Dare un titolo alla vita

Io e Sara

«A volte ho l’impressione che ti sei messo con me solo per farmi leggere questa roba».

«Mh-mh».

Sara fa cadere i fogli sul letto e continua con aria piccata. «Ma mi stai ascoltando almeno?».

«Eh?». Smetto di pigiare le dita sulla tastiera e la guardo, cercando di atteggiare il volto a un’espressione comprensiva. «Sì, certo».

«Sì, certo…» mi sbeffeggia lei, a metà tra risentita e divertita. Adoro quel suo modo di fare. «Dicevo, non fai altro che farmi leggere la tua roba. A volte mi sembra di stare con te solo per questo. Tanto vale che mi dai uno stipendio».

«Questo è perché mi stai sempre in mezzo ai piedi». Prendo una sigaretta dal pacchetto e l’accendo. Sara si allunga sul letto e con una mano apre la finestra.

«Scusa se sono la tua ragazza» dice lei, sdraiata sulla pancia. «Dio, a volte sei davvero insopportabile».

«Non imprecare Dio, lo sai che mi dà fastidio».

«Ma se sei ateo» replica lei.

«Appunto».

La sento sbuffare e anche se non la vedo, me la immagino a scuotere la testa e a alzare gli occhi al cielo. Continuo a scrivere e a fumare a lunghe boccate. Sono quasi alla fine del capitolo.

«Allora? Manca ancora molto?».

Con la coda dell’occhio, mentre sono nel bezzo di un dialogo, vedo che Sara si gira sulla schiena e divarica leggermente le gambe. Indossa una canottiera nera e un paio di pantaloncini molto corti.

«Quasi finito» dico voltandomi. Riappiccico poi lo sguardo sullo schermo del portatile, ma all’improvviso l’incanto svanisce: non riesco più a continuare il dialogo, mentre fino a un momento prima scorreva come se fosse stato lubrificato. Sbatto un pugno sulla scrivania.

«Che succede?».

«Che palle, quante volte ti ho detto che mentre scrivo non mi posso distrarre?». Poi mi abbandono sullo schienale della sedia, faccio un altro tiro e butto il mozzicone nel portacenere.

«Scusa» dice Sara, questa volta per davvero, seppur mantenendo la sua voce vezzosa.

«Devo concentrami, se perdo il filo è finita».

Sara non replica. Faccio per dire qualcos’altro, ma poi decido che non ne vale la pena e ricomincio a scrivere.

Rileggo il dialogo. Provo a ricordarmi che cosa avevo in mente, quali erano le parole che avevo in testa prima dell’interruzione, ma ormai si sono perse nell’oblio, come un sogno che svanisce nell’istante in cui ci si sveglia. Sono costretto a ripiegare su qualcos’altro. Provo in un modo, poi rileggo e mi accorgo che non va bene: non è coerente con quello che ho scritto prima. Riprovo con altre battute, ma non funzionano, sono troppo macchinose. Cancello un’altra volta. Sara nel frattempo dice qualcosa, ma non l’ascolto, non posso concedermi altre distrazioni. Non con la scadenza ormai incombente. E se provo così? Mi accendo un’altra sigaretta e finisco questo maledetto dialogo. Poi rileggo. È buono, ma quello che avevo in mente prima era molto meglio. Tuttavia mi sento abbastanza soddisfatto. Scrivo le ultime righe di narrazione, poi metto un punto e vado a capo. Capitolo finito.

Non appena chiudo il portatile, sento un rumore di carta e di pagine che vengono sfogliate. «E poi le strinse i seni penzolanti, morbidi e caldi, mentre la stava prendendo da dietro…» legge Sara con voce teatrale. «I loro gemiti si fusero in un unico canto d’amore… ah, senti qui poi: le praticava sesso orale quotidianamente da molti mesi ormai, ma non ne era mai sazio…». Poi si voltò verso di me con una finta aria indispettita. «Mi spieghi come mai qui dentro scopano tutti come ricci, mentre da noi non si batte mai chiodo?».

Getto la sigaretta consumata a metà nel portacenere mentre esalo fumo da bocca e narici. «Dovevo solo finire il capitolo».

«Tu hai sempre un capitolo da finire» dice Sara con noncuranza, poi comincia a spogliarsi.

Il prossimo capitolo sarà incentrato...

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13 Commenti

  1. Con un piccolo ritardo, alla fine arrivo anch’io!
    Ammetto di non essere fan del genere, ma per te farò eccezione. Mi hai convinta dicendo che lo usi come pretesto per parlare di scrittura.
    Questi primi due capitoli sono scritti molto molto bene. La forma, lo stile, il ritmo, i personaggi, ogni cosa sembra curata nel minimo dettaglio. Trovo una qualità migliore persino rispetto al racconto precedente, ma forse è un’impressione. Ci sono solo quei due imperfetti alla fine: “Era una casa editrice […] di cui non avevo mai sentito parlare” a stonare, ma immagino siano una svista.
    Per il prossimo voto: “Con indecisione, ma poi accetta”. Penso che sia una tentazione troppo forte, anche se l’indecisione gli servirà a informarsi prima sull’identità della ce.
    A presto 🙂

  2. “Con indecisione, ma poi accetta.”
    I protagonisti si stanno pian piano delineando, mostrando fin dai primissimi capitoli di essere più di quello che sembrano, e questa cosa mi piace tantissimo. Inoltre, stai riuscendo a rimanere fedele alla storia senza sfociare nei cliché imposti dal genere scelto, quindi tanti complimenti.
    È forse autobiografica la volontà del protagonista di voler produrre qualcosa di “importante” ma doversi ridurre a scrivere storie che non lo soddisfano? Spero proprio di no, anche perché secondo il mio modesto parere sei davvero molto bravo, perdonami la domanda sfacciata 🙂
    Non ho altro da segnalare, al prossimo capitolo! 😀

  3. Immagino saprai che è così, scrivendo pornazzi da quattro sogni, che Giorgio Faletti ha cominciato la sua carriera di scrittore, spero porti fortuna anche al tuo protagonista. Ho votato per “con perplessità, non sa se accettare o no”. Alla fine, questo racconto è tutto fuorché erotico, ma mai dire mai. Buon lavoro!

  4. Su Sara. È un eros, e, a mio parere, prima di introdurre altri personaggi andrebbero definiti meglio i protagonisti.
    Anch’io, devo dire, non amo molto il genere, ma la tua scrittura merita uno sforzo, ché poi sforzo non è dacché leggerti è un vero piacere. Unico appunto: sei uno scrittore migliore del tuo alter ego letterario, ma questo credo tu lo sappia benissimo. A presto.

  5. Quando, alla fine del tuo primo racconto, dicevi che avresti cambiato genere, non immaginavo ti saresti spostato su qualcosa di così tanto differente.
    Sai però cosa ti dico? Bene così: mi hai colpito molto con la tua precedente storia e sono contento che tu abbia deciso di metterti alla prova.
    Ti seguirò con piacere, anche se non apprezzo particolarmente il genere, ma mi sembra che questa scelta sia una sorta di “pretesto” per raccontare il dramma dello scrittore, tema sempre e comunque molto affascinante. In ogni caso, hai a disposizione dieci capitoli per farmi cambiare idea 😉
    Sul capitolo in sé, niente da dire, è una buonissima introduzione.
    Voto per seguire il protagonista, visto che sappiamo ancora pochissimo di lui (nemmeno il nome!)
    Buona fortuna! 😀

    • In effetti è stato un bel cambiamento! Grazie per la fiducia, spero che apprezzerai comunque la storia nonostante il genere non sia nelle tue corde e di riuscire a stupirti anche questa volta. È vero, il genere è solo un pretesto e non lo apprezzo molto nemmeno io, però cercherò lo stesso di inserirne le caratteristiche principali, o comunque quelle che secondo me possono essere interessanti e utili ai fini del racconto. Alla prossima!

  6. Ciao Lorenzo,
    bentornato. Abbiamo cambiato decisamente genere, eh? Vediamo cosa ne viene fuori. Non amo particolarmente i racconti erotici, ma qualche volta qui ho trovato delle vere chicche. L’importante è non finire nella volgarità, ma non credo sia questo il caso.
    I seni penzolanti mi fanno venire in mente la vecchia nella stanza 237, per il resto trovo il capitolo ben scritto e molto “visivo”. Odio quando pensieri e idee scappano via e non se ne ritrova il filo ed è vero: il pensiero sfuggito alla memoria era comunque migliore di quel che ci sovviene per soppiantarlo.
    Voto per il protagonista e ti auguro una buona domenica.
    Alla prossima!

    • In effetti neanch’io li amo particolarmente, tuttavia l’eros in questo caso mi sembrava un buon pretesto per parlare un po’ di scrittura, che è quello che mi interessa davvero, mi fa piacere poi che non sono l’unico a cui capitano inconvenienti del genere 🤣
      Spero di trovare un buon equilibrio tra i vari elementi, anche perché a differenza del racconto precedente non ho un piano prestabilito e non so dove andrò a finire 😅
      Grazie comunque per essere passata e al prossimo capitolo!

  7. E bravo Lorenzo, hai scoperto quanto sano essere fastidiose le donne quando ci si mettono… 😁
    Scherzi a parte, in bocca al lupo per il nuovo viaggio e una ragazza così “affezionata e presente” tienila da conto. Parlaci di lei tanto lo so che non vedi l’ora. ciao🙏

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