ORIGINI

Dove eravamo rimasti?

Luca deve portare la ragazza in ospedale anche se lei non vuole? Sì, ma nel farlo si accorgerà che non ha documenti di riconoscimento addosso. (57%)

QUESTIONE DI PRIORITÀ

Luca camminò per un chilometro e poi si dovette fermare a riposare, nel frattempo la soldatessa si era addormentata. Piegò le gambe e si sedette su un cumulo di terrà ricoperta di fogliame secco. Non aveva intenzione di chiamare subito l’ambulanza. Quello che gli era capitato lo aveva proiettato all’interno di un film simile a quelli che amava e per di più aveva tra le braccia una ragazza speciale. 

Toccò la tuta notando che il materiale di cui era composta aveva la consistenza di un normale tessuto ma le fibre sembravano di plastica o qualcosa di simile, comunque era un tessuto troppo strano. 

Si convinse che quella donna nascondesse un segreto e che qualcuno le stesse dando la caccia, forse lo stesso governo italiano.

“Se fossi io a consegnarla, diventerei un eroe.” pensò.

S’immaginò con un microfono in mano mentre raccontava la sua avventura nello studio di un TG nazionale e mostrare la sua medaglia ai colleghi increduli che avrebbero smesso di trattarlo come uno sfigato.

Si rimise in piedi, doveva fare più strada possibile prima di riposare nuovamente, altrimenti avrebbe perso troppo tempo.

La sconosciuta, improvvisamente, iniziò a dimenarsi e gridò talmente forte che a Luca rimbombò il cervello. Lei diventò più pesante e lui fu costretto ad appoggiarla a terra.

«Kritha!» si rannicchiò «Kritha!».

Nuovamente la lingua sconosciuta.

La donna spalancò gli occhi e si mise a sedere.

Si toccò l’orecchio destro «Quanto ho dormito?».

«Circa mezz’ora». 

La  soldatessa si guardò attorno, poi si soffermò alla destra di Luca.

«Dobbiamo andarcene, arriveranno in fretta».

«Chi?» la curiosità di Luca era alle stelle.

«È un segreto.» tagliò corto lei mentre si metteva in piedi con difficoltà.

«Se ti porto in braccio facciamo prima».

«La mia tuta non funziona più correttamente, ora il mio peso è quello vero.» la ragazza si stava osservando il palmo della mano destra, indossava ancora i guanti «Posso camminare, andiamo a destra e saremo fuori dal bosco prima del loro arrivo».

Luca si avvicinò e lei si appoggiò alla sua spalla destra zoppicando vistosamente.

«Il tuo nome posso saperlo?».

«Mcral Ntiglla Urslak».

«Ti chiamerò solo Mcral» sorrise «Sei pronta?».

«Sì».

Luca iniziò a camminare, prima con lentezza e poi più velocemente trovando un ritmo che andava bene a entrambi. Proseguirono quasi in linea retta per parecchi minuti finché giunsero in un grosso campo.

Mcral controllò nuovamente il palmo della mano destra, Luca non ci vedeva altro che un guanto, e indicò una nuova direzione.

«Dove stiamo andando?».

«In quella che tu chiami casa, dobbiamo prendere il tuo mezzo di trasporto per spostarci più velocemente».

Luca si stupì ma cercò di nasconderlo.

«Ti devo portare in ospedale».

«Allora le nostre strade si dividono qui, grazie per avermi aiutata.» Mcral lo fissò con i suoi occhi di rame.

«Potresti avere un’emorragia interna, vuoi morire?» Luca doveva portarla assolutamente nel nosocomio della città.

«Non ho nulla, devo andar via da qui subito.» si allontanò di qualche passo e si tastò la gamba destra «Tershka!».

«Che succede?» Luca aveva capito che si trattava di un’imprecazione.

«La mia arma!» Mcral alzò lo sguardo al cielo «Non possiamo tornare indietro, ci prenderebbero».
Luca ormai, era sicuro di avere qualcosa di grosso tra le mani e la sua fame di notorietà crebbe ancora di più. Doveva portarla in ospedale contro la sua volontà e c’era solo un modo per farlo. Lui aveva un fisico più massiccio ed era più alto, anche se era un banale civile poteva sfruttare l’effetto sorpresa e il problema alla gamba per catturarla.

Scattò in avanti a braccia larghe e atterrò la ragazza con facilità. Quando le fu sopra, la girò a pancia sotto e le bloccò le braccia dietro la schiena sfruttando il proprio peso. Sfilò il laccio dalla scarpa destra e si prodigò nel legarle i polsi.

«Perché sei così stupido?» ringhiò Mcral.

Luca preferì non rispondere anche se era rimasto impressionato dalla consapevolezza della donna. Forse stava sbagliando ma doveva consegnarla alle autorità, gli serviva per diventare qualcuno.

Osservò la soldatessa a terra, ne seguì il profilo del corpo, la tuta non nascondeva tutte le rotondità.

“Però” pensò “deve essere proprio bella”.

Sospirò, doveva combattere contro i suoi ormoni.

«Forza, andiamo in ospedale.» aiutò Mcral a rialzarsi e la spintonò per indurla a camminare.

In meno di mezz’ora furono a casa.

Luca portò la donna nel suo appartamento per recuperare le chiavi della macchina. Fortunatamente non incontrarono nessuno. Mcral sembrava rassegnata, osservava tutto ciò che le accadeva intorno ed era silenziosa.
Le chiavi dell’Opel Corsa erano in bella vista sul tavolo della cucina, Luca le prese e fissò la soldatessa.

«Mi servono i tuoi documenti».

«Non li ho».

«Fa niente, mi inventerò qualcosa.» prese per un braccio la ragazza e la trascinò per le scale fino al parcheggio. Aprì l’auto e fece salire Mcral accanto al guidatore, salì e mise in moto.

Restò paralizzato per ciò che accadde successivamente.

Cosa accade davanti agli occhi di Luca?

  • Davanti all'auto si forma qualcosa mai visto da Luca. (60%)
    60
  • Luca vede arrivare gli inseguitori di Mcral. (40%)
    40
  • Mcral riesce a liberarsi lo obbliga a guidare in una direzione che conosce solo lei. (0%)
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82 Commenti

  • Come ti hanno già detto un finale un po’ affrettato, ma penso che su questa piattaforma sia meglio arrivare alla fine piuttosto che lasciare una storia incompleta, in fondo siamo qui anche per divertirci e questo fa parte del gioco.
    Comunque al di là della fretta il finale mi è piaciuto, è aperto ma comunque conclusivo e non ti fa sentire la necessità di un seguito, inoltre la battaglia finale pur essendo un po’ striminzita funziona piuttosto bene. Alla prossima storia allora!

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