Union Jack Watch

Dove eravamo rimasti?

si indaga su... (100%)

La Panda

‘Dopo pochi minuti l’ispettore mi ricevette.
Stava seduto alla scrivania con un foglio in mano e una cartellina ocra aperta davanti a sé.
Buon giorno, s’accomodi… lei è il signor… sollevò la copertina per leggere il mio nome. …Borgia Mario, dissi. Già, Mario: lei conferma quanto dichiarato all’ospedale ieri? Sì, confermo. Bene; allora può passare nell’ufficio accanto, il collega, De Rossi verbalizzerà la sua denuncia e lei potrà averne una copia… Prego, prima porta a destra. De Rossi? Chiesi. De Rossi, De Rossi. Buongiorno.’
Mario entrò chiedendo permesso nell’ufficio accanto.
A sinistra, da dietro il monitor di un pc fece capoccella una specie di angelo che aveva già conosciuto dieci minuti prima nell’atrio e di cui era innamorato perso esattamente da seicento secondi.
‘De Rossi…’ da qualche parte lesse il nome: Katya.
‘Katya De Rossi, nome incantevole!’
Fece il suo dovere, lasciò la deposizione, fece denuncia per aggressione eccetera, eccetera, e, dopo la firma dell’ispettore ne ebbe una copia.
Uscì dal commissariato un po’ in bambola tanto che si scordò di essere venuto in macchina e, fatto qualche passo di troppo dovette ritornare indietro per recuperare la Panda.
Con sua grande sorpresa vide il suo angelo che osservava con curiosità la sua macchina, dentro e fuori.
«Salve, scusi, l’avevo scordata. È di mia madre, io di solito vado a piedi, è in prestito e… »
«Come la mia, proprio come la mia! ‘ 82 vero? Targa Y9… la mia però è una 45, questa è la mitica 30. Incredibile, anche il colore è lo stesso! Complimenti è bellissima!»
«Grazie, mamma sarà contenta. Ma lei sta uscendo e non vedo la sua…»
«No infatti è dal meccanico e sto uscendo in permesso proprio per andarla a prendere.»
«Ah, davvero, beh, allora eccomi qua, le offro un passaggio… tra colleghi pandisti… Non può rifiutare!»
«Non ci penso neanche, a rifiutare s’intende; anzi se si fida mi piacerebbe guidarla… una 30, e quando mi ricapita!»
Partirono insieme, verso Torpignattara mitico luogo di conclamata etnia Bangladesh, dove le civiltà si incontrano, scontrano e malgrado tutto convivono.
Durante quel breve viaggio, quella ‘luna di miele’ ideale, Mario trovò il modo di raccontare un po’ di cose.
Siccome si era accorto che la ragazza era curiosa e intelligente pensò di alimentare quella sua curiosità raccontando quello che gli stava capitando.
Funzionò. La Katya fu conquistata dalla storia, l’agente scelto De Rossi colse l’occasione investigativa e il resto venne da sé.
Una cena da “Necci” al Pigneto, suggellò l’intesa: amore (forse) e malavita (sicuro).
‘Quella sera pensai che se a cena lei arriva con un paio di jeans, maglietta bianca, coda di cavallo e ti manda al manicomio allora le cose sono due: o si chiama Angiolina jolie o sei a cavallo di un sogno!
‘Qualcosa ci ho guadagnato, pensai anche, e…grazie Angela!’

Nei giorni che seguirono saltò fuori un nome, quello di un noto picchiatore su commissione che arrotondava così il lavoro di buttafuori di una discoteca al quartiere Trieste. Naturalmente lo seppi da Katya che ormai era arruolata nella squadra e che del capo, io, era, scusate tanto, innamorata persa.
Quello che era curioso, però era il fatto che il nome fosse stato suggerito a Katya dall’ispettore in persona. Non c’era ragione per farlo a meno che lui non sapesse che lei era ormai la mia ragazza e quindi dirlo a lei era come dirlo a me. Perché? Mi chiesi. Chissà, risposi!
Una di quelle sere, tornando a casa, Mario pensò di andare a vedere cosa succedeva davanti alla discoteca “COBRA.IN”.
Rimase una mezz’ora buona là davanti, con la panda in doppia fila, nell’ombra tracciata dagli alberelli sotto i lampioni che separavano la doppia carreggiata. Non vide nulla di particolare a parte alcune persone che dopo un breve contatto col buttafuori davanti l’ingresso principale si avviavano verso una strada laterale.
Pensò ad un ingresso di servizio, tutto normale, ma riconobbe una faccia e la cosa lo mise in apprensione. Doveva parlare con Katya.
Tutto questo era certo interessante ma passò in secondo piano il giorno dopo quando Mario fece il ‘pieno’ di incontri con la scomparsa, sì proprio lei, il ‘fantasma Loredana’.
Il primo incontro al mattino: la notò alla fermata del 105. Mentre saliva sul bus lei lo guardò, e lo guardò ancora dal finestrino.
Mario l’avrebbe inseguita ma era col cane e dovette rinunciare.
La sera stessa, ore 0:46, pioviggina, a Porta Maggiore dal bus vede chiaramente Loredana sul marciapiede, in attesa. Lei che stava per salire a sua volta riapre l’ombrello che stava chiudendo e rinuncia. Mario riesce a scendere al volo e le si avvicina approcciandola in modo gentile…
«…Loredana?» Lei si gira, sembra triste, lo guarda di traverso come per studiarlo. Abbassa la testa e poi: «Mario, devo chiederle scusa…» rialza la testa lentamente, lo fissa negli occhi, « …per quello che le ho chiesto e che dovrà ancora fare per me. Segua la sua coscienza, non mi deve niente, ma, prego non mi abbandoni!».

Si volta, va via e non c’è modo di fermarla.

prossimi sviluppi

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26 Commenti

  1. Ciao Gibbone,
    questo è uno di quei racconti che andrebbe letto in un unica soluzione. I gialli sono difficili da scrivere ma anche da comprendere, leggerli a puntate non facilita le cose. Nel finale, la ricostruzione ha certamente aiutato, hai fatto bene a raccontare come si sono svolti i fatti. Rileggerò da capo appena avrò un po’ di tempo, per comprendere le piccolezze che mi sono sfuggite. Nel complesso hai fatto un buon lavoro. Spero di trovarti presto con un nuovo racconto.
    Alla prossima!

  2. Ciao, ho recuperato un bel po’ di capitoli tutti insieme, la storia è sempre bella e avvincente, ma ogni tanto si ha l’impressione che sia scritta un po’ di fretta, senza cura, caporali che mancano, virgole ballerine, il che rende un pochino più complicata la lettura, il racconto non fluisce bene come dovrebbe. Adesso aspetto il finale che sarà sicuramente con il botto. Ho votato per “nessuno dei due”. Buon lavoro!

  3. Ciao Gibbone,
    No, la Panda 30 speronata e abbandonata… ma forse, naaah… o forse sì. Staremo a vedere🙂
    «…Lei chi? Balbettai… incredulo più di lui». Mi sa che ti sei perso qualche caporale🙂.
    Il capitolo è ben realizzato, il poliziotto però, mi pare di capire, non è uno dei due inseguitori. Se e arrivato così in fretta o era già lì o non saprei… forse le cose non sono come sembrano. Vedremo con il finale.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      mentre cerco i caporali in fuga ti segnalo che effettivamente il poliziotto è solo un “sedicente” tale.
      In realtà è il picchiatore che vuole zittire e levarsi dai piedi il vicino di casa.
      Arrivederci al finale, e… grazie. Ciao 🙏

  4. Quindi Katya ha qualcosa da nascondere e il picchiatore era un poliziotto… o si spacciava per tale? Belli e ben gestiti i colpi di scena, voto per nessuno dei due con la speranza di rimanere stupito! La scrittura anche l’ho trovata buona, ti faccio solo qualche piccolo appunto: l’espressione “i nostri eroi”, che mi pare avevi già usato in precedenza, la trovo un po’ fuori contesto, ma è solo un parere personale; “alla una”, ma forse è un errore di battitura; “per un attimo pensarono di squagliare” in cui manca il verbo riflessivo, e ogni tanto ho notato una virgola fuori posto, ma niente di che. Ci si vede al gran finale!

    • Ciao Lorenzo grazie per i consigli.
      Il poliziotto non è tale, è il picchiatore che vuole solo tacitare il vicino impiccione. “I nostri eroi” è ironico al punto che significa quasi il contrario di quello che sembra.
      “Squagliare”, lo so non va bene, ma l’ho tenuto perché nasce nella mente di due ignoranti più di me.
      Grazie ancora Alla prossima🙏

  5. Buongiorno, grazie,
    quello che è frutto di fantasia si ispira invero alla quotidianità (non ancora completamente consumata) di certe città storiche, certi borghi antichi dove il “soprannaturale” si mischia spesso con la realtà. Chi potrebbe escludere un fondo di verità nelle tante storie raccontate dalle nostre nonne…? Stavolta è la realtà oggettiva che si giova del supporto delle antiche credenze… e una veggente può contribuire a chiarire un caso di omicidio. Grazie ancora e… alla prossima🙏

  6. Ciao Gibbone,
    eccoti tornato! Bel capitolo, belli i dialoghi; punteggiatura al punto giusto, almeno per quel che posso saperne io che con la punteggiatura sono una schiappa 🙂
    Quindi si è trattato di un sotterfugio per scoprire chi ha ucciso la povera Mirella… bene, bene ottima idea.
    Siamo quasi alla fine, direi che è il momento di portare i cattivi allo scoperto.
    Alla prossima!

  7. Anche secondo me è un capitolo un po’ sottotono e confermo che la punteggiatura avrebbe potuto essere messa meglio, specialmente nell’uso delle virgole. Anche i dialoghi secondo me non funzionano molto, manca un po’ quella precisione che invece era ben presente nei capitoli precedenti. Confido che sia solo un capitolo di passaggio, alla prossima!

  8. Ciao Gibbone,
    scusa la franchezza, ma ho trovato in questo capitolo un uso un po’ disordinato della punteggiatura. Tutta la prima parte pare scritta di fretta, nella seconda ci si riavvicina allo stile degli altri capitoli. Forse è solo una mia impressione, ma è quello che mi ha trasmesso. La storia comunque prosegue, ci sono pochi episodi per arrivare alla fine, direi che è il caso di scoprire molte cose.
    Ti auguro una buonissima giornata, alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      non ti devi scusare mai della franchezza, ci mancherebbe! Riguardo la punteggiatura ti posso dire che non è messa a caso o di fretta. Può essere sbagliata certo ma è voluta così. Io cerco, magari senza riuscire, di usarla per governare le pause e i toni che intendo inserire nel testo. Magari esagero, probabilmente sbaglio, ma non pubblicherei una cosa scritta di fretta, sarebbe stupido.
      grazie per tuo commento. alla prossima 🙏

  9. La storia procede in maniera interessante e facendosi sempre più coinvolgente, molto bene! Ottima la narrazione, i dialoghi e le descrizioni, ho trovato forse un po’ frettolosa la descrizione del rapporto con Katya, ma lo spazio è quello che è e ci si deve accontentare. Voto per sapere qualcosa di più su Carlo, visto che è un personaggio nuovo.

  10. Ciao Gibbone,
    non so perché me la sono persa, ma questa storia è davvero bella. È scritta bene, con dialoghi efficaci e personaggi (anche Johnny H.) a tutto tondo. Meriterebbe più visibilità! Se posso dirtelo, la preferisco di gran lunga alla precedente, non che quella fosse male, ma questo, a mio parere, è il tuo habitat naturale, il giallo nostrano, per le strade che conosci e si sente, te lo assicuro.
    Forse qua e là ho notato qualche errore di battitura, ma non ho altri appunti da fare, la storia mi è risultata chiara e forse leggere insieme i sei capitoli l’ha resa anche più scorrevole.
    Bravo, ancora complimenti e ci vediamo al settimo.
    Ho votato le indagini di Katya.
    Alla prossima!

    • Ciao K. mi mancavano i tuoi consigli. Grazie per tutto e in quanto all’ audience lo sai che siamo un popolo di poeti che non leggono poesie… Mi hai dato l’idea di rileggere tutti i capitoli da capo e devo dire che hai ragione. Forse si dovrebbe fare sempre così almeno con i gialli.
      Appuntamento alla prosdima, ciaooo🙏

  11. Buongiorno Valentina, i cambi sono incasinati perchè l’intenzione di mettere in corsivo tutto ciò che è narrato in prima persona è in parte saltato per colpa mia nel trasferimento da Word a Incipit. In quanto a Katya sai bene che se vai in un qualsiasi quartiere di Roma trovi i nomi più strampalati, e poi magari lei ha una madre Russa!😉
    Grazie di essere passata, alla prossima🙏

  12. Continuo ad avere qualche problema con questi cambi di persona e anche di tempi, non capisco se è voluto o se è distrazione. Altra cosa, ma questa è puramente una mia fisima, Katya con la K e Y? Non sarà un po’ troppo “esotico” per un agente d’istanza al Pigneto? Detto ciò, la trama è coinvolgente, far apparire Loredana un bel colpo di scena. Ho votato “un indizio dai ritagli di giornale”.

  13. Ciao Valentina. Grazie prima di tutto.
    Ho voluto usare e userò ancora la terza persona perché permette di volare sui personaggi e vedere la storia dall’alto con molta più libertà che in prima e il racconto se ne avvantaggia. La prima persona assume quasi il ruolo di “testimonianza”, un punto di vista come la telecamera “on board” in una formula uno. Insomma
    se ben mescolate secondo me possono funzionare un po’ come in tv quando dal commento generico si passa a sentire la voce dei protagonisti. l’importante è riuscire a farlo. In quanto al “romanesco” non sarà abusato, qui è servito a scoprire “il territorio”. Io, poi sono un lettore innamorato di Camilleri e il dialetto quando è vicino alla lingua parlata e non troppo ostico, è una ricchezza enorme. Ciao, alla prossima

  14. Ciao, un buon capitolo, solo non ho capito, come mai passi alla prima persona verso la fine? Attento a non calcare troppo la mano con il romano, il racconto potrebbe diventare poco leggibile dai non capitolini (oppure sono io che non sono abituata a leggerlo).
    Ho votato per “Mario scova un indizio, qualcuno trova lui”.
    Buon lavoro!

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