Gli ultimi giorni della frontiera

Dove eravamo rimasti?

A quanto pare, Kelso è riuscito a seminare i cacciatori di taglie e a riunirsi con il resto della banda. Cosa vedremo nel prossimo capitolo? Kelso, non ancora ripresosi del tutto, racconterà in modo confuso della propria fuga. (67%)

Urla e sangue

“Come sarebbe a dire che Kelso è tornato?!”

Quando dissi a Edgar ciò che era accaduto solo qualche minuto prima, la sua sorpresa fu tale che lasciò cadere a terra il forcone con cui stava minuziosamente ispezionando il fienile.

“Intendo dire quel che ho appena detto”, ribadii. “Kelso è vivo, è entrato all’improvviso dalla porta è si accasciato a terra.”

“Ed è ancora cosciente?”

“Poco fa lo era ancora, è ferito e sta perdendo molto sangue. Tu eri un medico nell’esercito, giusto?”

Edgar si guardò intorno con aria esasperata, lisciandosi i baffi.

“Siamo nel bel mezzo del fottuto nulla!”, sbottò. “Come pretendi che possa operare qualcuno in queste condizioni?”

“Fai del tuo meglio. Ora muoviti.”

Percorremmo lo stretto viottolo che portava dal fienile direttamente alla veranda della casa, mentre gli ultimi strascichi della bufera si trascinavano nel cielo cupo, andando via via diradandosi.

Spalancai la porta e vidi Kelso ancora sdraiato a terra mentre Colby, chinato sopra di lui, si voltò verso di noi non appena entrammo nella stanza.

“Merda… è ancora vivo?”, domandai.

Colby alzò il pollice in segno di risposta.

Adagiammo Kelso sopra il divano di fronte al camino e gli togliemmo cappotto e camicia, imbrattati di sangue.

Una pallottola lo aveva raggiunto alla spalla sinistra, provocandogli una brutta ferita e rimanendo incastrata tra le carni.

Mi precipitai a raccogliere la bottiglia di bourbon ribaltata sul tavolo e versai quel che rimaneva al suo interno intorno al foro. Kelso spalancò gli occhi, un cadavere ridestato dal mondo dei morti, e cacciò un urlo lancinante.

“A che punto sei con quell’ago, Edgar?”, domandai cercando di tenere fermo Kelso.

Edgar, chinato davanti al camino, tentava di sterilizzare al meglio delle sue possibilità la lama del proprio coltello. Non ricevetti alcuna risposta.

“Niente ago, vecchio mio”, dissi a Kelso, cercando di distrarlo. “Dovrai accontentarti.”

Nel frattempo, Colby stava esaminando la ferita.

Con uno scatto improvviso, Kelso mi afferrò il braccio, stringendolo in una morsa micidiale. Poi, mosse leggermente le labbra e iniziò a mormorare qualcosa.

“Loro… loro hanno… i cacciatori…”

“Non parlare, risparmia le forze”, disse Colby, cercando di allentare la presa di Kelso sul mio braccio.

“Era… una… la… e i cacciatori…”

Parole sprecate, Colby, pensai.

“Eccomi, ci sono!”, disse a un tratto Edgar, avvicinandosi a noi. La lama del coltello che teneva in mano era rovente, di un colore aranciato e brillante.

“Sono stati… la donna… Jane…”

Trasalii. Avevo sentito bene? Tra tutte quelle parole confuse e i gemiti aveva proprio detto Jane? Dove era? Cosa le era successo? Che fosse sopravvissuta anche lei?

“Aspetta…”, borbottai, sperando che Kelso potesse rivelarci qualcosa di più. Ma era troppo tardi.

“Questo ti farà male”, disse Edgar infilando due dita nella ferita di Kelso.

Di nuovo quelle assordanti urla di dolore, di nuovo la stessa espressione di un morto che si rende conto di voler tornare in vita, facendosi strada con le unghie per uscire dalla prigionia della propria bara.

Le dita di Edgar indagarono l’interno del foro ancora qualche secondo, per poi uscire tenendo stretto un piccolo proiettile color bronzo ricoperto di sangue viscoso. Negli attimi immediatamente successivi, dopo aver ripulito la lesione dal sangue fuoriuscito come meglio potevamo, la lama rovente del coltello calò sulla ferita, facendo sfrigolare la carne e richiudendo l’apertura, lasciando come unica traccia del suo passaggio un’orrenda cicatrice rossastra.

Esaurite le urla di dolore, Kelso si lasciò cadere sul cuscino, abbandonando tutte le forze. Fu solo in grado di boccheggiare qualche altro lamento sconclusionato, tasselli del delirio di un folle.

“Era… la… imboscata… tradito… traditori… Alice… Holden… morti… e Jane…”

Kelso strabuzzò gli occhi un’ultima volta e svenne. Con la fronte imperlata di sudore, afferrai lo straccio appeso accanto al camino, dove oramai rimaneva soltanto un piccolo cumulo di brace fumante. Cercando di levare il sangue di Kelso dalle mie mani, non potei fare a meno di riflettere sulle sue ultime parole.

Traditori, aveva detto? Che ci fossero più infiltrati nella banda? E che fossero Holden e Alice? No… loro erano morti davanti ai miei occhi non più di qualche ora prima, uccisi da Garret e dai suoi uomini. E Jane? Era ancora viva? Che fosse lei l’infiltrata? Oppure… Kelso stava cercando di sviarci, identificando come traditori quelle stesse persone che erano morte per salvarci? Dopotutto, era stato l’ultimo a unirsi alla banda, solo qualche mese prima… sapevamo poco o nulla di lui…

Che fosse stato proprio Kelso a tradirci?

I dubbi di Flint riguardanti il traditore della banda sono aumentati con l'arrivo di Kelso. Cosa sarà più presente nel prossimo capitolo?

  • Silenzio. (38%)
    38
  • Natura. (63%)
    63
  • Uomini. (0%)
    0
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56 Commenti

  • Ciao Gibbon,
    quindi il nostro eroe, Flint, avrà un’altra possibilità. Sopravvissuto all’esplosione, vaga per il West e trova un ex criminale disposto ad aiutare coloro che vogliono cambiare vita, molto originale e interessante. Non è servito spiegare cosa è capitato a Flint dopo l’esplosione, ha detto tutto questo Parsons. Bene, un bel lavoro, pulito e ben scritto. Complimenti. Tra l’altro questo potrebbe essere considerato un finale aperto a cui dare un seguito… staremo a vedere che cosa deciderai di fare.
    Intanto ti auguro un’ottima giornata e ti saluto.
    Alla prossima!

    • Ciao!
      Ti ringrazio tantissimo, sono contento che la storia e la sua conclusione ti siano piaciute!
      Il finale è decisamente aperto, ma non credo racconterò ancora di Flint (almeno non nel breve termine), lasciando ipotizzare al lettore il suo futuro… ma mai dire mai ?
      Grazie ancora, buona giornata anche a te!
      Ciao! ?

  • Ciao Gibbon.
    direi l’ufficio di uno sceriffo. Flint potrebbe decidere di passare dalla parte della legge, è capitato in qualche occasione. In Francia si è dato il via alla polizia così come la conosciamo, grazie a un criminale incallito.
    Vediamo come va a finire la storia, di certo questo capitolo ha fatto un lavoro egregio, portandoci dritto dritto verso la conclusione, ottima l’idea della dinamite.
    Ho un’unica, minuscola perplessità, ma forse non conta nulla: “Quando percepì lo spostamento d’aria al proprio fianco era ormai troppo tardi: intravide Colby puntargli contro la pistola, poi più nulla” la narrazione in prima persona pone dei limiti. In questa frase si fa riferimento a sensazioni provate da Jane, Flint può solo immaginarle, però.
    Aspetto il finale e ti auguro una buona settimana.
    Alla prossima!

    • Ciao!
      Ti ringrazio come sempre per i complimenti, mi fa piacere che il capitolo ti sia piaciuto ?
      Per quanto riguarda la questione di Jane, hai ragione, ma non è solo un piccolo dettaglio, è proprio un errore piuttosto grossolano: volevo cercare di differenziare un po’ la sua morte da quella di Edgar, avvenuta solo il paragrafo prima, ma così facendo sono uscito dallo schema e ho descritto cose che il narratore non poteva sapere. In ogni caso, grazie per avermelo fatto notare ?
      Buona settimana anche a te!

  • Ciao Gibbon,
    direi dialogo, l’assedio lo vedo male, sono tutti contro uno e parte sono dentro con lui. Il duello non ci sta, Flint è n minoranza.
    Le mie intuizioni su Jane erano corrette, sugli altri qualcosina… ma poi, no, ho pensato che fosse solo lei.
    Ti segnalo un refuso nella frase: “ Cosa avevo Kelso di diverso da tutti loro? ”
    Ho trovato i dialoghi un po’ stereotipati, molto vicini ai film, ne capisco,l’influenza, ma forse era troppo marcata la somiglianza.
    Il testo va benissimo, ho sentito I nitriti dei cavalli e la tensione creaarsi nella stanza.
    Alla prossima!

  • Siamo in un Western: un Duello. Anche l’assedio ci sarebbe stato bene, ma la scena non mi sembra adatta a dirigersi verso questo.

    Se da un lato mi aspettavo che Kelso non era il traditore (sospettavo di Jane per il suo modo di comportarsi con Kelso), non mi aspettavo l’intera banda. Quindi, sì, mi hai sorpreso 🙂

    Vediamo cosa ci propini per l’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Gibbon,
    lo sparo da parte di Jane mi mette in testa un dubbio, chissà se c’entra qualcosa… mah, staremo a vedere. L’episodio è scorrevole e ci porta dritti dritti verso una svolta che, immagino, avverrà nel prossimo episodio. Siamo quasi in dirittura d’arrivo, qualcosa deve accadere (oltre al ritrovamento di Jane, la morte del traditore e le rivelazioni su Edgar).
    Ti segnalo un refusino nella frase: “Andai davanti la camino acceso” ma è una bazzecola, tanto per essere pignoli 😉
    Alla prossima!
    p.s. proprio in virtù del mio pensiero su Jane e lo sparo, voto per il dialogo e la terribile consapevolezza.

  • Ciao Gibbon,
    avevo intuito che Kelso potesse essere un traditore, e tu lo ha dipinto proprio bene. La svolta è classica, in un racconto di questo tipo, il traditore ci sta sempre, a te creare un proseguo interessante; per il momento hai fatto un buon lavoro 🙂
    Direi che, visti i personaggi, la banda deciderà il da farsi senza interrogarlo, magari per capire quali sono le sue vere intenzioni e poter così arrivare a un epilogo drammatico, magari con l’uccisione o la consegna del traditore a chi di dovere…
    Alla prossima!

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