Totaal Wraak

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Jackie? Cercherà di non farsi notare da Johan e lo sorprenderà aggredendolo alle spalle. (100%)

Il bivio

Jackie si avvicina a quel ragazzo, gira intorno alla panchina e lo prende con una presa al collo.
«Ehi, ma che…»
«Cosa le hai fatto?» urla Jackie al ragazzo tenendolo per il collo.
«Io non le ho fatto nulla!»
Jackie spinge Johan contro la panchina e poi lo porta a terra con una mossa di judo.
«Cosa stavi facendo lì nascosto con lei?»
«Volevo aiutarla. L’ho trovata così.»
Risponde a fatica Johan perché Jackie sta mantenendo la presa al collo.
«Mi vuoi dire che l’hai trovata lì con i vestiti strappati? E quei graffi che hai addosso?»
Jackie libera Johan che si rialza.
«Sono caduto.»
Johan va a prendere la bici.
«Ho colpito la panchina e sono finito lì dietro. Ho trovato quella ragazza e ho provato a svegliarla. Ma tu mi hai aggredito.»
«Quella ragazza si chiama Amber, è una mia amica. Ma non mi hai ancora detto cosa le hai fatto.»
Jackie torna in piedi, si avvicina a Johan e gli rifila uno schiaffo.
«Niente!»
Esclama Johan che si tocca il labbro che sanguina a causa dello schiaffo.
«Non le ho fatto niente!»
Jackie si calma, sospira e va da Amber. Johan prova ad avvicinarsi.
«Non ci provare.»
Johan indietreggia e, mentre Jackie schiaffeggia Amber per svegliarla, va a riprendersi la bici.
«Allora hai il vizio di dare schiaffi.»
Jackie alza lo sguardo e fissa Johan per qualche istante.
«Vattene da qui!»
Johan sale sulla bicicletta e si allontana.

Una settimana dopo.
È notte fonda ad Amsterdam. Un forte temporale colpisce la capitale olandese: tuoni, fulmini, lampi e pioggia.
Amber è nel soggiorno del suo appartamento, accende la TV e si siede sul divano.
La luce balla un po’, la TV però rimane accesa. È soltanto un abbassamento di corrente, tipico quando c’è un meteo simile.
Amber prova a cambiare canale, ma il telecomando sembra non funzionare.
«Ci si mettono anche le batterie…»
La ragazza si alza dal divano e va a prendere un paio di batterie nuove, dopodiché le sostituisce a quelle scariche.
Amber torna sul divano e prova a cambiare canale, ma salta il segnale.
“No Signal” c’è scritto sulla TV con la classica schermata. Un lampo sembra come fare una foto e un tuono spaventa Amber. Un rumore fortissimo, assordante. Lo schermo della TV diventa nero. Amber si accorge che dal soffitto del suo appartamento sta gocciando sangue. La ragazza si avvicina al lago di sangue che si è andato a formare sul pavimento. Amber si inginocchia e vuole mettere le mani su quel sangue, ma ha una visione: vede davanti a sé la violenza sessuale di una settimana fa. Amber si tira indietro, rimane seduta sul pavimento. Quel sangue a terra inizia a prendere una strana forma… umana! Ha i denti affilati come quelli di un piranha. La lingua è lunga come quella di un iguana.
Amber ha lo sguardo spaventato. Inizia a sudare per il terrore. Un brivido le percorre la schiena. Vorrebbe muoversi ma è pietrificata, anzi ipnotizzata da quello strano essere fatto di sangue. Quel mostro porge le mani verso Amber.
«Vieni qui.»
Sussurra.
«Noi ti aiuteremo.»
«Noi?»
Riesce a pronunciare giusto una parola, poche lettere, faticando persino a dare il tono di domanda.
Il viso di quell’essere si trasforma nel volto di Amber!
La ragazza è ancora più spaventata. Si tocca il viso. Il mostro fa no con la testa per »tranquillizzarla»; nessuno le ha rubato il viso.
«Noi… siamo… BloodRain!»
Dal corpo di BloodRain goccia sangue. Un lago rosso si espande a macchia d’olio sul pavimento e, come succede con le sabbie mobili, Amber viene risucchiata da una sorta di tunnel dalle pareti rosse.
Amber percorre questo tunnel a gran velocità, vorrebbe urlare ma non riesce a pronunciare nulla e finisce in un prato, di notte, sotto una pioggia di sangue.
Si sveglia di soprassalto, era soltanto un sogno. O per meglio dire, un incubo. Amber è shockata, si mette le mani sul volto e piange, lo spavento è stato molto grande ma per sua fortuna è soltanto frutto della sua mente. Amber, dopo un sospiro di sollievo, si sdraia di nuovo sul letto. Prova a riprendere sonno anche se non è facile dopo un incubo del genere.
«Sogni di sangue, Amber.»
La ragazza sente sussurrare la stessa voce dell’incubo, non vuole guardare. Poi, dopo qualche secondo, apre gli occhi e trova davanti a sé quel BloodRain.
«Il sangue di chi ti ha violato scorrerà a litri. Non ci sarà perdono, non ci sarà pietà. Ci sarà soltanto… vendetta. E questa tua vendetta sarà… totale!»

La mattina dopo.
Amber è seduta sul letto, ha lo sguardo fisso a terra, è pensierosa.
Sente una notifica del cellulare, è Danielle. È un messaggio vocale, Amber lo ascolta.
«Ciao Amber, senti… ti volevo chiedere come stavi perché da un po’ di giorni non ti fai sentire. Come saprai, io sono a Londra. Chiamami appena puoi, ok?»
Amber guarda a terra, le scende una lacrima che va a cadere sul pavimento. La lacrima, una volta toccato terra, diventa una goccia di sangue. Amber alza lo sguardo e BloodRain è lì difronte a lei e le porge entrambe le mani. Amber è terrorizzata.
«Hai scelto?»
Domanda BloodRain. Amber lo guarda, deve prendere una decisione.

Cosa succederà nel prossimo episodio?

  • Si scopriranno le origini di BloodRain. (0%)
    0
  • Amber rifiuterà la proposta di BloodRain, ma i suoi incubi continueranno. (0%)
    0
  • Amber si unirà a BloodRain e si farà guidare nella sua vendetta. (100%)
    100
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10 Commenti

  • Dunque, io non amo il genere horror però dalla descrizione della tua storia mi aspetto qualcosa di non scontato. La prima parte mostra un clichè, a noi molto noto purtroppo, ma non dubito che nel seguito ci saranno momenti da brivido. Mi piace questo stile spezzettato. Non appesantisce e non impegna troppo il lettore con descrizioni kilometriche.

    • Ciao e benvenuta!
      I “momenti da brivido” sono già iniziati con il secondo capitolo durante la visione di Amber.
      Lo stile “spezzettato” lo vedo adatto al genere horror o comunque ad un genere che deve sembrare veloce. Le descrizioni più lunghe le vedo più adatte al genere eros o rosa insomma.

  • Cercherà di non farsi notare da Johan e lo sorprenderà aggredendolo alle spalle; dopotutto credo sia quello che farebbero tutti, o quasi, in una circostanza del genere.
    Il tuo incipit invoglia i lettori a leggerne il seguito, nonostante (ma è una mia opinione strettamente personale) non mi sia piaciuta la ripetizione del termine “messaggio” quando si passa a parlare di Johan: “Riceve un messaggio, prende il cellulare continuando a pedalare e risponde al messaggio”; credo che avresti potuto evitarlo scrivendo “Riceve un messaggio, al quale risponde continuando a pedalare”, ma ti ripeto: è solo una mia opinione.
    Non ho nient’altro da segnalarti, posso solo dire che aspetto il tuo secondo capitolo. A presto.

  • Ciao, un a narrazione didascalica, il racconto, in taglio giornalistico di un antefatto?
    Probabilmente sì, perché questa è una storia di vendetta.
    Il fatto, converrai, non è molto originale ma la cronaca purtroppo, quella vera, è piena di queste cose. Ti auguro di saper sviluppare la vicenda in modo che sorprenda il lettore e lo invogli a seguirti. Io lo farò. ciao🙋

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