MR. BOBBLE

Bollicine

La più grande minaccia che l’umanità dovette mai affrontare fu liberata da un contadino. Il signor Williams,come era suo solito, si era svegliato alle 3 del mattino. La sua maledetta insonnia continuava a perseguitarlo. Eppure aveva provato di tutto: camomille prima di dormire, contare le sue pecore, aveva addirittura preso dei farmaci comprati dalla città accanto alla sua fattoria.

Quando si svegliava troppo presto, come allora, era sua abitudine uscire a prendere una boccata d’aria, o andava persino alle gabbie dei suoi animali per controllare se anche loro avevano i suoi stessi disturbi del sonno, non era mai così. Decise allora, quando si accorse che, per l’ennesima volta, le sue palpebre si erano ostinate a restare aperte, di uscire. Non per fare la sua breve camminata delle 3 attorno alla casa, ma per fare una corsetta nei suoi campi di grano. Voleva addormentarsi, e per farlo doveva essere stanco.

Si alzò dal letto, mise le scarpe, e s’incamminò verso i campi di grano. L’aria era terribilmente gelida, l’atmosfera cupa, e il signor Williams rimpianse di non aver portato una sciarpa, o vestiti più pesanti. Ormai però era troppo tardi per ritornare, era entrato nel labirinto dei suoi campi.

Quella fu l’ultima volta in cui il signor Williams vide l’esterno della sua casa.

Le pungenti spighe gli davano un fastidio terribile, ma era contento di aver scelto quella strada. Poteva vedere il suo lavoro duro, tutta la fatica, il sudore utilizzati per ottenere quel risultato, le storie su quei campi… NO.

Quelle non dovevano essere ricordate. Non più. Erano solo stupide storielle inventate da idioti che non avevano niente da fare, si diceva Williams. Solo storielle… Brutali, oscene, terribili storielle…

MR. BOBBLE

Quel nome…Basta, si diceva. Il solo ricordo di Quel nome gli faceva venire un brivido freddo che percorreva tutta la colonna vertebrale. L’oscurità rendeva le pungenti spighe di grano quasi invisibili, ma si poteva appena distinguerne la forma. E si potevano distinguere  bollicine di sapone tra di esse. BOLLICINE.MR. BOBBLE.

Il signor Williams si vergognava.Ancora a quell’ età, 60 anni belli e suonati, credeva alle storie inventate. Erano solo stupide storielle…Brutali, oscene e terribili storielle.  Non vedeva quasi niente a quell’ora, ma avrebbe giurato di aver notato quelle bollicine…Ma chi a quell’ora avrebbe fatto bolle di sapone? E sopratutto nella sua proprietà? Il signor Williams, immerso in quelle domande, si accorse solo dopo che aveva percorso tutto il campo di grano, ma, quando lo fece, era troppo tardi. Inciampò su qualcosa di… pesante? Metallico, si sarebbe detto dal rumore. Cadde a terra, rischiando di sbattere la testa nell’umida terra. Imprecò, cercando rabbiosamente l’oggetto che aveva causato la sua caduta, per tornare il giorno dopo con la sua sega elettrica e trituralo, o almeno per tirargli un calcio.

Quello che vide lo fece sobbalzare. A bocca aperta osservò la botola che aveva interrotto la sua corsa notturna. Chi l’aveva costruita? Perché? Ma soprattutto, come era possibile che non l’avesse mai vista? Come la leggenda… pensò… Devo andarmene, subito.La botola… Era come dicevano le storie su quel posto…

Ma la curiosità ebbe la meglio. L’aprì . Da quel momento in poi iniziò l’incubo. Il signor Williams tirò un sospiro di sollievo. Conduceva soltanto a una stanza di terra vuota. Quale idiota avrebbe fatto una stanza,sottoterra, e vuota? Non importava, probabilmente si erano fatte le quattro, e doveva tornare nel suo comodo letto.

POP. POP. POP. Bollicine.

Al sicuro. O almeno credeva. Non aveva preso sonno, anzi. La vista delle bollicine tra il grano lo aveva reso sveglissimo. La sua corsa si trasformò quasi in una fuga. Le spighe di grano, il campo, tutto sembrava avere grandi occhi rossi e osservarlo, e forse era così. La cosa peggiore erano le bolle. Bolle di sapone in un campo?  MR BOBBLE MR. BOBBLE MR… NO! Doveva esserci una spiegazione razionale, ma l’avrebbe trovata il giorno dopo.

Purtroppo non sarebbe vissuto così tanto.

Quelle storie su quel… essere che uccideva la gente con le bolle… ridico! Ha. In città non sapevano proprio più cosa inventarsi! Il fatto che solo chi vedeva le sue bolle, le bollicine di Mr. Bobble, che nome idiota, diventava sua vittima…HAHA.

Ma il signor Wilson non riusciva a riderci, per niente.

Arrivò a casa sua, chiuse a chiave. Sentì un rumore. Prese il suo fucile, ora ne era certo, esisteva. Mr. Bobble esisteva, ed era a casa sua. Un rumore, dalla cucina. Il signor Williams corse fino lì e sparò. Non si sentì nessuno sparo. Dalla canna del fucile erano uscite soltanto delle piccole bollicine. Bollicine. Terrorizzato, corse in bagno, per rinfrescarsi. Si massaggiò le tempie. Continuava a sentirsi osservato. Possibile che… No, non doveva pensare. Alzò gli occhi nello specchio, per guardarsi, allo specchio.Urlò. Dietro di lui c’era Mr Bobble. Sorrideva,con il suo soffiabolle. «Salve» disse. E gli toccò la spalla.

Quello era solo l’inizio.

Mr. Bobble come arriverà nella cittadina accanto alla fattoria?

  • Camminando e uccidendo qualsiasi essere vivente che riesce a vedere, ovviamente con le sue innocue bollicine. (25%)
    25
  • Attraverso bolle di sapone che insipegabilmente volano sopra una cittadina per poi scoppiare e bruciare chiunque ne sia sotto. (50%)
    50
  • Entrando nell'auto dei parenti del signor Williams venuti a vedere come stava. (25%)
    25
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10 Commenti

  1. Ho recuperato oggi il tuo racconto. Nonostante non sia scritto in modo impeccabile, lo trovo abbastanza originale e mi lascia la curiosità di scoprire come si svilupperà questa minaccia, e come fare per sconfiggerla. Voto la fuga dei due personaggi, mi sembra la cosa più coerente visto il terrore che dovrebbero provare.

  2. Mi piace l’idea che quella che sembra una classica minaccia da horror kingiano possa evolversi in una catastrofe globale, come anticipato dal sunto della storia e dal tuo incipit. Potrebbe essere un racconto in grado di dire qualcosa di nuovo, ma stai attento alla forma, perchè ci sono un po’ troppi refusi e non sempre l’uso della punteggiatura è azzeccatissimo. Ciao!

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