L’allunaggio

Dove eravamo rimasti?

Siamo quasi a metà strada; che tipo di moglie volete sia la First Lady? Un generale, autentico presidente ombra (100%)

La first lady

“Domando scusa presidente, è sua moglie”. Il capo, assorto nelle immagini dello smartphone, alza lo sguardo verso il collaboratore che gli sta porgendo il telefono della linea interna. Sono quasi le ore 22 del 20 dicembre, l’inverno è alle porte e comincia a fare freddo nell’ufficio; forse è davvero ora di salire nelle proprie stanze.

Non che la prospettiva sia di quelle allettanti: il fuoco di fila di domande, di sguardi allusivi, di reprimende, di silenzi. Ecco, i silenzi sono la cosa che odia di più, perché lo fanno sentire nudo, solo davanti alla personale insipienza; i vuoti di parole sono pericolosi e provocano sensazioni simili a quando si soffre di una allergia, suscitano reazioni di sgomento. Generano dubbi, e non si deve mai avere dubbi, o almeno il presidente non può averne.

“Che cosa vuole?”

“Chiede quando intende salire”.

“Le dica che non ci sono”.

“Ha detto una cosa che in pratica significa che non ci crede”.

“Le dica che sto riflettendo sulla giornata politica”

“Con rispetto, questa non la bevo neppure io”.

“Che sono mezzo morto”.

“Dice di smettere di fare basso teatro”.

“Che sono mezzo vivo, volendo vedere le cose positivamente.”

“Dice di salire per parlare della questione allunaggio”.

“Le dica che sono vivo ma intendo restarlo”.

“Dice di salire, e ha aggiunto un epiteto per il quale non riesco a trovare un eufemismo confacente, se non forse “idiota”. Sì, credo possa rendere l’idea”.

Mentre sale le scale con estrema lentezza, si perde osservando fugacemente i piccoli quadri che riproducono i volti dei suoi predecessori, e immagina non senza orgoglio il momento in cui la propria immagine affiancherà quelle che ora sono in bella mostra davanti a lui, come sempre ogni mattina ed ogni sera. Bussa rispettosamente due volte; invariabilmente non ottiene risposta e si risolve ad aprire la porta. La stanza presidenziale si presenta sorprendentemente semplice rispetto a quanto non si possa immaginare: lo sguardo del boss punta subito allo specchio, di fronte al quale siede una minuta figura femminile. Gli è di spalle, posizione che la donna non cambia nonostante l’arrivo del marito.

“Allora?”.

“Allora cosa, cara?”

La parola “allora”, solitamente composta di sei lettere, nel tragitto dalla trachea alle labbra di madame, ne guadagna almeno altre due, che solidificano e insistono malamente sulla predisposizione al dialogo del numero uno d’America. La moglie non aggiunge verbo, in attesa di una risposta. Ci siamo, il famigerato silenzio da riempire; il marito ha l’impressione di sedere su di un canestro di uova: “si sono fatti dei passi avanti… un po’ su tutto… la disoccupazione scende… più avanti salirà… ma si sa come vanno queste cose…”.

“No, non lo so” – la first lady scandisce le parole con studiata lentezza – “Come vanno queste cose?”.

Altro silenzio.

“Vanno così cara” – prova la carta dell’affetto, ma la voce è un sussurro – “ora su, ora giù, è difficile districarsi. Non è semplice capire per chi ne è fuori … anche se tu lo capisci bene” – si affretta a rimediare – “tu sei così… intelligente… cara”. La voce cala ad ogni sintagma, l’ultimo è udibile solo da alcune classi di animali; il loppide first dog sdraiato ai piedi del letto muove appena il capo in direzione del padrone, per poi riprendere a ronfare.

Altro silenzio, ma il Nostro ha esaurito la voce e le risorse; nuovi concetti, per quanto fumosi possano essere, non giungono a trarlo d’impaccio. Passa un minuto e forse più. Il marito è “cotto”, rassegnato ad ascoltarla e ad agire di conseguenza; adesso è il momento migliore per parlare.

“Vedi caro” – e la voce tradisce sincero affetto – “le cose vanno come ti sto per dire. Il casino della dichiarazione dello scorso luglio non si è mai sopito, anzi, con il tempo è cresciuto e ha minato il nostro prestigio. Una conseguenza di tal genere non è accettabile da noi e dal popolo: da ogni parte si esige chiarezza, ancora non sappiamo se siamo mai stati sulla Luna. L’amministratore della NASA è ancora sulla poltrona, ma per gennaio tutto dovrà andare al suo posto. Altrimenti…”

“Altrimenti…?” – ripete meccanicamente il consorte -.

“Altrimenti… tu sai come vanno queste cose”. Vorrebbe risponderle “no, non lo so. Dimmelo tu come vanno”, ma sa che lei gli darebbe la risposta che cerca, e che non ha intenzione di sentire.

“Presto sarai in Europa – incalza lei – e sarà un viaggio decisivo. Sempre se tieni alla tua, di poltrona”.

Prima di addormentarsi una carezza al cane, una alla moglie, poi un bacio. Alla moglie. Che in fondo lo ha sempre aiutato, sin da quando era un avvocato di campagna che dirimeva questioni tra proprietari di ranch per animali che invadevano proprietà altrui. Perché non fidarsi di lei?

Londra, il giorno dopo ore 14,30. L’acting chairman della BBC non riesce a nascondere il proprio disappunto. Ha appena chiuso la comunicazione con il portavoce della presidenza russa, che è stato irremovibile: il luogo deve essere Roma, e non il Regno Unito. E’ un atto doveroso, indiscutibile.

Nuovi attori sulla scena dunque. E' la volta dei contatti di Houston con l'Italia: di cosa parleranno?

  • Del ruolo della BBC (33%)
    33
  • Del ruolo della first lady (0%)
    0
  • Del ruolo del presidente americano (67%)
    67
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

38 Commenti

  1. Ciao Keziarica!
    Si siamo quasi arrivati, speriamo bene; sono molto contento di aver tenuto alta la tua curiosità, mi auguro che il finale sia all’altezza. Grazie per le osservazioni che finora hai fatto e che vorrai fare!
    Buona giornata anche a te!

  2. “Sulla sinistra dal nulla color della pece prende forma un corridoio…” molto evocativa questa frase, avrei chiuso “dal nulla color pece” in un inciso, ma la trovo davvero ben congegnata.
    Ciao Minollo,
    siamo in dirittura d’arrivo e non posso che complimentarmi per la costruzione della trama, ogni pezzo va pian piano al suo posto e tutto, alla fine, tornerà. Sono curiosa di leggere il finale e voto perché parli uno dei presenti.
    Staremo a vedere 🙂
    Intanto, ti auguro una buona giornata e buona scrittura.

    Alla prossima!

  3. Ciao Trix!
    Grazie per aver seguito il racconto sin qui e del tuo apprezzamento. Ci sono alcuni cerchi da chiudere, speriamo bene, ci vorrebbero almeno 1000 battute bonus per il decimo episodio!
    Ma no, meglio così, è un bell’esercizio!
    A presto!

  4. Io direi di sentire il vecchio!
    Wow, Minollo, che colpo di scena. Quando ho letto presidente russo e moglie nella stessa frase ho temuto che al presidente americano venisse un infarto ahahah
    Bellissimo capitolo di transizione, sono proprio curiosa di conoscere la fine di questo complotto!
    Ci vediamo al decimo!

  5. Ciao Keziarica!
    Ti confesso che sto rileggendo Grotesque prima di passare all’ultimo capitolo! È vero, stava meglio Stati Uniti che non l’acronimo, nella foga di accorciare… quello andava lasciato così. Grazie del tuo sostegno fino a qui, per un esordiente è molto bello. Soprattutto visto il seguito che hai saputo raccogliere attorno al tuo lavoro.
    Ci vediamo su Grotesque!

  6. Ciao Minollo,
    e se non fosse un ascensore? Io voto per quello.
    Benissimo, sempre pieno di spunti e dialoghi esilaranti. Questo capitolo mette curiosità e la curiosità di scoprire quel che accade dopo è uno dei perni su cui ruota la narrativa… bravo.
    Ora aspetto di conoscere i voti e spero di riuscire a farmi raccontare da te cos’è il vano entro cui è stato spinto il presidente.
    Avrei scritto Stati Uniti D’America, più pomposo e adatto a un presidente, rispetto a semplice acronimo USA, ma sono dettagli. 🙂

    alla prossima!

  7. Ciao Minollo,
    qualcosa non funziona con il caricamento delle percentuali dei voti che finiscono, inesorabilmente, nel riassunto iniziale.
    A parte questo, davvero carino questo episodio, lo sfogo del presidente per il viaggio è godibile e mi ha fatto ridere. Ora sono curiosa di conoscere la destinazione misteriosa e di misterioso vorrei incontrare anche un nuovo personaggio.
    Ancora bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica!
      Si, c’è ancora qualche problemino, anche ieri sera. Peraltro ho fatto segnalazione e sono intervenuti tempestivamente. Grazie per il tuo commento, mi fa piacere che continui ad apprezzare il racconto. Adesso si entra nel vivo…
      Ciao!

  8. Ciao Keziarica!
    Hai ragione, c’è una coppia di virgolette di troppo! Per il resto uso il trattino all’inizio ed alla fine di una frase che indica chi ha appena parlato e magari come, con quale stato d’animo.
    Grazie, hai davvero l’occhio allenato.
    Buon week end a te!

  9. Ciao Minollo,
    eccomi e scusa il ritardo, ultimamente sono un po’ presa 🙂
    Ho trovato il capitolo carino e anche divertente, però non ho capito l’uso delle virgolette e del trattino… ti segnalo anche un paio di virgolette di troppo nella frasse. “Sì…” – risponde esitante”.
    Per il resto non ho nulla da obiettare, la storia fila liscia, anche se siamo in dirittura d’arrivo e la storia va conclusa. L’idea di mangiare tutti i libri è davvero esilarante, il vecchio genitore strampalato ci sta proprio bene.
    Voto per l’emissario italiano e ti auguro un buon weekend.

    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo!
    Grazie per aver letto il racconto e per le tue considerazioni, utilissime per riflettere sul lavoro svolto sin qua. Forse ti dico un’eresia, ma non ho visto Scary Movie, pur piacendomi il genere: una lacuna che a questo punto devo colmare! Per il presidente inizialmente mi sono ispirato al Rufus T. Firefly de “La guerra lampo dei fratelli Marx”. Adoro Groucho! L’evolversi della trama mi ha poi aiutato a definirlo meglio.
    Sono contento ti stia incuriosendo, anche perché trovo tu scriva molto bene e sia attento a delineare proprio gli aspetti legati alle peculiarità dei personaggi.
    Grazie ancora ciao!

  11. Devo ammettere che all’inizio questo racconto non mi aveva convinto del tutto, nonostante l’idea alla base mi sia sembrata fin da subito originale e interessante, però proseguendo il tuo stile di umorismo mi ha catturato sempre di più!
    Il presidente per certi versi mi ricorda quello di Scary Movie (personaggio che ho sempre adorato), anche se andando avanti assume sfumature che lo rendono sempre più tridimensionale e sfaccettato. Mi piacciono molto anche i dialoghi quasi non-sense, in particolare quelli delle interviste, e in generale la storia si sta facendo sempre più avvincente. Tuttavia ho l’impressione che manchi un po’ di cura nella scrittura, ogni tanto noto qualche sbavatura e ci sono passaggi che sembrano un po’ buttati lì o che risultano essere un po’ contorti, ma si tratta di dettagli.
    Per il prossimo capitolo voto il presidente!

    P.s. Questo racconto mi ha fatto ricordare di un film di qualche anno fa, “Moonwalkers”, che parla di un agente della CIA che, qualche mese prima della missione Apollo 11, viene inviato nel Regno Unito con l’incarico di trovare Stanley Kubrick e convincerlo a filmare un finto allunaggio nel caso la missione spaziale non dovesse andare a buon fine. Se non l’hai visto te lo consiglio, è molto divertente e ben fatto!

  12. Ciao Minollo,
    ho letto questo episodio e la First Lady mi piace, sembra una cazzuta! Inoltre, imparo dal tuo commento qui sotto, che esiste il termine ubbioso di cui io ignoravo l’esistenza! Bene, ho votato che si parli del ruolo del presidente americano ma mi dispiace averti messo in parità.
    A presto!

  13. Ciao Keziarica!
    Grazie per la lettura e per le considerazioni. Devo dire che non sono affatto contento del quarto episodio; è rimasto, per così dire, inesploso. Volevo inserire nel quinto il contatto della BBC ma gli ho dedicato solo poche righe: in effetti avrebbe meritato di più. La parola ubbioso esiste, è una persona piena di ubbie, ossia di preconcetti e paure infondate, che generano sospetti.
    Grazie, alla prossima!

  14. Parleranno del ruolo della BBC. Le inchieste giornalistiche hanno un peso enorme, potrebbe starci.
    Ciao, Minollo.
    La scrittura rimane fluida, anche se questi ultimi due capitoli paiono un po’ allungati, non so come spiegarlo meglio. Ho notato qualche sbavatura, ma poca roba: un ubbiosi (senza D nel capitolo precedente), per esempio.
    Avrei marcato lo stacco tra la scena del presidente con la first lady e quella alla BBC, ma avrai avuto le tue ragioni.
    Bello il cameo del first dog 🙂

    Alla prossima!

  15. Ciao a tutti, volevo aggiungere come nota che l’intervento che comincia con “Le presunte malizie…” è dell’inviato del presidente, e non della platea. Mi sono reso conto solo dopo il caricamento dell’episodio che potrebbe essere non chiaro.
    Grazie!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi