Hoville

Dove eravamo rimasti?

I genitori di Jacob sono davvero morti? Si, ahimè (67%)

capitolo tre

«Lo sceriffo parla di una perdita di gas che ha fatto esplodere improvvisamente la casa. I pompieri sono ancora sul campo per controllare se la teoria dello Sceriffo è giusta…»

Raramente lo Sceriffo si sbagliava, pensò Jacob. Poi si ricordò del boato che aveva udito e di come avesse pensato che fosse il suono di una nave che lasciava il porto per chissà quale avventura e invece era la sua casa che saltava in aria con i suoi genitori dentro.

Si odiò.

Dopo pranzo suo padre gli aveva proposto una gita in barca ma lui doveva finire il suo stupido libro così avevano rimandato per il fine settimana. Sarebbero andati in barca tutti e tre insieme, sarebbero andati fino a Grotta Orca, e avrebbero assaggiato la torta di mele che sua madre avrebbe preparato per quell’occasione.

Il signor Hook tossì parecchie volte nel suo fazzoletto, poi disse con gli occhi lucidi:« Sono venuto a prenderti per portarti a casa mia. Lì discuteremmo del tuo futuro, Jacob. I tuoi nonni sono deceduti due anni fa, e se non sbaglio hai uno zio da qualche parte, vero? »

Jacob fece di si con la testa

«Ottimo! Allora dormirai da me stasera e io nel frattempo cercherò di contattare il fratello di tuo padre…Febus? Si? »

Non c’è bisogno di dirvi come si sentiva il mio caro nipote. Se mai vi è capitato di perdere una persona cara, saprete benissimo come ci si sente. Vi sentite infinitamente frastornati. Pensate che sia tutto uno scherzo e vi guardate intorno pronti a vedere qualcuno spuntare fuori con in mano un cartello che vi dica “sei su candid camera, sorridi!”.

Per parecchi giorni Jacob non si alzò neanche dal letto, i coniugi Hook furono estremamente gentili con il ragazzo. Soprattutto la signora Hook, ora che i due figli erano al College, avere di nuovo un ragazzo di cui prendersi cura la faceva sentire viva. Ogni mattina si preoccupava che Jacob ricevesse la sua colazione in camera o in cucina, nelle rare volte che scendeva, accompagnato da quel gatto dalle zampe morbidi come seta. Suo marito le ripeteva di continuo che doveva lasciare in pace il ragazzo. Aveva appena perso i genitori e sicuramente non sentiva il bisogno di qualcuno che li rimpiazzasse. Ma la signora Hook non ci sentiva da entrambi le orecchie e così continuò ad essere premurosa con Jacob. Il quale non abituato a tutte quelle premure iniziò a provare un leggero fastidio. Ora, Jacob non era un ragazzo maleducato. Ne uno che ama vedere soffrire gli altri. Ma le attenzioni della signora Hook erano leggermente soffocanti. Lo trattava come un bambino e lui non era più un bambino. Era un ragazzo. E tra qualche mese avrebbe compiuto quindici anni. Un adulto, ormai…

Seduto sul letto, rimuginava come poteva uscire da quella situazione leggermente imbarazzante. Il signor Hook aveva detto che era sulle mie tracce e che non mancava molto. Ancora qualche giorno e si sarebbe potuto trasferire e allora addio signora Hook e ai suoi baci appiccicatici da mamma premurosa. E poi c’era il funerale dei suoi genitori. Il sindaco aveva annunciato lutto cittadino e insieme allo Sceriffo avevano deciso che il funerale si sarebbe svolto dentro a una vecchia chiesa, protestante, ai margini della città. Jordan non era molto felice di quest’ultima cosa. I suoi genitori non erano ne protestanti ne cattolici. Erano atei. E poi la cosa del lutto cittadino lo vedeva come una cosa falsa. Suo padre era bianco e sua madre era nera. Per anni erano stati i bersagli preferiti da parte dei bianchi benestanti, incluso il Sindaco. E ora li volevano festeggiare per avere così la coscienza a posto? Si sentiva estremamente offeso e lo aveva detto al signor Hook a pranzo. Il quale, asciugandosi gli angoli della bocca aveva commentato così la cosa: « Mio caro ragazzo, hai perfettamente ragione, ma non è momento di estrarre l’ascia da guerra, lasciamoli bollire nel loro brodo. Vogliono fare il funerale? Che lo facciano. Se tu vorrai andarci, sarò lieto di accompagnarti. Ma se non vorrai presentarti, lo capiranno o almeno fingeranno di farlo. »

Jacob andrà al funerale?

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16 Commenti

  1. Non ho capito perché se al capitolo scorso chiedevi se Jacob andrà al funerale, e il 100% ti dice sì, poi Jacob non va al funerale. Lo scopo di scrivere qui è di interagire con i lettori, se ignori quello che votiamo allora tanto vale non votare.
    Il capitolo in sé non è scritto male, ma la trama non sta andando avanti, e siamo quasi a metà racconto senza il minimo accenno a componenti horror. Continuo a seguirti per la curiosità di vedere se la situazione migliora nei prossimi capitoli oppure no

  2. Povero Jacob! Stai proseguendo bene, questo capitolo è anche più preciso degli altri da un punto di vista strettamente grammaticale e sintattico. Fossi in te non aspetterei oltre per iniziare a introdurre elementi horror, il funerale potrebbe essere un’ottima occasione!

  3. La vicenda di Jacob è un po’ a metà tra l’inizio di Una Serie di Sfortunati Eventi (e anche il tuo stile ricorda un po’ quella serie) e l’atmosfera di quello che potrebbe essere un racconto di Stephen King, con la classica sonnacchiosa cittadina che nasconde un mistero ma dove l’orrore viene più dalle persone che non dai mostri. Però bisogna aggiustare un po’ la tecnica, perchè ci sono diversi refusi e una punteggiatura birichina che stonano parecchio con la maniera con cui ti poni come narratore. Comunque voto per rendere Jacob davvero orfano!

  4. A parte l’assurdità del signor Hook che prima dice a Jacob “Molto bene grazie, bella giornata, vero?” e al dialogo successivo dice che i suoi genitori sono morti… Sicuramente meglio del precedente capitolo, bravo. Continua a sviluppare la storia e vediamo cosa ne esce fuori.

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