ARANCIO

Dove eravamo rimasti?

Come farà Silvestro a trovare il labirinto delle fate? Con l’aiuto di un elfo gentile (75%)

L’ELFO

Mi sono messo in un bel pasticcio –pensò Silvestro guardando con occhi dolci dolci la bacchetta magica e sussurrando “Dai bacchetta, bacchettina, la più bella bacchettina del mondo – e qui si sentì un tantino ipocrita – perdonami su, non volevo offenderti”. Ma niente: se la bacchetta avesse avuto una faccia, l’avrebbe voltata dall’altra parte.

E va bene, dovrò arrangiarmi –mormorò – che sarà mai in fondo? Da piccolo mi arrampicavo sempre in cima agli alberi.. – e fece l’errore di guardare giù, giù, giù, ma quanto giù andava quel pino? Non se ne vedeva la fine. Per un attimo gli girò la testa e stava quasi per cadere, ma poi chiuse gli occhi, ristabilì l’equilibrio centrandosi perfettamente e iniziò a scendere un ramo dietro l’altro, recitando una sua litania che lo mantenne saldo fino a che toccò terra.

“Bravo!” lo accolse una voce squillante “Pensavo quasi che non ce l’avresti fatta”. Silvestro riaprì gli occhi: di fronte a lui c’era un piccolo elfo, con enormi orecchie a punta ed un sorriso sproporzionato. “Scusa, ma sei un mago – riprese l’elfo – perché non hai usato la bacchetta?” “Storia lunga –sospirò lui– tu chi sei? Ah, scusa,  che scortese sono. Io mi chiamo Silvestro.” “Dandledormitroppo, piacere. Puoi chiamarmi Dan.” ”Piacere mio, Dan. Da dove viene il tuo nome?” “Storia lunga… Che ci facevi sul quel pino?” “Beh, i figli delle fate mi hanno preso per una pallina da flipper, e mi sono dovuto trovare un posto sicuro. Senti, tu.. sei un elfo, vero?” “Che non si vede? Berrettino verde, scarpe a punta, calzamaglia, tutto regolare, no? Certo che sono un elfo.” Silvestro stava per dire che veramente lui aveva notato le orecchie allungate e la bocca troppo larga, ma non voleva offenderlo, così continuò “Ah bene, so che voi elfi siete creature gentili e aiutate sempre i viandanti…” Dan lo interruppe con uno scroscio di risa che gli allargò ancora di più la bocca e mise in mostra i suoi dentini acuminati “Ma chi te le ha dette queste baggianate? Noi elfi facciamo quello che ci va e basta!” “Beh, allora, mica ti va di insegnarmi la strada per il labirinto delle fate?” La risata si interruppe “Che ci vai a fare in quel postaccio? Le fate lo usano per divertirsi con i malcapitati, e se ci entri ti assicuro che non ne esci.”

Silvestro spiegò che doveva liberare la fata madrina di Settestreghe, prigioniera nel labirinto. L’elfo replicò che c’erano diversi giorni di viaggio per arrivarci, che era possibile fare incontri pericolosi e incappare in trappole mortali, ma proprio mortali eh! E insomma poteva fargli vedere la direzione, però di portarlo fin lì non se la sentiva. “Meglio che niente” commentò il mago e si tolse distrattamente di tasca una delle sue arance cominciando a sbucciarla. Era un giorno che non mangiava e lo stomaco cominciava a brontolare. Alzò gli occhi e vedendo lo sguardo stupito dell’elfo gli porse uno spicchio: “Ne vuoi? è buono, provalo”.

Dan prese lo spicchio, aspettò che Silvestro ne avesse mangiato uno, poi lo mordicchiò sospettoso. Un gusto metà acidulo e metà dolcissimo gli si diffuse in bocca, tanto intenso da fargli chiudere gli occhi ed emettere un aaah! che il mago non capì se era di apprezzamento o di disgusto. L’elfo riaprì gli occhi e allungò la mano “Ancora, ancora! Che meraviglia è questa?’” “Si chiama arancia, è un nuovo frutto che ho piantato a Settestreghe e devo dire che ha avuto un certo successo – rispose lui con falsa modestia – tra l’altro è ottimo contro gli incantesimi malefici.” Questa era una balla colossale, Silvestro si stava giocando la sua carta migliore: senza bacchetta aveva assolutamente bisogno dell’elfo per arrivare al labirinto.

L’elfo s’informò sulle prodigiose qualità del frutto, che l’altro gli descrisse mentendo spudoratamente, e chiese quanti ne aveva. “Tutti quelli che voglio – rispose lui – me li faccio spuntare in tasca direttamente dall’albero.” E questo, invece, era proprio vero. Baltasar e lui avevano realizzato un incantesimo che coglieva le arance dagli alberi e le faceva apparire direttamente nelle tasche delle loro vesti, all’inizio per divertire i bambini del villaggio, poi per facilitare Rosmilda che ci faceva una marmellata favolosa ma era troppo grassa per inerpicarsi fino all’aranceto in cima al villaggio.

“Posso averne una intera?” chiese l’elfo. “Beh, in teoria, ma…il fatto è che non mi è permesso usarle se non proprio per il mio lavoro. Certo se mi accompagni al labirinto diventi il mio assistente e te ne posso dare quante vuoi.” Silvestro riuscì a dire tutto questo senza incespicare e perfino senza arrossire, complice anche la luce incerta della sera che stava scendendo sulla foresta.  Dan ci pensò un po’ su, poi gli propose di dargli una risposta la mattina dopo; intanto gli avrebbe trovato un posto per dormire: lui da solo, povero mago imbranato, sarebbe potuto finire in qualche grotta di Troll o peggio. “D’accordo” accettò lui con un sorriso divertito. Quella sera si rifugiarono in un capanno poco distante e cenarono ad arance.

Dan deciderà di :

  • andare, ma solo dopo aver verificato i poteri delle arance (0%)
    0
  • indicargli solo la direzione (0%)
    0
  • accompagnare Silvestro fino al labirinto delle fate (100%)
    100
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35 Commenti

  1. Lo accompagnerò al labirinto delle fate
    Ma gli dirà che lo accompagnerà solo all’entrata. Vediamo se riuscirà a convincerlo a suon di arance ^_^

    Sai che attendevo il momento in cui le arance avrebbero fatte la loro comparsa? 😉

    Il racconto è sempre piacevole: andiamo avanti 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie Red, sei il mio lettore più affezionato! Dan piace anche a me, non sapevo bene come veniva fuori ma sono soddisfatta 🙂
      Per ora hai risposto solo tu, per cui se non si fa vivo nessun’altro entro un paio di giorni.. Troll sia!
      A presto

    • Grazie Caterina, in effetti fare la nonna/tata è una mia vocazione… Quanto all’essere dolce, credo di avere altre frecce al mio arco, cioè di saper essere anche molto diversa, ma, come hai notato, passa troppo tempo tra una puntata e l’altra. Ho avuto altri impegni! Ma ora mi ci dedicherò di più., è ora che Silvestro incontri il suo vero problema e lo risolva! (forse).

  2. Ciao Camelia,
    premetto che non amo le storie fantasy, ma la tua è scritta molto bene ed è piacevole da leggere. Mi sembra la classica storia che i nonni raccontano ai nipoti… se farò tesoro!
    Sono una felice pensionata anch’io…alla ricerca del piacere della scrittura oltre che di quello della lettura. Voto per il perdono della bacchetta…tanto per creare un po’ di suspence! Ciao!

    • Grazie Dannella, una nuova lettrice è un regalo prezioso!! E una della mia età, o quasi, ancora di piu! Sono felice che ti piaccia la mia storia.
      Anche a me piaceva il perdono della bacchetta, ma pare che la maggioranza preferisco l’elfo. Forse in queste storie a puntate più personaggi creano più atmosfera, Comunque la bacchetta la recupero più in là, se no mi si blocca il mago…. A presto

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.

      Ciao Red Dragon. Sono contenta che ti sia piaciuto il corvo.. Ragazzi, scusate se metto i commenti insieme, ma sono un po’ imbranata e non riesco a rispondervi separatamente.. Per questo anche Silvestro è imbranatello.. tale madre..

  3. Tu sei sempre piacevole da leggere. Mi ha fatto sorridere che Silvestro è mancino. Anche il mio capitano Irruentox lo è, anche se non l’ho mai scritto (ho tagliato la parte in cui brandisce la spada con la sinistra… ma magari la reinserirò).
    Hai tantissima fantasia e la tua storia ha potenziale. Meriterebbe molta più visibilità il tuo racconto. A presto!

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.
      A presto.

  4. Ciao Camelia (hai un nickname che mi piace tantissimo), che carina questa fiaba fantasy! Adoro questo mago siculo, è davvero simpatico e tenero. Mi piacciono i nomi che dai ai personaggi: hai davvero tanta fantasia! Seguo la tua storia che secondo me diventerà sempre più graziosa, e voto per il labirinto delle fate: sarà una bella prova per Silvestro! A presto!

  5. Bel capitolo, anche se mi aspettavo più azione, invece è stato un capitolo di passaggio, il che ci sta tutto.
    Ti faccio notare una frase strana: Tutti i presenti rimasero letteralmente a bocca aperta, anche quelli che ci avevano dentro qualche boccone. -Anche quelli che ci avevano… – Suona dialettale e colloquiale, non in linea con il resto del tuo modo di scrivere. Una svista che può capitare, a me capita spessissimo.
    Ho votato per i Pixies, ma tutte e tre le opzioni mi piacciono molto. Buon lavoro!

  6. il labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai! Mi sembra il più adatto dopo quello che ha detto Baltasar 😉

    Bentornata! Nulla da dire sul capitolo che si svolge senza intoppi. Ho solo una domanda, ma la balbuzia del protagonista, ricordo male io o l’aveva perduta quando era diventato mago?

    Ciao 🙂

    • Grazie mille Red Dragon! Hai fatto la scelta giusta, anche se…sarebbero giuste anche tutte le altre! Vediamo cosa viene fuori dagli altri. Riguardo alla balbuzie, mi hai messo un dubbio e sono andata a rileggermi i capitoli precedenti, ma no, non l’ho mai scritto che perdeva la balbuzie. E’ una sua caratteristica che mi piacerebbe restasse, la sento parte del personaggio. A presto!

    • Grazie Caterina. Sono stata un po’ in ferie, ma ora riprendo. Mi fa piacere che non trovi scontata la mia storia, forse lo sviluppo che era nella mia testa ti piacerà, se riesco a tenerlo fermo con le vostre scelte. Al prossimo giro sarò già in un pasticcio: avete commentato in due e scelto due cose diverse!. vedremo come me la cavo.

    • Grazie molte a tutti! Fa piacere essere letti, veramente, e grazie per i vostri complimenti. Faccio una risposta generale per tutti, spero vada bene.
      La maggioranza ha votato per l’apprendistato, che poi sarebbe stata anche la mia scelta, perché Baltasar mi sta simpatico e lo vorrei approfondire, occasione buona.
      Lorenzo, non so se sarò all’altezza delle tue aspettative… Ero partita proprio con una favola fantasy, semmai con un risvolto di altro tipo (leggero) ma non sociale, comunque vedremo come si mette la storia.
      A presto con il secondo episodio.. e intanto vado a leggere le vostre storie!
      Camelia

  7. È un po’ di tempo che, per qualche motivo, faccio fatica a leggere fantasy, ma per questo racconto farò un’eccezione. Davvero notevole, la scrittura è impeccabile e la mescolanza di realtà e fantasia lo rende molto interessante. Anche il tono fiabesco mi piace, anche se il riferimento al conformismo nel parlare del passato del protagonista lascia intendere che sarà qualcosa di più di una semplice storiella. Voto per farlo diventare apprendista di Baltasar, al prossimo capitolo!

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