Gente di mare

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio parliamo di lavoro e di gioie e di dolori. (80%)

Pax

Mentre mi guardavo allo specchio per controllare che tutto fosse in ordine non potevo fare a meno di pensare che mi sembrava di essere in nave da mesi, e non da poche settimane. Di più, avrei giurato di aver sempre vissuto quella vita.

Non sapevo se fosse il fatto di avere una routine, che si ripeteva sempre identica, finché i giorni non si annullavano in un unico grande ieri, o l’essere arrivata a conoscere la nave come le mie tasche, o l’avere qualcuno con cui condividere tutto questo. Fatto sta che ero felice e mi sentivo quasi a casa, e la cosa mi terrorizzava a morte.

Quanto sei melodrammatica.

Cercai le scarpe, e le trovai sotto il letto matrimoniale. Vedi, i vantaggi di uscire – e dormire – con un’ufficiale. Sentii le guance arroventarsi al pensiero di quel letto e delle cose che Elisa e io ci avevamo fatto nelle ultime settimane. In più mi ci ero praticamente trasferita, nella sua cabina. Altra cosa che mi terrorizzava.

Ma smettila, stai diventando ridicola.

Parla per te. Sai come sono fatta.

Sì, sei una mammoletta. Riesci a lamentarti anche quando per una volta va tutto bene!

Appunto: per una volta. Non può durare.

Andai in ufficio. Stranamente stava andando tutto bene anche lì. Mi aspettavo una vendetta da Michele, ma si limitava a ignorarmi, nonostante fosse il mio mentor. Per fortuna Vanessa e gli altri colleghi erano sempre gentili e disponibili, e mi aiutavano se ne avevo bisogno. Avevo anche imparato a gestire Mirella e i suoi sbalzi d’umore.

Quando uscii al bancone la fila di passeggeri – detti anche pax ­– attraversava tutta la sala. Trattenni un moto di stizza. Come mai gente che pagava migliaia di euro per una settimana di vacanza preferisse passare il suo tempo in fila per la reception invece di godersela continuava a sfuggire alla mia comprensione. Ormai ero diventata bravissima a distinguere chi portava solo guai da come ci guardava dal loro posto in fila. Come la donna tracagnotta con le infradito.

«Signorina!»

Appunto.

«Mi scusi signorina!»

«Prego.»

«Fuori sta piovendo.»

La guardai interdetta, poi scrutai lo scorcio di cielo che intravedevo dal grande oblò alla mia destra. Eravamo nell’alto tirreno a fine novembre, certo che pioveva.

Guardai la donna, senza sapere cosa risponderle.

«Io non ho pagato per la pioggia.»

«Come scusi?»

«Ho detto che non ho pagato per la pioggia!» ripeté, come se urlare quelle parole desse loro un significato aggiunto. «L’agenzia mi aveva assicurato – anzi, mi aveva garantito! – che avrei potuto prendere il sole in piscina! Lei ha visto che tempo c’è fuori?»

«Signora, ma siamo a novembre…»

«E cosa c’entra?» sbraitò quella. Poi mi guardò, in attesa.

Avrei potuto rispondere tante cose, ad esempio che avevamo una piscina interna, e una spa, o che poteva andare a fare qualche escursione. Avrei potuto almeno cercare di ricordare tutte le lezioni del corso di addestramento. Invece, lasciai che il nervosismo di giorni e giorni passati ad avere a che fare con gente che aveva lasciato il cervello sul molo ebbe la meglio.

«Signora, se potessi controllare il tempo di certo non sarei qui con lei, non le pare?»

Brava, complimenti.

La donna mi guardò come se le avessi appena squartato un cucciolo di foca davanti. Spalancò la bocca, prese fiato e io mi preparai alla fiammata che ne sarebbe sicuramente uscita.

«Mi faccia subito parlare con il suo superiore!»

Senza dire niente rientrai e spiegai tutto a Mirella. Si occupò della signora, le offrì un ingresso alla spa, poi mi fece cenno di raggiungerla in uno degli altri uffici che si aprivano sul corridoio, miracolosamente vuoto. Sapevo quello che mi aspettava. Tanto valeva fare già le valigie.

«Non sta andando per niente bene, ehm… Lara. Per niente.»

La guardai e basta, perché rispondere o giustificarsi non sarebbe servito a niente.

«Sono costretta a darti un warning, il tuo comportamento con quell’ospite è stato assolutamente inaccettabile.»

Lasciai uscire il fiato che non mi ero accorta di aver trattenuto. Un warning era male, ma non tanto quanto lo sbarco immediato. Salvata in corner.

«Poi c’è la questione del suo test del mentor. Michele mi dice che non ti stai applicando come si deve…»

«Ma se non si è mai scomodato a insegnarmi niente!» sbottai, senza riuscire a trattenermi. Di nuovo. «Devo chiedere a Vanessa, o a Sergej…»

«Quindi distrai anche i tuoi colleghi dai loro compiti?»

«Chiedo aiuto, non li distraggo. Fatto sta che Michele non mi ha insegnato proprio niente!»

«Be’, questo lo vedremo. Faremo il tuo test domani.»

Sentii il sangue defluire dal cervello. Quel bastardo. Mi aveva messa in una posizione da cui non sarei mai potuta uscire vincitrice. Che stronzo. Se avessi fallito il test avrei potuto dire che la colpa era sua, ma mi avrebbero comunque fatta sbarcare. Se invece l’avessi superato sarei potuta rimanere, ma lui si sarebbe preso il merito. E in entrambi i casi, Michele si rigirava la nostra manager come gli pareva, quindi lei non avrebbe mai creduto a me contro di lui.

Lo sapevo che non poteva durare, questo periodo di felicità.

Nel prossimo episodio compare...

  • ... un - o più - ospiti inaspettati. (33%)
    33
  • ... una vecchia conoscenza. (67%)
    67
  • ... una new entry. (0%)
    0
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104 Commenti

  • Eccomi, ci sono! Scusa il ritardo, mi sono anche perso il capitolo precedente… purtroppo questo mese sono stato molto impegnato con la revisione di un altro progetto di scrittura e alla fine i giorni sono passati in fretta senza che mi rendessi conto che rischiavo di perdermi la tua storia per strada. Cooomunque, ho trovato questo finale molto bello e pienamente in linea con il resto della storia: non troppo positivo, decisamente non negativo, concreto, “normale” come la vicenda che hai raccontato e la sua protagonista, in senso positivo ovviamente. Raccontare storie fantasiose di personaggi straordinari è molto facile, ma tu sei riuscita a coinvolgere con una storia che avrebbe potuto essere quella di chiunque, di sicuro anche grazie all’ambientazione “vissuta” che l’ha impreziosita non poco e resa molto più viva. Ti rinnovo i complimenti che ti ho già fatto, mi ha fatto proprio piacere leggerti!

  • Finale efficace, in cui la protagonista, oltre a cavarsela più di quanto immaginasse, dimostra anche molto altruismo, nonostante nel complesso mi sia sembrato un po’ frettoloso e privo di mordente, anche se forse questa sensazione è dovuta al fatto di essere un finale aperto che lascia molto in sospeso.
    Nel complesso il racconto mi è piaciuto molto e l’ho trovato davvero eccezionale, nonostante i lunghi periodi di pausa che però (tranne appunto nel finale) non hanno intaccato la qualità generale dello scritto. Spero che questo non sarà l’ultimo e che ci saranno altri racconti 😀
    Complimenti ancora e a presto!

    • Grazie di aver letto 🙂
      Hai ragione, anche io penso che il finale sia un po’ affrettato, ma anche a causa delle lunghe pause mi sono ritrovata all’ultimo capitolo senza quasi rendermene conto e questo è il meglio che sono riuscita a inventarmi con lo spazio che mi era rimasto. Ma cosa intendi con “privo di mordente”?
      Spero anch’io che questa non sia la mia ultima avventura su questo sito 🙂

      • Nel senso che tutto scorre un po’ troppo liscio e senza troppi intoppi, sia nel momento dell’esame, che dovrebbe essere quello di maggior tensione, sia nel dialogo finale, anche se immagino che sia una conseguenza della frettolosità e del poco spazio a disposizione, cose dalle quali qui è molto difficile sfuggire 😀

  • Rieccoti! Leggerti è sempre un piacere e direi che tutto sommato a Lara non va poi così male, almeno ha trovato l’amore 😛 Penso sia un po’ tardi per introdurre un nuovo personaggio quindi voto per la vecchia conoscenza. Spero che per il prossimo capitolo non passi troppo tempo, ma no pressure 😀

  • … Di gioia e dolori. Mi piacerebbe sapere di più di Elisa e del suo personaggio.
    Ciao 🙂 stamattina ho letto tutta la tua storia in un colpo e…
    Molto molto carina!
    Mi piace: il racconto in prima persona, il modo in cui usi la formattazione del testo per comunicare pensieri e impressioni della protagonista, e l’ansia COSTANTE che la accompagna.
    L’unica cosa che posso dire è che avrei anticipato questo incontro, perché il racconto ha un primo twist al capitolo 4 ed ora c’è Elisa, quindi hai solo 3 capitoli per concludere. Ma forse avevi bisogno di un setup più lungo per dire quello che vuoi dire e magari lo stai conservando per la fine.
    Aspetto con ansia il prossimo capitolo e… A presto!

  • Sono molto contento che continuerai il racconto visto che lo trovo estremamente interessante e ben scritto! Ho passato anch’io un periodo di sei mesi all’estero, e anche se non sono stato in una nave e quindi non è proprio la stessa cosa, riesco a immedesimarmi in molti dei pensieri e delle sensazioni della protagonista, e lo trovo un fattore molto positivo! Voto per la serata a lieto fine visto che la ragazza ha avuto già diverse disavventure ?

    • Grazie mille, sono molto contenta di sentire che lo trovi interessante e che riesci a immedesimarti 🙂 Ho sempre paura di tralasciare particolari che nella mia testa sono ovvi o di risultare troppo pesante con l’introspezione, mi fa piacere vedere che (almeno finora) non è così 🙂

  • Ti fai attendere ma ne vale sempre la pena! Te l’ho già detto ma il tuo è proprio uno di quei racconti in cui pensi o che l’autrice abbia esperienza diretta di quello che scrive oppure che sia bravissima a fare ricerche. Sembra davvero di essere lì 🙂
    Per il prossimo capitolo ho votato per il meh, ma sottolineo che intendo un meh più positivo che negativo ?
    Ti segnalo anche un refuso, “zitti” al posto di “zittii”. Ciao!

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