Union Jack Watch

Dove eravamo rimasti?

la serata in discoteca porterà i cattivi allo scoperto (100%)

l’agguato

Una festa di primavera è una festa di primavera, la leggerezza e la gioia sono d’obbligo e sono d’obbligo la buona compagnia e la voglia di ballare.
L’atmosfera quella sera era la solita della discoteca con, in più, la verve e la voglia di fare casino di un paio di allenatrici della palestra in veste di animatrici-cantanti-cubiste.
I nostri eroi però erano distratti, presi dall’ansia di scoprire più cose possibili dei tre o quattro tipi oggetto ormai da giorni delle loro indagini.
Il buttafuori era al suo posto all’ingresso; ma gli altri?
Carlo Barbieri comparve più tardi; avanzava nella sala guardandosi intorno e non era solo; con lui un quarantenne ben piantato in cui Mario riconobbe l’uomo che compariva in vari selfie sul profilo Facebook di Dino Giordano. L’interesse dei nostri investigatori allora si ravvivò perché finalmente vedevano il fieno crescere, dopo tanto seminare.
Quello che non colsero, purtroppo, fu l’attenzione che quegli stessi uomini ebbero per loro, attenzione ovvia perché nessuno è stupido abbastanza da non sentire il terreno che frana sotto i piedi.
Peccato quindi, perché se fossero stati più attenti avrebbero potuto forse evitare i guai che stavano per capitare.

Mario e Katya lasciarono la discoteca intorno alla una.

Per tornare a casa di Katya che sta dalle parti di Portonaccio, dovevamo percorrere un breve tratto di strada abbastanza isolato tra campi di calcetto e prati incolti.
Sembrava tutto normale, una bella notte di marzo, la discoteca, una ragazza innamorata accanto e invece tutto rischiò di finire in pochi secondi quando mi accorsi di un’auto che ci seguiva da vicino, in modo sospetto: evidentemente qualcosa stava per andare storto. Feci un cenno a Katya che capì al volo e che mi trasmise quella stessa sensazione di impotenza che avevo io in quel momento.
In un lampo quella macchina ci affiancò e ci buttò con uno scarto improvviso fuori strada.
Vidi praticamente tutte le stelle della galassia e Katya sicuramente non meno di me. Gli investitori subito si dileguarono mentre altre auto sopraggiungevano. Io non svenni, il mio amore nemmeno e così riuscimmo a venir fuori entrambi senza troppe difficoltà dalla Panda.
Ai tre o quattro che si fermarono a guardare, (erano tutti ubriachi mamma mia!), dicemmo che era tutto posto. Katya esibì il tesserino e i “soccorritori” si allontanarono rapidamente con la coda di paglia al vento.
«Stai bene amore?» Chiesi. «…Si? Squagliamocela prima che tornino.»
“È opera loro!» affermò lei nera di rabbia.
«Eh, credo proprio di sì. Andiamo a casa mia.»
Chiamai un taxi mentre Katya recuperava i documenti dall’auto che era rimasta a bordo strada danneggiata nella fiancata, una ruota piegata e il parabrezza in frantumi.
Il taxi per fortuna arrivò subito e presto fummo lontani.
Arrivammo a casa mia in dieci minuti dopo che, in taxi, ci eravamo guardati intorno per tutto il tempo con la netta sensazione di essere ancora seguiti.
Ci rimettemmo in ordine. Io le offrii una spremuta che lei rifiutò; era troppo nervosa e arrabbiata.
Sicuramente pensava alla adorata Panda 30 abbandonata là e a come, domani, sistemare le cose.
Io invece ero felice quantomeno di averla scampata: proprio non riuscivo ad abituarmi a vivere pericolosamente!
Passarono così dieci minuti di relativa tranquillità e poi… bussarono alla porta.
Guardai dallo spioncino.
Il pianerottolo era riempito da un omone grosso che conoscevo bene e uno più piccolo, diciamo medio, che si parava dietro a lui.
Non ritenni fosse il caso di aprire.
Poiché mi sembrava Inutile negare che fossimo in casa, visto che ci avevano seguiti, pensai di spengere le luci e cominciare ad urlare. Jonny Holliday, capì al volo e attaccò intonando in si bemolle mentre la mia bella si esibì in un grido agghiacciate che ancora me lo ricordo.
I due fuori sul pianerottolo, presi di sorpresa, per un attimo pensarono di squagliare ma poi la professionalità ebbe il sopravvento e cominciarono a tempestare la porta di spallate e calci.
Un attimo prima che quella cedesse il buon Alfio, mio dirimpettaio settantenne, con mutandoni a righe e canottiera d’ordinanza, socchiuse la sua porta e balbettò qualcosa.
«Via, lei,», disse quello piccolo, quello furbo, «questa è un’operazione di Polizia. Stiamo arrestando un pregiudicato, si chiuda in casa e non ostacoli la giustizia!»
La giustizia sfondò la porta ed io mi ritrovai lì come un salame con una pistola puntata in faccia. Quello furbo accese la luce ma non chiuse la porta che, d’altronde non si poteva più chiudere.
«Lei dov’è?» Chiese l’omone senza salutare.
Mi voltai preso di contropiede dalla domanda e, cielo, Katya era sparita!
«…Lei chi? Balbettai… incredulo più di lui».
«Quella che ti tiri dietro, pezzo di merda! Non ti sono bastate le botte, ti devo proprio ammazzare!»
Mi sembrò che aggiustasse il tiro, (del resto ci voleva: eravamo a un metro di distanza!).
Passò un lunghissimo decimo di secondo, poi sentii una voce dal pianerottolo:
«Polizia di stato, butta l’arma a terra o sei morto!»

chi ha ucciso Mirella?

  • nessuno dei due (100%)
    100
  • Carlo Barbieri (0%)
    0
  • Dino Giordano (0%)
    0
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26 Commenti

  1. Ciao Gibbone,
    questo è uno di quei racconti che andrebbe letto in un unica soluzione. I gialli sono difficili da scrivere ma anche da comprendere, leggerli a puntate non facilita le cose. Nel finale, la ricostruzione ha certamente aiutato, hai fatto bene a raccontare come si sono svolti i fatti. Rileggerò da capo appena avrò un po’ di tempo, per comprendere le piccolezze che mi sono sfuggite. Nel complesso hai fatto un buon lavoro. Spero di trovarti presto con un nuovo racconto.
    Alla prossima!

  2. Ciao, ho recuperato un bel po’ di capitoli tutti insieme, la storia è sempre bella e avvincente, ma ogni tanto si ha l’impressione che sia scritta un po’ di fretta, senza cura, caporali che mancano, virgole ballerine, il che rende un pochino più complicata la lettura, il racconto non fluisce bene come dovrebbe. Adesso aspetto il finale che sarà sicuramente con il botto. Ho votato per “nessuno dei due”. Buon lavoro!

  3. Ciao Gibbone,
    No, la Panda 30 speronata e abbandonata… ma forse, naaah… o forse sì. Staremo a vedere🙂
    «…Lei chi? Balbettai… incredulo più di lui». Mi sa che ti sei perso qualche caporale🙂.
    Il capitolo è ben realizzato, il poliziotto però, mi pare di capire, non è uno dei due inseguitori. Se e arrivato così in fretta o era già lì o non saprei… forse le cose non sono come sembrano. Vedremo con il finale.
    Alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      mentre cerco i caporali in fuga ti segnalo che effettivamente il poliziotto è solo un “sedicente” tale.
      In realtà è il picchiatore che vuole zittire e levarsi dai piedi il vicino di casa.
      Arrivederci al finale, e… grazie. Ciao 🙏

  4. Quindi Katya ha qualcosa da nascondere e il picchiatore era un poliziotto… o si spacciava per tale? Belli e ben gestiti i colpi di scena, voto per nessuno dei due con la speranza di rimanere stupito! La scrittura anche l’ho trovata buona, ti faccio solo qualche piccolo appunto: l’espressione “i nostri eroi”, che mi pare avevi già usato in precedenza, la trovo un po’ fuori contesto, ma è solo un parere personale; “alla una”, ma forse è un errore di battitura; “per un attimo pensarono di squagliare” in cui manca il verbo riflessivo, e ogni tanto ho notato una virgola fuori posto, ma niente di che. Ci si vede al gran finale!

    • Ciao Lorenzo grazie per i consigli.
      Il poliziotto non è tale, è il picchiatore che vuole solo tacitare il vicino impiccione. “I nostri eroi” è ironico al punto che significa quasi il contrario di quello che sembra.
      “Squagliare”, lo so non va bene, ma l’ho tenuto perché nasce nella mente di due ignoranti più di me.
      Grazie ancora Alla prossima🙏

  5. Buongiorno, grazie,
    quello che è frutto di fantasia si ispira invero alla quotidianità (non ancora completamente consumata) di certe città storiche, certi borghi antichi dove il “soprannaturale” si mischia spesso con la realtà. Chi potrebbe escludere un fondo di verità nelle tante storie raccontate dalle nostre nonne…? Stavolta è la realtà oggettiva che si giova del supporto delle antiche credenze… e una veggente può contribuire a chiarire un caso di omicidio. Grazie ancora e… alla prossima🙏

  6. Ciao Gibbone,
    eccoti tornato! Bel capitolo, belli i dialoghi; punteggiatura al punto giusto, almeno per quel che posso saperne io che con la punteggiatura sono una schiappa 🙂
    Quindi si è trattato di un sotterfugio per scoprire chi ha ucciso la povera Mirella… bene, bene ottima idea.
    Siamo quasi alla fine, direi che è il momento di portare i cattivi allo scoperto.
    Alla prossima!

  7. Anche secondo me è un capitolo un po’ sottotono e confermo che la punteggiatura avrebbe potuto essere messa meglio, specialmente nell’uso delle virgole. Anche i dialoghi secondo me non funzionano molto, manca un po’ quella precisione che invece era ben presente nei capitoli precedenti. Confido che sia solo un capitolo di passaggio, alla prossima!

  8. Ciao Gibbone,
    scusa la franchezza, ma ho trovato in questo capitolo un uso un po’ disordinato della punteggiatura. Tutta la prima parte pare scritta di fretta, nella seconda ci si riavvicina allo stile degli altri capitoli. Forse è solo una mia impressione, ma è quello che mi ha trasmesso. La storia comunque prosegue, ci sono pochi episodi per arrivare alla fine, direi che è il caso di scoprire molte cose.
    Ti auguro una buonissima giornata, alla prossima!

    • Buongiorno Keziarica,
      non ti devi scusare mai della franchezza, ci mancherebbe! Riguardo la punteggiatura ti posso dire che non è messa a caso o di fretta. Può essere sbagliata certo ma è voluta così. Io cerco, magari senza riuscire, di usarla per governare le pause e i toni che intendo inserire nel testo. Magari esagero, probabilmente sbaglio, ma non pubblicherei una cosa scritta di fretta, sarebbe stupido.
      grazie per tuo commento. alla prossima 🙏

  9. La storia procede in maniera interessante e facendosi sempre più coinvolgente, molto bene! Ottima la narrazione, i dialoghi e le descrizioni, ho trovato forse un po’ frettolosa la descrizione del rapporto con Katya, ma lo spazio è quello che è e ci si deve accontentare. Voto per sapere qualcosa di più su Carlo, visto che è un personaggio nuovo.

  10. Ciao Gibbone,
    non so perché me la sono persa, ma questa storia è davvero bella. È scritta bene, con dialoghi efficaci e personaggi (anche Johnny H.) a tutto tondo. Meriterebbe più visibilità! Se posso dirtelo, la preferisco di gran lunga alla precedente, non che quella fosse male, ma questo, a mio parere, è il tuo habitat naturale, il giallo nostrano, per le strade che conosci e si sente, te lo assicuro.
    Forse qua e là ho notato qualche errore di battitura, ma non ho altri appunti da fare, la storia mi è risultata chiara e forse leggere insieme i sei capitoli l’ha resa anche più scorrevole.
    Bravo, ancora complimenti e ci vediamo al settimo.
    Ho votato le indagini di Katya.
    Alla prossima!

    • Ciao K. mi mancavano i tuoi consigli. Grazie per tutto e in quanto all’ audience lo sai che siamo un popolo di poeti che non leggono poesie… Mi hai dato l’idea di rileggere tutti i capitoli da capo e devo dire che hai ragione. Forse si dovrebbe fare sempre così almeno con i gialli.
      Appuntamento alla prosdima, ciaooo🙏

  11. Buongiorno Valentina, i cambi sono incasinati perchè l’intenzione di mettere in corsivo tutto ciò che è narrato in prima persona è in parte saltato per colpa mia nel trasferimento da Word a Incipit. In quanto a Katya sai bene che se vai in un qualsiasi quartiere di Roma trovi i nomi più strampalati, e poi magari lei ha una madre Russa!😉
    Grazie di essere passata, alla prossima🙏

  12. Continuo ad avere qualche problema con questi cambi di persona e anche di tempi, non capisco se è voluto o se è distrazione. Altra cosa, ma questa è puramente una mia fisima, Katya con la K e Y? Non sarà un po’ troppo “esotico” per un agente d’istanza al Pigneto? Detto ciò, la trama è coinvolgente, far apparire Loredana un bel colpo di scena. Ho votato “un indizio dai ritagli di giornale”.

  13. Ciao Valentina. Grazie prima di tutto.
    Ho voluto usare e userò ancora la terza persona perché permette di volare sui personaggi e vedere la storia dall’alto con molta più libertà che in prima e il racconto se ne avvantaggia. La prima persona assume quasi il ruolo di “testimonianza”, un punto di vista come la telecamera “on board” in una formula uno. Insomma
    se ben mescolate secondo me possono funzionare un po’ come in tv quando dal commento generico si passa a sentire la voce dei protagonisti. l’importante è riuscire a farlo. In quanto al “romanesco” non sarà abusato, qui è servito a scoprire “il territorio”. Io, poi sono un lettore innamorato di Camilleri e il dialetto quando è vicino alla lingua parlata e non troppo ostico, è una ricchezza enorme. Ciao, alla prossima

  14. Ciao, un buon capitolo, solo non ho capito, come mai passi alla prima persona verso la fine? Attento a non calcare troppo la mano con il romano, il racconto potrebbe diventare poco leggibile dai non capitolini (oppure sono io che non sono abituata a leggerlo).
    Ho votato per “Mario scova un indizio, qualcuno trova lui”.
    Buon lavoro!

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