ARANCIO

Dove eravamo rimasti?

Nella foresta dei Mille incanti Silvestro incontra: il labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai (50%)

In cerca del Labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai

‘E’ buio qua… Balta?… Dove mi hai mandato? Non vedo nulla..’  La voce di Silvestro diventava sempre più fioca e lontana, mentre il suo maestro con un’ultima frase magica chiudeva dietro di lui l’ingresso della foresta dei Mille Incanti.

‘Avessi potuto andare io!’  Sospirò scivolando a sedere sul ceppo di una quercia millenaria. ‘Così giovane, e così inesperto dei trucchi delle fate.. quelle capiranno tutto di lui alla prima occhiata, e se non gli va a genio non uscirà vivo di lì.’ Poi balzò su dandosi una gran manata sulla testa. ‘Per tutti gli unicorni verdi! Mi son dimenticato di dirgli che dovrà starci almeno un anno lì dentro, se non vuole essere polverizzato appena passa la porta!’ Riavviandosi sul sentiero verso casa, Baltasar si consolò all’idea che Silvestro, cocciuto com’era, non sarebbe uscito prima di aver trovato Selene e nel tentativo di trovarla si sarebbe perso chissà quante volte, e se la trovava ci avrebbe pensato lei ad avvisarlo, che poi un anno nel mondo dei maghi è poca cosa.

Buio era buio là dentro. Silvestro non vedeva nulla, non capiva se era a testa in su o in giù, non sentiva rumori, non annusava niente di familiare. Insomma era molto vicino ad una bella crisi di panico, non fosse stato per la sua vecchia bacchetta di nespolo che stretta nella mano sinistra (ve l’ho detto che Silvestro era mancino?) gli dava una sensazione di forza e di calore. Fece un gran respiro, chiuse gli occhi (buio per buio, almeno c’era un motivo per non vedere) e formulò mentalmente il mantra che Nestore gli aveva insegnato per i momenti disperati. UNA SOLUZIONE C’E’ SEMPRE.

Nestore era lo chef capo della più rinomata scuola di alta cucina della regione da cui veniva Silvestro, che anche lui aveva frequentato, diplomandosi con lode. Tutte le volte che un piatto veniva fuori con un aspetto, un odore, un gusto che non andava, Nestore guardava, annusava, assaggiava prudentemente e poi dava la soluzione: Aggiungere una spolverata di noce moscata!  Ripassare in salsa al guacamole! Decorare con fettine di arancio amaro! E, come per magia, tutto andava a posto.

Strano che in quel momento gli fosse venuto in mente Nestore e non tutti gli insegnamenti di Baltasar, pensò Silvestro un secondo prima di trovare nel dizionario delle formule magiche che aveva in testa quella giusta: ‘Fiat lux!’. Cavolo, pensò poi, questa era una di quelle che venivano addirittura dai primordi della creazione, di mano proprio del PRIMO MAGO. Gli avevano raccomandato di non usarla alla leggera, ma insomma, la situazione lo richiedeva.

Quando riaprì gli occhi era seduto per terra in una radura verdazzurra su cui lampeggiavano freneticamente lucette gialle e arancioni. Tutt’intorno altissimi fusti di pini. ‘Dove sono?’ fece in tempo a chiedersi Silvestro prima di vedersi arrivare addosso un bolide argentato che evitò per un soffio. Un attimo dopo, un ‘cling’ risuonò fortissimo per la radura ed un’altra sfera velocissima sbucò da dietro un tronco.

‘E’ un flipper! Un flipper gigante!’ La soluzione gli arrivò in contemporanea con un velocissimo gesto della sua bacchetta che lo trasportò sulla cima di un pino. Una cascatella di risate commentò il suo volo.  Abbarbicato alla punta del pino, il mago si vide circondato da alate creaturine diafane che lo guardarono curiose e poi sfrecciarono via al suono d’un corno lontano.

 Ma che.. stava per dire, quando una voce rauca dietro di lui spiegò: ‘Sono i piccoli delle fate. Si divertono un mondo ad accogliere i nuovi arrivi con qualche scherzo. Son ragazzi…’

Silvestro, senza lasciare la presa, si voltò quel che bastava per vedere un grosso corvo su un ramo vicino. ‘Ma ora dove sono andati?’ chiese. ‘Ora di pranzo – rispose quello – se non si presentano quando suona il corno restano a digiuno.. Ma tu che ci fai qui?’

‘Vengo da Settestreghe. Sto cercando la nostra fata madrina, Selene. La conosci? L’hai vista per caso?’

‘Selene, Selene..’ borbottò il corvo mentre frugava col becco dentro ad un nido di processionaria. ‘Ah sì!’ Ricordò trionfante ingoiando una larva grassottella. ‘Selene, quella che è fissata con la luna! All’ultimo congresso delle fate era molto arrabbiata perché l’hanno indetto in luna nuova e lei diceva che gliel’avevano fatta apposta per farla scomparire..’

‘Sai dov’è ora?’ Gli occhi di Silvestro si accesero di speranza; forse dopotutto se la sarebbe cavata con poco.

‘No, veramente’ gracchiò l’uccello ‘ In effetti è proprio scomparsa. Ti conviene cercarla nel labirinto delle fate, sicuramente l’hanno nascosta lì per farvi imbestialire. Sai, le fate e i maghi di Settestreghe hanno qualche questione in sospeso.’ E volò via. Silvestro tirò fuori dalla tasca la bacchetta e pronunciò con voce chiara ‘Labirinto delle fate!’ La bacchetta si agitò un po’ ma non successe nulla.

Silvestro la scosse, ripeté l’indirizzo ma niente. ‘Dai bacchetta! – esclamò spazientito – vuoi farti battere dai navigatori degli umani?’ La bacchetta si irrigidì tutta e il mago capì che ora era proprio offesa

Come farà Silvestro a trovare il labirinto delle fate?

  • Studiando la mappa della foresta dai Mille Incanti (0%)
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  • Riuscendo a farsi perdonare dalla sua bacchetta (25%)
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  • Con l’aiuto di un elfo gentile (75%)
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35 Commenti

  1. Lo accompagnerò al labirinto delle fate
    Ma gli dirà che lo accompagnerà solo all’entrata. Vediamo se riuscirà a convincerlo a suon di arance ^_^

    Sai che attendevo il momento in cui le arance avrebbero fatte la loro comparsa? 😉

    Il racconto è sempre piacevole: andiamo avanti 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie Red, sei il mio lettore più affezionato! Dan piace anche a me, non sapevo bene come veniva fuori ma sono soddisfatta 🙂
      Per ora hai risposto solo tu, per cui se non si fa vivo nessun’altro entro un paio di giorni.. Troll sia!
      A presto

    • Grazie Caterina, in effetti fare la nonna/tata è una mia vocazione… Quanto all’essere dolce, credo di avere altre frecce al mio arco, cioè di saper essere anche molto diversa, ma, come hai notato, passa troppo tempo tra una puntata e l’altra. Ho avuto altri impegni! Ma ora mi ci dedicherò di più., è ora che Silvestro incontri il suo vero problema e lo risolva! (forse).

  2. Ciao Camelia,
    premetto che non amo le storie fantasy, ma la tua è scritta molto bene ed è piacevole da leggere. Mi sembra la classica storia che i nonni raccontano ai nipoti… se farò tesoro!
    Sono una felice pensionata anch’io…alla ricerca del piacere della scrittura oltre che di quello della lettura. Voto per il perdono della bacchetta…tanto per creare un po’ di suspence! Ciao!

    • Grazie Dannella, una nuova lettrice è un regalo prezioso!! E una della mia età, o quasi, ancora di piu! Sono felice che ti piaccia la mia storia.
      Anche a me piaceva il perdono della bacchetta, ma pare che la maggioranza preferisco l’elfo. Forse in queste storie a puntate più personaggi creano più atmosfera, Comunque la bacchetta la recupero più in là, se no mi si blocca il mago…. A presto

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.

      Ciao Red Dragon. Sono contenta che ti sia piaciuto il corvo.. Ragazzi, scusate se metto i commenti insieme, ma sono un po’ imbranata e non riesco a rispondervi separatamente.. Per questo anche Silvestro è imbranatello.. tale madre..

  3. Tu sei sempre piacevole da leggere. Mi ha fatto sorridere che Silvestro è mancino. Anche il mio capitano Irruentox lo è, anche se non l’ho mai scritto (ho tagliato la parte in cui brandisce la spada con la sinistra… ma magari la reinserirò).
    Hai tantissima fantasia e la tua storia ha potenziale. Meriterebbe molta più visibilità il tuo racconto. A presto!

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.
      A presto.

  4. Ciao Camelia (hai un nickname che mi piace tantissimo), che carina questa fiaba fantasy! Adoro questo mago siculo, è davvero simpatico e tenero. Mi piacciono i nomi che dai ai personaggi: hai davvero tanta fantasia! Seguo la tua storia che secondo me diventerà sempre più graziosa, e voto per il labirinto delle fate: sarà una bella prova per Silvestro! A presto!

  5. Bel capitolo, anche se mi aspettavo più azione, invece è stato un capitolo di passaggio, il che ci sta tutto.
    Ti faccio notare una frase strana: Tutti i presenti rimasero letteralmente a bocca aperta, anche quelli che ci avevano dentro qualche boccone. -Anche quelli che ci avevano… – Suona dialettale e colloquiale, non in linea con il resto del tuo modo di scrivere. Una svista che può capitare, a me capita spessissimo.
    Ho votato per i Pixies, ma tutte e tre le opzioni mi piacciono molto. Buon lavoro!

  6. il labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai! Mi sembra il più adatto dopo quello che ha detto Baltasar 😉

    Bentornata! Nulla da dire sul capitolo che si svolge senza intoppi. Ho solo una domanda, ma la balbuzia del protagonista, ricordo male io o l’aveva perduta quando era diventato mago?

    Ciao 🙂

    • Grazie mille Red Dragon! Hai fatto la scelta giusta, anche se…sarebbero giuste anche tutte le altre! Vediamo cosa viene fuori dagli altri. Riguardo alla balbuzie, mi hai messo un dubbio e sono andata a rileggermi i capitoli precedenti, ma no, non l’ho mai scritto che perdeva la balbuzie. E’ una sua caratteristica che mi piacerebbe restasse, la sento parte del personaggio. A presto!

    • Grazie Caterina. Sono stata un po’ in ferie, ma ora riprendo. Mi fa piacere che non trovi scontata la mia storia, forse lo sviluppo che era nella mia testa ti piacerà, se riesco a tenerlo fermo con le vostre scelte. Al prossimo giro sarò già in un pasticcio: avete commentato in due e scelto due cose diverse!. vedremo come me la cavo.

    • Grazie molte a tutti! Fa piacere essere letti, veramente, e grazie per i vostri complimenti. Faccio una risposta generale per tutti, spero vada bene.
      La maggioranza ha votato per l’apprendistato, che poi sarebbe stata anche la mia scelta, perché Baltasar mi sta simpatico e lo vorrei approfondire, occasione buona.
      Lorenzo, non so se sarò all’altezza delle tue aspettative… Ero partita proprio con una favola fantasy, semmai con un risvolto di altro tipo (leggero) ma non sociale, comunque vedremo come si mette la storia.
      A presto con il secondo episodio.. e intanto vado a leggere le vostre storie!
      Camelia

  7. È un po’ di tempo che, per qualche motivo, faccio fatica a leggere fantasy, ma per questo racconto farò un’eccezione. Davvero notevole, la scrittura è impeccabile e la mescolanza di realtà e fantasia lo rende molto interessante. Anche il tono fiabesco mi piace, anche se il riferimento al conformismo nel parlare del passato del protagonista lascia intendere che sarà qualcosa di più di una semplice storiella. Voto per farlo diventare apprendista di Baltasar, al prossimo capitolo!

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