Totaal Wraak

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà nel prossimo episodio? Amber si unirà a BloodRain e si farà guidare nella sua vendetta. (100%)

È soltanto l’inizio

Amber è in lacrime. Ha un rapido flash di quella violenza. Amber si alza dal letto, allarga le braccia come ad accogliere BloodRain. Quel mostro fa un sorriso spaventoso. Amber non guarda. Riapre gli occhi e BloodRain è scomparsa.
Amber cammina per casa, si reca nel bagno, chiude la porta. La ragazza si lava il viso, poi prende l’asciugamano. Si asciuga la faccia. Si guarda allo specchio, vede BloodRain.
«Hai seguito il tuo istinto, la tua voglia di vendetta.»
«Posso sapere chi sei?»
«Non è il momento di parlare di me. Io l’ho avuta la mia vendetta.»
«Di cosa ti sei vendicata?»
«C’era un uomo, negli anni trenta, che mi violentò quando ero bambina. Passai l’adolescenza chiusa nella sua cantina. La sera tornava a casa e mi violentava.»
«E tu… cosa hai fatto?»
Amber sente un forte fischio nelle orecchie, abbassa la testa per il dolore. Si vede davanti una giovane donna e un uomo anziano, seduto su una sedia. Amber sente rumori come di falangi spezzate: sono le dita di quell’uomo. Le urla di dolore dell’anziano sono strazianti.
La visione termina, Amber torna con lo sguardo verso lo specchio, BloodRain ride.

È sera. Le strade sono invase da giovani.
Davanti al bancone di un pub c’è Jackie. È al telefono con Danielle.
«Ti passo a prendere all’aeroporto, allora. Ciao.»
Jackie chiude la telefonata e si rivolge al barista.
«Il solito.»
Il barista passa una birra a Jackie.
Ad un tavolo, tre uomini fissano proprio Jackie che è di spalle e non si accorge di quei tre.
Jackie sorseggia la sua birra.
«Quella non la prendi a schiaffi?»
La ragazza si guarda di lato e c’è Johan.
«Stammi lontano!»
«Non ti riuscirò a far cambiar idea, vero?»
Jackie tira un’occhiataccia a Johan.

Notte inoltrata.
Jackie sta passeggiando verso casa, quando un uomo le si pone davanti.
«Sola?»
Jackie cambia direzione ma stavolta ne ha davanti due.
Sono gli stessi del pub.
La ragazza prova a scappare in un vicolo, ma si trova bloccata: non c’è via d’uscita.
«No… way… out.» commenta uno.
I tre raggiungono Jackie che non può andare da nessuna parte.
Si sentono dei passi: c’è n’è un altro. Costui indossa un casco e ha in mano una mazza da hockey.
«Sei arrivato finalmente.»
Uno dei tre si avvicina a questo tipo. Ma si prende una mazzata in pieno volto e va all’istante al tappeto. Ha il volto pieno di sangue.
«Ma che cazzo fai?» gli domanda urlando un altro.
Mazzata nell’addome e il secondo va in ginocchio. Lo sconosciuto si volta verso il terzo che sfodera un coltello. Il tizio lo disarma con la mazza e lo manda KO con la stessa.
Jackie, ancora un po’ terrorizzata, fissa quel tipo.
«Questi sono quelli dello stupro.»
Dice il tipo togliendosi il casco: è Johan!
«Mi dai retta adesso? O devo sventare anche una rapina in banca per dimostrarti la mia innocenza?»
Jackie non risponde, sorride soltanto. Poi si avvicina a Johan.
«Grazie.» sussurra Jackie.
Intanto gli stupratori sono svaniti nel nulla.

In una stanza poco illuminata c’è un uomo sdraiato su un grande tavolo di marmo. È uno di quelli picchiati da Johan e che hanno violentato Amber. Sembra stia dormendo. Qualcuno entra nella stanza. È Amber. Ha in mano un coltello. L’uomo si sveglia e guarda Amber.
«Che… cosa vuoi? Dove mi trovo?» domanda l’uomo spaesato e preoccupato.
Amber non risponde.
L’uomo è sdraiato in una posizione a stella: braccia e gambe divaricate. Mani e piedi legati.
«Cosa devi fare con quel coltello?»
Amber non risponde neanche questa volta. Gira intorno al tavolo.
L’uomo la segue con lo sguardo. È spaventato.
«Leggo il terrore nel tuo sguardo.»
La ragazza posa il coltello sul tavolo e cerca qualcos’altro. Prende un ago per cucire e lo avvicina al petto dell’uomo. Amber scrive “Totaal Wraak” (“Vendetta Totale”) sul petto dell’uomo utilizzando l’ago. L’uomo urla dal dolore, mentre sanguina.
«Non urlare, nessuno ti può sentire fuori.»
Amber getta via l’ago e riprende il coltello. Ne va a prendere anche un altro. Uno lo avvicina alla gola dell’uomo. Lo passa di taglio senza però ferirlo. Poi lo mette di punta. L’altro lo posiziona di punta sull’addome, poco sopra l’ombelico.
«No, aspetta! Non lo fare! Mi… dispiace. Io non volevo.»
L’uomo piange spaventato. La ragazza guarda di sfuggita lo specchio e vede BloodRain. Il mostro le fa avere una visione dello stupro: quell’uomo aveva un’espressione di felicità mista a godimento quando la stava violentando da dietro.
«Dacci dentro, Jan!» esclama uno.
BloodRain fa il pollice in su, poi lo capovolge.
Amber torna al presenta e tiene salde le mani su entrambi i manici dei coltelli. Amber trafigge prima l’addome. L’uomo emette un gemito di dolore. Lei spinge giù anche l’altro coltello e gli trafigge la gola. Entrambi i coltelli, talmente tanta la foga di Amber, arrivano a toccare il marmo.
«Adesso… uno alla volta… toccherà agli altri. È soltanto l’inizio, Amber.» sussurra BloodRain.
Amber si allontana, mentre dal soffitto inizia a cadere sull’uomo, ucciso, una pioggia di sangue.
BloodRain porta Amber in un’altra stanza dove c’è il secondo stupratore.

Cosa ci sarà al centro del prossimo episodio?

  • La situazione tra Jackie e Johan. (0%)
    0
  • Amber che tortura il secondo stupratore (le torture saranno molto violente). (100%)
    100
  • Il passato di BloodRain. (0%)
    0
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10 Commenti

  • Dunque, io non amo il genere horror però dalla descrizione della tua storia mi aspetto qualcosa di non scontato. La prima parte mostra un clichè, a noi molto noto purtroppo, ma non dubito che nel seguito ci saranno momenti da brivido. Mi piace questo stile spezzettato. Non appesantisce e non impegna troppo il lettore con descrizioni kilometriche.

    • Ciao e benvenuta!
      I “momenti da brivido” sono già iniziati con il secondo capitolo durante la visione di Amber.
      Lo stile “spezzettato” lo vedo adatto al genere horror o comunque ad un genere che deve sembrare veloce. Le descrizioni più lunghe le vedo più adatte al genere eros o rosa insomma.

  • Cercherà di non farsi notare da Johan e lo sorprenderà aggredendolo alle spalle; dopotutto credo sia quello che farebbero tutti, o quasi, in una circostanza del genere.
    Il tuo incipit invoglia i lettori a leggerne il seguito, nonostante (ma è una mia opinione strettamente personale) non mi sia piaciuta la ripetizione del termine “messaggio” quando si passa a parlare di Johan: “Riceve un messaggio, prende il cellulare continuando a pedalare e risponde al messaggio”; credo che avresti potuto evitarlo scrivendo “Riceve un messaggio, al quale risponde continuando a pedalare”, ma ti ripeto: è solo una mia opinione.
    Non ho nient’altro da segnalarti, posso solo dire che aspetto il tuo secondo capitolo. A presto.

  • Ciao, un a narrazione didascalica, il racconto, in taglio giornalistico di un antefatto?
    Probabilmente sì, perché questa è una storia di vendetta.
    Il fatto, converrai, non è molto originale ma la cronaca purtroppo, quella vera, è piena di queste cose. Ti auguro di saper sviluppare la vicenda in modo che sorprenda il lettore e lo invogli a seguirti. Io lo farò. ciao🙋

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