Io,te e la montagna

La ragazza della montagna

Martedì 4 dicembre 2016:
Jessica:
Volevi sapere come ci si sente? Sembri molto curiosa.
In queste ultime settimane ti sei fatta sentire maggiormente, e non dico di essere sorpresa o magari compiaciuta. É come volare ,senti il vento freddo accarezzarti la pelle morbida, i capelli svolazzano nell’aria senza mai fermarsi coprendo il volto pietrificato dalla paura. I vestiti si gonfiano come palloncini scoprendo la pelle ghiacciata mentre il naso rosso dal freddo, respira aria fresca di montagna.
Il cuore palpita freneticamente e il sangue nelle vene si riscalda finché non diventa lava bollente. Senti sussurri, sussurri profondi e gelidi, come se la montagna ti volesse parlare .
È questo che ti interessava, giusto? Ma che importa . Sei sempre riuscita in un modo o nell’ altro a farti odiare, addirittura da me !Tu e quella tua grande ossessione per la montagna, dicevi che era l’ unica a comprenderti, che era profonda.
Solo ora rammento quanto fossi ossessionata da essa, ed io non avevo fatto nulla per fermarti, era troppo tardi, o forse lo sembrava.
Sparivi per ore intere per studiare la resistenza del ghiaccio, la profondità delle crepe o la velocità di un sasso mentre cade in un burrone.

Amavi la montagna, luogo di avventure e delusioni, dove madre natura non ha pietà, dove vince la legge della sopravvivenza. Amavi il suo odore di fresco e di alberi, amavi il ghiaccio gelido e trasparente, la neve fredda e candida che si scioglieva in bocca, i pini ricoperti da cima a fondo da quella bellissima coltre bianca.
Conoscevi tutto della montagna, dal più piccolo sassolino alle scorciatoie miracolose. Sapevi curare ogni tipo di ferita e interagivi con gli animali più feroci. Eri perfetta. Almeno così credevo.
La ragazza della montagna, così ti chiamano ora sai?
Dietro quel sorriso ammaliante, quell’ amore per la natura e le avventure, quella dolcezza vomitevole, si celava un segreto, non è così?
Mi chiedo se ci amassi di più della montagna, chi è stato Odette?

Venerdì 7 dicembre 2016:
Jessica
Sono arrivata solo ora e devi credermi non sono per niente stupita da ciò che ho visto. Dovevo aspettarmelo soprattutto da una come te…ma forse non ti conoscevo abbastanza… mi correggo… non ti conoscevamo abbastanza.
Dopo la morte di mamma, nonostante le sue innumerevoli raccomandazioni ci siamo separate e le cose non erano più come prima vero?

Ricordo che passavi giorni interi chiusa in camera a pianificare la tua morte; non accettavi il fatto di morire per una stupida malattia o tanto meno per vecchiaia. Guardavi il soffitto stellato della tua camera e prendevi appunti sulle morti più stravaganti di sempre. Avevi solo dieci anni e una bambina così piccola non doveva pensare a ciò…ma tu lo facevi, eri diversa da tutti gli altri bambini che giocavano ad acchiapparello oppure a nascondino.

Quando sono arrivata alla centrale di polizia , il tenente mi ha condotto immediatamente nella sala in cui hanno deposto il tuo corpo il quale era delicatamente avvolto in un telo blu. Il signore sempre con gentilezza per non farmi impressionare forse, tolse il lungo telo blu, scoprendo sotto di esso un corpo femminile inerte. Ad un primo impatto pensai che avesse sbagliato persona, ma avvicinandomi notai il tuo sorriso… lo riconobbi subito…ero certa che quel macabro sorriso poteva appartenere solo ad una persona… mia sorella. 

Domenica 9 dicembre 2016: 

Jessica

Sono sveglia e  non riesco a dormire. Fuori fa freddo, quel freddo che piaceva a te… quel freddo che solo a pensarci e ad immaginarlo penetra nelle ossa congelandole completamente. Fuori fa freddo sì, ma non nevica. Tu amavi la neve, amavi la sua consistenza. Ricordo che quando eravamo bambine ed era estate piangevi sempre siccome non nevicava e ricordo benissimo come io  per prenderti in giro dicevo che la neve si era stancata di giocare con una bambina come te. Allora tu, con gli occhi lucidi, andavi a sederti sul davanzale della finestra del salone e fissavi la strada, sperando in qualche modo che iniziasse a nevicare. 

Odette tu non puoi capire quanto sia difficile per me. Non puoi capire che ogni minima cosa che mi circonda porta stranamente a qualche ricordo che riguarda te, che riguarda noi. Il tempo, la neve, il freddo… anche le cose più insignificanti ormai per me contengono il tuo nome. Ma tu non capiresti… non potresti farlo.

Cosa succederà nel prossimo capitolo?

  • Descrizione del luogo in cui è ambientata la storia (17%)
    17
  • Conosceremo meglio Jessica (33%)
    33
  • Conosceremo questa "Ragazza della montagna" (50%)
    50

Voti totali: 6

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4 Commenti

  1. È una scrittura molto intima, colloquiale. Sono curioso di vedere se adotterai lo stesso stile anche per i prossimi capitoli e quale sarà il filo conduttore della storia, quello che spinge il lettore a proseguire la lettura. Voto sull’approfondimento sulla ragazza, penso sia la cosa più interessante

  2. Ciao, benvenuta. Sono colpito dalla profonda intima commozione che pervade la sorella della ragazza morta. Sembra che tu viva a situazione in prima persona. Questo ti fa perdonare alcuni piccoli inciampi che correggerai ormai solo per te, rileggendo con calma e con freddezza.
    Le ultime quattro righe sono ciò che mi è piaciuto di più, ed è un bene perché la chiusura è spesso la sintesi di tutto quello che il “narrante” veramente prova.
    Buon lavoro, alla prossima.🙏

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