ARANCIO

Dove eravamo rimasti?

Dan deciderà di : accompagnare Silvestro fino al labirinto delle fate (100%)

UN VIAGGIO AVVENTUROSO

Un raggio di sole che filtrava dalla tavole sconnesse del capanno svegliò Silvestro che richiuse subito gli occhi, si stiracchiò e annusò il profumo delle ciambelle di Rosmilda.. che però non c’era.  Gli unici odori che sentiva erano quello selvatico del muschio che ricopriva il tetto ed un altro meno piacevole, che si rese conto venire da qualcosa accanto a lui. Si drizzò a sedere, aprì gli occhi e ricordò: era nella foresta dei Mille Incanti e doveva raggiungere il labirinto delle fate, insieme all’elfo, Dan come si chiamava. Che poi era il qualcosa sdraiato accanto a lui e ancora beatamente immerso nel sonno. Il mago lo guardò, mentre un pensiero di cui si senti un po’ colpevole gli attraversava la testa: ‘Ma gli elfi non si lavano mai?’.

E mentre cacciava il pensiero con una mano scuoteva la spalla dell’elfo, mormorando: “Dan, sveglia! Dobbiamo muoverci!” Ma quello parve non aver sentito. Lui alzò la voce e lo scosse con più forza, ma senza esito. Al terzo inutile tentativo si ricordò il suo nome intero: Dandledormitroppo. Con un sospiro decise di dare intanto un’occhiata fuori, ma non fece in tempo ad aprire la porta che uno sciame inferocito di insetti grossi come calabroni si infilò nel capanno. L’urlo del mago riuscì a svegliare l’elfo, che balzò in piedi e.. gettò a terra Silvestro, urlandogli: “Non ti alzare, i pungitutto non riescono a volare bassi, striscia fuori piano.” Appena fuori dal capanno Dan richiuse la porta, guardò Silvestro da sotto in su e gli disse: “E ora scappiamo! Quelli ormai ci hanno individuato e non ci lasciano!” Dalle fessure del capanno gli insetti cominciavano già a passare, ma i due non stettero a guardarli e si infilarono a gambe levate tra gli alberi. “Fai qualcosa, fai qualcosa!” urlava Dan mentre Silvestro agitava inutilmente la bacchetta impermalita. Finalmente si parò di fronte a loro un torrente ed entrambi si tuffarono senza pensarci un secondo. Dan tirò Silvestro sott’acqua e gli fece cenno di tacere. ‘Come se qui sotto potessi aprire bocca’ pensò l’altro. Quando già le loro riserve di ossigeno si stavano esaurendo, si accorsero che il ronzio era scomparso. Dan tirò fuori la testa e si alzò in piedi con un sospiro di sollievo. ‘Andati!’ esclamò. Usciti dall’acqua, strizzarono alla meglio i loro vestiti e presero il sentiero giusto, quello che doveva portarli al labirinto delle fate. “Va bene, vengo.” Aveva sospirato l’elfo. “Però ho fame” disse poi al decimo passo. “Beh, anch’io -rispose Silvestro- vuoi un’arancia?” “Non riesci a tirare nient’altro fuori da quelle tasche?” “Senza l’aiuto della mia bacchetta, no. Ma le arance sono buonissime!”  infilò la mano in tasca e gliene porse una.

Dopo qualche ora di cammino, durante il quale il piccolo elfo non aveva mai smesso di chiacchierare, tanto che Silvestro dopo la prima ora si era infilato nelle orecchie i pappi cerosi di una pianta che cresceva lungo il sentiero, limitandosi a sorridere e fare sì con la testa quando Dan lo guardava, il mago si rese conto che il bosco era cambiato: i tronchi degli alberi da marroni avevano preso una tonalità gialla luminescente, l’erba era diventata viola e… anche Dan era cambiato: si era allungato tutto e dal corpo gli uscivano raggi di ogni colore. Il mago si fermò: ”Dan – disse – cosa sta succedendo?” “Perché?” chiese l’altro guardandolo. Silvestro si tolse dalle orecchie i pappi per sentire la sua risposta, e crollò a terra. Qualche secolo dopo, gli parve, o forse solo qualche minuto, riaprì gli occhi: l’elfo gli stava spiaccicando nelle orecchie un impasto appiccicoso che gli infilò anche in bocca senza complimenti, ordinando: “Ingoia!”. Silvestro obbedì e mentre il suo compagno lo aiutava a mettersi seduto, lentamente il mondo intorno a lui tornò a posto.  “Me lo potevi dire che ti annoiavo” brontolò Dan guardandolo corrucciato “non c’era bisogno di usare una pianta allucinogena”. “Pianta..? “ “La schemotìpia qui la impariamo a conoscere da bambini, crea allucinazioni pericolose; meno male che l’hai messa nelle orecchie, se la mangiavi a quest’ora eri cibo da Troll”. “Cosa mi hai dato come antidoto?” Balbettò Silvestro ancora tutto sottosopra. “Bava di lumaca mescolata a cacca di tasso. T’è andata bene che ce n’era uno proprio sotto quell’albero che faceva i suoi bisogni”. Silvestro represse un conato di vomito e mormorò “Grazie, Dan. Non me ne dimenticherò. E scusa..” “Lascia stare, pensavo almeno con te di poter parlare un po’. A casa mi fanno sempre star zitto.”

Viaggiarono in silenzio ancora per un bel tratto, e Silvestro si era convinto che i pericoli mortali di cui aveva parlato la sua guida fossero frutto solo di millanteria. Durante la strada aveva incontrato qualche pianta di belladonna, le cui proprietà velenose conosceva bene, e giusto a titolo di precauzione aveva staccato qualche lucente bacca nera e l’aveva infilata in cinque o sei arance.

Perciò rimase quasi stupito quando ad una svolta del sentiero si vide davanti due strani tronchi d’albero neri e pelosi.

Chi hanno incontrato Silvestro e Dan?

  • Gli Orseri, metà animali e metà alberi (0%)
    0
  • Una colonia di mortali ragni arboricoli (0%)
    0
  • Un gigantesco Troll (100%)
    100
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33 Commenti

  1. Lo accompagnerò al labirinto delle fate
    Ma gli dirà che lo accompagnerà solo all’entrata. Vediamo se riuscirà a convincerlo a suon di arance ^_^

    Sai che attendevo il momento in cui le arance avrebbero fatte la loro comparsa? 😉

    Il racconto è sempre piacevole: andiamo avanti 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie Red, sei il mio lettore più affezionato! Dan piace anche a me, non sapevo bene come veniva fuori ma sono soddisfatta 🙂
      Per ora hai risposto solo tu, per cui se non si fa vivo nessun’altro entro un paio di giorni.. Troll sia!
      A presto

    • Grazie Caterina, in effetti fare la nonna/tata è una mia vocazione… Quanto all’essere dolce, credo di avere altre frecce al mio arco, cioè di saper essere anche molto diversa, ma, come hai notato, passa troppo tempo tra una puntata e l’altra. Ho avuto altri impegni! Ma ora mi ci dedicherò di più., è ora che Silvestro incontri il suo vero problema e lo risolva! (forse).

  2. Ciao Camelia,
    premetto che non amo le storie fantasy, ma la tua è scritta molto bene ed è piacevole da leggere. Mi sembra la classica storia che i nonni raccontano ai nipoti… se farò tesoro!
    Sono una felice pensionata anch’io…alla ricerca del piacere della scrittura oltre che di quello della lettura. Voto per il perdono della bacchetta…tanto per creare un po’ di suspence! Ciao!

    • Grazie Dannella, una nuova lettrice è un regalo prezioso!! E una della mia età, o quasi, ancora di piu! Sono felice che ti piaccia la mia storia.
      Anche a me piaceva il perdono della bacchetta, ma pare che la maggioranza preferisco l’elfo. Forse in queste storie a puntate più personaggi creano più atmosfera, Comunque la bacchetta la recupero più in là, se no mi si blocca il mago…. A presto

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.

      Ciao Red Dragon. Sono contenta che ti sia piaciuto il corvo.. Ragazzi, scusate se metto i commenti insieme, ma sono un po’ imbranata e non riesco a rispondervi separatamente.. Per questo anche Silvestro è imbranatello.. tale madre..

  3. Tu sei sempre piacevole da leggere. Mi ha fatto sorridere che Silvestro è mancino. Anche il mio capitano Irruentox lo è, anche se non l’ho mai scritto (ho tagliato la parte in cui brandisce la spada con la sinistra… ma magari la reinserirò).
    Hai tantissima fantasia e la tua storia ha potenziale. Meriterebbe molta più visibilità il tuo racconto. A presto!

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.
      A presto.

  4. Ciao Camelia (hai un nickname che mi piace tantissimo), che carina questa fiaba fantasy! Adoro questo mago siculo, è davvero simpatico e tenero. Mi piacciono i nomi che dai ai personaggi: hai davvero tanta fantasia! Seguo la tua storia che secondo me diventerà sempre più graziosa, e voto per il labirinto delle fate: sarà una bella prova per Silvestro! A presto!

  5. Bel capitolo, anche se mi aspettavo più azione, invece è stato un capitolo di passaggio, il che ci sta tutto.
    Ti faccio notare una frase strana: Tutti i presenti rimasero letteralmente a bocca aperta, anche quelli che ci avevano dentro qualche boccone. -Anche quelli che ci avevano… – Suona dialettale e colloquiale, non in linea con il resto del tuo modo di scrivere. Una svista che può capitare, a me capita spessissimo.
    Ho votato per i Pixies, ma tutte e tre le opzioni mi piacciono molto. Buon lavoro!

  6. il labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai! Mi sembra il più adatto dopo quello che ha detto Baltasar 😉

    Bentornata! Nulla da dire sul capitolo che si svolge senza intoppi. Ho solo una domanda, ma la balbuzia del protagonista, ricordo male io o l’aveva perduta quando era diventato mago?

    Ciao 🙂

    • Grazie mille Red Dragon! Hai fatto la scelta giusta, anche se…sarebbero giuste anche tutte le altre! Vediamo cosa viene fuori dagli altri. Riguardo alla balbuzie, mi hai messo un dubbio e sono andata a rileggermi i capitoli precedenti, ma no, non l’ho mai scritto che perdeva la balbuzie. E’ una sua caratteristica che mi piacerebbe restasse, la sento parte del personaggio. A presto!

    • Grazie Caterina. Sono stata un po’ in ferie, ma ora riprendo. Mi fa piacere che non trovi scontata la mia storia, forse lo sviluppo che era nella mia testa ti piacerà, se riesco a tenerlo fermo con le vostre scelte. Al prossimo giro sarò già in un pasticcio: avete commentato in due e scelto due cose diverse!. vedremo come me la cavo.

    • Grazie molte a tutti! Fa piacere essere letti, veramente, e grazie per i vostri complimenti. Faccio una risposta generale per tutti, spero vada bene.
      La maggioranza ha votato per l’apprendistato, che poi sarebbe stata anche la mia scelta, perché Baltasar mi sta simpatico e lo vorrei approfondire, occasione buona.
      Lorenzo, non so se sarò all’altezza delle tue aspettative… Ero partita proprio con una favola fantasy, semmai con un risvolto di altro tipo (leggero) ma non sociale, comunque vedremo come si mette la storia.
      A presto con il secondo episodio.. e intanto vado a leggere le vostre storie!
      Camelia

  7. È un po’ di tempo che, per qualche motivo, faccio fatica a leggere fantasy, ma per questo racconto farò un’eccezione. Davvero notevole, la scrittura è impeccabile e la mescolanza di realtà e fantasia lo rende molto interessante. Anche il tono fiabesco mi piace, anche se il riferimento al conformismo nel parlare del passato del protagonista lascia intendere che sarà qualcosa di più di una semplice storiella. Voto per farlo diventare apprendista di Baltasar, al prossimo capitolo!

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