Union Jack Watch

Dove eravamo rimasti?

prossimi sviluppi un indizio dai ritagli di giornale (100%)

Le foto

Mario dopo una notte insonne si decise: mise un caffè in cantiere mentre Jonny lo osservava con un solo occhio aperto dalla cuccia, e ricominciò a studiare le vecchie fotografie. Doveva esaminarle ancora con cura se voleva sperare di dare una svolta alla sua modesta indagine.
Tra le foto dell’edicolante scelse quelle che raccontavano la scena del delitto: la casa, l’appartamento, la stanza, la morta.
Una in particolare gli sembrò significativa perché aveva fissato la scena del delitto, la stanza sottosopra, i cassetti aperti, il letto rivoltato e tanti piccoli oggetti della poveretta sparsi in giro alla rinfusa. Il caffè chiamò e Mario fece una pausa. C’erano tante cose che però non dicevano niente, anche se quello scatto, pubblicato da un settimanale di cronaca nera molto popolare all’epoca, era riportato in grande formato e a colori.
Passò poi ad esaminare le foto avute da Il Messaggero.
Molte di queste erano le stesse già viste nel pacco dell’edicolante. Anche qui alcune riguardavano la scena del delitto. Una, alla fine, attirò la sua attenzione.
C’era qualcosa di strano. Mario riprese la foto a colori del settimanale e la confrontò: era la stessa foto ma ‘ecco!’, una era stata tagliata. Nella copia de Il Messaggero erano scomparsi molti particolari a margine dell’inquadratura, come per effetto di uno zoom. Le guardò ancora e colse quello che cercava. Eccitato prese un altro caffè e tornò a leggere i suoi ritagli fino all’articolo che, tra l’altro recitava: “…Carlo B. e Loredana C., amici molto vicini alla vittima, non hanno saputo dare indicazioni significative sul movente dell’omicidio.”
‘Quindi c’è un nuovo personaggio: Carlo. Che ruolo aveva avuto nella vicenda di Mirella e che fine aveva fatto?’ Mario tra le ipotesi possibili si invaghì di quella che più gli pareva legare bene i vari ingredienti. Ne avrebbe volentieri parlato con Katya ma lei era già uscita per raggiungere il commissariato e dovette rimandare a più tardi.
Si vestì in fretta e scese a fare due passi con l’amico Jonny al guinzaglio.
La luce radente del primo mattino proiettava lunghe ombre sui lastroni di basalto grigio e la luce intorno netta, li trasformava in specchi umidi da non poterli guardare.
I lavori in corso per rimuovere i cocci della movida notturna, cancellarne le prove, procedevano alacremente con gran fragore e schizzi d’acqua fresca incendiata dal sole.
I primi banchi del mercato prendevano vita e un profumo di pane fresco e caffè riconciliava con l’insonnia o la sveglia tanto che si aveva voglia di ringraziarle per il regalo di quel primo mattino di primavera.
Jonny trotterellava felice e raccoglieva le carezze dei passanti, ogni tanto si voltava in su per vedere se lui c’era ancora: lui c’era ma dopo un po’ bisognava ricontrollare, non si sa mai!
Mario tornò a casa, di malavoglia per la verità, ma c’erano tante cose da fare, vivere soli ha i suoi inconvenienti!
Era da poco rientrato che il telefono lo riportò al suo giallo proprio nel momento in cui se ne era dimenticato e separava con attenzione gli indumenti da infilare in lavatrice.
Era il commissariato; una convocazione: «Alle undici l’ispettore Barbieri vorrebbe vederla, se possibile.», comunicò una voce cortese con accento sardo.

+

Mario arrivò puntuale cercando con lo sguardo tracce di Katya che però non si fece vedere.
«Buongiorno, esordì Barbieri, l’ho convocata per farle vedere alcune foto, e per farle un paio di domande. Il suo aggressore, i suoi aggressori, potrebbero essere tra questi personaggi. Lei faccia uno sforzo senza sentirsi però obbligato a identificare a tutti i costi. Ecco qua, mi dica se riconosce qualcuno…»
Sparse sul tavolo alcune foto di belle facce da ladro tra le quali chiarissima quella del buttafuori della discoteca.
«Senta, ispettore, sarò sincero: io uno lo riconosco ma siccome lo conosco non posso dire se è lui.», disse indicando la foto.
«E, certo, lo conosce e allora… e lo conosce come? Dove lo ha incontrato?» L’espressione di Barbieri cambiò, diventò di sospetto.

‘…teatrale, mi pare ’, pensò Mario.
«L’ho visto fuori una discoteca, sembrava un buttafuori, sa quelli che fanno la selezione all’ingresso?»

«So, so! Bene, quindi niente! Allora… e mi dica: lei ha mai avuto a che fare con stupefacenti e roba del genere? Non dica subito no, non è una domanda trabocchetto ci pensi bene!»
Mario, giocoforza si mise sulla difensiva: «No, mai non è capitato!»
«Meglio. E ha pensato un po’ in questi giorni a quale potrebbe essere il movente dell’aggressione?»
«Mille volte, e non arrivo a capire… posso farle io una domanda?»
«Certo, dica!»
«Perché queste foto, queste persone, forse voi avete un’idea?»
«Legittimo che lei lo chieda ma è presto, per ora si accontenti di sapere che questa gente», lo disse picchiettando con le dita sulla faccia del buttafuori, «…è sotto controllo. Tranquillo che li prendiamo! Lei, però, non faccia niente, mi guardi in faccia: niente! Ci siamo noi per queste cose, ok? La saluto Mario Borgia, le farò sapere se e quando avremo novità.»

di che parleremo?

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  • indagini di Katya (50%)
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26 Commenti

  1. Ciao Gibbone,
    questo è uno di quei racconti che andrebbe letto in un unica soluzione. I gialli sono difficili da scrivere ma anche da comprendere, leggerli a puntate non facilita le cose. Nel finale, la ricostruzione ha certamente aiutato, hai fatto bene a raccontare come si sono svolti i fatti. Rileggerò da capo appena avrò un po’ di tempo, per comprendere le piccolezze che mi sono sfuggite. Nel complesso hai fatto un buon lavoro. Spero di trovarti presto con un nuovo racconto.
    Alla prossima!

  2. Ciao, ho recuperato un bel po’ di capitoli tutti insieme, la storia è sempre bella e avvincente, ma ogni tanto si ha l’impressione che sia scritta un po’ di fretta, senza cura, caporali che mancano, virgole ballerine, il che rende un pochino più complicata la lettura, il racconto non fluisce bene come dovrebbe. Adesso aspetto il finale che sarà sicuramente con il botto. Ho votato per “nessuno dei due”. Buon lavoro!

  3. Ciao Gibbone,
    No, la Panda 30 speronata e abbandonata… ma forse, naaah… o forse sì. Staremo a vedere🙂
    «…Lei chi? Balbettai… incredulo più di lui». Mi sa che ti sei perso qualche caporale🙂.
    Il capitolo è ben realizzato, il poliziotto però, mi pare di capire, non è uno dei due inseguitori. Se e arrivato così in fretta o era già lì o non saprei… forse le cose non sono come sembrano. Vedremo con il finale.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      mentre cerco i caporali in fuga ti segnalo che effettivamente il poliziotto è solo un “sedicente” tale.
      In realtà è il picchiatore che vuole zittire e levarsi dai piedi il vicino di casa.
      Arrivederci al finale, e… grazie. Ciao 🙏

  4. Quindi Katya ha qualcosa da nascondere e il picchiatore era un poliziotto… o si spacciava per tale? Belli e ben gestiti i colpi di scena, voto per nessuno dei due con la speranza di rimanere stupito! La scrittura anche l’ho trovata buona, ti faccio solo qualche piccolo appunto: l’espressione “i nostri eroi”, che mi pare avevi già usato in precedenza, la trovo un po’ fuori contesto, ma è solo un parere personale; “alla una”, ma forse è un errore di battitura; “per un attimo pensarono di squagliare” in cui manca il verbo riflessivo, e ogni tanto ho notato una virgola fuori posto, ma niente di che. Ci si vede al gran finale!

    • Ciao Lorenzo grazie per i consigli.
      Il poliziotto non è tale, è il picchiatore che vuole solo tacitare il vicino impiccione. “I nostri eroi” è ironico al punto che significa quasi il contrario di quello che sembra.
      “Squagliare”, lo so non va bene, ma l’ho tenuto perché nasce nella mente di due ignoranti più di me.
      Grazie ancora Alla prossima🙏

  5. Buongiorno, grazie,
    quello che è frutto di fantasia si ispira invero alla quotidianità (non ancora completamente consumata) di certe città storiche, certi borghi antichi dove il “soprannaturale” si mischia spesso con la realtà. Chi potrebbe escludere un fondo di verità nelle tante storie raccontate dalle nostre nonne…? Stavolta è la realtà oggettiva che si giova del supporto delle antiche credenze… e una veggente può contribuire a chiarire un caso di omicidio. Grazie ancora e… alla prossima🙏

  6. Ciao Gibbone,
    eccoti tornato! Bel capitolo, belli i dialoghi; punteggiatura al punto giusto, almeno per quel che posso saperne io che con la punteggiatura sono una schiappa 🙂
    Quindi si è trattato di un sotterfugio per scoprire chi ha ucciso la povera Mirella… bene, bene ottima idea.
    Siamo quasi alla fine, direi che è il momento di portare i cattivi allo scoperto.
    Alla prossima!

  7. Anche secondo me è un capitolo un po’ sottotono e confermo che la punteggiatura avrebbe potuto essere messa meglio, specialmente nell’uso delle virgole. Anche i dialoghi secondo me non funzionano molto, manca un po’ quella precisione che invece era ben presente nei capitoli precedenti. Confido che sia solo un capitolo di passaggio, alla prossima!

  8. Ciao Gibbone,
    scusa la franchezza, ma ho trovato in questo capitolo un uso un po’ disordinato della punteggiatura. Tutta la prima parte pare scritta di fretta, nella seconda ci si riavvicina allo stile degli altri capitoli. Forse è solo una mia impressione, ma è quello che mi ha trasmesso. La storia comunque prosegue, ci sono pochi episodi per arrivare alla fine, direi che è il caso di scoprire molte cose.
    Ti auguro una buonissima giornata, alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      non ti devi scusare mai della franchezza, ci mancherebbe! Riguardo la punteggiatura ti posso dire che non è messa a caso o di fretta. Può essere sbagliata certo ma è voluta così. Io cerco, magari senza riuscire, di usarla per governare le pause e i toni che intendo inserire nel testo. Magari esagero, probabilmente sbaglio, ma non pubblicherei una cosa scritta di fretta, sarebbe stupido.
      grazie per tuo commento. alla prossima 🙏

  9. La storia procede in maniera interessante e facendosi sempre più coinvolgente, molto bene! Ottima la narrazione, i dialoghi e le descrizioni, ho trovato forse un po’ frettolosa la descrizione del rapporto con Katya, ma lo spazio è quello che è e ci si deve accontentare. Voto per sapere qualcosa di più su Carlo, visto che è un personaggio nuovo.

  10. Ciao Gibbone,
    non so perché me la sono persa, ma questa storia è davvero bella. È scritta bene, con dialoghi efficaci e personaggi (anche Johnny H.) a tutto tondo. Meriterebbe più visibilità! Se posso dirtelo, la preferisco di gran lunga alla precedente, non che quella fosse male, ma questo, a mio parere, è il tuo habitat naturale, il giallo nostrano, per le strade che conosci e si sente, te lo assicuro.
    Forse qua e là ho notato qualche errore di battitura, ma non ho altri appunti da fare, la storia mi è risultata chiara e forse leggere insieme i sei capitoli l’ha resa anche più scorrevole.
    Bravo, ancora complimenti e ci vediamo al settimo.
    Ho votato le indagini di Katya.
    Alla prossima!

    • Ciao K. mi mancavano i tuoi consigli. Grazie per tutto e in quanto all’ audience lo sai che siamo un popolo di poeti che non leggono poesie… Mi hai dato l’idea di rileggere tutti i capitoli da capo e devo dire che hai ragione. Forse si dovrebbe fare sempre così almeno con i gialli.
      Appuntamento alla prosdima, ciaooo🙏

  11. Buongiorno Valentina, i cambi sono incasinati perchè l’intenzione di mettere in corsivo tutto ciò che è narrato in prima persona è in parte saltato per colpa mia nel trasferimento da Word a Incipit. In quanto a Katya sai bene che se vai in un qualsiasi quartiere di Roma trovi i nomi più strampalati, e poi magari lei ha una madre Russa!😉
    Grazie di essere passata, alla prossima🙏

  12. Continuo ad avere qualche problema con questi cambi di persona e anche di tempi, non capisco se è voluto o se è distrazione. Altra cosa, ma questa è puramente una mia fisima, Katya con la K e Y? Non sarà un po’ troppo “esotico” per un agente d’istanza al Pigneto? Detto ciò, la trama è coinvolgente, far apparire Loredana un bel colpo di scena. Ho votato “un indizio dai ritagli di giornale”.

  13. Ciao Valentina. Grazie prima di tutto.
    Ho voluto usare e userò ancora la terza persona perché permette di volare sui personaggi e vedere la storia dall’alto con molta più libertà che in prima e il racconto se ne avvantaggia. La prima persona assume quasi il ruolo di “testimonianza”, un punto di vista come la telecamera “on board” in una formula uno. Insomma
    se ben mescolate secondo me possono funzionare un po’ come in tv quando dal commento generico si passa a sentire la voce dei protagonisti. l’importante è riuscire a farlo. In quanto al “romanesco” non sarà abusato, qui è servito a scoprire “il territorio”. Io, poi sono un lettore innamorato di Camilleri e il dialetto quando è vicino alla lingua parlata e non troppo ostico, è una ricchezza enorme. Ciao, alla prossima

  14. Ciao, un buon capitolo, solo non ho capito, come mai passi alla prima persona verso la fine? Attento a non calcare troppo la mano con il romano, il racconto potrebbe diventare poco leggibile dai non capitolini (oppure sono io che non sono abituata a leggerlo).
    Ho votato per “Mario scova un indizio, qualcuno trova lui”.
    Buon lavoro!

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