Il passato ritorna sempre

La stanza di Sara

Sara 15 anni appena compiuti, posò delicatamente la testa sul morbido guanciale rosa, rannicchiando le gambe e accoccolandosi nel suo lettino. Dalla finestra della sua stanza poteva scorgere la luna piena. Sua madre bussò, entrò nella camera di sua figlia, si avvicinò al suo letto. Nancy si piega su sua figlia, e le bacia dolcemente la fronte. Le dispiace per Sara ma suo marito come sempre era un perfetto stronzo. Da quando si erano separati, lui si dedicava di più al suo lavoro, e alla sua nuova famiglia. Le rimboccò le coperte. «Buona notte, tesoro mio per me sei speciale, lo sai». Sara osservo sua madre mentre spegneva la piccola abat-jour sul suo comodino. La camera sprofondò nell’oscurità sua madre si avvicinò alla porta della stanza. «Tu sei tutto ciò che io ho di più caro al mondo, è questo ti deve bastare… Perché io non ti lascerei mai per nessuno… Tu sei tutto ciò e ho sempre voluto… Puoi sempre contare su di me tesoro». Si volta verso la figlia, e poi esce dalla stanza chiudendosi la porta alle spalle, rimase li per un po adesso poteva dare sfogo alle sue lacrime. Sara ascolto attentamente i passi della madre mentre si allontanava e attraversava il corridoio. Per qualche minuto regnò il silenzio assoluto. Sara si girò nel letto era stanca, non riusciva più a tenere gli occhi aperti. Si stava per addormentare quando sentì quel rumore proprio dentro la sua camera, spalancò gli occhi. Si tirò a sedere sul letto e ascolto, i suoi occhi si posarono sull’armadio era di lì che arrivava quel rumore. Una delle Ande si stava lentamente aprendo. La osservò incuriosita, come faceva l’anta del suo armadio ad aprirsi da sola, lei si ricordava di averla chiusa bene prima. La finestra era chiusa e quindi non poteva essere il vento, era impossibile. Dalla bocca gli uscivano soltanto dei lievi sussurri: Gridò con tutto il fiato che aveva «Mamma!». Il rumore si fece più forte le grucce iniziarono a muoversi avanti e indietro come se qualcuno li muovesse.
Qualcosa le sfiorò il braccio, lei si ritrasse il respiro si fece più forte adesso era davvero terrorizzata dalla paura. Qualcuno o qualcosa era dentro la stanza con lei: si rannicchiò in un angolo del letto tremolante, la stanza era fredda, non vedeva niente così cercò  di accendere la luce. Questa si accese tremolante, un ombra si mosse nella stanza, scese dal letto di corsa e si diresse verso la porta della sua camera. Con le mani tremolanti cerco di aprirla, ma non si apriva era come se fosse bloccata da qualcosa. Sara ruotò la manopola della porta con le mani che le tremavano dalla paura cercando in tutti i modi possibili di aprirla e scappare via. La porta non si apriva, così iniziò a picchiare con forza contro la porta della stanza, come era possibile che sua madre non sentiva quei rumori cosi forti.
Ti prego apriti.. ti prego…..Mamma!…Mamma! .
Appoggio la testa contro la porta, il viso rigato di lacrime,  con la mano che le tremava li asciugò , si girò lentamente: si abbasso contro la porta chiusa, si passo una mano tra i capelli castani cercando di controllare il respirò e calmarsi, doveva riflettere…Pensare. Alzo lo sguardo, quello che vide la lasciò senza fiato. Tutto nella stanza stava cambiando, come se il tempo scorresse all’indietro, i mobili gli arredamenti, le tende, la luce stessa, era tutto diverso. Si trovava ancora nella sua camera, a casa sua, ma era diversa non era la sua camera. Questo non è possibile…E impossibile…Non sta accadendo davvero!..
Qualcosa di diverso c’era in quella stanza.
La sua stanza
Una luce attirò la sua attenzione, in un angolo della camera vicino al letto, una ragazza era seduta, con le spalle rivolte verso di lei. Si stava spazzolando i  lunghi capelli dorati, con gesti lenti canticchiando una canzoncina. 

Chi era quella ragazza?

  • Era un entita che aveva bisogno del suo aiuto? (40%)
    40
  • Era un essere malvagio? (60%)
    60
  • Un fantasma del passato.. (0%)
    0
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5 Commenti

  1. Ciao, un ottimo inizio per una storia di paura, promette bene. Io avrei aspettato un attimo a far apparire il fantasma ma l’autore comanda il gioco. Il mio consiglio, è di porre attenzione ad alcuni errori formali, tipo uno strano cambio tra passato remoto e tempo presente (…si volta verso la figlia…). Le ‘Ande’ anziché ‘ante’, e un po’ di accenti mancanti qua e là. Vedrai che soddisfazione quando anche la sintassi e l’ortografia saranno a posto. brava, ciao🙋

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