Gente di mare

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio compare... ... una vecchia conoscenza. (67%)

Gangway

Mi svegliai di soprassalto, con il cuore in gola e madida di sudore. Non riuscivo a capire dove mi trovavo. Poi riconobbi le tendine che contornavano il mio letto. La cabina era silenziosa, si sentivano solo il ritmo lento del respiro di Caterina, la mia compagna di cabina. Il letto ondeggiava leggero, eravamo ancora al largo. Doveva essere davvero prestissimo.

Cercai di rimettermi a dormire, ma i rimasugli dell’incubo continuavano ad attraversarmi la mente. Avevo sognato di essere al crew bar a divertirmi, finché Mirella non era entrata brandendo una spada. Mi aveva costretta a uscire sul ponte esterno, dove era stata messa una tavola di legno, come nei film sui pirati, e minacciandomi con la spada mi aveva spinta giù. Ricordo che ero tranquilla, sapevo nuotare e non c’erano mica squali, nel Mar Tirreno. Mi accorgevo troppo tardi che l’acqua in realtà erano sabbie mobili, che mi inghiottivano. Era sembrato così reale…

Era solo un sogno. Sta tranquilla.

Era inutile continuare a rigirarsi nel letto, tanto valeva andare a fare colazione. Forse a quell’ora si trovavano ancora i pancake. Mi preparai in bagno, per non svegliare Caterina.

Attraversai il deck 0, vuoto e silenzioso, tutto il contrario di come mi era apparso quel primo giorno. Passai davanti al portellone di imbarco. Faceva uno strano effetto vederlo chiuso. Tra poco i marinai lo avrebbero aperto e dal molo avrebbero portato la gangway, la passerella per salire o scendere dalla nave.

Distolsi lo sguardo ed entrai nella staff mess. Come avevo sospettato, la scelta di prima mattina era più abbondante. Meglio ricordarselo, per il futuro.

Sempre che tu ce l’abbia, un futuro qui dentro.

Il pensiero mi chiuse lo stomaco. Allontanai il piatto, e guardai fuori dagli oblò. Si riusciva a vedere una linea più scura all’orizzonte. “Terra!”, avrebbero urlato i marinai di una volta.

«Certo che è vero, chi non muore si rivede!» esclamò una voce allegra.

Mi voltai di scatto, e mi ritrovai davanti una criniera di capelli grigi. Impiegai qualche istante per collegare un nome al volto.

«Paolo, ciao!»

«Allora, dimmi. Come sono andate queste prime settimane?»

«Insomma, ne ho avute di migliori. Tu? Non ci siamo più visti…»

«Io vado alla grande! Il lavoro è duro, eh, non mi fraintendere. La storia dello stipendio su commissione non mi va giù, ma ogni tanto arriva qualche pesce grosso che compensa. Ora mi sto lavorando questo russo, penso di essere vicino a convincerlo a comprare un bracciale di zaffiri e diamanti, è di una raffinatezza che…»

«Non serve che continui, mi hai già convinta!»

«Scusa, a volte esagero. Ma cambiamo argomento. Sfogati, dimmi cosa è successo.»

«Ho dei problemi con un collega. Il mio mentor, quello che dovrebbe insegnarmi… be’, tutto.»

«E invece?»

«E invece niente!» sbottai con più forza del necessario. Gli raccontai tutto, ma proprio tutto: di come Michele avesse cominciato a odiarmi prima ancora di conoscermi, di quando ero scesa a terra con la donna cinese moribonda, dei problemi che avevo con Mirella. Di quanto bene stessi con Elisa, e di quanto mi riempisse di terrore il pensiero che potesse finire tutto.

«E non è solo la paura di fallire questo test» gli dissi, asciugandomi le lacrime con un tovagliolo. «Ho proprio paura in generale. Perché se il test va male devo tornamene a casa, e tutto questo sarà stato solo una breve avventura. Ma se va bene? Se rimango qui? Voglio davvero fare questa vita per chissà quanto? Sono in grado di fare questa vita? E se facessi altri contratti, chi mi assicura che imbarcherò con Elisa? E se imbarchiamo insieme e le cose vanno male e poi siamo costrette a stare sulla stessa nave per mesi? Per non parlare del fatto che non so nemmeno quando ancora lei voglia fare questo lavoro!»

Inspirai profondamente. Non sapevo neanche di pensarle, le cose che avevo detto a Paolo. Ma dirle a lui era stato un po’ come ammetterle anche a me stessa. Mi resi conto che forse mi ero nascosta dietro le mie ansie troppo a lungo. Forse era arrivato il momento di buttarsi.

Paolo mi guardava come se sapesse esattamente quello che stavo pensando.

«Per come la vedo io c’è solo una cosa da fare. Provarci, provarci e provarci ancora. Alla fine non si può fare tanto altro, nella vita. E non si può pretendere che tutto vada sempre liscio. Poi se le cose vanno bene, bene. Altrimenti, ci si impegna a farle andare come vorremmo. O no?»

Annuii. Era un discorso un po’ ingenuo, ma confortante. E in quel momento avevo bisogno di conforto.

«Comunque dopo quello che mi hai raccontato io non mi preoccuperei. Sei riuscita sempre a cavartela, no? Pensa a come hai gestito la tipa in ospedale.»

«Ma se ho passato la giornata in preda al panico!»

«Sì, ma sei anche riuscita a riportarvi tutte e tre qui, no? Nonostante il panico.»

Aveva ragione. Non avevo mai visto la cosa sotto questo punto di vista.

Forse dovresti passare più tempo a parlare con lui, e meno a parlare dentro la tua testa.

Gli sorrisi, piena di nuovo vigore. Lo salutai e andai al front desk.

Siamo giuti alla fine. La storia si conclude:

  • Dipende dal punto di vista. (50%)
    50
  • Male. (0%)
    0
  • Bene. (50%)
    50
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104 Commenti

  • Eccomi, ci sono! Scusa il ritardo, mi sono anche perso il capitolo precedente… purtroppo questo mese sono stato molto impegnato con la revisione di un altro progetto di scrittura e alla fine i giorni sono passati in fretta senza che mi rendessi conto che rischiavo di perdermi la tua storia per strada. Cooomunque, ho trovato questo finale molto bello e pienamente in linea con il resto della storia: non troppo positivo, decisamente non negativo, concreto, “normale” come la vicenda che hai raccontato e la sua protagonista, in senso positivo ovviamente. Raccontare storie fantasiose di personaggi straordinari è molto facile, ma tu sei riuscita a coinvolgere con una storia che avrebbe potuto essere quella di chiunque, di sicuro anche grazie all’ambientazione “vissuta” che l’ha impreziosita non poco e resa molto più viva. Ti rinnovo i complimenti che ti ho già fatto, mi ha fatto proprio piacere leggerti!

  • Finale efficace, in cui la protagonista, oltre a cavarsela più di quanto immaginasse, dimostra anche molto altruismo, nonostante nel complesso mi sia sembrato un po’ frettoloso e privo di mordente, anche se forse questa sensazione è dovuta al fatto di essere un finale aperto che lascia molto in sospeso.
    Nel complesso il racconto mi è piaciuto molto e l’ho trovato davvero eccezionale, nonostante i lunghi periodi di pausa che però (tranne appunto nel finale) non hanno intaccato la qualità generale dello scritto. Spero che questo non sarà l’ultimo e che ci saranno altri racconti 😀
    Complimenti ancora e a presto!

    • Grazie di aver letto 🙂
      Hai ragione, anche io penso che il finale sia un po’ affrettato, ma anche a causa delle lunghe pause mi sono ritrovata all’ultimo capitolo senza quasi rendermene conto e questo è il meglio che sono riuscita a inventarmi con lo spazio che mi era rimasto. Ma cosa intendi con “privo di mordente”?
      Spero anch’io che questa non sia la mia ultima avventura su questo sito 🙂

      • Nel senso che tutto scorre un po’ troppo liscio e senza troppi intoppi, sia nel momento dell’esame, che dovrebbe essere quello di maggior tensione, sia nel dialogo finale, anche se immagino che sia una conseguenza della frettolosità e del poco spazio a disposizione, cose dalle quali qui è molto difficile sfuggire 😀

  • Rieccoti! Leggerti è sempre un piacere e direi che tutto sommato a Lara non va poi così male, almeno ha trovato l’amore 😛 Penso sia un po’ tardi per introdurre un nuovo personaggio quindi voto per la vecchia conoscenza. Spero che per il prossimo capitolo non passi troppo tempo, ma no pressure 😀

  • … Di gioia e dolori. Mi piacerebbe sapere di più di Elisa e del suo personaggio.
    Ciao 🙂 stamattina ho letto tutta la tua storia in un colpo e…
    Molto molto carina!
    Mi piace: il racconto in prima persona, il modo in cui usi la formattazione del testo per comunicare pensieri e impressioni della protagonista, e l’ansia COSTANTE che la accompagna.
    L’unica cosa che posso dire è che avrei anticipato questo incontro, perché il racconto ha un primo twist al capitolo 4 ed ora c’è Elisa, quindi hai solo 3 capitoli per concludere. Ma forse avevi bisogno di un setup più lungo per dire quello che vuoi dire e magari lo stai conservando per la fine.
    Aspetto con ansia il prossimo capitolo e… A presto!

  • Sono molto contento che continuerai il racconto visto che lo trovo estremamente interessante e ben scritto! Ho passato anch’io un periodo di sei mesi all’estero, e anche se non sono stato in una nave e quindi non è proprio la stessa cosa, riesco a immedesimarmi in molti dei pensieri e delle sensazioni della protagonista, e lo trovo un fattore molto positivo! Voto per la serata a lieto fine visto che la ragazza ha avuto già diverse disavventure ?

    • Grazie mille, sono molto contenta di sentire che lo trovi interessante e che riesci a immedesimarti 🙂 Ho sempre paura di tralasciare particolari che nella mia testa sono ovvi o di risultare troppo pesante con l’introspezione, mi fa piacere vedere che (almeno finora) non è così 🙂

  • Ti fai attendere ma ne vale sempre la pena! Te l’ho già detto ma il tuo è proprio uno di quei racconti in cui pensi o che l’autrice abbia esperienza diretta di quello che scrive oppure che sia bravissima a fare ricerche. Sembra davvero di essere lì 🙂
    Per il prossimo capitolo ho votato per il meh, ma sottolineo che intendo un meh più positivo che negativo ?
    Ti segnalo anche un refuso, “zitti” al posto di “zittii”. Ciao!

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