Il caso dell’impiccato

La ballata dell’impiccato

Uomo sotto la pioggia,  con indosso un impermeabile e un cappello a tesa larga cammina lento, mentre la pioggia, fitta e pesante, lo martella da un cielo che non ha pietà per nessuno.

Sta percorrendo la Main Street, cosparsa di giornali zuppi e di lattine vuote accartocciate, lasciate da barboni o turisti indifferenti. Una macchina, 20 metri più avanti, si accosta, lasciano scendere un uomo e una donna, entrambi giovani, che sghignazzando come fessi si riparano sotto il balcone più vicino, mentre la pioggia gli ha già bagnati un po’. Li vede scambiarsi qualche “effusione”, come le chiamano adesso, poi lui apre la porta a cui erano appoggiati e spariscono all’interno alla velocità del vento, come il padrone di casa dopo che gli hai pagato l’affitto.

Totalmente inespressivo, passa avanti senza fermarsi o farsi domande. Cammina. Ha una meta e non vuole arrivare in ritardo. Arrivare in ritardo è per i pivelli. Se vuoi fare una buona impressione con il cliente, è sempre bene arrivare in orario. Certo, la camicia avrebbe avuto bisogno di una bella stirata, e la cravatta non è proprio annodata bene, ma a queste cose non ci badava. Arrivò fino in fondo alla strada, in Liberty Square, e la attraversò tutta, entrando in Washington Avenue. Passò di fronte a vari negozi. Le serrande, abbassate e chiuse da pesanti lucchetti, erano ricoperte da scritte incomprensibili e da oscenità irripetibili.

Si era fatto quasi metà della via, quando un gemito attirò la sua attenzione in un vicolo. Diede un’occhiata e vide una giovane donna di colore con la camicetta strappata e un seno di fuori. Davanti a lei, un uomo che portava una felpa con cappuccio e gli dava le spalle, le diede uno schiaffo, facendola riversare sull’asfalto bagnato. Un altro uomo, giovane, circa sulla ventina d’anni, con un giaccone di pelle, era al fianco sinistro di lei e reggeva una sbarra di metallo. Si diresse all’interno del vicolo, a passi lenti. Un terzo e un quarto ragazzo comparirono da dietro l’angolo. Tutti e quattro i ragazzi avevano la testa rasata. Uno dei ragazzi, con una felpa di colore verde parve notarlo e si fece avanti.

<<Sembra che qui vi sia un viandante sperduto! Uomo, se ci tieni al tuo collo, credo ti convenga rifuggire da questo vicolo.>>, disse stendendo il braccio che teneva un bastone nella sua direzione.

Magnifico, pensò lui con tono d’amarezza, mi sono imbattuto in seguaci della Nuova Chiesa AvanBattista del Santo Odio Ariano. Questi qui sono tutti sciroccati.

<<Mi dispiace interrompere il vostro compito, ma non sta bene infierire su una donna.>>

Il tipo emise una risata, stridula e arrogante. <<Voi vedete donne qui, signori?>>

<<Io vedo solo un vecchio con l’impermeabile e un sacco di letame color marrone, assieme a noi.>>, abbaio un altro, in camicia e giacca.

<<Non ci sono donne in questo luogo, solo pattume da ripulire.>> fece l’altro che gli dava le spalle e che si era girato appena aveva sentito il suo amico parlare.

Lui fece un ghigno. <<Non ve lo chiederò un’altra volta. Lasciate stare, per questa sera e domani sera potrete avere ancora dei denti con cui mangiare.>> Anche se probabilmente i denti li avevano già persi. Sapeva che diverse di queste sette, chiese o comunità religiose elargivano grandi quantità di droghe, per poter rendere manovrabili i propri adepti. E queste droghe spesso comportavano una degenerazione fisica. Fece una smorfia.

<<Il Signore è il mio pastore. Anche se camminerò in una valle oscura, non temerò alcun male.>> recitò il ragazzo con la felpa verde. <<Non abbiamo niente contro di te. Vattene. Sei ancora in tempo.>>

<<Questo non è possibile.>>

Il ragazzo scosse la testa, sconfortato. <<Allora, in questo caso, sei considerato come amico della razza generata da Cam e ne seguirai la sorte, perpetrata nel tempo dai seguaci di Arthur Harryson, fondatore della Nuova Chiesa AvanBattista del Santo Odio Ariano. Come…>>

<<Miseria boia, ma te lo sei imparato a memoria, il prontuario, o te le stai inventando tutte le cazzate che dici?>> lo interruppe lui, schernendolo.

Dopo una breve rissa, il Detective si dirige all'appuntamento. Cosa succederà?

  • Il detective inizialmente rifiuta l'incarico, ma la cliente fa una scenata e lui decide di prenderlo. (0%)
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  • Il detective arriva all'appuntamento e prende il caso e arriva sul posto, dove trova anche la polizia. Cosa sarà successo? (100%)
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  • Il detective, ferito, va in ospedale per farsi medicare e perde l'appuntamento, ma un suo contatto in polizia lo accompagna sul posto (0%)
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11 Commenti

  1. Ciao Ace,
    a dire il vero mi è risultato un po’ difficile leggere questo capitolo, dove passi da un tempo verbale all’altro nel giro di poche parole. Non ne ho capito il senso, perdonami. Ho notato anche qualche virgola di troppo, ad esempio dopo un punto e la chiusura delle caporali. Il termine incellphanare non l’ho trovato, ma presumo tu lo abbia cercato. Io ho trovato cellofanato 🙂
    Il taglio asciutto somiglia più a una sceneggiatura che a un racconto, potrebbe anche essere interessante. Hai mai letto Chandler? Immagino di sì, visto che ti piacciono gli hard boiled.
    Complimenti per la scena d’azione nella prima parte, ben scritta.
    Voto per la soffiata.
    Alla prossima!

    • Cara Keziarica,
      per rispondere al tuo commento devo dividere per punti:
      -tempi verbali. Di solito, nelle storie, scrivo al passato, ma per questa ho deciso di scrivere al presente, anche per dare quell’idea di dinamicità che l’imperfetto od il passato remoto non rendono. Per questo mi sono un po’ impappinato pure io nel correggere i tempi e portarli al presente.
      -la punteggiatura. Sono un gran fan della punteggiatura. Mi piacciono le pause. Però, come per ogni cosa, non bisogna abusarne. Ti ringrazio.
      -Inglesismi. Non mi piace usare termini stranieri, quando abbiamo una lingua così bella. Il termine “Incellophanato” è un po’ desueto e ambiguo nel nostro dizionario; mi rendo conto che avrei potuto usare il termine “Imballato”, ma così è andata.
      -Spazi stretti. Sono perfettamente cosciente del taglio asciutto, ma con a disposizione 10 capitoli e 5000 parole a capitolo, non si ha occasione di scialare. Volevo che il lettore arrivasse entro il secondo capitolo a “contatto” con la vittima. E credimi se ti dico che non è stato facile far stare in un capitolo di 5k parole una scena d’azione, il contatto con il cliente, i primi indizi e i viaggi fra una scena e l’altra.

  2. Ciao Ace,
    benvenuto.
    L’incipit di un racconto dovrebbe essere il biglietto da visita, un po’ la presentazione della storia ai lettori; tu hai voluto presentarcelo così, con i vestiti stazzonati e la scazzottata facile, ci sta. Attento però a non cadere nei cliché, non lasciarti influenzare troppo dal cinema, cerca di trovare un tuo detective, con caratteristiche e difetti suoi e di nessun altro. Anche l’aggressione della giovane è, probabilmente, servita a renderci chiaro il carattere del protagonista, tuttavia cerca di non lasciarti portare fuori strada dalla necessità di spiegare o mostrare troppo, qui i caratteri sono tiranni.
    Come Ottaviano ti consiglio di usare le caporali, le virgolette o il trattino lungo per i dialoghi. Le caporali sono queste: «» e le trovi nei caratteri speciali di Word. i segni minore e maggiore non vanno bene. I dialoghi degli adepti paiono un po’ pomposi, ma credo faccia parte dell’indottrinamento ricevuto nella setta. Può andare bene metterlo in evidenza, ma solo se poi questi adepti avranno un ruolo nel proseguo della storia, altrimenti ti rubano solo caratteri 🙂
    Spero di non esserti risultata pesante, voto per la polizia sul posto.
    Vediamo come te la cavi, intanto ti seguo anche perché il giallo è ormai diventato il mio genere 😉
    Alla prossima!

    • Ti ringrazio per i consigli. purtroppo le storie che mi vengono in mente di solito sono un po’ lunghe speriamo, per come l’ho ideata, che questa riesca a stare entro i termini. Altrimenti, vorrà dire che ne metterò altri 10 di capitoli. =P Per quanto riguarda i cliché, devo ammettere che alcuni saranno alquanto ovvi, in quanto questo racconto si ispira al genere hard-boiled, tipo il “Mistero de Falco” o le storie con Dick Tracy. Vedremo come andrà a finire. Nel frattempo, buona lettura.

  3. Ciao, benvenuto. Vedo un ottimo potenziale e uno stile che è vicino ai miei gusti. Parecchi dettagli da aggiustare: se vuoi ti preparo un piccolo elenco di cose che ho trovato, da lettore, un po’ “stonate”.
    Te lo diranno e perciò lo anticipo io: cerca il modo per utilizzare i caratteri standard dei dialoghi ( « » caporali
    “ ” virgolette alte — trattino largo ) quelli che hai usato indicano “minore” . Ciao alla prossima!

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