ARANCIO

Dove eravamo rimasti?

Silvestro ha finito l’apprendistato, ma per poter praticare deve Trascorrere un anno (tempo umano) nella foresta dei Mille incanti e uscirne vivo (75%)

Una pausa ed una nuova avventura - La Foresta dei Mille Incanti

Quando Silvestro, con un gesto quasi impercettibile della mano e tre parole pronunciate sottovoce, fece comparire sulla grande tavolata di casa Balta, allargata per l’occasione ad amici e parenti,  una fantasmagorica torta di compleanno per il piccolo Ruben, che con i suoi cinquantasei anni era il più piccolo della famiglia e si stava sciogliendo in lacrime, l’applauso e le grida di giubilo raggiunsero le stelle.  La nonna Rosmilda, che per la fretta aveva agitato una volta di più la sua bacchetta da cucina mentre cuoceva la torta, bruciandola fino all’ultima briciola, si asciugò gli occhi nel grembiulone che non toglieva nemmeno nelle occasioni più importanti e soffocò Silvestro in un abbraccio che lo fece scomparire in mezzo ai suoi poderosi seni.

Il giovane riemerse confuso e rosso fino alla radice dei suoi capelli arancione in tempo per sentir dire dal suo maestro Baltasar: “Beh, con questo ti sei definitivamente conquistato la tua bacchetta magica! Ma.. mi spieghi da dove l’hai presa una torta a quattro piani, con tutte queste decorazioni sopra… ma aspetta! Quello sono io.. e questa grassa è Rosmilda (la moglie lo fulminò con un’occhiataccia)  e questo… ma siamo tutti noi! E questo in cima è Ruben, proprio com’è vestito ora! Come astragalo hai fatto a trovare una torta così?”

Silvestro si guardò la punta dei piedi, cincischiando con le dita magre la lunga veste, e poi con un filo di voce rispose: “No.. no..non l’ho trovata. Lo so che mi hai insegnato a trasportare le co..cose, ma ho dato un’occhiata alle pasticcerie in giro e non c’era niente di a… a… datto. Allora l’ho fa.. fatta.” Tutti i presenti rimasero letteralmente a bocca aperta, anche quelli che ci avevano dentro qualche boccone.

Creare qualcosa dal nulla richiede un’abilità assai maggiore della cucina magica, che comunque usa ingredienti reali, e Silvestro era riuscito a pensarla, disegnarla con tutti i suoi particolari e cucinarla alla perfezione in un unico veloce gesto.

Baltasar restò zitto per qualche minuto, mentre tagliava, poneva sui piatti e distribuiva le fette della torta – che neanche a dirlo, dentro era buona quanto fuori era bella. Nel porgere a Silvestro la sua, mormorò a voce bassa ma in modo udibile da tutti: “Io non l’avrei saputo fare. Domani vado a parlare con Selene.”

“Selene?” “Le bacchette magiche personali che, come sai – il giovane annuì – si consegnano ai maghi quando sono ufficialmente riconosciuti, le consegna la nostra fata madrina, Selene, in una cerimonia pubblica.” “E di questa che ne faccio?” e Silvestro tirò fuori dalla tasca della sua veste una bacchetta di legno, dall’aria molto usata e piena di tacche. “Quella è una bacchetta da allenamento. La renderai al villaggio, che forse potrà usarla ancora per addestrare qualche altro ragazzo. Anche se dal suo stato direi che forse è meglio piantarla.” “Cioè?” “Quando finiscono la loro vita le bacchette si piantano in terra, nel parco dell’impermanenza, e diventano l’albero da cui sono state fatte. La tua mi sembra di nespolo, vero?” “Sì.. mi dispiace un po’ la..la..lasciarla. Ecco” concluse Silvestro porgendogliela.

Ma Baltasar non prese la bacchetta, spiegandogli che doveva tenerla finché non la sostituiva con la nuova, d’argento. E meno male, perché…

La mattina dopo Silvestro si svegliò agitatissimo, e si mise subito di guardia alla porta aspettando il ritorno del vecchio mago che era andato da Selene. Ma quando Baltasar entrò in casa, con la faccia scura e la barba tutta arruffata, capì che qualcosa era andato storto.

 “Non si trova! Selene è scomparsa!” annunciò il vecchio cupo. “Ma.. ma – provò ad obiettare il giovane mago – nessuno sa dove abita, no? Per farla venire si chiama, no? Con quelle parole magiche..” e stava per dirle ma l’altro lo bloccò “ Che fai? Non è permesso pronunciarle fuori dalla sala del Consiglio, dovresti saperlo!”

Non gli lasciò nemmeno il tempo di scusarsi e spiegò che a quanto pare da diverse settimane Selene non era più in contatto con loro, ma non era stato dato l’allarme perché ‘quei vecchi rimbambiti’, cioè i suoi colleghi del Consiglio, avevano pensato di aspettare ancora un po’. “Aspettare, capisci! Vecchi caproni incartapecoriti! Li ho convinti a cominciare subito le ricerche, ma intanto..”

Silvestro lo ascoltava con una faccia lunga lunga, avvolto nella sua delusione e quasi non sentì quando Baltasar aggiunse “Dovrai andare nella foresta dei Mille incanti, è il posto più probabile dove trovarla”

E allo sguardo perplesso del suo allievo rispose: “Sarà una prova difficile, Silvestro, ma lì entrano solo i Maghi con meno di cinquecento anni. E qui al villaggio ci sei solo tu, le nascite sono diminuite tanto ultimamente…“

“I..i…i..io? – balbettò – ma…ma..non ci sono mai stato” “Appunto, replicò Baltasar allontanandosi -meno sai, meglio è. Ti spiegherò qualcosa oggi, intanto preparati lo zaino e non dimenticare la bacchetta.”  E poi aggiunse, voltandosi: “Tu ce l’avevi una ragazza lì da dove vieni?” e lo lasciò senza attendere risposta.

Nella foresta dei Mille incanti Silvestro incontra:

  • il labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai (50%)
    50
  • i Pixies, folletti dispettosi che confondono il viaggiatore (25%)
    25
  • una maga incantatrice che trasforma come Circe le persone in animali (25%)
    25
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35 Commenti

  1. Lo accompagnerò al labirinto delle fate
    Ma gli dirà che lo accompagnerà solo all’entrata. Vediamo se riuscirà a convincerlo a suon di arance ^_^

    Sai che attendevo il momento in cui le arance avrebbero fatte la loro comparsa? 😉

    Il racconto è sempre piacevole: andiamo avanti 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie Red, sei il mio lettore più affezionato! Dan piace anche a me, non sapevo bene come veniva fuori ma sono soddisfatta 🙂
      Per ora hai risposto solo tu, per cui se non si fa vivo nessun’altro entro un paio di giorni.. Troll sia!
      A presto

    • Grazie Caterina, in effetti fare la nonna/tata è una mia vocazione… Quanto all’essere dolce, credo di avere altre frecce al mio arco, cioè di saper essere anche molto diversa, ma, come hai notato, passa troppo tempo tra una puntata e l’altra. Ho avuto altri impegni! Ma ora mi ci dedicherò di più., è ora che Silvestro incontri il suo vero problema e lo risolva! (forse).

  2. Ciao Camelia,
    premetto che non amo le storie fantasy, ma la tua è scritta molto bene ed è piacevole da leggere. Mi sembra la classica storia che i nonni raccontano ai nipoti… se farò tesoro!
    Sono una felice pensionata anch’io…alla ricerca del piacere della scrittura oltre che di quello della lettura. Voto per il perdono della bacchetta…tanto per creare un po’ di suspence! Ciao!

    • Grazie Dannella, una nuova lettrice è un regalo prezioso!! E una della mia età, o quasi, ancora di piu! Sono felice che ti piaccia la mia storia.
      Anche a me piaceva il perdono della bacchetta, ma pare che la maggioranza preferisco l’elfo. Forse in queste storie a puntate più personaggi creano più atmosfera, Comunque la bacchetta la recupero più in là, se no mi si blocca il mago…. A presto

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.

      Ciao Red Dragon. Sono contenta che ti sia piaciuto il corvo.. Ragazzi, scusate se metto i commenti insieme, ma sono un po’ imbranata e non riesco a rispondervi separatamente.. Per questo anche Silvestro è imbranatello.. tale madre..

  3. Tu sei sempre piacevole da leggere. Mi ha fatto sorridere che Silvestro è mancino. Anche il mio capitano Irruentox lo è, anche se non l’ho mai scritto (ho tagliato la parte in cui brandisce la spada con la sinistra… ma magari la reinserirò).
    Hai tantissima fantasia e la tua storia ha potenziale. Meriterebbe molta più visibilità il tuo racconto. A presto!

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.
      A presto.

  4. Ciao Camelia (hai un nickname che mi piace tantissimo), che carina questa fiaba fantasy! Adoro questo mago siculo, è davvero simpatico e tenero. Mi piacciono i nomi che dai ai personaggi: hai davvero tanta fantasia! Seguo la tua storia che secondo me diventerà sempre più graziosa, e voto per il labirinto delle fate: sarà una bella prova per Silvestro! A presto!

  5. Bel capitolo, anche se mi aspettavo più azione, invece è stato un capitolo di passaggio, il che ci sta tutto.
    Ti faccio notare una frase strana: Tutti i presenti rimasero letteralmente a bocca aperta, anche quelli che ci avevano dentro qualche boccone. -Anche quelli che ci avevano… – Suona dialettale e colloquiale, non in linea con il resto del tuo modo di scrivere. Una svista che può capitare, a me capita spessissimo.
    Ho votato per i Pixies, ma tutte e tre le opzioni mi piacciono molto. Buon lavoro!

  6. il labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai! Mi sembra il più adatto dopo quello che ha detto Baltasar 😉

    Bentornata! Nulla da dire sul capitolo che si svolge senza intoppi. Ho solo una domanda, ma la balbuzia del protagonista, ricordo male io o l’aveva perduta quando era diventato mago?

    Ciao 🙂

    • Grazie mille Red Dragon! Hai fatto la scelta giusta, anche se…sarebbero giuste anche tutte le altre! Vediamo cosa viene fuori dagli altri. Riguardo alla balbuzie, mi hai messo un dubbio e sono andata a rileggermi i capitoli precedenti, ma no, non l’ho mai scritto che perdeva la balbuzie. E’ una sua caratteristica che mi piacerebbe restasse, la sento parte del personaggio. A presto!

    • Grazie Caterina. Sono stata un po’ in ferie, ma ora riprendo. Mi fa piacere che non trovi scontata la mia storia, forse lo sviluppo che era nella mia testa ti piacerà, se riesco a tenerlo fermo con le vostre scelte. Al prossimo giro sarò già in un pasticcio: avete commentato in due e scelto due cose diverse!. vedremo come me la cavo.

    • Grazie molte a tutti! Fa piacere essere letti, veramente, e grazie per i vostri complimenti. Faccio una risposta generale per tutti, spero vada bene.
      La maggioranza ha votato per l’apprendistato, che poi sarebbe stata anche la mia scelta, perché Baltasar mi sta simpatico e lo vorrei approfondire, occasione buona.
      Lorenzo, non so se sarò all’altezza delle tue aspettative… Ero partita proprio con una favola fantasy, semmai con un risvolto di altro tipo (leggero) ma non sociale, comunque vedremo come si mette la storia.
      A presto con il secondo episodio.. e intanto vado a leggere le vostre storie!
      Camelia

  7. È un po’ di tempo che, per qualche motivo, faccio fatica a leggere fantasy, ma per questo racconto farò un’eccezione. Davvero notevole, la scrittura è impeccabile e la mescolanza di realtà e fantasia lo rende molto interessante. Anche il tono fiabesco mi piace, anche se il riferimento al conformismo nel parlare del passato del protagonista lascia intendere che sarà qualcosa di più di una semplice storiella. Voto per farlo diventare apprendista di Baltasar, al prossimo capitolo!

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