L’allunaggio

Dove eravamo rimasti?

Come si comporteranno gli uomini del presidente al congresso dei complottisti? Provocheranno la platea (100%)

COMPLOTTO!

L’organizzazione dell’evento incontra diversi intoppi, legati sostanzialmente al tipo umano dominante tra gli individui accreditati. E così la sede cambia nome alcune volte per sviare possibili interventi esterni, l’idea del buffet cade per tema di avvelenamenti, e così via.

Il presidente e moderatore dell’evento prende la parola all’inizio della kermesse: richiama la platea ai valori irrinunciabili del movimento, che vanno difesi e promossi come metodo di analisi di ogni notizia, soprattutto quelle provenienti dalle fonti ufficiali.

“Cari delegati, grazie per essere giunti numerosi a questo appuntamento. L’informazione ufficiale che tutti i giorni ci tiene a bada ammannendoci notizie addomesticate ha accusato un colpo tremendo con la rivelazione che lo sbarco sulla luna non è mai avvenuto! Uno degli intrighi più classici da noi descritto è realtà!”. Pronuncia le ultime parole con marcata enfasi, e viene ripagato da un lungo e convinto applauso.

“La controinformazione – riprende il relatore – che noi sosteniamo e coltiviamo assiduamente è l’unico antidoto alle bufale che un regime senza scrupoli ci propina. Siamone zelanti seguaci al fine di raggiungere la verità più cristallina; ricordate sempre il nostro motto: fidarsi è male, non fidarsi è bene, sospettare è meglio!”

Dopo l’introduzione si susseguono altre testimonianze sulla liceità e necessità di non credere, richiami generici senza invero un autentico scopo costruttivo.

Ash, uno dei due uomini che il presidente, tramite la sua smisurata intelligence, era riuscito ad inserire tra i delegati con la qualifica di complottisti generici, riesce ad iscriversi a parlare. Giunto il momento a lui assegnato, può dunque arringare i presenti.

“Pregiati signori delegati quest’oggi intervenuti per essere parte di un consesso così gravido di conseguenze per la nazione intera, a voi il mio saluto e l’augurio di una feconda attività in seno a cotanta assemblea. In queste ore so per certo che l’insonne e solerte presidente del nostro paese lavora senza sosta per dipanare la matassa relativa alla questione dello sbarco sulla Luna…”.

Un silenzio denso di molteplici significati si diffonde improvvisamente per l’uditorio. Chi si sente menato per il naso da un delegato ribelle, chi diffida temendo un azione cospirativa tesa ad instillare un dubbio (l’ennesimo) sul senso della bella giornata, chi ancora teme un blitz ordito dal moderatore per stanare chi non protesta perché si è già assopito; nella variegata costellazione di ubbiosi presenti trova spazio qualsiasi conclusione, purché di non limpida origine.

“Questa è senza meno una trovata della contro-controinformazione – finalmente qualcuno trova il coraggio – che cerca di istillare il sospetto che sospettare sia azione di dubbia efficacia, quando ben sappiamo che se non subodoriamo non arriveremo mai a congetturare alcunché di sordido da imputare alla parte dominante, che è tale solo grazie sicuramente a giochi nell’ombra, in passato da noi paventati…”

Una autentica ode al credo della platea.

“Le presunte malizie della contro-controinformazione sono certo congetturabili, ma parimenti dobbiamo porci degli interrogativi in merito ai sotterfugi della contro-contro-controinformazione, che prova a scardinare le solide incertezze di noi fieri sabotatori, inducendoci a dubitare della nostra unica sicurezza , e cioè che tutto è una montatura”. Qualcuno si mette a contare i “contro” per raccapezzarsi nei meandri del discorso, altri manifestano una sincera ed ammirata diffidenza.

La tenzone tra dubbi e certezze, tra il numero di “contro” che volta per volta cambia a seconda dello schieramento cui si fa riferimento, prosegue senza sosta per l’intera giornata; al termine i valori del consesso sono ribaditi, ma in effetti non si raggiungono conclusioni particolarmente nuove. Gli emissari della Casa Bianca riescono ad uscirne senza conseguenze negative per loro, seguiti da sguardi di sospetto ma anche di chi sospetta di questi ultimi.

Le conclusioni dell’assemblea raggiungono il presidente. “Non è davvero un bel periodo per fare questo lavoro” è il suo pensiero mentre, alle 10 di sera si appresta ad andare in camera da letto: social che premono per le sue dimissioni, una diffusa propensione generale all’ironia nei suoi confronti, meme da ogni parte del pianeta. Sfugge il senso della situazione, il perché alla ormai celeberrima dichiarazione sia susseguita una teoria di commenti di ogni genere, ma ancora niente nella direzione della scoperta della verità.

“La verità è che non ci capisco nulla” – pensa infine -. E sale le scale che lo portano al suo appartamento. “Magari ne parlo con mia moglie”.

 

Siamo quasi a metà strada; che tipo di moglie volete sia la First Lady?

  • Una suffragetta, ammiratrice senza riserve del suo fantastico marito (0%)
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  • Una sexy pantera che cercherà di distogliere il marito dai pensieri più cupi (0%)
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  • Un generale, autentico presidente ombra (100%)
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47 Commenti

  • E la serenità, in fondo, ha mille facce. Ad ognuno di noi trovare la più adatta.

    Wow, Minollo, davvero bella come frase di chiusura, i miei applausi!
    E che colpi di scena ci aspettavamo, un rapimento, un complotto, eppure con il finale più semplice e meno scontato di tutti ci hai stupiti! I miei complimenti, Minollo.
    Non fermarti qui, mi aspetto di leggere altro di tuo!
    A presto.

  • Non conoscevo la vicenda di questo giornalista, e il fatto che sei riuscito a collegarla a un evento del tutto fantasioso mi è piaciuto molto! La sorpresa finale poi non me l’aspettavo, una situazione abbastanza grottesca e improbabile che però è perfettamente in linea con lo stile sopra le righe di tutto il racconto. Che altro dire, nonostante qualche sbavatura qui e là secondo me è un racconto riuscito, divertente e in cui ho trovato spunti di riflessione su diversi temi, per cui ti faccio i miei complimenti. A presto!

    • Ciao Lorenzo!
      Grazie per la simpatia con cui hai seguito il racconto, sono molto contento ti sia piaciuto! Un po’ pazzo in effetti, ma quel fatto di 50 anni fa mi ha sempre affascinato, parlo proprio della disputa tra i due giornalisti.
      Grazie ancora e ci sentiamo sul Gran Tour!
      Ciao!

  • Quindi era tutto preparato, tutto costruito per arrivare a far incontrare Tito Stagno e il presidente… beh, non me l’aspettavo, eppure è una trovata già sperimentata da altri. Bravo, non fai lasciato trapelare nulla.
    Caro Minollo, direi che hai fatto un bel lavoro con questo racconto, pensi di cominciarne un altro?
    Per ora ti saluto e sarò lieta di incontrarti.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica!
      Sono contento ti sia piaciuto il racconto, grazie ancora per tutte le tue osservazioni! Sto pensando ad un altro racconto, a settembre ci proverò, credo dello stesso genere anche se un po’ diverso. Grazie ancora, spero di leggere di te presto: questa settimana leggerò la prima di Gock intanto…
      Ciao!

  • “Sulla sinistra dal nulla color della pece prende forma un corridoio…” molto evocativa questa frase, avrei chiuso “dal nulla color pece” in un inciso, ma la trovo davvero ben congegnata.
    Ciao Minollo,
    siamo in dirittura d’arrivo e non posso che complimentarmi per la costruzione della trama, ogni pezzo va pian piano al suo posto e tutto, alla fine, tornerà. Sono curiosa di leggere il finale e voto perché parli uno dei presenti.
    Staremo a vedere 🙂
    Intanto, ti auguro una buona giornata e buona scrittura.

    Alla prossima!

  • Io direi di sentire il vecchio!
    Wow, Minollo, che colpo di scena. Quando ho letto presidente russo e moglie nella stessa frase ho temuto che al presidente americano venisse un infarto ahahah
    Bellissimo capitolo di transizione, sono proprio curiosa di conoscere la fine di questo complotto!
    Ci vediamo al decimo!

  • Ciao Keziarica!
    Ti confesso che sto rileggendo Grotesque prima di passare all’ultimo capitolo! È vero, stava meglio Stati Uniti che non l’acronimo, nella foga di accorciare… quello andava lasciato così. Grazie del tuo sostegno fino a qui, per un esordiente è molto bello. Soprattutto visto il seguito che hai saputo raccogliere attorno al tuo lavoro.
    Ci vediamo su Grotesque!

  • Ciao Minollo,
    e se non fosse un ascensore? Io voto per quello.
    Benissimo, sempre pieno di spunti e dialoghi esilaranti. Questo capitolo mette curiosità e la curiosità di scoprire quel che accade dopo è uno dei perni su cui ruota la narrativa… bravo.
    Ora aspetto di conoscere i voti e spero di riuscire a farmi raccontare da te cos’è il vano entro cui è stato spinto il presidente.
    Avrei scritto Stati Uniti D’America, più pomposo e adatto a un presidente, rispetto a semplice acronimo USA, ma sono dettagli. 🙂

    alla prossima!

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