L’ISOLA DELL’IMBALSAMATORE DI CANI

ARRIVO SULL’ISOLA

Ottenni di vedere la rotta del piccolo peschereccio solo dopo ripetute insistenze. Il capitano Nasher mi spiegò che non era necessario conoscere ogni particolare della destinazione. Io insistetti, però, per avere notizie più dettagliate.
Allora mi venne mostrata una mappa, sgualcita in più punti, recante in calce una firma di colore rosso e un’annotazione del medesimo colore al centro di un perimetro frastagliato e oblungo: ISOLA DI CAMPTON DUKE, recitava e per quel che mi riguardava, non rivelò null’altro. Non avevo mai sentito parlare di quel posto. Mai, nei cinque anni che mi vedevano al servizio del Gordon Steward’s Museum, mi capitò di venire a contatto con quel nome.
Stavo in piedi sul ponte della barca, davanti a me, appena visibile nel buio salmastro, un accenno di schiuma bianca, si ergeva e poi refluiva dal lucido manto roccioso che saliva fino alla casa nera in cima alla rupe; i boati sordi, che potevano udirsi in lontananza, crepavano la quiete dei flutti contro la pancia bianca dell’imbarcazione. Il capitano Nasher mi comunicò, quel pomeriggio, che l’arrivo all’isola avrebbe richiesto attenzione particolare, per via degli innumerevoli scogli, che spuntavano aguzzi dal fondale intorno all’isola.
In cielo agglomerati di stelle e nebulose tendenti al color arancio, si stendevano a perdita d’occhio fin dove l’avvento del temporale si intrometteva, intaccando il senso di beato appagamento in cui mi trovavo.
–Vira a babordo, Jack!– urlò il capitano.
Il mozzo, con le braghette tagliuzzate all’altezza delle ginocchia, si affrettò a far girare il timone e, con maestria impensabile per la sua età, infilò la prua beccheggiante in un canale scavato tra due file di roccia verdastra alla luce della luna.
Il promontorio, che ora vedevo chiaramente, si alzava per decine di metri. Al chiarore lunare un dettaglio, bianco come un osso scoperto, svettava nel buio attirando la mia attenzione. Tentai di aguzzare la vista, stringendo gli occhi quel tanto che sarebbe bastato per mettere a fuoco, ma mentre qualcosa sovveniva per aiutarmi a distinguere l’oggetto della mia osservazione, la voce del capitano mi strappò al mio intento.
–Ora dovrete fare da solo, – mi disse Nasher con bonomia. –Non possiamo andare oltre.
La minuscola spiaggia, simile a un fazzoletto steso ad asciugare, si apriva a una decina di metri dalla chiglia e avrei dovuto percorrere una tremebonda passerella per raggiungerla.
–Fate attenzione, sir. – si raccomandò il giovane timoniere.
– Certo, Jack. Ci vediamo fra una settimana esatta.
Ma fu più una preghiera che una promessa.
–Troverete i signori Timbleton poco più in là, lungo il sentiero. Non si faccia scoraggiare dal signor Timbleton, è un burbero uomo di mare, ma non farebbe male a una mosca.
–Voglio sperarlo.
Misi un piede sulla timida passerella e subito avvertii un cedimento sotto il mio peso. Una delle assi era divelta e rischiai di finire nell’acqua gelida dopo un solo passo fuori dall’imbarcazione.
–Come arrivo dall’altra parte?
–Come vi dicevo, sir, c’è un sentiero subito oltre la spiaggia. Là, sulla destra, riuscite a scorgerlo?
Il sentiero si snodò chiaro ai miei occhi. Me ne spiegai il motivo al momento di percorrerlo: era coperto da ciottoli bianchi che brillavano alla luce della luna piena.
Mi voltai a fare un cenno di saluto ai miei accompagnatori, Il capitano agitò una mano, Jack rispose toccandosi la fronte con due dita, anche senza l’ausilio del giorno mi parve di poter scorgere sul volto del ragazzo un’espressione greve che non avrei saputo spiegare altrimenti.
Il mio bagaglio, seppure esiguo, mi creò qualche problema nella percorrenza del sentiero. A fatica procedetti, camminando per un quarto d’ora buona, prima di scorgere il filo di fumo grigio che si alzava dal camino di quella che doveva essere l’abitazione dei Timbleton.
Bussai alla porta. Il legno mi parve debole al tatto, tarlato e umidiccio.
Mi aprì un uomo imponente, con le maniche della camicia scura arrotolate ai gomiti.
–Siete l’incaricato del museo?
–Sono io, immagino che voi siate il signor Timbleton
–Per servirvi
Subito dopo una donna apparve alle spalle dell’uomo, asciugandosi le mani nel grembiule che aveva legato in vita.
–Torna alle tue faccende Wilma, al signore penso io.
La donna non rispose. Si ritirò così come era apparsa.
–Dormirete nella casa nera– mi disse Timbleton senza scostarsi di un centimetro dalla sua posizione, fatto che mi indusse a pensare che non mi avrebbe ospitato nemmeno per offrirmi una tazza di tè.
–Andiamo allora– gli dissi. –Sono molto stanco, vorrei riposare e prima arriviamo, meglio sarà.
–Oh, questo è tutto da vedere– rispose lui, mentre folate di vento gelido si palesarono d’improvviso, agitando le fronde secche di alcuni alberi di tiglio. In lontananza sparute urla di gabbiani si alzarono e si persero nel fragore della risacca.

NEL PROSSIMO EPISODIO:

  • DENTRO LA CASA (17%)
    17
  • TIMBLETON RIMANE IN SILENZIO, MA FA IN MODO CHE IL CURATORE S'IMBATTA IN QUALCOSA DI PARTICOLARE (8%)
    8
  • TIMBLETON SPIEGA A GRAHAM (IL CURATORE) LE REGOLE DELLA CASA (75%)
    75
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110 Commenti

  1. Ciao,
    innanzitutto ti devo fare i complimenti per lo stile di scrittura, paradossalmente originale ai giorni nostri proprio per questa dichiarata ispirazione ai classici del gotico ottocentesco. La storia mi ha preso fin da subito, i personaggi sono a tutto tondo, nonostante vengano ripresi stilemi tradizionali, e l’uso di termini ricercati, che non di rado spinge a cercare sul vocabolario, è qualcosa che ormai si è perso e che mi fa piacere che venga riscoperto, di modo che la lettura non sia solo svago, ma anche arricchimento. In attesa del seguito, scelgo la tempesta.
    Saluti

    • Ciao Distarnish,
      spero di aver scritto bene il tuo nick… 🙂
      Grazie, che posso dire? Sono felice che ti stia piacendo lo stile e che tu abbia apprezzato storia e personaggi, sto facendo del mio meglio per rimanere nell’ambito scelto, dato che questa è la prima volta che mi cimento in un racconto di questo tipo.
      Sono passata da te, ho letto e ora torno a commentare.
      Grazie ancora e alla prossima!

  2. Si scatena una tempesta e blabla… fa molto giallo d’annata. Bene la scelta di restare entro i confini del genere e sottrarsi al fascino del sovrannaturale. L’atmosfera gotica funziona e si avvvantaggia delle sfumature in grigio e seppia del linguaggio adottato; anche per questo continuerei a giocare con gli stereotipi come eccellentemente fatto fino a questo momento. Brava.

  3. Mi aspettavo la scoperta di una stanza piena di cani imbalsamati, visto il riferimento al titolo, ma sarebbe stato troppo scontato in effetti, mentre il colpo di scena mi ha molto stupito! Molto ben caratterizzato il personaggio di Dorinda, chissà ora che piega prenderanno gli eventi: ii intanto voto per andare a chiamare Timbletone, le altre opzioni in effetti sono troppo classiche, come è stato già detto, nonostante si potrebbero lo stesso addicere al racconto proprio per questo. Al prossimo capitolo!

    • Ciao Lorenzo,
      scusa, ti avrei riposto anche ieri, ma il sito è rimasto inattivo per qualche ora. In effetti ho messo insieme delle opzioni un po’ “classiche”, forse troppo, ma come ho già scritto: spesso le opzioni sono più difficili del capitolo… 🙂
      Intanto sono felice di averti stupito e spero di continuare a stupirti in seguito.
      Grazie ancora, buona domenica e alla prossima!

  4. …”quelle che gli andava di proferire suonavano secche, come rami spezzati”: una delle più belle similitudini della piattaforma, mi ha colpita molto.
    “profluvio verbale” : adoro con quanta accuratezza scegli ogni parola, hai un vocabolario molto ricco e specifico (grande idea il collegamento ipertestuale sui fulmari, io stessa non sapevo cosa fossero).
    E questo riguarda solo l’episodio 2. Ma la tua bravura è evidente come sempre, non per niente ti leggiamo in tanti!
    Dopo tanto tempo sono tornata e ho recuperato tutta la tua storia. Di tuo non voglio perdermi niente!

    • Ciao Charlot,
      tu sei troppo buona con me che sono una cialtrona di mezza età 😉
      Sono felice che la storia ti piaccia, sono felice che ti piacciano i vocaboli e che tu sia intenzionata a leggere i miei lavori; questa è la prima volta che mi cimento in un giallo/horror gotico, mi sta piacendo molto. Tieni presente che la storia nasce da una paginetta (praticamente parte del primo capitolo) scritta e salvata chissà quando nel mio vecchio pc… il resto arriva dal nulla della mia testa vuota e dai consigli e direzioni che voi lettori mi date. Ti ringrazio molto per le belle parole, non ne merito di così accorate, ma grazie 🙂
      Alla prossima!
      p.s. il fatto che mi leggiate in tanti, dipende dal fatto che appena giunta su questa piattaforma ho cominciato a cercare i racconti che potevano interessarmi, li ho letti e li ho commentati per quanto più mi riusciva e, penso, sono capitata in un periodo in cui la piattaforma era frequentata da molti più autori; perciò non è merito dei miei lavori, non del tutto almeno, ma dalla fusione tra un momento fortunato e il mio impegno 😉

      • Cialtrona di mezza età mi ha fatta troppo ridere e non penso sia vero 🙂 guarda, le vecchie idee sono le migliori. Io avevo progettato i personaggi del mio racconto a 16 anni. Poi per anni hanno fatto la muffa, anche se erano sempre nel mio cuore. Quando ho scoperto questa piattaforma ho fatto come te in questo caso: ho iniziato senza una vera storyline, infatti tutto è cambiato.
        Ben vengano le vecchie idee per nuove storie, se i risultati sono come il tuo!

    • Ciao Gra,
      sì, metto molto impegno nella ricerca delle parole, forse anche troppo. Non sempre è un bene, ma non mi risulta facile fare altrimenti. Sai, ho scritto questo capitolo in spiaggia, con il grosso blocco sulle ginocchia; non ho prestato granché attenzione alle parole, eppure sono venute fuori ugualmente , ho idea che sia proprio una mia attitudine. 🙂
      Grazie, vediamo che ne sarà della tempesta.
      Alla prossima!

  5. La tempesta è davvero un classico troppo… classico, così come lo svenimento che è uno stratagemma che non bisognerebbe mai utilizzare più di una volta in un racconto, non essendo così comune nemmeno nella realtà. Vada per chiamare Timbleton, dunque, sperando ci riservi qualche altra sorpresa! Questo capitolo mi è piaciuto particolarmente, sono curioso di scoprire il ruolo che hai riservato a questa Dorinda nella storia e se si limiterà come evidenziato da Valentina a quello di “tentatrice”. Apprezzo molto anche che le chiarissime atmosfere horror possano fare da sfondo ad una vicenda molto più terrena: in genere non amo il giallo per via dell’ambientazione troppo ordinaria per i miei gusti, quindi ben venga la contaminazione. Ciao!

    • Ciao Dapiz,
      lo so, un secondo svenimento farebbe somigliare Graham a Ichabod Crane, e non è proprio quel che ho in mente. Non è semplice trovare le giuste opzioni, la cosa bella di questa piattaforma, del format che si sono inventati, è anche il trovare delle opzioni congeniali al racconto che diano però al lettore la possibilità di indirizzare la storia. A volte faccio più fatica a trovare le tre domande finali che scrivere il capitolo intero.
      Sono comunque felice che il racconto non ti dispiaccia e spero di intrattenerti fino all’ultimo episodio.
      Alla prossima!

  6. Ciao K, era ora che leggessi la tua nuova creazione.
    Che dire, un’atmosfera pregna di mistero, un’isola da brividi, personaggi inquietanti… E infine… un titolo molto interessante.
    Non ho proprio nulla da obiettare, sei diventata un’abile giallista, si nota la passione che metti in ogni singola parola.
    Continua così!
    Ciao,
    Ilaria.

  7. A parte il fatto che non ho capito come Graham abbia riconosciuto Wilma Timbleton, visto che non mi risulta che l’abbia mai vista, per il resto non ho nulla da obiettare.
    Quanto alle opzioni, scarterei decisamente un ulteriore svenimento che finirebbe per connotare eccessivamente il protagonista. Voto per la tempesta, ci sta benissimo con il climax che hai sviluppato fin qui.

    • Ciao Napo,
      in realtà, Graham ha visto la signora Timbleton quando è arrivato sull’isola:
      “Subito dopo una donna apparve alle spalle dell’uomo, asciugandosi le mani nel grembiule che aveva legato in vita.
      –Torna alle tue faccende Wilma, al signore penso io.
      La donna non rispose. Si ritirò così come era apparsa.”
      Forse l’ha vista poco, ma considerando che è su un’isola semi deserta, al buio, ho confidato nel fatto che risultasse credibile il ricordo di un viso visto in quelle circostanze.
      Al di là di questa (comunque legittima) perplessità, ti ringrazio e anche a me sarebbe piaciuta la tempesta, ma non credo vada per la maggiore 🙂
      Ancora grazie e alla prossima!

  8. Ecco la svolta, quel colpo di scena che non ti aspetti e che rimescola le carte in tavola.
    Con la scoperta del cadavere, ci spostiamo decisamente sul genere giallo da te scelto per questo racconto, anche se le atmosfere cupe e nebbiose continuano a ricondurre ad uno scenario tipicamente horror. Tuttavia, la cosa non mi dispiace affatto, anzi, è proprio questa “ambiguità” di genere che mi spinge a proseguire la lettura, insieme al tuo modo di scrivere e alla macabra vicenda che ci stai narrando (non vedo l’ora di scoprire tutti i misteri che cela quest’isola)!
    Ho votato: “Graham corre a chiamare Timbleton, senza trovarlo”, vediamo se riusciamo a scoprire qualcosa di più riguardo questo personaggio così enigmatico.
    Come al solito, tanti tanti complimenti e alla prossima! 😀

    • ciao Gibbon,
      davvero molto gentile, sono contenta che ti stia piacendo e che le contaminazioni stiano creando un bon racconto, io ce la Sto mettendo tutta 🙂
      Non ero sicura di farlo capitare ora, ma come scrivevo a Valentina, ho avuto paura ad aspettare, perché poi non è semplice mettere insieme le tessere e far combaciare tutto in pochi capitoli.
      Grazie ancora, spero che il proseguo rimanga di tuo gradimento.
      Alla prossima!

  9. Wow. Che super aggiornamento. La figura della cognata è resa molto bene. La immagino senza difficoltà. Il loro dialogo è credibile. La storia avanza con ritmo e suspance. Ti faccio i complimenti.
    Hai scritto bene e sono sempre più curiosa di scoprire il motivo del titolo, anche perché una delle mie migliori amiche è una tassidermista.
    A presto! Attendo il prossimo aggiornamento.

    • Ciao Caterina,
      grazie, è sempre un piacere leggere dei bei commenti e ti ringrazio molto per la cortesia. Davvero hai un’amica tassidermista? Che bello, tempo fa volevo scrivere un romanzo (mai riuscita a completarne uno davvero) che avesse un tassidermista come protagonista… fa la rima, vabbè 🙂 Il titolo di questo racconto arriva da lì, anche se la storia raccontata qui non ha niente a che fare con l’idea originale.
      Grazie ancora per le belle parole.
      Alla prossima!

  10. Ed ecco la figura femminile emblema della tentazione e della curiosità che porta il protagonista dritto dritto verso… il cadavere della moglie del custode? Questo sì che è un colpo di scena, quando tutto sembrava scontato. Complimenti. Dopotutto il giallo prima o poi doveva arrivare, solo non me lo aspettavo ancora.
    Niente svenimenti, ha già avuto un mancamento quando questa ragazza è comparsa, non può farla uscire di scena allo stesso modo. No no, correrà a chiamare Timbleton, altroché!
    Mi piace la piega che sta prendendo la storia.
    Mi chiedo se l’apparizione della miss vestita a lutto e la conseguente caduta di Graham sulla lapide non siano un segnale. Staremo a vedere. Molto brava, continua così!

    • Ciao Valentina,
      gentilissima, come sempre. Il giallo, come dici tu, prima o poi doveva arrivare… non volevo spingermi troppo oltre, anche perché poi ho sempre paura di non riuscire a far combaciare tutto o almeno di farlo senza riempire di elementi gli ultimi due capitoli.
      Felice che ti piaccia la piega, spero di continuare a interessarti.
      Alla prossima!

  11. Salve Kezia, ho trovato un pò di tempo per poter legger il tuo racconto.
    E devo ammettere che è sempre un piacere leggerti.
    Mi ha molto colpito la minuzia dei dettagli, fotografano benissimo gli ambienti.
    Mi ha anche colpito la fantasia espressa nel racconto che invoglia curiosità e giusta attenzione.
    Complimenti
    Ho votato per la lapide, chissà, troveremo qualche altro dettaglio utile per la storia.
    E ovviamente ti seguo. 🙂

    • Ciao Alex,
      grazie per essere passato e grazie per i complimenti, sempre graditissimi.
      Sono davvero contenta che ti piaccia, i particolari sai che mi sono molto cari e se piacciono anche a chi legge mi fa ancora più piacere.
      Vedremo se si riuscirà a trovare qualche dettaglio in più nell’episodio che ho appena caricato; la lapide, ahimè, non ha vinto, ma sono sicura che presto se ne riparlerà.
      Grazie ancora e alla prossima!

  12. “La mia stanza, al piano di sopra, mi venne mostrata dal chiarore della candela.”
    Al piano di sopra esplorai la mia stanza al chiarore della candela.
    ” Fu per puro caso che abbassai lo sguardo e vidi ai miei piedi, una chiave, era la…”
    Fu per caso che abbassai lo sguardo e vidi ai miei piedi una chiave: era la…

    Arrivo al 3 capitolo e ti faccio le pulci! Era per trovare qualcosa da dire: sulla storia non ho nulla da eccepire, aspetto che mi racconti il resto 🙂

    • Ciao B.
      scusa il ritardo.
      Guarda, tu puoi farmi tutte le pulci che vuoi, servono solo a farmi imparare. Hai ragione, la forma attiva è sempre da preferirsi a quella passiva e il “puro” poteva essere evitato… saresti una brava editor, ho giusto in mente un progettino… 🙂
      A parte gli scherzi, grazie per essere sempre attenta e per gli appunti che mi fai, sono graditissimi.
      Alla prossima!

  13. L’evento strano si è rivelato molto più strano di quanto non pensassi, la situazione sembra destinata a farsi difficile fin da subito… ma non incontrerei il fantasma così in fretta, direi di fare una digressione sulle vittime. Per il resto piacevole come sempre, ho anche preso l’abitudine di appuntarmi dei passaggi in particolare per aiutarmi ad arricchire il mio modo di scrivere 🙂

    • Ciao Dapiz,
      mi lasci di sasso, non credo tu abbia bisogno di annotare nulla per arricchire il tuo modo di scrivere, ma ti ringrazio per il bellissimo complimento. A dire il vero, anche io mi annoto i passaggi che mi piacciono, se proprio mi piacciono, mentre leggo. Poi restano lì, a decantare e a divenire, con il tempo, qualcos’altro 😉
      Pare che il fantasma non farà la sua apparizione, chissà. Come ho già scritto, non so se riuscirò a pubblicare questa settimana, vediamo come vanno i voti alle opzioni…
      Grazie ancora e buona giornata.
      Alla prossima!

  14. Ciao K., recuperato il secondo e letto il terzo, colpa mia, non avevo selezionato segui la storia… deve essere il caldo, magari potessi godermi un po’ di quella gradevole brezza marina della tua isola degli imbalsamatori! Direi bene: omogeneo il linguaggio, descrizioni efficaci e funzionali al tentativo di tenere alta la suspance e creare la giusta atmosfera per una storia che, almeno per quanto attiene ai miei personalissimi gusti, promette benissimo. Trattandosi dichiaratamente di un giallo il fantasma non può che essere una falsa pista, nella migliore tradizione del sottogenere giallo in salsa horror che ha ne Il Mastino dei Baskerville di A.C. Doyle una delle sue pietre miliari: “Se escludiamo il soprannaturale allora ciò che rimane, per quanto improbabile, deve essere la verità!”. Frase che in quanto a epicità ha poche rivali e quasi tutte nel mondo del cinema e dei fumetti. Se posso ti consiglio di leggere Sharon Bolton, una a cui queste sfumature piacciono parecchio (l’ultimo suo che ho letto Raccolto di Sangue va esattamente in quella direzione), anche se il linguaggio è moderno e non ha il fascino polveroso di quello che hai adottato per questo tuo interessantissimo progetto che strizza l’occhio alla Radcliff e ad altri maestri del gotico.
    Brava, brava, brava…

    • Ciao Lou,
      grazie infinite per il bel commento, non posso svelarti nulla, ma… Sono andata a curiosare i libri della Bolton, in effetti potrebbero piacermi parecchio. Ho un mare di libri nuovi da leggere, ma alla prossima scorta metto dentro anche lei. I vostri consigli in fatto di libri portano sempre a ottime letture (Napo mi scrisse di un certo commissario Ricciardi, è diventato uno dei miei preferiti e i libri di De Giovanni, che lo vedono protagonista li sto leggendo tutti).
      Vedremo quel che riesco a tirare fuori da questo racconto, un pochino di mistero resterà, ma tenterò di attenermi al genere scelto, come scrivevo a Red: purtroppo qui i generi sono molto netti…
      Grazie ancora tantissimo e alla prossima!

  15. Le storie con i fantasmi mi hanno sempre intrigato, sin da piccola, molto più di horror o gialli, quindi mi sto divertendo da morire.
    Ovviamente ho votato per il fantasma👍🏻
    Descrizioni sempre precise e parole ben scelte. Io non mi porrei freni, almeno non nella prima stesura. Poi rileggi, come hai già fatto, e snellisci un po’, se lo reputi necessario. Ma decidi tu. Solo tu sai cosa vuoi trasmettere

    • Ciao Gra,
      il problema è che la prima stesura non è quella che viene poi pubblicata qui, nel momento in cui pubblichi, e cioè rendi pubblico un tuo lavoro, quel che gli altri leggono dev’essere il lavoro finito (qualsiasi sia la piattaforma o il supporto). Però ti ringrazio perché ho capito cosa intendi e concordo con la tua idea di seguire le proprie inclinazioni; è pur vero, comunque, che diverse persone mi hanno fatto notare la stessa cosa, quindi qualcosina da cambiare c’è. Vorrei rimanere coerente con quanto scritto finora e modificare la rotta al quarto capitolo non mi pare la mossa migliore, ma cercherò di non esagerare 😉
      grazie ancora, sempre gentilissima.
      Alla prossima!

  16. Voto anch’io il fantasma!

    Non mi piacciono gli horror ma giallo, mistero e ghost story mi hanno sempre attirato. Il fatto che vi sia qualcosa di spaventoso, non lo rende un horror ai miei occhi 😉 Un horror è un racconto creato per far paura al lettore, ma tu lo hai classificato giallo 😉

    Ciao 🙂

  17. Prosa sì, ma affiora una cadenza romantica come in un recitato… come in un dramma ottocentesco, un ordito di ombre e suoni, impressioni e profumi, un mondo dove la realtà non è (forse) quello che è ma è quello che i nostri sensi ci trasmettono. Nulla a che vedere dunque con la realtà vera…, è solo quello che tu senti e hai voglia di scrivere. Qui la storia è un pretesto: non importa molto il soggetto, è la pennellata che fa il quadro e la scommessa è mantenere la tensione del filo teso senza spezzarlo.
    Provaci, faccio il tifo per te!
    🙋

    • Ciao Fenderman,
      grazie, per il filo!
      Tenterò per come posso a rendere un buon racconto. Ho in testa una storia da raccontare e spero che le parole non servano solo da esercizio di narrazione. Ho fatto una cosa del genere con l’altro nick, L’albergo dei Desideri, in quel racconto ho lasciato che le mie emozioni prendessero il sopravvento e ho scritto per quel che sentivo più che per trasmettere. In questo caso, spero, ho qualcosa da raccontare e l’uso della prosa, un po’ infiocchettato, mi serve per creare atmosfera. Spero che il quadro alla fine non sia solo cornice e che ti risulti piacevole.
      Grazie ancora e alla prossima!

  18. Tinte horror a questo giro. Non mi dispiace. Del resto fa un po’ parte del tuo stile, mischiare giallo e horror… creando appunto il thriller.
    Per esserci pochissime battute di dialogo (forse solo una) e lunghe descrizioni, non mi hai annoiata.
    Quindi direi che hai portato a casa l’obiettivo e destato la mia curiosità.
    Non metterci troppo ad aggiornare.

  19. Un po’ ti stai facendo prendere la mano dallo stile di scrittura ottocentesco, ma ti assicuro che andrebbe bene anche il tuo stile più moderno. L’importante è l’ambientazione ottocentesca, il plot è già nel tuo stile perciò non è necessario adattare ulteriormente la tua scrittura a quella dell’epoca.
    La lapide.

  20. Un evento del genere mi avrebbe vista ospite del cimitero sotto casa. Sono una gran fifona, di quelle che leggendo scene come queste pensano: “Ma dove te ne vai salendo le scale?! Fila a letto e tira su le coperte!” (persino avventurarsi fuori casa sarebbe impensabile).
    Atmosfera da brivido ben resa. Le chiavi delle porte proibite cadute a terra… intrigante! Non credo che il nostro protagonista resisterà alla curiosità.
    Voto il fantasma, ma sarò soddisfatta anche se vince la lapide. A presto!

    • ah ah ah!
      Ciao Valentina,
      hai ragione: salire le scale in certe situazioni… Scream insegna 😉 Negli horror c’è sempre una bionda che fugge su per le scale invece di uscire dalla porta, oppure un’intrepida eroina (o eroe) che si spinge al piano di sopra per curiosare… Anche io mi sarei chiusa a chiave nella mia stanza e sarei rimasta con le coperte tirate sulla testa in attesa del giorno 😉
      Forse c’è un messaggio in quanto avvenuto… o forse sono solo accadimenti poco terreni, ma casuali… chi lo sa.
      Vediamo che ne dice il fantasma, sempre che esca vincitore (o vincitrice) dalla scelta delle opzioni.
      Alla prossima!

    • Ciao Jaw,
      gentilissimo e io sono felicissima che trovi questo capitolo convincente. Avevo appena finito di scrivere il capitolo, ma con un incontro particolare, poi è arrivato il tuo voto, ho riletto quel che avevo scritto e ho deciso che, forse, era meglio riscrivere tutto. Ho usato il mio voto per mandare in parità il punteggio ed eccoci qua. 😉
      Alla prossima!

  21. Un evento strano nella notte!

    Ciao! Bentornata! Un giallo con contaminazioni cupe. Sono incuriosito da come si svolgerà 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Mi sono appena letto l’isola del signor Moreau e la mia fantasia ha iniziato a fantasticare (ma va?) immaginandomi le cose più strane…

    Ciao 🙂

  22. Bello il dialogo e la caratterizzazione del signor Timbleton, l’atmosfera è inquietante al punto giusto e ci sono buoni presupposti per un ottimo racconto. Devo dire che, nonostante effettivamente qualche fronzolo di troppo, risulta scorrevole e coinvolgente. Il rischio di appesantirsi è sempre dietro l’angolo, però sono sicuro che riuscirai a mantenere un buon equilibrio. Voto per l’incontro di giorno, visto che l’evento strano nella notte mi sembrava troppo scontato. Al prossimo capitolo!

    • Ciao Lorenzo,
      ho scritto un paio di paragrafi stamattina e ho sono tornata indietro a cancellare qualche aggettivo, non vorrei sforare la pazienza che mi viene concessa. Sono sempre al limite, soprattutto in racconti che, come questo, un po’ si prestano ai ricami.
      Ti ringrazio, dunque, per la fiducia che riponi nelle mie capacità e spero di non disattendere le aspettative… Oddio, scrivo come parla Graham… 😉
      Alla prossima e grazie ancora!

  23. Lo stile che hai scelto per questo racconto lo vedo molto adatto all’ambientazione, fa calare molto meglio nell’atmosfera che vuoi creare. rispetto all’uso di aggettivi minimal, secondo me. Poi, per gusto personale, a me piace.
    La scoperta di un altra parte dell’isola mi intriga

    • Ciao Gra,
      sono contenta che ti piaccia, nel mio intento c’è appunto la volontà di riportare alla mente del lettore (per quel che riesco) le atmosfere gotiche che tanto mi hanno appassionato quando ero ragazzina. Il giallo potrebbe non essere un giallo classico dunque, il problema è che ci vorrebbero delle sottocategorie per inserire meglio i racconti… ci sarà qualche contaminazione horror, ma spero di non deludervi 😉
      Alla prossima!

  24. Direi che la notte è già angosciante così, vediamo chi incontreremo di giorno. Uno stile descrittivo ricco e opulento, molto calato nello stile del gotico ottocentesco, che può piacere, come non, forse attenzione a non calcare troppo la mano (parere mio, ovviamente).

    • Ciao Valentina,
      la tua osservazione mi riporta a quella appena letta di… Valentina. Evidentemente Sto calcando un po’ troppo la mano.
      Per il discorso del piacere o no, trovo che i gusti siano indiscutibili, per carità. A me questo genere piace molto, ma capisco che ad altri possa non interessare. La cosa importante, al di là del genere in cui si cerca di cimentarsi, è mettere il proprio impegno, poi saranno i lettori (bontà loro) a decidere se leggerlo o meno. 🙂
      È solo il mio pensiero non una reazione al tuo 🙂
      Cercherò di stare attenta a non esagerare con i prossimi capitoli, intanto grazie e alla prossima!

  25. Voto un incontro particolare di giorno, per evitare ulteriori somiglianze con La dama del sudario (e con la maggior parte dei racconti che partono da queste premesse).
    Il tuo stile è senz’altro adeguato all’ambientazione, forse un po’ forbito per i lettori del 2019, che non sono gli stessi dell’800. Tutto sommato non mi dispiace, fa bene un po’ di eleganza ogni tanto. Sfoltirei soltanto qualche fronzolo di troppo per dare risalto ai rimanenti, ma son gusti…
    Per il resto la trama incuriosisce sempre più e le atmosfere sono dipinte alla perfezione. Si percepisce tutto: l’odore dell’aria, il colore della notte, quasi il tocco del vento (nel finale dell’episodio pretendente)… molto brava! Adoro questo tipo di letteratura.

    • Ciao Valentina,
      grazie davvero per i complimenti, mi fanno molto piacere. Sto cercando di entrare nelle atmosfere che circondano l’isola e per farlo ho riesumato una vecchia raccolta. Forse esagero un pochino? I fronzoli mi piacciono tanto, non riesco a starne troppo lontana e dopo il taglio asciutto di Silvia, sto po’ coccolando le mie inclinazioni decadenti… oh mamma, Sto vaneggiando…
      Lascia stare, hai ragione, cercherò di fare attenzione 🙂
      Alla prossima!

      • Fai benissimo ad assecondare il tuo stile, ognuno ha la propria voce e se questa è una tua caratteristica va coltivata, non eliminata. Anche perché trovo questo tipo di scrittura molto raffinato. Il mio consiglio è solo quello di scegliere quali “fronzoli” inserire e quali tagliar fuori, in modo che i restanti risaltino di più e il lettore li possa apprezzare meglio. È come quando ci si trucca o ci si ingioiella, meglio poco ma nei punti giusti (paragone terribile, chiedo venia).
        A presto 🙂

  26. Per il momento la storia si sta dipanando in maniera piuttosto classica ma non per questo meno coinvolgente, anzi, amando le ambientazioni isolate e inquietanti non vedo l’ora di continuare a seguire il protagonista nel suo soggiorno sull’isola. Per il prossimo capitolo voto per un proseguo altrettanto tradizionale: un evento strano nella notte. Ciao!

  27. Ho portato tutto a 33 33 33, ma sono sicura che presto si sbloccherà, poiché ho pensato che l’idea migliore per ora fosse l’arrivo di Wilma e conoscere un altro scorcio dell’isola. Credo che Napo qui sotto abbia detto bene, parrebbe proprio un giallo al retrogusto horror 😉

  28. Ciao Keziarica, perdonami il ritardo ma sto arrancando attraverso quest’ultimo spicchio d’estate.
    Non posso però perdermi questo nuovo racconto, che vedo con piacere ritornare nel tuo genere. Mi unisco ai complimenti per la bellissima atmosfera tratteggiata, concordo nel dire che rimanda ad autori già citati e molto apprezzati. Tanto perché ormai li abbiamo nominati tutti, aggiungo che mi ricorda vagamente anche l’incipit della Dama del sudario di Stoker, genere horror. Anche lì l’autore usa la prima persona, è un epistolario. Sono curiosa di vedere come gestirai questa scelta…
    Voto per le regole della casa e attendo con ansia l’aggiornamento.

    • Ciao Valentina,
      felicissima di ritrovarti anche qui. ho ripreso in mano un vecchio tomo (enorme) con cento racconti di autori famosi che partono dal 1700 fino ad arrivare ai giorni nostri. Sto leggendone uno al giorno per immergermi nell’atmosfera giusta ed evitare di perdere la via. Spero di riuscirci 😉
      Non preoccuparti per il ritardo, in realtà avrei voluto riprendere a settembre, ma non ho resistito alla tentazione e poi, mi distrae da altre cose 🙂
      Ti rispondo anch’io un po’ in ritardo, perdonami. Ho pubblicato il secondo, vediamo che cosa ne pensi.
      Alla prossima!

  29. Timbleton spiega le regole della casa, sia perché è l’opzione che preferisco, sia perché arrivo un po’ in ritardo e non voglio rischiare di alterare l’esito della votazione 🙂
    Bentornata, keziarica!
    Mi piace questa atmosfera da romanzo avventuroso dell’ ‘800, mi ha ricordato, a dir la verità non so esattamente perché, “Storia di Gordon Pym”. Interessante la ricerca stilistica ed efficace il risultato, anche se ci sono alcune cose che non ho copreso perfettamente: ad esempio, “nebulosa” è un termine utilizzato per gli oggetti interstellari e forse proprio questo intendi, avendolo accostato a “stelle”. Però, boh, mi pare un po’ forzato, un po’ troppo “di nicchia”, anche perché penso non sia affatto facile distinguere a occhio nudo una stella da una nebulosa 😀 Perché non un più semplice “stelle e pianeti”, o anche solo “stelle”? Se poi (come in realtà sospetto, visto che parli di nebulose di color arancio) ti riferisci alle nuvole, penso che il termine non sia corretto.
    “… mentre qualcosa sovveniva per aiutarmi a distinguere l’oggetto della mia osservazione…” non mi è chiaro cosa significhi, così come
    “sul volto del ragazzo un’espressione greve che non avrei saputo spiegare altrimenti…”, altrimenti rispetto a cosa? Non fornisci nessuna ipotesi sul perché della sua espressione.
    Dettagli, comunque, osservazioni perlopiù personali, giusto per cercare di rendermi inutile… anche se è grosso il rischio di rendermi fastidioso 😀 😀
    Buon lavoro, keziarica, sono curioso di scoprire dove vorrai traghettarci 🙂

    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      grazie per essere passato, sai che mi fanno piacere le tue osservazioni! In realtà scrivendo di nebulose (magari erroneamente) intendevo proprio quel misto gassoso e di colore arancio rosato che mostrano alcune foto che riprendono le galassie durante la notte nera, ove non ci sono luci a contaminare il cielo stellato. Forse non si chiamano nebulose, dando un’occhiata su internet, alla voce nebulosa mi è venuta fuori una bella immagine colorata, ma forse l’ho confusa con una galassia? Grazie per avermelo fatto notare.
      Dici che ti ricorda Storia di Gordon Pym, forse quando ho scritto la bozza di questo primo episodio ne stavo ascoltando un estratto e mi ha influenzato, la cosa bella e che vi ha fatto pensare ad autori egregi (Lovecraft e Stevenson, oltre che a Poe), spero di non fare brutte figure con il seguito.
      riguardo alla frase, non saprei, a me pareva chiara nel senso che qualcosa (un sentimento, una sensazione, un pensiero) stava per arrivare a chiarire le idee a Graham che poi è stato interrotto, ma se è risultata chiara è colpa mia che, come al solito, immagino che le mie idee siano visibili agli altri. 🙂
      Grazie davvero, sono felice che, a parte le nebulose e la frase poco chiara, l’incipit ti sia piaciuto.
      Alla prossima!

  30. Ciao!
    Questo è il tuo primo racconto che leggo, ma credo che presto recupererò anche tutti gli altri 😉
    Questo primo capitolo mi è piaciuto davvero tanto, ci introduce perfettamente all’interno della storia e ci presenta i personaggi, fin da subito ben riconoscibili.
    Davvero intrigante poi la situazione generale, con quest’isola che dà quasi l’impressione di essere “staccata” dal nostro mondo e sospesa nel nulla. L’atmosfera, nonostante si tratti di un giallo, mi ha ricordato un po’ quella dei racconti di Lovecraft, quindi ti seguirò con molto piacere 🙂
    Ho votato: “Timbleton spiega a Graham le regole della casa”, vediamo cosa ci proponi.
    Al prossimo capitolo! 😀

    • Ciao Gibbon e benvenuto,
      felicissima dell’impatto positivo che il mio incipit ha avuto fin qui, spero di continuare a interessarti anche con il seguito. Gli altri miei racconti sono molto distanti da questo, soprattutto per lo stile, ma mi piacciono queste atmosfere e vorrei riuscire a tirar fuori un racconto piacevole e che mi piacerebbe leggere.
      Grazie ancora, sei davvero gentile.
      Alla prossima!

  31. Non aggiungo altro a quanto hanno detto già tutti gli altri, un inizio bellissimo, una ricchezza di dettagli e una capacità descrittiva che ti invidio fortemente. Ho l’impressione che il racconto non sia ambientato ai nostri tempi, mi ricorda certi romanzi ottocenteschi inglesi. Seguo con grande piacere.
    Voto per le regole della casa. Buon lavoro!

  32. Seguo sulla fiducia ma già questo primo capitolo mi ha preso molto. Ammiro e invidio la capacità di passare da un registro più asciutto come quello della tua storia precedente a quello molto più descrittivo e pregno di questa, che oltre a calarti subito nell’atmosfera di quella che sarà l’ambientazione di questa storia ti fa già sentire il peso di un mistero che immagino accompagnerà il nostro Graham durante il suo soggiorno. Per il prossimo capitolo: Timbleton non mi sembra un uomo dall’agire sottile, quindi direi che spiegherà al protagonista le regole della casa e poi via, abbandonato a sè stesso.
    Son contento di leggere così presto la tua nuova storia, aspetto già il seguito. A presto!

    • Ciao Dapiz,
      grazie anche a te per essere tornato. Avevo pensato di riprendere a settembre, ma avevo bisogno di dar svago alla mente e così ho ripreso questo incipit dal cassetto delle tante storie iniziate, e mai portate a termine, che tengo nei cassetti virtuali del pc.
      l mio registro, in realtà sarebbe questo, anche se nel tempo ho cercato di porre un freno ai fronzoli, spero di riuscire a trovare il giusto compromesso tra lo stile asciutto di Silvia e quello più ricamato di altre storie precedenti.
      Grazie ancora, spero di continuare a interessarti.
      Alla prossima!

  33. Finalmente un nuovo racconto! Un tuffo nel passato questo incipit, sia per l’ambientazione, sia per lo stile, molto descrittivo, dal ritmo lento e pieno di termini ricercati. Non so quanto la trama abbia catturato il mio interesse, tuttavia lo seguirò perché è sempre piacevole leggere una buona scrittura come la tua, e confido che riuscirà a coinvolgermi di più nel corso dei successivi capitoli. In bocca al lupo per questo nuovo racconto 😀

  34. Timbleton spiega a Graham le regole della casa.
    Ciao K. e bentrovata.
    Titolo accattivante, trama che incuriosce.
    La scelta del linguaggio, calibrato sull’epoca oltre che sul ceto di estrazione del protagonista/voce narrante merita un plauso. Belle ed efficaci le descrizioni.
    Atmosfera perfettamente resa, umida e in seppia.
    Se ti fa piacere sono appena sbarcato anch’io con un nuovo racconto. Ciao.

  35. Nuovo capolavoro firmato Kezia! E davvero bello questo scorcio iniziale, questo sapore di mistero e di salsedine. Ho votato per metterlo da subito al corrente delle regole della casa, conoscere le regole è un buon modo per stravolgerle, e notare cosa non va… dico in seguito 😉
    ( notifiche permettendo, spero di riuscire a seguirti per bene, stavolta)
    Seguo e già mi piace!

    • Ciao Caterina,
      grazie per essere tornata. Sono felice che il titolo abbia attirato la tua attenzione, spero di continuare a tenerla viva con i prossimi episodi.
      Non so se ti farà piacere saperlo, ma ho scelto il “giallo” perché poi tanto finisco sempre a parare lì, ma ci saranno tinte horror in questo racconto… decisamente.
      Alla prossima!

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