L’allunaggio

Dove eravamo rimasti?

Comincia lo spostamento del presidente americano verso la misteriosa destinazione finale. Stavolta si imbatterà in: un uomo armato (67%)

Il viaggio verso Roma

Roma, 27 dicembre. Ore 20.30

“Buonasera, spero abbia fatto buon viaggio”.

Il clima mite dell’inverno capitolino ha accolto delicatamente la first lady americana, coinvolgendola limitatamente nell’allegra frenesia delle feste. La moglie del presidente non è in Italia per lo shopping, ma per abboccarsi con chi pare ricopra la posizione di vertice nell’intricato affaire allunaggio. L’anziano anfitrione la accoglie con savoir faire d’altra epoca.

“Ho viaggiato divinamente” – è la risposta della donna – “nel senso più completo del termine”.

“Me ne compiaccio” – commenta soddisfatto il misterioso ospite – “Anche perché credo che quello di gennaio rimarrà l’ultimo nostro incontro, e desidero sia perfetto. Innanzitutto cosa sa a proposito del prossimo meeting?”.

“So che è stata indetta una riunione per parlare di tutti questi sei mesi di dichiarazioni, dove interverranno altissime personalità, e quindi credo che …”

“Mia cara” – interviene con un ampio sorriso il vegliardo – “Indire una riunione è atto di grande importanza nel processo di rafforzamento sociale di un manager…” – e marca la chiosa con una pausa – “…quasi quanto disdirla”. Emette una risata praticamente muta, soddisfatto di quanto detto. “Desidero appagare subito per intero le lacune di conoscenza che il suo sguardo mi comunica”

“Mi aspetto” – la donna ha un atteggiamento di grande rispetto verso l’interlocutore, ma appare parimenti risoluta nelle aspettative – “che l’immagine della nazione americana non esca danneggiata o sminuita dalla vicenda, visto il sacrificio del presidente, mio marito”.

“Sono contrario per principio” – l’italiano assume un’espressione grave – “a qualsiasi intrigo internazionale che coinvolga personalità di rilievo istituzionale, ma, mia cara” – abbassa la voce e si china leggermente verso la donna – “non può capire quanto è dolce arrivare alla mia veneranda età e scoprire di essere in debito con la propria vanità”.

Roma, 3 gennaio. Ore 19.00

“Buonasera, spero abbia fatto buon viaggio”.

Scomodo. E’ l’eufemismo che meglio dipinge il volo del presidente con un Air Force One sotto il livello medio di confort. Ma un successore di G. Washington non si spaventa per così poco!

Un funzionario italiano lo accoglie direttamente sull’aereo e gli si rivolge in inglese; il boss striscia letteralmente fuori dalla postazione. “Ho viaggiato divinamente” – è la risposta – “nel senso che me la son vista con l’Onnipotente. La temperatura di bordo mi ha lasciato finalmente intendere quanto sia difficile prendere la mira e colpire un rinoceronte tra gli occhi durante un safari mentre concentri in due litri di sudore altrettanti chili di peso corporeo; il cibo di bordo d’altro canto mi suggerisce che a dispetto delle leggi del vostro paese, la tortura venga tuttora largamente praticata, per giunta, orrendo contrappasso, a mezzo di un vanto assoluto della vostra cultura!

Avrei qualcosa da dire al vostro governo.” – e tra i denti – “solo che nella fretta ho lasciato a casa l’agendina dei nomi. E delle facce.” – di nuovo a voce alta: -“aereo velocissimo, bene. Talmente veloce che ne approfitterei per controllare se ho dato da mangiare al cane. Se mi concedete qualche ora…”.

“Sono desolato” – l’italiano allarga le braccia e sorride – “ma è impossibile”.

“Dire impossibile rimanendo impassibile è passibile di condanna, ma la grazio sui due piedi se mi indica dove posso trovare un mio connazionale, meglio se a me legato da vincolo matrimoniale”.

“Vedremo, sir” – è la risposta. Sono scesi dalla scaletta; sulla pista avvolta dall’oscurità un’auto sta già attendendo l’americano.

“Prego, sir. L’autista è un suo connazionale e la porterà a destinazione. Il mio compito termina qui. Addio”

                                                                       —-

“Adoro il modo in cui suo marito rimbalza i suoi interlocutori, li avvolge con le sue acrobazie logiche. Gli leggo la passione per i giochi di parole; mia cara, le parole son balocchi, chi non li maneggia, non scoprirà la verità. E’ creativo, coraggioso, spavaldo per necessità, per celare qualche, diciamo così, falla nella sua preparazione generale. Sta crescendo: presto potrà fare ben altro. Forse anche – e ammicca – il presidente degli Stati Uniti”.

L’ospite conviene, sorridendo divertita.

                                                                       —-

“Buonasera” – esordisce il presidente una volta accomodatosi nell’automobile – “allora pare che viaggeremo insieme”. L’altro lo squadra incredulo e inquieto: “Allora è proprio lei…”. “Ci conosciamo?” – riprende il capo di stato, dimenticandosi per un attimo della propria popolarità.

“Sono in pochi a non conoscerla” – conferma il tizio con malcelata emozione. “Ho con me la nostra destinazione, di cui non sono autorizzato a parlare E’ pronto per seguirmi?”

“Non credo di avere scelta, quindi mi faccia strada, signor …”

“Campbell” – risponde – “Archibald Campbell”.

“Perché il suo nome dovrebbe dirmi qualcosa…” – in silenzio prova a ricordare…  ”Diavolo, la mia agendina…”.

Comincia lo spostamento del presidente americano verso la misteriosa destinazione finale. Stavolta si imbatterà in:

  • una voce spettrale (33%)
    33
  • un animale pericoloso (0%)
    0
  • un uomo armato (67%)
    67
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38 Commenti

  1. Ciao Keziarica!
    Si siamo quasi arrivati, speriamo bene; sono molto contento di aver tenuto alta la tua curiosità, mi auguro che il finale sia all’altezza. Grazie per le osservazioni che finora hai fatto e che vorrai fare!
    Buona giornata anche a te!

  2. “Sulla sinistra dal nulla color della pece prende forma un corridoio…” molto evocativa questa frase, avrei chiuso “dal nulla color pece” in un inciso, ma la trovo davvero ben congegnata.
    Ciao Minollo,
    siamo in dirittura d’arrivo e non posso che complimentarmi per la costruzione della trama, ogni pezzo va pian piano al suo posto e tutto, alla fine, tornerà. Sono curiosa di leggere il finale e voto perché parli uno dei presenti.
    Staremo a vedere 🙂
    Intanto, ti auguro una buona giornata e buona scrittura.

    Alla prossima!

  3. Ciao Trix!
    Grazie per aver seguito il racconto sin qui e del tuo apprezzamento. Ci sono alcuni cerchi da chiudere, speriamo bene, ci vorrebbero almeno 1000 battute bonus per il decimo episodio!
    Ma no, meglio così, è un bell’esercizio!
    A presto!

  4. Io direi di sentire il vecchio!
    Wow, Minollo, che colpo di scena. Quando ho letto presidente russo e moglie nella stessa frase ho temuto che al presidente americano venisse un infarto ahahah
    Bellissimo capitolo di transizione, sono proprio curiosa di conoscere la fine di questo complotto!
    Ci vediamo al decimo!

  5. Ciao Keziarica!
    Ti confesso che sto rileggendo Grotesque prima di passare all’ultimo capitolo! È vero, stava meglio Stati Uniti che non l’acronimo, nella foga di accorciare… quello andava lasciato così. Grazie del tuo sostegno fino a qui, per un esordiente è molto bello. Soprattutto visto il seguito che hai saputo raccogliere attorno al tuo lavoro.
    Ci vediamo su Grotesque!

  6. Ciao Minollo,
    e se non fosse un ascensore? Io voto per quello.
    Benissimo, sempre pieno di spunti e dialoghi esilaranti. Questo capitolo mette curiosità e la curiosità di scoprire quel che accade dopo è uno dei perni su cui ruota la narrativa… bravo.
    Ora aspetto di conoscere i voti e spero di riuscire a farmi raccontare da te cos’è il vano entro cui è stato spinto il presidente.
    Avrei scritto Stati Uniti D’America, più pomposo e adatto a un presidente, rispetto a semplice acronimo USA, ma sono dettagli. 🙂

    alla prossima!

  7. Ciao Minollo,
    qualcosa non funziona con il caricamento delle percentuali dei voti che finiscono, inesorabilmente, nel riassunto iniziale.
    A parte questo, davvero carino questo episodio, lo sfogo del presidente per il viaggio è godibile e mi ha fatto ridere. Ora sono curiosa di conoscere la destinazione misteriosa e di misterioso vorrei incontrare anche un nuovo personaggio.
    Ancora bravo.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica!
      Si, c’è ancora qualche problemino, anche ieri sera. Peraltro ho fatto segnalazione e sono intervenuti tempestivamente. Grazie per il tuo commento, mi fa piacere che continui ad apprezzare il racconto. Adesso si entra nel vivo…
      Ciao!

  8. Ciao Keziarica!
    Hai ragione, c’è una coppia di virgolette di troppo! Per il resto uso il trattino all’inizio ed alla fine di una frase che indica chi ha appena parlato e magari come, con quale stato d’animo.
    Grazie, hai davvero l’occhio allenato.
    Buon week end a te!

  9. Ciao Minollo,
    eccomi e scusa il ritardo, ultimamente sono un po’ presa 🙂
    Ho trovato il capitolo carino e anche divertente, però non ho capito l’uso delle virgolette e del trattino… ti segnalo anche un paio di virgolette di troppo nella frasse. “Sì…” – risponde esitante”.
    Per il resto non ho nulla da obiettare, la storia fila liscia, anche se siamo in dirittura d’arrivo e la storia va conclusa. L’idea di mangiare tutti i libri è davvero esilarante, il vecchio genitore strampalato ci sta proprio bene.
    Voto per l’emissario italiano e ti auguro un buon weekend.

    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo!
    Grazie per aver letto il racconto e per le tue considerazioni, utilissime per riflettere sul lavoro svolto sin qua. Forse ti dico un’eresia, ma non ho visto Scary Movie, pur piacendomi il genere: una lacuna che a questo punto devo colmare! Per il presidente inizialmente mi sono ispirato al Rufus T. Firefly de “La guerra lampo dei fratelli Marx”. Adoro Groucho! L’evolversi della trama mi ha poi aiutato a definirlo meglio.
    Sono contento ti stia incuriosendo, anche perché trovo tu scriva molto bene e sia attento a delineare proprio gli aspetti legati alle peculiarità dei personaggi.
    Grazie ancora ciao!

  11. Devo ammettere che all’inizio questo racconto non mi aveva convinto del tutto, nonostante l’idea alla base mi sia sembrata fin da subito originale e interessante, però proseguendo il tuo stile di umorismo mi ha catturato sempre di più!
    Il presidente per certi versi mi ricorda quello di Scary Movie (personaggio che ho sempre adorato), anche se andando avanti assume sfumature che lo rendono sempre più tridimensionale e sfaccettato. Mi piacciono molto anche i dialoghi quasi non-sense, in particolare quelli delle interviste, e in generale la storia si sta facendo sempre più avvincente. Tuttavia ho l’impressione che manchi un po’ di cura nella scrittura, ogni tanto noto qualche sbavatura e ci sono passaggi che sembrano un po’ buttati lì o che risultano essere un po’ contorti, ma si tratta di dettagli.
    Per il prossimo capitolo voto il presidente!

    P.s. Questo racconto mi ha fatto ricordare di un film di qualche anno fa, “Moonwalkers”, che parla di un agente della CIA che, qualche mese prima della missione Apollo 11, viene inviato nel Regno Unito con l’incarico di trovare Stanley Kubrick e convincerlo a filmare un finto allunaggio nel caso la missione spaziale non dovesse andare a buon fine. Se non l’hai visto te lo consiglio, è molto divertente e ben fatto!

  12. Ciao Minollo,
    ho letto questo episodio e la First Lady mi piace, sembra una cazzuta! Inoltre, imparo dal tuo commento qui sotto, che esiste il termine ubbioso di cui io ignoravo l’esistenza! Bene, ho votato che si parli del ruolo del presidente americano ma mi dispiace averti messo in parità.
    A presto!

  13. Ciao Keziarica!
    Grazie per la lettura e per le considerazioni. Devo dire che non sono affatto contento del quarto episodio; è rimasto, per così dire, inesploso. Volevo inserire nel quinto il contatto della BBC ma gli ho dedicato solo poche righe: in effetti avrebbe meritato di più. La parola ubbioso esiste, è una persona piena di ubbie, ossia di preconcetti e paure infondate, che generano sospetti.
    Grazie, alla prossima!

  14. Parleranno del ruolo della BBC. Le inchieste giornalistiche hanno un peso enorme, potrebbe starci.
    Ciao, Minollo.
    La scrittura rimane fluida, anche se questi ultimi due capitoli paiono un po’ allungati, non so come spiegarlo meglio. Ho notato qualche sbavatura, ma poca roba: un ubbiosi (senza D nel capitolo precedente), per esempio.
    Avrei marcato lo stacco tra la scena del presidente con la first lady e quella alla BBC, ma avrai avuto le tue ragioni.
    Bello il cameo del first dog 🙂

    Alla prossima!

  15. Ciao a tutti, volevo aggiungere come nota che l’intervento che comincia con “Le presunte malizie…” è dell’inviato del presidente, e non della platea. Mi sono reso conto solo dopo il caricamento dell’episodio che potrebbe essere non chiaro.
    Grazie!

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