Quello che non ho mai imparato dalla vita

Prigionieri del tempo

”Buongiorno” diceva sempre quella donna entrando nella sua stanza e spalancando la finestra.

”Buongiorno” rispondeva lui stiracchiandosi mentre scendeva dal letto e andava in bagno.

Ogni giorno quando si lavava i denti si fermava un attimo e si guardava allo specchio, come se cercasse un cambiamento o un qualcosa di diverso che rendesse il suo oggi diverso da ieri, ma non trovava nulla se non degli occhi vuoti e delle labbra screpolate. Niente cambiava, tutto era uguale a ieri, la colazione, il letto, la sua stanza, la signora che veniva a svegliarlo di mattina, il padrone di casa che restava tutto il giorno chiuso in biblioteca, la ragazza strana che nel pomeriggio veniva nella loro villa a disegnare, lui…lui che leggeva quella dannata lettera ogni giorno come se lì ci fosse la soluzione di tutti i suoi problemi, ma non c’era nulla, neanche il nome del mittente, niente di niente tranne il suo nome scritto sulla busta. Certe volte si chiedeva se quello fosse veramente il suo nome, si sforzava di ricordare ma ciò che riceveva era solo il vuoto totale della sua mente. Non aveva nessuna certezza, lui non era Luca Violini ma bensì uno spettro che vagava nel buio senza una destinazione.

”E’ interessante quello che legge, signore?” chiese una voce femminile proveniente dalle sue spalle.

Luca si voltò di scatto cercando di nascondere la lettera meglio che poteva.

”S-sì” disse nervoso alzandosi dal prato su cui era seduto poco fa.

”Non volevo spaventarla, è la vedo ogni giorno qua che legge quella lettera quindi chiedevo…” disse lei con voce calma e lenta, mentre Luca muoveva le mani come se fosse a disagio.

”Non t-ti devi preoccupare…” disse lui, alzando lo sguardo e guardandola negli occhi.

Occhi verdi e brillanti, con un che di nostalgico e malinconico come se una lacrima stesse per scendere da essi. I suoi occhi mettevano tristezza a chiunque li guardava, sembrava una principessa triste di un regno ormai crollato…

In effetti, ora che ci pensava, tutti avevano un regno o un mondo di cui erano padroni, ma lui non faceva parte di nessun mondo e di nessun regno, era perso in un posto a causa di un incantesimo…era solo un prigioniero del tempo…ma lei era una principessa, una principessa triste che aveva costruito le mura troppo alte e si era nascosta dietro di esse trasformando il suo dolore e la sua disperazione in mattoni, mattoni che usava per ricreare il suo regno…

”Tolgo il disturbo, scusi” disse lei andandosene.

Luca si sentì strano come se quella ragazza stesse portando via qualcosa di lui.

”Scusa” urlò ”potresti dirmi il tuo nome?”

La ragazza si voltò e gli sorrise e a Luca sembrò quasi di aver già visto quel sorriso da qualche parte…

Cosa risponderà la ragazza a Luca?

  • Gli dirà che si conoscono e che deve cercare di ricordare il suo nome. (57%)
    57
  • Se ne andrà (14%)
    14
  • Gli dirà il suo nome (29%)
    29
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8 Commenti

  1. Ciao, piacere di conoscerti e di leggerti.
    Sono stato attratto dal titolo e dall’incipit della tua storia e mi fa piacere poter contribuire per vedere dove ci porterai.
    Sono stato combattutto moltissimo: una risposta diretta, un nome, sarebbe stata una bomba emotiva, probabilmente ma alla fine ho optato anche io per il cercare di ricordare.

    Alla prossima!

  2. Se devo essere sincero, non so quanto questa storia mi appassioni. Tuttavia l’amnesia mi intriga e questa “principessa di un regno che non c’è più” credo che risponderà: Gli dirà che si conoscono e che deve cercare di ricordare il suo nome. 🙂

    Ciao 🙂

  3. Gli dirà il suo nome.
    L’idea è intrigante, sono sempre affascinanti le storie che iniziano con un’amnesia e un passato da riscoprire. La forma è corretta, ma potresti renderla forse più fluida (ad esempio, potresti ridurre gli aggettivi possessivi: alcuni sono necessari, ma molti superflui e ridondanti, come la sua stanza, il suo ieri, la loro villa…)
    A presto

  4. Premessa intrigante, mi hai incuriosita. 🙂 La forma potrebbe essere limata un po’ qua e là, ma nel complesso hai uno stile piacevole… Avrei evitato magari la metafora della principessa e del regno, già sentita e risentita. A parte questo, lo spunto è molto interessante e sono invogliata a saperne di più, per cui ti seguo con piacere. A presto!

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