Union Jack Watch

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? Mario scova un indizio, qualcuno trova lui (67%)

indizi e minacce a guai grossi

Mario lasciò Roberto con un’idea in testa: trovare le foto di Mirella e Loredana per vedere se le riconosceva; non gli aveva chiesto se le avesse mai conosciute ma era certo di no altrimenti quello glielo avrebbe detto o almeno lo avrebbe detto ad Angela.
Per avere le foto, però, doveva aspettare che il vecchio edicolante fosse pronto a mostrargli i suoi ritagli di giornale o che l’amico dell’amico, quello del Messaggero, si facesse vivo.
Nell’attesa pensò di parlare col marito di Loredana che era un medico piuttosto conosciuto e facile da rintracciare.
Lo chiamò e chiese un appuntamento; lui fu molto gentile e accettò di parlargli.
All’inizio, pensando che Mario fosse il solito giornalista in cerca di scoop rimase abbottonato, ma poi raccontò di una donna felice che aveva sposato cinque anni prima, nessun problema tra di loro. Solo un mese o poco più prima della scomparsa un deciso cambiamento di umore, qualche strana telefonata, qualche malcelata lacrima. Tutto in quel periodo contribuiva a dipingere un quadro di profondo turbamento dovuto a una causa sconosciuta. Un amore? Un problema di soldi o di salute? Un molestatore? Lei aveva negato sempre ma qualcosa c’era. Poi lui era partito per il congresso a Rimini e non l’aveva ritrovata al suo ritorno. Lei aveva portato con sé i documenti e qualche abito, il cellulare era rimasto a casa ed era stato analizzato dalla polizia che non aveva trovato nulla.
«Scusi, dottor Cerbini,» azzardò Mario ad un certo punto, «sua moglie le aveva mai parlato di una sua vecchia amica, una certa Mirella? »
«Sì, certo che sì, io sapevo tutto della sua vita, o almeno credevo! Mi aveva raccontato della ‘povera Mirella’, come diceva lei; quel ricordo tuttavia la gettava sempre in una profondo sconforto e io, naturalmente cercavo di evitare di parlarne.»
«Le disse mai di qualche sospetto per la sua uccisione?»
«No, mai, l’avrei detto alla Polizia anche perché loro all’inizio pensarono sicuramente pur senza dirlo, ad un collegamento tra le due cose, ma poi per Loredana prevalse l’ipotesi dell’allontanamento…»
«Volontario… sì lo so! Questo però non vuol dire che il fatto, l’allontanamento non sia in qualche modo collegato all’uccisione di Mirella. Voglio dire: lei, non la Polizia, ha mai pensato davvero che ci potesse essere un collegamento
«…Pensato? Io ho fatto mille ipotesi, ancora ne faccio se proprio lo vuole sapere! Io mi faccio tante domande da quel giorno, ogni giorno! Ma le risposte non vengono. Vede… ho accettato di parlare con lei perché la peggiore cosa che può capitare in questi casi è l’oblio, restare soli a fare domande al vento. Lei… perché lo fa, sì insomma: cosa cerca?»
«Io? Io raccolgo testimonianze su tutto quello che è accaduto al Pigneto nel corso di questi ultimi cinquant’anni; il passaggio da “I ragazzi di strada” di Pasolini alla movida; da Germi, la Magnani, Rossellini ai Senegalesi con la paccottiglia e i balordi con lo spaccio. Vorrei capire il mio quartiere e raccontarlo magari un giorno ai miei figli.»
«Ne hanno scritto già in tanti, lo sa? Ci sono molti libri…»
«Sarà… ma io non avevo mai sentito o letto di Mirella e Loredana e quindi, come vede, c’è molto da scrivere ancora, e da scoprire!…Ah», chiese accomiatandosi, «…lei ha mai visto questo orologio? …No? Grazie.»

Un paio di giorni dopo dall’edicolante ebbe la notizia che il padre stava raccogliendo gli articoli per lui… Dal Messaggero, invece ancora niente.
Quella mattina era stato in palestra, dove aveva avuto modo di parlare ancora della vicenda e ora, a casa, stava scolando la pasta quando Jonny Holliday saltò improvvisamente su dalla cuccia e si avvicinò alla porta ringhiando e poi abbaiando decisamente.

«Ehi, cosa c’è piccoletto?», disse Mario.
Guardò dallo spioncino: niente.
Aprì la porta e quasi inciampò in una tanica vuota di kerosene.
Sulla tanica attaccato con lo scotch, c’era un biglietto:
‘FATTE LI CAZZI TUA!’.
Corse a vedere dal balcone se qualcuno usciva dal palazzo. Erano in due, felpe con cappuccio, fisicaccio e gambe storte.
Quel fatto lo fece riflettere sul rischio che stava assumendo andando in giro a fare domande su un omicidio. ‘Una minaccia come questa per qualche domanda, e …un orologio rosa?’ si chiese,‘ può essere che io sappia già molte cose senza rendermene conto? Se qualcuno ha il nervo così sensibile però vuol dire che si sente in pericolo, (e io con lui).
Devo solo stare attento o fermarmi… porca zozza? Angela Angela, mi hai messo in un bel casino!’
Proprio il giorno dopo arrivarono i primi riscontri a fugare i suoi dubbi. Lorenzo l’edicolante gli consegnò un bel pacco di giornali dell’epoca da consultare e dal Messaggero via WhatsApp, gli arrivarono le foto delle due donne.
Guardò le foto e subito cercò Roberto il cameriere per mostrargliele, ma non lo trovò in casa, chiese allora a dei vicini e andò a trovarlo al ristorante, a Termini. Prima però si preoccupò di procurarsi un paio di estintori da tenere in casa e uno spray al peperoncino da tenere in tasca.

Roberto sarà...

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26 Commenti

  1. Ciao Gibbone,
    questo è uno di quei racconti che andrebbe letto in un unica soluzione. I gialli sono difficili da scrivere ma anche da comprendere, leggerli a puntate non facilita le cose. Nel finale, la ricostruzione ha certamente aiutato, hai fatto bene a raccontare come si sono svolti i fatti. Rileggerò da capo appena avrò un po’ di tempo, per comprendere le piccolezze che mi sono sfuggite. Nel complesso hai fatto un buon lavoro. Spero di trovarti presto con un nuovo racconto.
    Alla prossima!

  2. Ciao, ho recuperato un bel po’ di capitoli tutti insieme, la storia è sempre bella e avvincente, ma ogni tanto si ha l’impressione che sia scritta un po’ di fretta, senza cura, caporali che mancano, virgole ballerine, il che rende un pochino più complicata la lettura, il racconto non fluisce bene come dovrebbe. Adesso aspetto il finale che sarà sicuramente con il botto. Ho votato per “nessuno dei due”. Buon lavoro!

  3. Ciao Gibbone,
    No, la Panda 30 speronata e abbandonata… ma forse, naaah… o forse sì. Staremo a vedere🙂
    «…Lei chi? Balbettai… incredulo più di lui». Mi sa che ti sei perso qualche caporale🙂.
    Il capitolo è ben realizzato, il poliziotto però, mi pare di capire, non è uno dei due inseguitori. Se e arrivato così in fretta o era già lì o non saprei… forse le cose non sono come sembrano. Vedremo con il finale.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      mentre cerco i caporali in fuga ti segnalo che effettivamente il poliziotto è solo un “sedicente” tale.
      In realtà è il picchiatore che vuole zittire e levarsi dai piedi il vicino di casa.
      Arrivederci al finale, e… grazie. Ciao 🙏

  4. Quindi Katya ha qualcosa da nascondere e il picchiatore era un poliziotto… o si spacciava per tale? Belli e ben gestiti i colpi di scena, voto per nessuno dei due con la speranza di rimanere stupito! La scrittura anche l’ho trovata buona, ti faccio solo qualche piccolo appunto: l’espressione “i nostri eroi”, che mi pare avevi già usato in precedenza, la trovo un po’ fuori contesto, ma è solo un parere personale; “alla una”, ma forse è un errore di battitura; “per un attimo pensarono di squagliare” in cui manca il verbo riflessivo, e ogni tanto ho notato una virgola fuori posto, ma niente di che. Ci si vede al gran finale!

    • Ciao Lorenzo grazie per i consigli.
      Il poliziotto non è tale, è il picchiatore che vuole solo tacitare il vicino impiccione. “I nostri eroi” è ironico al punto che significa quasi il contrario di quello che sembra.
      “Squagliare”, lo so non va bene, ma l’ho tenuto perché nasce nella mente di due ignoranti più di me.
      Grazie ancora Alla prossima🙏

  5. Buongiorno, grazie,
    quello che è frutto di fantasia si ispira invero alla quotidianità (non ancora completamente consumata) di certe città storiche, certi borghi antichi dove il “soprannaturale” si mischia spesso con la realtà. Chi potrebbe escludere un fondo di verità nelle tante storie raccontate dalle nostre nonne…? Stavolta è la realtà oggettiva che si giova del supporto delle antiche credenze… e una veggente può contribuire a chiarire un caso di omicidio. Grazie ancora e… alla prossima🙏

  6. Ciao Gibbone,
    eccoti tornato! Bel capitolo, belli i dialoghi; punteggiatura al punto giusto, almeno per quel che posso saperne io che con la punteggiatura sono una schiappa 🙂
    Quindi si è trattato di un sotterfugio per scoprire chi ha ucciso la povera Mirella… bene, bene ottima idea.
    Siamo quasi alla fine, direi che è il momento di portare i cattivi allo scoperto.
    Alla prossima!

  7. Anche secondo me è un capitolo un po’ sottotono e confermo che la punteggiatura avrebbe potuto essere messa meglio, specialmente nell’uso delle virgole. Anche i dialoghi secondo me non funzionano molto, manca un po’ quella precisione che invece era ben presente nei capitoli precedenti. Confido che sia solo un capitolo di passaggio, alla prossima!

  8. Ciao Gibbone,
    scusa la franchezza, ma ho trovato in questo capitolo un uso un po’ disordinato della punteggiatura. Tutta la prima parte pare scritta di fretta, nella seconda ci si riavvicina allo stile degli altri capitoli. Forse è solo una mia impressione, ma è quello che mi ha trasmesso. La storia comunque prosegue, ci sono pochi episodi per arrivare alla fine, direi che è il caso di scoprire molte cose.
    Ti auguro una buonissima giornata, alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      non ti devi scusare mai della franchezza, ci mancherebbe! Riguardo la punteggiatura ti posso dire che non è messa a caso o di fretta. Può essere sbagliata certo ma è voluta così. Io cerco, magari senza riuscire, di usarla per governare le pause e i toni che intendo inserire nel testo. Magari esagero, probabilmente sbaglio, ma non pubblicherei una cosa scritta di fretta, sarebbe stupido.
      grazie per tuo commento. alla prossima 🙏

  9. La storia procede in maniera interessante e facendosi sempre più coinvolgente, molto bene! Ottima la narrazione, i dialoghi e le descrizioni, ho trovato forse un po’ frettolosa la descrizione del rapporto con Katya, ma lo spazio è quello che è e ci si deve accontentare. Voto per sapere qualcosa di più su Carlo, visto che è un personaggio nuovo.

  10. Ciao Gibbone,
    non so perché me la sono persa, ma questa storia è davvero bella. È scritta bene, con dialoghi efficaci e personaggi (anche Johnny H.) a tutto tondo. Meriterebbe più visibilità! Se posso dirtelo, la preferisco di gran lunga alla precedente, non che quella fosse male, ma questo, a mio parere, è il tuo habitat naturale, il giallo nostrano, per le strade che conosci e si sente, te lo assicuro.
    Forse qua e là ho notato qualche errore di battitura, ma non ho altri appunti da fare, la storia mi è risultata chiara e forse leggere insieme i sei capitoli l’ha resa anche più scorrevole.
    Bravo, ancora complimenti e ci vediamo al settimo.
    Ho votato le indagini di Katya.
    Alla prossima!

    • Ciao K. mi mancavano i tuoi consigli. Grazie per tutto e in quanto all’ audience lo sai che siamo un popolo di poeti che non leggono poesie… Mi hai dato l’idea di rileggere tutti i capitoli da capo e devo dire che hai ragione. Forse si dovrebbe fare sempre così almeno con i gialli.
      Appuntamento alla prosdima, ciaooo🙏

  11. Buongiorno Valentina, i cambi sono incasinati perchè l’intenzione di mettere in corsivo tutto ciò che è narrato in prima persona è in parte saltato per colpa mia nel trasferimento da Word a Incipit. In quanto a Katya sai bene che se vai in un qualsiasi quartiere di Roma trovi i nomi più strampalati, e poi magari lei ha una madre Russa!😉
    Grazie di essere passata, alla prossima🙏

  12. Continuo ad avere qualche problema con questi cambi di persona e anche di tempi, non capisco se è voluto o se è distrazione. Altra cosa, ma questa è puramente una mia fisima, Katya con la K e Y? Non sarà un po’ troppo “esotico” per un agente d’istanza al Pigneto? Detto ciò, la trama è coinvolgente, far apparire Loredana un bel colpo di scena. Ho votato “un indizio dai ritagli di giornale”.

  13. Ciao Valentina. Grazie prima di tutto.
    Ho voluto usare e userò ancora la terza persona perché permette di volare sui personaggi e vedere la storia dall’alto con molta più libertà che in prima e il racconto se ne avvantaggia. La prima persona assume quasi il ruolo di “testimonianza”, un punto di vista come la telecamera “on board” in una formula uno. Insomma
    se ben mescolate secondo me possono funzionare un po’ come in tv quando dal commento generico si passa a sentire la voce dei protagonisti. l’importante è riuscire a farlo. In quanto al “romanesco” non sarà abusato, qui è servito a scoprire “il territorio”. Io, poi sono un lettore innamorato di Camilleri e il dialetto quando è vicino alla lingua parlata e non troppo ostico, è una ricchezza enorme. Ciao, alla prossima

  14. Ciao, un buon capitolo, solo non ho capito, come mai passi alla prima persona verso la fine? Attento a non calcare troppo la mano con il romano, il racconto potrebbe diventare poco leggibile dai non capitolini (oppure sono io che non sono abituata a leggerlo).
    Ho votato per “Mario scova un indizio, qualcuno trova lui”.
    Buon lavoro!

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