ARANCIO

Dove eravamo rimasti?

Chi hanno incontrato Silvestro e Dan? Un gigantesco Troll (100%)

IL LABIRINTO DELLE FATE

“E’.. un Baobab gigante peloso bitroncuto, vero Dan?!  chiese Silvestro mentre alzava lo sguardo lungo  i neri tronchi pelosi che sbarravano il sentiero scorgendo in alto, molto in alto, una grotta scura  con strane stalattiti cilindriche. “Non è un Troll, vero?” chiese ancora mentre la caverna si abbassava su di lui inondandolo di uno spaventoso fetore e sentiva la vocetta di Dan che urlava “Scappa! È un Troll!” “ È proprio un Troll” concluse il mago, rendendosi contemporaneamente conto che aveva le gambe completamente immobilizzate dal terrore. Vedendo avvicinarsi il ghigno del bestione, su cui ora scorgeva anche due vispi occhietti che già pregustavano il pasto, gli passò per la testa un triste pensiero rassegnato “È finita. Peccato, mi piaceva fare il mago.” E cercò nella tasca sinistra della veste la sua bacchetta per un’ultima carezza, trovandovi invece… “Le arance!” Pensarlo, tirarle fuori e lanciarle nella cavità puzzolente che gli si parava davanti fu un tutt’uno. Il troll a quel gesto inatteso aggrottò le sopracciglia, ingoiò le arance con un sorriso (evidentemente c’era anche l’antipasto quel giorno) e crollò fragorosamente a terra, mentre le gambe di Silvestro recuperavano vigore giusto in tempo per evitare che la creatura lo spiaccicasse.

A quella vista Dan tornò indietro. “Ma allora non dicevi bugie! Sono proprio magiche!” Il mago voleva ribattere ferocemente, ma gli uscì solo: “Elfo di poca fede.. proseguiamo, che il viaggio è lungo”. E il viaggio durò ancora un paio di giorni, durante i quali non fecero più incontri pericolosi. Verso il tramonto del secondo giorno arrivarono di fronte ad un alto muro ricoperto di rampicanti. “Ci siamo –disse Dan– Questo è il labirinto delle fate.” “Finalmente – sospirò il suo compagno, iniziando a seguire il muro per un lungo cerchio, che li riportò al punto di partenza senza che trovassero alcuna apertura. “Ma dov’è l’ingresso?” Allo sguardo interdetto di Silvestro Dan alzò le sue spallucce: ”Che ne so? Io poi mica ci voglio entrare. Dovevo accompagnarti e l’ho fatto. Ora me ne torno a casa.” “Dan, aspetta. È quasi notte, dove vai? E se trovi un Troll?” “Ho le arance, no?” replicò trionfante il piccolino mostrando la sacca piena di arance che aveva ricevuto come ricompensa. “No, no aspetta. Le arance.. sì sono magiche, ma solo se le uso io – e nel vedere lo sguardo deluso dell’elfo si affrettò ad aggiungere – ti prometto che appena riparo la bacchetta te le faccio diventare incantate. Resta solo stanotte, amico mio.” ‘Amico mio’ il mago non l’aveva mai chiamato: il faccino di Dan diventò tutto rosso e l’elfo si slanciò ad abbracciare le gambe del mago, a cui vennero le lacrime agli occhi mentre balbettava “Non avrei sa…saputo co..come fare senza di te, Dan. Ve..veramente.”

Il mattino dopo Silvestro, mentre Dan ancora dormiva, si dedicò a riparare la bacchetta senza la quale non avrebbe trovato l’apertura del labirinto e anche se l’avesse trovata con ogni probabilità, una volta entrato, non ne sarebbe uscito. La cavò di tasca e la girò da tutte le parti; provò a carezzarla, le dette anche un bacetto, ma quella rimase immota. “Concentriamoci – disse a voce alta – La bacchetta è fatta di legno di nespolo, ma per farla diventare magica va trattata con … cavolo, non mi ricordo!”

“Ma no, ti sbagli, non col cavolo. Il cavolo è buono per mangiare. Le bacchette si ricoprono con polline di ciclamino e corteccia di betulla mischiati con miele, poi si lavano in acqua corrente e intanto si pronuncia la formula con il loro nome.” “Giusto!” esclamò Silvestro, ma …chi aveva parlato?  “Attento per favore, non ti agitare che mi pesti” e sulla gamba del mago si arrampicò strisciando un bruco verde. “Grazie bruco! – disse riconoscente il giovane – Ma come fai a conoscere la formula?” “Giorni fa mi sono mangiato qualche pagina di un libro di magia. E’ stato un inverno rigido e non c’era niente di meglio in giro.”

Silvestro trovò velocemente gli ingredienti nel bosco intorno. Tritò la corteccia con un sasso, vi scosse sopra il polline dei ciclamini selvatici, strizzò il miele dal pezzo di favo che aveva rubato ad un alveare beccandosi anche qualche pizzico, mescolò il tutto e spalmò ben bene la sua bacchetta. Intanto Dan si era svegliato e  insieme raggiunsero un torrente dove si erano dissetati la sera avanti, Silvestro immerse la bacchetta nell’acqua e tirandola fuori sgocciolante pronunciò la formula “Sii la mia fedele compagna…” il nome, accidenti, come si chiamava? eppure lo sapeva, ah sì: “Gilda!” esclamò trionfante. Tornarono al labirinto e lì il mago guardò la bacchetta, che sembrava esattamente come prima, a parte che era bagnata. “Gilda?” chiese incerto. Poi la agitò in aria con gesto rapido e puntandola sul muro del labirinto declamò “Apriti Sesamo!” “Ma si usa ancora quella formula? – si stupì Dan – la conoscono persino gli umani da generazioni e..” ma non proseguì, perché le pietre del labirinto si stavano aprendo con uno stridente rumore di ossa stritolate.

Silvestro è arrivato al Labirinto delle Fate. Quale tranello gli si presenterà?

  • Le fate lo fanno tornare indietro nel tempo (100%)
    100
  • Le fate gli fanno credere di essere da un’altra parte (0%)
    0
  • Le fate sfruttano un suo punto debole (0%)
    0
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35 Commenti

  1. Lo accompagnerò al labirinto delle fate
    Ma gli dirà che lo accompagnerà solo all’entrata. Vediamo se riuscirà a convincerlo a suon di arance ^_^

    Sai che attendevo il momento in cui le arance avrebbero fatte la loro comparsa? 😉

    Il racconto è sempre piacevole: andiamo avanti 🙂

    Ciao 🙂

    • Grazie Red, sei il mio lettore più affezionato! Dan piace anche a me, non sapevo bene come veniva fuori ma sono soddisfatta 🙂
      Per ora hai risposto solo tu, per cui se non si fa vivo nessun’altro entro un paio di giorni.. Troll sia!
      A presto

    • Grazie Caterina, in effetti fare la nonna/tata è una mia vocazione… Quanto all’essere dolce, credo di avere altre frecce al mio arco, cioè di saper essere anche molto diversa, ma, come hai notato, passa troppo tempo tra una puntata e l’altra. Ho avuto altri impegni! Ma ora mi ci dedicherò di più., è ora che Silvestro incontri il suo vero problema e lo risolva! (forse).

  2. Ciao Camelia,
    premetto che non amo le storie fantasy, ma la tua è scritta molto bene ed è piacevole da leggere. Mi sembra la classica storia che i nonni raccontano ai nipoti… se farò tesoro!
    Sono una felice pensionata anch’io…alla ricerca del piacere della scrittura oltre che di quello della lettura. Voto per il perdono della bacchetta…tanto per creare un po’ di suspence! Ciao!

    • Grazie Dannella, una nuova lettrice è un regalo prezioso!! E una della mia età, o quasi, ancora di piu! Sono felice che ti piaccia la mia storia.
      Anche a me piaceva il perdono della bacchetta, ma pare che la maggioranza preferisco l’elfo. Forse in queste storie a puntate più personaggi creano più atmosfera, Comunque la bacchetta la recupero più in là, se no mi si blocca il mago…. A presto

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.

      Ciao Red Dragon. Sono contenta che ti sia piaciuto il corvo.. Ragazzi, scusate se metto i commenti insieme, ma sono un po’ imbranata e non riesco a rispondervi separatamente.. Per questo anche Silvestro è imbranatello.. tale madre..

  3. Tu sei sempre piacevole da leggere. Mi ha fatto sorridere che Silvestro è mancino. Anche il mio capitano Irruentox lo è, anche se non l’ho mai scritto (ho tagliato la parte in cui brandisce la spada con la sinistra… ma magari la reinserirò).
    Hai tantissima fantasia e la tua storia ha potenziale. Meriterebbe molta più visibilità il tuo racconto. A presto!

    • Ciao Caterina, grazie dell’apprezzamento. Sì Silvestro è mancino e balbuziente e un po’ imbranato, ma è per questo che è simpatico! a me, almeno… Gli eroi che ne azzeccano una dietro l’altra sono poco umani, e anche in un fantasy secondo me è importante che i personaggi siano vicini a noi ‘normali’.
      Hai ragione, sono poco visibile ma è perché in realtà mi isolo da me, seguendo poco gli altri…. Sto cercando di essere più sociale.
      A presto.

  4. Ciao Camelia (hai un nickname che mi piace tantissimo), che carina questa fiaba fantasy! Adoro questo mago siculo, è davvero simpatico e tenero. Mi piacciono i nomi che dai ai personaggi: hai davvero tanta fantasia! Seguo la tua storia che secondo me diventerà sempre più graziosa, e voto per il labirinto delle fate: sarà una bella prova per Silvestro! A presto!

  5. Bel capitolo, anche se mi aspettavo più azione, invece è stato un capitolo di passaggio, il che ci sta tutto.
    Ti faccio notare una frase strana: Tutti i presenti rimasero letteralmente a bocca aperta, anche quelli che ci avevano dentro qualche boccone. -Anche quelli che ci avevano… – Suona dialettale e colloquiale, non in linea con il resto del tuo modo di scrivere. Una svista che può capitare, a me capita spessissimo.
    Ho votato per i Pixies, ma tutte e tre le opzioni mi piacciono molto. Buon lavoro!

  6. il labirinto delle fate, dove si inseguono i propri desideri senza raggiungerli mai! Mi sembra il più adatto dopo quello che ha detto Baltasar 😉

    Bentornata! Nulla da dire sul capitolo che si svolge senza intoppi. Ho solo una domanda, ma la balbuzia del protagonista, ricordo male io o l’aveva perduta quando era diventato mago?

    Ciao 🙂

    • Grazie mille Red Dragon! Hai fatto la scelta giusta, anche se…sarebbero giuste anche tutte le altre! Vediamo cosa viene fuori dagli altri. Riguardo alla balbuzie, mi hai messo un dubbio e sono andata a rileggermi i capitoli precedenti, ma no, non l’ho mai scritto che perdeva la balbuzie. E’ una sua caratteristica che mi piacerebbe restasse, la sento parte del personaggio. A presto!

    • Grazie Caterina. Sono stata un po’ in ferie, ma ora riprendo. Mi fa piacere che non trovi scontata la mia storia, forse lo sviluppo che era nella mia testa ti piacerà, se riesco a tenerlo fermo con le vostre scelte. Al prossimo giro sarò già in un pasticcio: avete commentato in due e scelto due cose diverse!. vedremo come me la cavo.

    • Grazie molte a tutti! Fa piacere essere letti, veramente, e grazie per i vostri complimenti. Faccio una risposta generale per tutti, spero vada bene.
      La maggioranza ha votato per l’apprendistato, che poi sarebbe stata anche la mia scelta, perché Baltasar mi sta simpatico e lo vorrei approfondire, occasione buona.
      Lorenzo, non so se sarò all’altezza delle tue aspettative… Ero partita proprio con una favola fantasy, semmai con un risvolto di altro tipo (leggero) ma non sociale, comunque vedremo come si mette la storia.
      A presto con il secondo episodio.. e intanto vado a leggere le vostre storie!
      Camelia

  7. È un po’ di tempo che, per qualche motivo, faccio fatica a leggere fantasy, ma per questo racconto farò un’eccezione. Davvero notevole, la scrittura è impeccabile e la mescolanza di realtà e fantasia lo rende molto interessante. Anche il tono fiabesco mi piace, anche se il riferimento al conformismo nel parlare del passato del protagonista lascia intendere che sarà qualcosa di più di una semplice storiella. Voto per farlo diventare apprendista di Baltasar, al prossimo capitolo!

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