

Mi guidò decisa verso una balconata. Il mare scorreva veloce sotto di noi. «Questo è il posto che preferisco in tutta la nave. Non è bellissimo?» Si avvicinò.

Annuii, non riuscivo a parlare. «Sai cosa penso?» Si avvicinò ancora. «Penso che tu abbia bisogno di sfogarti.»

«Non voglio annoiarti parlando ancora di…»

«Non intendevo parlando.»

Le sue labbra erano morbide e calde, la sua lingua aveva ancora il sapore dolce e frizzante del vino. Mi avvinghiai al suo corpo come se stessi per annegare, e mi dimenticai di tutto il resto.

Nel prossimo episodio parliamo di lavoro

  • e di gioie e di dolori. (80%)
    80
  • e dell'insostenibile stoltezza umana. (0%)
    0
  • e di lavoro. (20%)
    20
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104 Commenti

  • Eccomi, ci sono! Scusa il ritardo, mi sono anche perso il capitolo precedente… purtroppo questo mese sono stato molto impegnato con la revisione di un altro progetto di scrittura e alla fine i giorni sono passati in fretta senza che mi rendessi conto che rischiavo di perdermi la tua storia per strada. Cooomunque, ho trovato questo finale molto bello e pienamente in linea con il resto della storia: non troppo positivo, decisamente non negativo, concreto, “normale” come la vicenda che hai raccontato e la sua protagonista, in senso positivo ovviamente. Raccontare storie fantasiose di personaggi straordinari è molto facile, ma tu sei riuscita a coinvolgere con una storia che avrebbe potuto essere quella di chiunque, di sicuro anche grazie all’ambientazione “vissuta” che l’ha impreziosita non poco e resa molto più viva. Ti rinnovo i complimenti che ti ho già fatto, mi ha fatto proprio piacere leggerti!

  • Finale efficace, in cui la protagonista, oltre a cavarsela più di quanto immaginasse, dimostra anche molto altruismo, nonostante nel complesso mi sia sembrato un po’ frettoloso e privo di mordente, anche se forse questa sensazione è dovuta al fatto di essere un finale aperto che lascia molto in sospeso.
    Nel complesso il racconto mi è piaciuto molto e l’ho trovato davvero eccezionale, nonostante i lunghi periodi di pausa che però (tranne appunto nel finale) non hanno intaccato la qualità generale dello scritto. Spero che questo non sarà l’ultimo e che ci saranno altri racconti 😀
    Complimenti ancora e a presto!

    • Grazie di aver letto 🙂
      Hai ragione, anche io penso che il finale sia un po’ affrettato, ma anche a causa delle lunghe pause mi sono ritrovata all’ultimo capitolo senza quasi rendermene conto e questo è il meglio che sono riuscita a inventarmi con lo spazio che mi era rimasto. Ma cosa intendi con “privo di mordente”?
      Spero anch’io che questa non sia la mia ultima avventura su questo sito 🙂

      • Nel senso che tutto scorre un po’ troppo liscio e senza troppi intoppi, sia nel momento dell’esame, che dovrebbe essere quello di maggior tensione, sia nel dialogo finale, anche se immagino che sia una conseguenza della frettolosità e del poco spazio a disposizione, cose dalle quali qui è molto difficile sfuggire 😀

  • Rieccoti! Leggerti è sempre un piacere e direi che tutto sommato a Lara non va poi così male, almeno ha trovato l’amore 😛 Penso sia un po’ tardi per introdurre un nuovo personaggio quindi voto per la vecchia conoscenza. Spero che per il prossimo capitolo non passi troppo tempo, ma no pressure 😀

  • Innanzitutto ben tornata! In secondo luogo è passato troppo tempo e non mi ricordo più in piffero! In terzo, visto che il prossimo è il capitolo 9, cioè il penultimo capitolo (a meno di seguiti), voto per una vecchia conoscenza 🙂

    Ciao 🙂
    PS: poretta Lara

  • … Di gioia e dolori. Mi piacerebbe sapere di più di Elisa e del suo personaggio.
    Ciao 🙂 stamattina ho letto tutta la tua storia in un colpo e…
    Molto molto carina!
    Mi piace: il racconto in prima persona, il modo in cui usi la formattazione del testo per comunicare pensieri e impressioni della protagonista, e l’ansia COSTANTE che la accompagna.
    L’unica cosa che posso dire è che avrei anticipato questo incontro, perché il racconto ha un primo twist al capitolo 4 ed ora c’è Elisa, quindi hai solo 3 capitoli per concludere. Ma forse avevi bisogno di un setup più lungo per dire quello che vuoi dire e magari lo stai conservando per la fine.
    Aspetto con ansia il prossimo capitolo e… A presto!

  • Sono molto contento che continuerai il racconto visto che lo trovo estremamente interessante e ben scritto! Ho passato anch’io un periodo di sei mesi all’estero, e anche se non sono stato in una nave e quindi non è proprio la stessa cosa, riesco a immedesimarmi in molti dei pensieri e delle sensazioni della protagonista, e lo trovo un fattore molto positivo! Voto per la serata a lieto fine visto che la ragazza ha avuto già diverse disavventure ?

    • Grazie mille, sono molto contenta di sentire che lo trovi interessante e che riesci a immedesimarti 🙂 Ho sempre paura di tralasciare particolari che nella mia testa sono ovvi o di risultare troppo pesante con l’introspezione, mi fa piacere vedere che (almeno finora) non è così 🙂

  • Ti fai attendere ma ne vale sempre la pena! Te l’ho già detto ma il tuo è proprio uno di quei racconti in cui pensi o che l’autrice abbia esperienza diretta di quello che scrive oppure che sia bravissima a fare ricerche. Sembra davvero di essere lì 🙂
    Per il prossimo capitolo ho votato per il meh, ma sottolineo che intendo un meh più positivo che negativo ?
    Ti segnalo anche un refuso, “zitti” al posto di “zittii”. Ciao!

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