Virus Mannaro

the little wolf

Era mattina, le foglie cadevano delicatamente a terra. Lilith si era appena svegliata per colpa del cinguettio degli uccelli. scese, ancora in pigiama, in cucina, dove si preparò la solita colazione autunnale, tè e biscotti al burro, accompagnati da frutta di stagione.

Una volta finita la colazione andò a controllare se ci fosse posta, aprì la porta e quello che si trovò davanti la stupì, chi poteva lasciare un cucciolotto così carino davanti ad una casa al limitare del bosco?  Lo stupore non la lasciò, perché non appena si rese conto di che razza era, la felicità iniziò a scorrerle nelle vene. Era un pastore del Lagorai, una razza ancora non ben conosciuta, ma la sua preferita. 

Prese il cucciolo in braccio, aprendo la gabbietta in cui era tenuto e lo guardò attentamente. Era una femmina, di all’incirca due mesi. 

Portò la cucciola in casa, dove si apprestò a prendere una ciotola con dell’acqua. Poi si diresse al frigorifero dove prese dei wurstel e li taglio in dischetti. 

Appoggiò sia la ciotola, sia i wurstel, a terra, dove la cucciola, a cui non aveva ancora dato un nome, non aspettava altro. Povera cucciola, doveva avere veramente tanta fame.

La lupacchiotta si fiondò sul cibo e divorò tutta la carne, dopodiché si avvicinò all’acqua e la finì tutta. Chissà da quanto era li fuori, poverina.

Mentre la cucciola si ambienta, pensai finalmente ad un nome da darle: Honey no, troppo sdolcinato, Lily, mhm no troppo no, Theresa no, troppo lungo, Emma, Emma mi sembra perfetto. È deciso sarà questo il suo nome.

Presi Emma in braccio e decisi di portarla dal veterinario, prima però mi legai i miei capelli castani in uno chignon.

Uscii di casa, raggiunsi la macchina e misi in moto. In circa mezz’ora raggiunsi la clinica. Il veterinario era un ragazzo sui venticinque anni, un mio coetaneo in pratica, aveva capelli neri, che a prima vista sembravano setosi, i suoi occhi erano due pozzi verdi, due campi d’erba.

Lui mi sorrise e chiese dove avessi trovato quel cane bellissimo. Gli risposi dicendogli che mi era stato lasciato davanti a casa, in un trasportino, senza cibo ne acqua. Avevo intenzione di tenerla, perché era veramente un bellissimo esemplare di Lagorai, aveva la faccia divisa a metà, una parte nera, mentre l’altra maculata, anche il resto del corpo rispettava questi criteri, quasi come se fosse stata disegnata da un architetto. Era perfetta, era il cane che avevo sempre desiderato.

Sapevo che sarebbe cresciuta in fretta, ma in quel momento sperai di potermela godere al massimo, infondo quando sono cuccioli sono sempre divertenti.

Il veterinario mi disse, dopo un accurato controllo che, la cucciola era in perfetta forma, gli impiantò il microchip e lo iscrisse all’anagrafe canina. Dopodiché, il ragazzo mi passò un foglio, con su scritto: se vuoi chiamami. Questo è il mio numero: 347 **** ***, spero tanto che lo farai. – Adrakal-

Gli sorrisi, era bello, non c’era che dire, ma ero indecisa comunque, infondo ero appena uscita da una relazione problematica, velenosa. Ero pronta a lanciarmi in una nuova possibile relazione?

Era quella la domanda che mi tormentò per tutto il viaggio di ritorno e, una volta a casa avevo finalmente una risposta.  Si, sono disposta a rischiare di cadere nuovamente, perché, tanto so già come rialzarmi.

Tirai fuori dalla macchina Emma e, decisi di mandare un messaggio a Adrakal, Ehi, sono Spirit, la ragazza che è venuta in clinica con la cucciola di Lagorai. Avrei una domanda un po’ strana; che significato ha il tuo nome? Dopo averlo scritto l’indecisione sul mandare o no il messaggio. Forse è troppo presto, dai aspetto domani.

Mi sedetti sul divano e dopo pochi minuti, nel quale mi appisolai, Emma mi salto in braccio, iniziando a leccarmi tutta la faccia. Così, svegliandomi finalmente dal dormiveglia, decisi di farla giocare.

Passarono un paio di ore che giocavo con Emma, in quel tempo aveva iniziato a piovere e in quel momento, un tuono ruppe il nostro divertimento, lei si spaventò, iniziò a correre verso la porta di casa, che sbadatamente avevo lasciato accostata e che con il vento si era aperta.

Corsi e l’afferrai per non farla scappare, Emma si volto di colpo e fece una cosa che non mi sarei mai aspettata. Mi morse.

Il dolore si espanse in un secondo, io urlai ed Emma si blocco, con le orecchie basse mi si avvicino iniziando a leccarmi.

Io la allontanai e mi diressi in bagno a curarmi. Lavai il morso, lo disinfettai e mi fasciai il braccio.

Diedi da mangiare alla piccola lupacchiotta e mi sdraiai sul divano addormentandomi.

cosa succederà a Spirit?

  • appena si sveglia chiama Adrakal per uscire il giorno seguente (20%)
    20
  • le viene la febbre e chiama il veterinario per tenere d'occhio Emma (60%)
    60
  • si trasformerà in licantropo (20%)
    20
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8 Commenti

  1. Voto anch’io affinché la mattina seguente si svegli in piena forma.
    Ti segnalo un “non sarei stata in grado ad aprire la porta”…. credo che sarebbe suonato meglio un “di aprire la porta”.
    A volte utilizzi troppe ripetizioni di una stessa parola/termina, ma credo sia il tuo stile quindi non voglio interferire.
    Per il resto bel capitolo. Alla prossima.

  2. Ovviamente si trasformerà in un licantropo, ma lo farei fare tra il terzo ed il quarto capitolo. Ora come ora non accade nulla e chiama Adrakal per l’appuntamento 🙂

    Segnalo che sei passata dalla terza persona alla prima a metà capitolo. Inoltre la protagonista prima la chiami Lilith e poi Spirit. C’è poi qualche refuso qua e là (salta qualche accento) ma per il resto è interessante. Vediamo dove ci porta 🙂

    Ciao 🙂

  3. L’opzione della trasformazione in licantropo mi attira, ma credo sia un po’ prematuro raccontarlo già al secondo capitolo; quindi voto affinché si svegli con la febbre (forse quello potrebbe essere il primo sintomo della mutazione).
    Ti segnalo una cosa: tu hai scritto “aprì la porta quello che si trovò davanti la stupì, chi poteva…”; a parer mio ci sarebbero stati bene i due punti dopo “stupì” e il verbo “potere” al condizionale passato (…la stupì: chi avrebbe potuto…?); ma ovviamente questa è solo la mia opinione. Per il resto non ho niente da dirti. Seguirò la tua storia. Ci vediamo al prossimo capitolo.

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