Hoville

Capitolo uno

 Se eri bianco potevi girare fino a tardi senza che nessuno, specialmente la polizia, ti fermasse e ti chiedesse cosa ci facevi a quell’ora fuori. Se eri bianco potevi entrare in qualsiasi bar e uscire tutto intero. Se eri bianco potevi andare in un negozio e uscire con un bel vestito fatto su misura. Se eri bianco e se avevi bisogno di un bagno, bastava usare il tuo o quello del tuo amico, se ti trovavi da lui senza essere obbligato a usare quello fuori, dietro casa. Ma se eri nero, beh amico mio, le cose erano diverse, molto diverse per te. E non c’è bisogno di elencarle perché se sei nero sai già cosa puoi fare e non puoi fare. E Jacob, che era nero a metà, conosceva molto bene i suoi confini.

Io sono Febus Fraser, lo zio di Jacob. Fratello di Abe Fraser e nonché amico di vecchia data di Jane Allen la moglie di mio fratello. Forse mi conoscete per “ le ricette del professore Febus: stupiscili e affondali!” o “ Tutto ma proprio tutto su Hoville!La cittadina eternamente sorridente che in realtà non lo è affatto.” o “ Discussione sull’arte, musica e natura con il Professore Fraser” e infine forse, sicuramente, avrete sentito o letto la mia ricerca sull’essere umano e sui misteri. Una guida sull’animo umano di ben cinque mila pagine.  Un successo. E quando dico ciò, voglio sottolineare che non sono ironico, per niente.

Se siete degli incurabili romantici, abbandonate questo libro, gettatelo da un treno in corsa. Se amate i racconti a lieto fine, chiudete il libro, non è quello che cercate. Se siete alla ricerca di un libro che vi cambi la giornata, questo può essere quello che andate a cercando ma attenti a voi che decidete di sfogliare tale libro, a voi, voglio dire che qui non troverete nulla di felice, gioioso o speranzoso, perché questo è un libro colmo di tristezza così triste che mi viene da piangere anche a me che sono il narratore.

come continua?

  • il narratore? chi? (0%)
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  • volete che finisca bene? stile e tutti vissero contenti e felici? (0%)
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  • volete andare avanti? anche se l'autore vi ha messo in guardia? (100%)
    100
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16 Commenti

  1. Non ho capito perché se al capitolo scorso chiedevi se Jacob andrà al funerale, e il 100% ti dice sì, poi Jacob non va al funerale. Lo scopo di scrivere qui è di interagire con i lettori, se ignori quello che votiamo allora tanto vale non votare.
    Il capitolo in sé non è scritto male, ma la trama non sta andando avanti, e siamo quasi a metà racconto senza il minimo accenno a componenti horror. Continuo a seguirti per la curiosità di vedere se la situazione migliora nei prossimi capitoli oppure no

  2. Povero Jacob! Stai proseguendo bene, questo capitolo è anche più preciso degli altri da un punto di vista strettamente grammaticale e sintattico. Fossi in te non aspetterei oltre per iniziare a introdurre elementi horror, il funerale potrebbe essere un’ottima occasione!

  3. La vicenda di Jacob è un po’ a metà tra l’inizio di Una Serie di Sfortunati Eventi (e anche il tuo stile ricorda un po’ quella serie) e l’atmosfera di quello che potrebbe essere un racconto di Stephen King, con la classica sonnacchiosa cittadina che nasconde un mistero ma dove l’orrore viene più dalle persone che non dai mostri. Però bisogna aggiustare un po’ la tecnica, perchè ci sono diversi refusi e una punteggiatura birichina che stonano parecchio con la maniera con cui ti poni come narratore. Comunque voto per rendere Jacob davvero orfano!

  4. A parte l’assurdità del signor Hook che prima dice a Jacob “Molto bene grazie, bella giornata, vero?” e al dialogo successivo dice che i suoi genitori sono morti… Sicuramente meglio del precedente capitolo, bravo. Continua a sviluppare la storia e vediamo cosa ne esce fuori.

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