Al di là di ogni cosa

La cucina e il bagno

Alan era seduto sulla sedia, non faceva nulla, se ne stava lì a fissare il vuoto. Da un po’ di tempo sognava una vita tranquilla e ordinaria, proprio quella che aveva sempre disprezzato.

«A cosa stai pensando?»

Nora era lì sulla soglia della porta, attendeva una risposta ma sapeva che non ne avrebbe avuta una.

Alan aveva, per così dire, i suoi momenti bui, quelli dove era impossibile avere un rapporto con lui ma lei, da sempre, ci provava lo stesso. Ormai erano anni che condividevano la casa e nessuno dei due poteva permettersi di lasciare l’altro.

Alan si destò un attimo dal suo torpore. «Proprio così, sto pensando.»

Era insopportabile quando rispondeva con i suoi modi bruschi e Nora non era dell’umore giusto per assecondarlo.

«Scusami tanto se mi preoccupo per te, dovrei lasciarti perdere.» Le sue parole risuonarono nella stanza, aveva utilizzato un tono più acceso di quanto volesse fare. «Stattene pure lì, deve essere interessante fissare una caffettiera!»

Alan colse subito il suo sarcasmo ma non disse nulla, in alcuni casi era meglio starsene zitti, d’altronde prima o poi se ne sarebbe andata lasciandolo in pace. La cucina gli metteva tranquillità, era l’unico posto in cui riuscisse a pensare, peccato fosse uno spazio comune, per cui la sua serenità aveva vita breve.

Si guardò attorno, senza mai voltare le spalle, preferiva non guardarla; si concentrò invece sulle lampadine che pendevano dal soffitto. Da quando vivevano lì non avevano mai comprato dei nuovi lampadari. Alan si voltò bruscamente, «Eppure tu sei una donna!» il suo tono era accusatorio.

Nora rimase sorpresa dalle sue parole, «su questo credo non ci siano dubbi ma che ti prende?»

«Non dicono che la donna sia la regina della casa? Allora perché non ti curi nemmeno di comprare degli stupidi lampadari?», Alan non voleva arrabbiarsi sul serio ma non riusciva a contenere la sua frustrazione.

Nora era al limite della sopportazione ma rispose con voce fredda e distaccata. «Non risponderò alle tue provocazioni, se vuoi comprare dei lampadari accomodati pure, non so cosa c’entrino i lampadari in tutto questo ma non sono disposta ad essere il bersaglio dei tuoi problemi, per cui sappi che quando meno te lo aspetti me ne andrò.» Uscì dalla stanza e Alan sentì i suoi passi su per la scala, dopo ogni battibecco faceva così poi andava in bagno a rinfrescarsi il viso.

Che imbecille! Queste erano le parole che riecheggiavano nella testa di Nora mentre si affrettava a salire le scale.

Il bagno era in fondo al corridoio e lo raggiunse velocemente. Era un po’ piccolino ma grazioso e funzionale, il colore celeste delle piastrelle le dava un senso di pace e di freschezza. Tutto era perfettamente coordinato, le tovaglie azzurre, il tappetino azzurro, il porta sapone e tutti gli accessori erano azzurri.

Si sciacquò la faccia, prese la tovaglia e se l’avvolse sul viso per alcuni istanti, poi la ripose con cura, amava l’ordine le trasmetteva sicurezza.

Si guardò allo specchio, non era giovanissima ma in fondo aveva solo trent’anni, nessuna ruga sul volto, i capelli corvini all’altezza delle spalle, il naso un po’ grande, gli occhi castani forse un po’ banali? Eppure non si sentiva così brutta, perché Alan non ci aveva mai neppure provato con lei? Si conoscevano ormai da così tanti anni e per molti di essi avevano vissuto insieme. Continuò a fissarsi per un po’, fino a quando non si sentì talmente buffa da farsi una linguaccia.

Aprì il rubinetto dell’acqua fredda, tappò il lavandino per farlo riempire e, infine, vi immerse le mani. Per un istante provò una sensazione di sollievo fino a quando non si accorse di un particolare che le fece storcere il naso. «Cos’è quel puntino nero?» esclamò ad alta voce. « Ieri non c’era ne sono sicura!»

Riflesso nello specchio il puntino nero, dapprima sfocato, sembrava acquisire sempre più lucentezza, più forma. Nora si girò di scatto e corse verso la mattonella di ceramica pronta ad eliminare quel puntino imbarazzante ma presa dalla frenesia inciampò sul tappeto, non riuscendo a mantenere l’equilibrio cadde sulle ginocchia per poi ritrovarsi stesa per terra. Ecco l’imbecille adesso era lei.

Cosa succederà a seguito della caduta di Nora?

  • Sviene e inizia a sognare (0%)
    0
  • Alan non si accorge che sia caduta (50%)
    50
  • Alan interviene per aiutarla (50%)
    50
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7 Commenti

  1. Nora potrebbe avere un disturbo ossessivo compulsivo, ma quella stanza da bagno è sospetta… nasconde forse qualcosa? Nel passato?
    Vedo che il sogno-flashback continuerà, per cui voto il padre, tanto per restare in tema traumi familiari (volo con la fantasia 😂).
    In questo capitolo ho trovato i dialoghi un filino meno spontanei del precedente, ma la storia continua a intrigarmi parecchio. E resto sempre curiosa di scoprire la natura del rapporto fra i protagonisti.
    A presto! 🙂

  2. Io direi che Alan se ne accorge, sentendo il tonfo, ma lo ignora per continuare a deprimersi. Quindi voto la seconda opzione.
    Molto ben resa l’atmosfera logora di questa coppia-non-coppia, mi chiedo quale sia il legame fra i due, perché siano coinquilini.
    Anche il tuo stile mi piace, pochi patetismi e giri di parole, lasci che siano i dialoghi e i luoghi a parlare. L’unica eccezione la fa la scena allo specchio, in un certo senso un classico, ma stranamente inserita in questo contesto non mi ha disturbata. È la dimostrazione che un cliché è tale solo quando lo si usa a sproposito. Tu mi sembri molto brava.
    Ti seguo e attendo l’aggiornamento con curiosità 😊

    • Ciao Valentina! Grazie per le tue bellissime parole, sono preziosissime per me. Ho inserito questa storia per cercare di uscire dal mio guscio che purtroppo mi impedisce di condividere le mie passioni con gli altri. Quello che hai detto mi infonde molto coraggio, specialmente perché hai fatto un’analisi molto attenta e credo sia passato il messaggio dell’episodio. Spero di non deludere le tue aspettative e di caricare al più presto la seconda parte della storia.

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