Dare un titolo alla vita

Dove eravamo rimasti?

A cosa è dovuta la frigidità di Giulia? A una malattia (100%)

Dare un titolo alla vita

Mi sembra una cosa strana, ma penso semplicemente che sia ancora presto. Per cui mi avvicino al suo sesso ancora asciutto e inizio a stimolarlo con la lingua. Tuttavia percepisco rigidità nel corpo di Giulia e nessun tipo di calore scaturito dal mio contatto, finché lei non si ritrae del tutto e mi dice di smetterla. Che abbia fatto qualcosa di sbagliato?

“No, tu non c’entri niente” mi dice. Adesso ha un’aria strana e mi guarda come se avesse paura di me.

“Ti senti bene?”. Mi avvicino a lei con cautela, e nel momento in cui le poggio la mano su un braccio scoppia a piangere, posandomi la testa sul petto.

“Scusami” la sento dire tra un singhiozzo e l’altro. Mi sembra di avere un deja-vu, e al benessere di poco prima si va a sostituire un senso di malessere, che provo comunque a scacciare. Quando finalmente smette di piangere, mi spiega qual è il problema.

“Soffro di frigidità. Dall’adolescenza. Le prime volte che ho fatto sesso, da ragazzina, era tutto normale. O meglio, quasi tutto. Mi eccitavo, provavo piacere, ma il sesso rimaneva qualcosa di insoddisfacente. All’inizio non sapevo il perché, poi l’ho capito”.

“Non riuscivi a raggiungere l’orgasmo?”.

Giulia scuote la testa. “E quando ho scoperto questo, la situazione è peggiorata drasticamente. Nemmeno masturbandomi ci riesco. E sono anni che non riesco proprio più a fare sesso”. Poi ricomincia a piangere, e questa volta in maniera ancora più convulsa.

“Non è colpa tua” cerco di consolarla, anche se mi sento in imbarazzo e non so che cosa altro dirle. L’abbraccio e rimaniamo così, in silenzio, e penso a quanto sono sfortunato, con le donne così come nella vita, finché non mi addormento, scacciando via, almeno per un po’, ansie e preoccupazioni.

“Ti chiamo stasera” le dico la mattina successiva prima di andarmene. Lei annuisce, ma mi guarda come se sapesse che non l’avrei fatto.

Forse è tutto un segno del destino, forse è perché devo restare con Sara. Verso di lei provo una rabbia viscerale, l’unica cosa che vorrei fare adesso è ucciderla nel modo più atroce possibile, ma non è forse quest’odio il rovescio della medaglia di un amore altrettanto forte? Non è l’equivalente di una forte gioia, di pensare ai modi migliori con cui fare l’amore con lei? Se non l’amassi non proverei tutto ciò e non starei così male. Ma perché deve essere tutto così complicato? Mi viene in mente una sola conclusione a tutto questo: la vita è sofferenza. Ci sono persone felici, questo è innegabile, ma lo sono solo perché hanno qualcosa con cui superare questo malessere primordiale, mentre la condizione naturale dell’esistenza umana è appunto la sofferenza. Io non faccio eccezione. Solo che, mentre mi dirigo a casa, per qualche motivo, non riesco a essere pessimista, come mio solito, mentre mi sento pervaso da una bizzarra ondata di ottimismo. Ripenso al mio romanzo, sempre se mi è lecito chiamarlo tale, e penso che in realtà non ho fatto altro che dare un titolo alla mia vita. Scrivere forse è proprio questo: raccontare di sé, mentendo o dicendo la verità. Io non so se ho detto la verità, molto probabilmente no, ma so almeno di non aver mentito a me stesso. E questa è per me la cosa più importante.

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79 Commenti

  • Ciao Lorenzo,
    al di là delle pause tra un capitolo e l’altro, credo che questo racconto non ti appartenga. Non volermene, era partito con un certo sprint, poi è andato perdendo con il passare del tempo. Non sono certo un’indovina o una professionista della scrittura, ma è come se i capitoli servissero solo a portare a termine la storia. Non so se mi spiego e, per favore, perdona la franchezza. Questa è l’impressione che ho ricevuto io, ma potrei anche sbagliarmi e non aver capito nulla.
    Voto per il romanzo, anche perché l’uscire insieme mi pare troppo scontato e continuare a parlare non ci sta, dato che si sono praticamente già salutati.
    Aspetto il nono capitolo e ti auguro una buona giornata.
    Alla prossima!

    • In effetti devo ammettere che, non avendoci potuto lavorare come avrei voluto, me ne sono un po’ distaccato, e questo ha senza dubbio influito sul risultato. Tuttavia non credo che non mi appartenga visto che, anche se non è assolutamente un racconto autobiografico, l’ho usato per far trasparire qualche mia riflessione personale. Però sono d’accordo sul fatto che, nonostante abbia cercato di curare sempre tutto al meglio, gli ultimi capitoli si trascinano un po’ per inerzia e il fatto che hai avuto questa impressione ne è la dimostrazione. Cercherò di risollevare il tutto negli ultimi due, vedremo come andrà!

  • Bene bene. Bel racconto e bel capitolo. Come ti dissi già in passato, non credo sia incasellato nel genere giusto. Poco Eros. Molti drammi personali. A tratti è un racconto di formazione del protagonista che, da piatta e inutile ameba fossile, prova a rialzarsi e a scrollarsi di dosso la prepotenza di Sara (dopo otto capitoli era ora).
    Detto questo, apprezzo la tua storia.
    Alla prossima.

    • Vero, se avessi potuto infatti avrei inserito il racconto in un altro genere, ma mi sono dovuto accontentare. Lo so che lo dico ogni volta, ma prometto che il prossimo capitolo sarà quasi completamente a sfondo erotico, forse l’unico 😀
      Grazie poi per l’osservazione sull’evoluzione del protagonista, devo ammettere che non è stato proprio uno degli aspetti su cui mi sono concentrato di più, però sono contento che alla fine Leonardo abbia avuto un suo percorso di cambiamento, seppur minimo. Alla prossima!

    • Non so, forse dovevi rimarcare meglio il concetto 😀
      A parte gli scherzi, sono molto contento che tu l’abbia trovato un capitolo credibile, la mia paura più grande era quella di aver creato delle situazioni un po’ sopra le righe. Chiedo ancor scusa per la lentezza ma, proprio come Leonardo, sto avendo non poche difficoltà a trovare tempo ed energie per scrivere con rapidità 😀
      Alla prossima!

  • Ciao Lorenzo,
    bentornato.
    Be’, essendo io una a cui queste cose proprio non vanno giù, voto per la separazione. Poco importa che lo abbia fatto per lui, per me è comunque fuori da ogni canone. Quindi voto per la separazione.
    Ho trovato questo capitolo equilibrato e anche credibile, non so quanti davvero accetterebbero di avere un rapporto a tre. Come dice il tuo protagonista: un conto è la fantasia, un conto è metterla in pratica, con persone care…
    Mi raccomando non farci aspettare troppo per il prossimo capitolo.
    Alla prossima!

    • Grazie come sempre 😀
      La questione del nome penso sia legata più che altro al fatto che il nome del protagonista, essendo anche il narratore, non viene quasi mai citato, mentre quello di Sara è molto più presente nella narrazione. In ogni caso hai colto secondo me un aspetto molto importante del racconto, ovvero quella della “piattezza” del protagonista, che è quasi succube di questa ragazza molto più preponderante e di carattere. Infatti non è un caso che nei capitoli precedenti viene detto che il protagonista del romanzo nel racconto è a sua volta incolore e privo di personalità, questo è l’effetto di scatole cinesi che volevo creare. Che poi è la proiezione più o meno romanzata di come mi percepisco io come persona e come aspirante “scrittore” nelle relazioni con gli altri.

  • Pensa a uno scherzo (sbagliando!). Continuo a pensare che nascerà una coppia lesbica, più che un triangolo, ma mai dire mai… Vorrei avere l’autocontrollo di Sara, al suo posto avrei fatto un casino. Si vede che è una ragazza forte e sicura di sé! Mi piace.

  • Ciao Lorenzo,
    bentornato. È passato un po’ di tempo, ma dopo poche righe mi è tornata alla mente tutta la storia e ho ripreso la lettura senza problemi.
    Mi è parso che questo capitolo, però, abbia perso un po’ di mordente. Come se lo avessi scritto per non lasciar perdere il racconto, ma non fossi davvero convinto della via da intraprendere. Non so se riesco a spiegarmi, ultimamente faccio un po’ di pasticci con i commenti. Pare un capitolo frettoloso, Sara arriva, vede Giulia, Giulia dice quel che pensa sulla scrittura, poi lo si fa (unico riferimento all’atto, due dita sulla schiena di Sara) poi lei se ne esce con la proposta del gioco a tre. Non so, mi è parso un po’ sottotono, perdonami, è l’impressione che ho avuto io.
    Per il nuovo voto che lui la prende a ridere pensando a uno scherzo, non mi pare pronto ad affrontare una fidanzata così “aperta”.
    Alla prossima!

    • Probabilmente hai ragione, se però risulta frettoloso non è perché non ci ho dedicato tempo (anche se ripeto che il tempo per scrivere in questo periodo è poco e le distrazioni tante :D), bensì perché sono stato costretto a condensare un po’ gli eventi per fare in modo di far rientrare tutto nei dieci capitoli. Purtroppo questa è stata una scelta un po’ obbligata visto che determinati avvenimenti che sono successi e che devono succedere non potevano essere anticipati. Comunque spero di riuscire a dire tutto quello che mi ero prefissato, sempre ovviamente sottostando alle vostre direttive 😀
      Grazie e a presto!

  • Ottimo capitolo. Mancava la tua storia su the incipit. Mi sarei aspettata più gelosia da parte di Sara. Questa ragazza non smette di stupire. Sicuramente è il personaggio più interessante del racconto.
    Leo lo trovo più timido e probabilmente è la componente meno forte della coppia. Immagino che lui potrebbe prenderla sul ridere.
    Vediamo cosa combinerà.

  • Questa Giulia già mi mette ansia, Sara li interromperà. Anche perché credo che lei e L. siano coinquilini, o sbaglio?
    Keziarica ti ha già indicato tutto quello che avrei indicato io, per cui nulla da aggiungere. Ho apprezzato di più i capitoli precedenti, non so se per la forma o il contenuto, ho trovato che fossero più “concentrati” diciamo. Ma il prossimo si prospetta molto interessante.

    • In realtà non avevo ben specificato la cosa, però nella mia testa, per qualche motivo, avevo sempre pensato che non vivevano insieme, ma che avevano entrambi le chiavi dell’appartamento dell’altro in modo da poter entrare liberamente. Non so se ho capito che cosa intendi per “concentrato”, però anche secondo me è un capitolo che poteva riuscirmi meglio, nonostante nel complesso mi posso considerare abbastanza soddisfatto. Cercherò comunque di giocarmela bene nel prossimo!

  • Ciao, ho finalmente avuto il tempo di recuperare i capitoli che avevo lasciato indietro, tutti molto carini e piacevoli da leggere, tranne forse l’ultimo dove ho avuto qualche difficoltà a seguire i cambi di tempi, non so, magari non sono stata molto attenta io nel leggere. Ovviamente il triangolo è un classico da cui non si sfugge, vediamo come si evolve. Ho votato per “Giulia che commenta la scrittura di Leonardo”. Buon lavoro!

    • Al contrario, ti devo solo che ringraziare 😀
      Per la prima frase devo dire che avevo dei dubbi anch’io, infatti la stavo quasi per cambiare, eliminando “rispettivi”, però poi per qualche motivo l’ho lasciato.
      Per la seconda frase non ci avevo pensato che fosse un info dump, però effettivamente devo darti ragione. Probabilmente è stato dovuto al fatto che alla prima stesura ho sforato solo di pochi caratteri il limite e quindi mi sono risparmiato il solito lavoro di tagli, che però molto spesso si rivela utile. Se hai notato altri casi simili, se ti va, dimmeli pure così correggo e cerco di evitarli in futuro. Grazie ancora, a presto!

  • Ciao Lorenzo,
    e così arriva Giulia a portar scompiglio… bene, ben fatto! Ti faccio notare questa frase: ” i rispettivi impegni di entrambi” perché, a mio parere, è una ripetizione; se sono rispettivi è chiaro che sono di entrambi 😉
    Mi permetto di farti notare un po’ di info dump, qua e là.
    “Conservava la bellezza semplice e naturale che l’avevano sempre caratterizzata e che la distinguevano dalla maggior parte delle sue coetanee, che spesso e volentieri si imbellettevano e si profumavano in eccesso.” per esempio. Hai già detto che si distingue dalle altre essendo una ragazza acqua e sapone, non serviva rimarcare che le altre si imbellettano, era sottinteso 🙂
    oggi sono pedante, lo so, perdonami…
    Alla prossima!
    p.s. arriva Sara.

  • Ho recuperato adesso i 3 capitoli che avevo perso.
    Parlando dell’ultimo,mi è piaciuta l’idea di Sara di non mettere dei nomi ai personaggi del romanzo… è una scelta che, spesso, effettuo anch’io nei miei racconti, affinché tutti possano rispecchiarsi in essi.
    Per quanto riguarda la domanda che chiude l’episodio (si puó tradire qualcuno per amore?) non ho trovato nessuna risposta.
    Comunque ho votato anch’io per una vecchia conoscenza . Aspetto il tuo prossimo capitolo!

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