Union Jack Watch

Dove eravamo rimasti?

di che parleremo? indagini di Katya (50%)

una strana coppia di sbirri

Mario lasciò il commissariato deluso, si aspettava qualche novità e invece aveva trovato solo la brutta faccia del buttafuori ad aspettarlo sulla scrivania di Barbieri.
Quell’ispettore poi, che voleva una identificazione di cui non aveva forse nemmeno bisogno? Era, l’identificazione una scusa per convocarlo e lanciargli quel messaggio finale: “ Stai fuori da questa storia che ti conviene!”? Probabilmente non lo era, ma, tuttavia suonava come un’intimidazione. Quella sera davanti alla discoteca lui, l’ispettore, c’era; e quella visita aveva incuriosito e ora insospettiva Mario! ‘Strano’, pensò tornando a casa, ‘che all’indomani della mia aggressione sia subito andato là, che intuito! Devo parlare con Katya, forse lei potrà scoprire qualcosa in più.’
Katya, più tardi ascoltando il racconto di Mario, si fece una idea personale ma preferì tenerla per sé almeno per il momento. Concordò sul fatto che, sì, fosse bene capire meglio che razza di indagine stava portando avanti il suo capo, anche perché non gli piaceva che si facesse strane idee sul suo ragazzo.
Intraprese allora una sua indagine cominciando con qualche domanda ai colleghi, sfiorando appena l’argomento e usando  le arti femminili attenta a non urtare la suscettibilità di nessuno.
L’agente scelto Cannavale gli disse una cosa interessante e cioè che l’ispettore aveva dimostrato una strana familiarità con il personale della discoteca (e col buttafuori naturalmente), quella sera, che erano stati là: «Ho avuto l’impressione che fosse lì a marcare il territorio »; le disse, «non so se rendo l’idea, la cosa francamente mi ha dato un po’ fastidio, ma lui è il capo e allora…’.

…E venne finalmente sera. Messi da parte i problemi, i nostri eroi si concessero una piacevole pausa in un piccolo locale dalle parti di villa Fiorelli. Finalmente, da innamorati, parlarono un po’ più di loro e un po’ meno dei fatti che succedevano.
«Dopodomani» diceva lei, «viene a Roma il mio papà. Deve passare al ministero; non vedo l’ora di vederlo!».
«Ma, quindi, ricapitolando tuo padre maresciallo, anzi allora brigadiere del genio, ha conosciuto tua madre russa di Mosca in vacanza a Cagliari ventisette anni fa, l’ha sposata, insieme hanno fatto una figlia meravigliosa e sono rimasti sempre là?» Diceva lui.
«Sempre? Quasi! Cagliari, Nuoro, anzi Perdasdefogu e poi di nuovo Cagliari.»
«Perciò non li vedi mai!»
«No, solo su Skype, ma dopodomani lo porto a pranzo da noi, al Pigneto!».
+
Il giorno dopo arrivò e riportò a galla i pensieri: Katya fu convocata dall’ispettore capo Barbieri che come suo costume non perse tempo in convenevoli:
«Cara Katya, ti stai dedicando ai “cold case” sento.»
«Senti? Chi te l’ha detto?»
Lui rispose con un gesto che non voleva dire niente ma lei lo interpretò come un: Ovvio, io so tutto!, un gesto di sufficienza, un gesto da capo.
«E, vero, ci sono cose accadute nel quartiere che nessuno ha mai saputo spiegare ma se c’è ancora una possibilità… »
«Certo, brava, chi lo nega, e allora perché non cominciare da chi ne sa qualcosa?»
«E chi è, se lecito?»
«Ma, io per esempio! Io ero qua quando una certa ragazza fu uccisa vent’anni fa, e dopo un breve periodo al Viminale qua sono tornato. Eccomi: le tue indagini possono cominciare da me! Che ne dici?»
«Ma no capo», si schernì lei, «che c’entra, tu era già un poliziotto allora e cosa puoi riferire, se mi posso permettere, che non sia già scritto in qualche dossier, ufficiale?»
«Quindi non ti vado bene come testimone?»
«Tu prova a raccontarmi qualcosa di nuovo e vedremo…!»
Si aprì in un ampio sorriso, una fuga dal sospetto e dal sorrisetto ipocrita di lui che certo non gradiva quella nuova forma di insubordinazione.
Lui rispose al sorriso, mentendo, e la chiuse lì. Il messaggio sapeva, era arrivato: “Attenta a come ti muovi bella!”
Mario, a corto di idee, si dedicò alla ricerca di tracce di Carlo B.
Cominciò con una telefonata al dott. Cerbini, marito di Loredana e fece la sua domanda.
«Sì, c’era un Carlo.», rispose lui, «Lory ne ha parlato in più di un’occasione. L’età era quella, venti, ventidue; il cognome non l’ho mai saputo. Era uno studente come lei; un amico come tanti, forse un po’ più intimo degli altri, questo sì.»
«E Loredana lo ha mai rivisto?»
«Non so, aveva tanti amici, stava sempre al telefono. Non lo posso escludere e, anzi lo ritengo possibile, del resto non mi ha mai parlato di rottura di rapporti con lui o con altri anche se la fine di Mirella le pesava come un macigno e forse rivedere quelli che erano collegati a quel fatto le causava malinconia e tristezza.»
«Quindi, forse non li incontrava volentieri; lei non saprebbe aiutarmi a rintracciarlo?», chiese sfiduciato Mario.
«Forse, Proverò! »
Tanto seminare e il giorno dopo Mario raccolse, in palestra, il primo, inaspettato frutto:
“FITNESS HOUSE TI INVITA ALLA “FESTA DI PRIMAVERA”. PARTECIPA CON CHI VUOI, CONTATTA LA DIREZIONE E PRENOTA. TUTTI A BALLARE PRESSO LA DISCOTECA “COBRAIN” SABATO 19 . FESTEGGIA CON NOI!”
L’avviso recava in corsivo due firme: Vincenzo A./ Carlo B.

Mario sulla 'latitanza ' di Loredana

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26 Commenti

  1. Ciao Gibbone,
    questo è uno di quei racconti che andrebbe letto in un unica soluzione. I gialli sono difficili da scrivere ma anche da comprendere, leggerli a puntate non facilita le cose. Nel finale, la ricostruzione ha certamente aiutato, hai fatto bene a raccontare come si sono svolti i fatti. Rileggerò da capo appena avrò un po’ di tempo, per comprendere le piccolezze che mi sono sfuggite. Nel complesso hai fatto un buon lavoro. Spero di trovarti presto con un nuovo racconto.
    Alla prossima!

  2. Ciao, ho recuperato un bel po’ di capitoli tutti insieme, la storia è sempre bella e avvincente, ma ogni tanto si ha l’impressione che sia scritta un po’ di fretta, senza cura, caporali che mancano, virgole ballerine, il che rende un pochino più complicata la lettura, il racconto non fluisce bene come dovrebbe. Adesso aspetto il finale che sarà sicuramente con il botto. Ho votato per “nessuno dei due”. Buon lavoro!

  3. Ciao Gibbone,
    No, la Panda 30 speronata e abbandonata… ma forse, naaah… o forse sì. Staremo a vedere🙂
    «…Lei chi? Balbettai… incredulo più di lui». Mi sa che ti sei perso qualche caporale🙂.
    Il capitolo è ben realizzato, il poliziotto però, mi pare di capire, non è uno dei due inseguitori. Se e arrivato così in fretta o era già lì o non saprei… forse le cose non sono come sembrano. Vedremo con il finale.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      mentre cerco i caporali in fuga ti segnalo che effettivamente il poliziotto è solo un “sedicente” tale.
      In realtà è il picchiatore che vuole zittire e levarsi dai piedi il vicino di casa.
      Arrivederci al finale, e… grazie. Ciao 🙏

  4. Quindi Katya ha qualcosa da nascondere e il picchiatore era un poliziotto… o si spacciava per tale? Belli e ben gestiti i colpi di scena, voto per nessuno dei due con la speranza di rimanere stupito! La scrittura anche l’ho trovata buona, ti faccio solo qualche piccolo appunto: l’espressione “i nostri eroi”, che mi pare avevi già usato in precedenza, la trovo un po’ fuori contesto, ma è solo un parere personale; “alla una”, ma forse è un errore di battitura; “per un attimo pensarono di squagliare” in cui manca il verbo riflessivo, e ogni tanto ho notato una virgola fuori posto, ma niente di che. Ci si vede al gran finale!

    • Ciao Lorenzo grazie per i consigli.
      Il poliziotto non è tale, è il picchiatore che vuole solo tacitare il vicino impiccione. “I nostri eroi” è ironico al punto che significa quasi il contrario di quello che sembra.
      “Squagliare”, lo so non va bene, ma l’ho tenuto perché nasce nella mente di due ignoranti più di me.
      Grazie ancora Alla prossima🙏

  5. Buongiorno, grazie,
    quello che è frutto di fantasia si ispira invero alla quotidianità (non ancora completamente consumata) di certe città storiche, certi borghi antichi dove il “soprannaturale” si mischia spesso con la realtà. Chi potrebbe escludere un fondo di verità nelle tante storie raccontate dalle nostre nonne…? Stavolta è la realtà oggettiva che si giova del supporto delle antiche credenze… e una veggente può contribuire a chiarire un caso di omicidio. Grazie ancora e… alla prossima🙏

  6. Ciao Gibbone,
    eccoti tornato! Bel capitolo, belli i dialoghi; punteggiatura al punto giusto, almeno per quel che posso saperne io che con la punteggiatura sono una schiappa 🙂
    Quindi si è trattato di un sotterfugio per scoprire chi ha ucciso la povera Mirella… bene, bene ottima idea.
    Siamo quasi alla fine, direi che è il momento di portare i cattivi allo scoperto.
    Alla prossima!

  7. Anche secondo me è un capitolo un po’ sottotono e confermo che la punteggiatura avrebbe potuto essere messa meglio, specialmente nell’uso delle virgole. Anche i dialoghi secondo me non funzionano molto, manca un po’ quella precisione che invece era ben presente nei capitoli precedenti. Confido che sia solo un capitolo di passaggio, alla prossima!

  8. Ciao Gibbone,
    scusa la franchezza, ma ho trovato in questo capitolo un uso un po’ disordinato della punteggiatura. Tutta la prima parte pare scritta di fretta, nella seconda ci si riavvicina allo stile degli altri capitoli. Forse è solo una mia impressione, ma è quello che mi ha trasmesso. La storia comunque prosegue, ci sono pochi episodi per arrivare alla fine, direi che è il caso di scoprire molte cose.
    Ti auguro una buonissima giornata, alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      non ti devi scusare mai della franchezza, ci mancherebbe! Riguardo la punteggiatura ti posso dire che non è messa a caso o di fretta. Può essere sbagliata certo ma è voluta così. Io cerco, magari senza riuscire, di usarla per governare le pause e i toni che intendo inserire nel testo. Magari esagero, probabilmente sbaglio, ma non pubblicherei una cosa scritta di fretta, sarebbe stupido.
      grazie per tuo commento. alla prossima 🙏

  9. La storia procede in maniera interessante e facendosi sempre più coinvolgente, molto bene! Ottima la narrazione, i dialoghi e le descrizioni, ho trovato forse un po’ frettolosa la descrizione del rapporto con Katya, ma lo spazio è quello che è e ci si deve accontentare. Voto per sapere qualcosa di più su Carlo, visto che è un personaggio nuovo.

  10. Ciao Gibbone,
    non so perché me la sono persa, ma questa storia è davvero bella. È scritta bene, con dialoghi efficaci e personaggi (anche Johnny H.) a tutto tondo. Meriterebbe più visibilità! Se posso dirtelo, la preferisco di gran lunga alla precedente, non che quella fosse male, ma questo, a mio parere, è il tuo habitat naturale, il giallo nostrano, per le strade che conosci e si sente, te lo assicuro.
    Forse qua e là ho notato qualche errore di battitura, ma non ho altri appunti da fare, la storia mi è risultata chiara e forse leggere insieme i sei capitoli l’ha resa anche più scorrevole.
    Bravo, ancora complimenti e ci vediamo al settimo.
    Ho votato le indagini di Katya.
    Alla prossima!

    • Ciao K. mi mancavano i tuoi consigli. Grazie per tutto e in quanto all’ audience lo sai che siamo un popolo di poeti che non leggono poesie… Mi hai dato l’idea di rileggere tutti i capitoli da capo e devo dire che hai ragione. Forse si dovrebbe fare sempre così almeno con i gialli.
      Appuntamento alla prosdima, ciaooo🙏

  11. Buongiorno Valentina, i cambi sono incasinati perchè l’intenzione di mettere in corsivo tutto ciò che è narrato in prima persona è in parte saltato per colpa mia nel trasferimento da Word a Incipit. In quanto a Katya sai bene che se vai in un qualsiasi quartiere di Roma trovi i nomi più strampalati, e poi magari lei ha una madre Russa!😉
    Grazie di essere passata, alla prossima🙏

  12. Continuo ad avere qualche problema con questi cambi di persona e anche di tempi, non capisco se è voluto o se è distrazione. Altra cosa, ma questa è puramente una mia fisima, Katya con la K e Y? Non sarà un po’ troppo “esotico” per un agente d’istanza al Pigneto? Detto ciò, la trama è coinvolgente, far apparire Loredana un bel colpo di scena. Ho votato “un indizio dai ritagli di giornale”.

  13. Ciao Valentina. Grazie prima di tutto.
    Ho voluto usare e userò ancora la terza persona perché permette di volare sui personaggi e vedere la storia dall’alto con molta più libertà che in prima e il racconto se ne avvantaggia. La prima persona assume quasi il ruolo di “testimonianza”, un punto di vista come la telecamera “on board” in una formula uno. Insomma
    se ben mescolate secondo me possono funzionare un po’ come in tv quando dal commento generico si passa a sentire la voce dei protagonisti. l’importante è riuscire a farlo. In quanto al “romanesco” non sarà abusato, qui è servito a scoprire “il territorio”. Io, poi sono un lettore innamorato di Camilleri e il dialetto quando è vicino alla lingua parlata e non troppo ostico, è una ricchezza enorme. Ciao, alla prossima

  14. Ciao, un buon capitolo, solo non ho capito, come mai passi alla prima persona verso la fine? Attento a non calcare troppo la mano con il romano, il racconto potrebbe diventare poco leggibile dai non capitolini (oppure sono io che non sono abituata a leggerlo).
    Ho votato per “Mario scova un indizio, qualcuno trova lui”.
    Buon lavoro!

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