ORIGINI

Dove eravamo rimasti?

Cosa accade davanti agli occhi di Luca? Davanti all'auto si forma qualcosa mai visto da Luca. (60%)

Segreti

Quattro colonne luminose si sollevarono nel campo oltre la recinzione del condominio, erano altissime e Luca si convinse che provenissero dallo spazio.

Mcral si agitò sul sedile accanto cercando di liberarsi.

Lui non ci badò e continuò a osservare il fenomeno cambiare luminosità e colore, chiedendosi se le stesse vedendo soltanto lui.

Mcral riuscì ad aprire la portiera cadendo fuori dall’abitacolo e attirando la sua attenzione.

«Andiamo via!» gridò la soldatessa tentando di rimettersi in piedi.

Luca abbandonò il suo posto e corse dalla donna, non doveva lasciarla scappare.

«Cosa sono?» aiutò Mcral ad alzarsi.

«Non ti interessa, dobbiamo andare via!» le colonne si ispessirono ma non emettevano alcun suono «Sono qui per noi!».

«Noi?».

«Sì. È così.» si girò di schiena «Slegami e forse riusciremo a guadagnare tempo».

Luca tentennò, quella ragazza era il suo biglietto per la notorietà.

«Devi fidarti o morirai e il tuo sogno di diventare famoso finirà qui».

«Ma come…».

«So tutto e molto di più».

Luca le sciolse il nodo ai polsi rapidamente e, appena libera, Macral allargò le braccia con i palmi delle mani rivolti verso l’alto. Sussurrò qualcosa che lui non capì e, quando il casco le si chiuse intorno al viso, sparì nel nulla.

L’aveva lasciato solo.

Luca continuò a osservare le colonne convinto di vederci uscire soldati futuristici appartenenti a qualche progetto segreto, ma non fu così. Il tempo parve fermarsi e quando mosse lo sguardo attorno a sé ne ebbe la conferma. Lui poteva muoversi ma tutto il resto era immobile.

«Forza, seguimi.» Mcral non l’aveva abbandonato e in quel momento lo prese per mano.

«Tu…» Luca era sbalordito.

«Sì, l’ho fatto.» rispose l’invisibile soldatessa «Ora muoviamoci più in fretta possibile, non so quanto durerà la distorsione temporale».

Luca si lasciò guidare incredulo attraverso un mondo congelato per un tempo che non poteva quantificare, avrebbe voluto con sé un orologio per capire se il tempo stesse passando ugualmente. Mcral, nel frattempo, lo aveva  ricondotto nel boschetto.

«Serve moltissima energia per fare una cosa del genere.» sentenziò continuando a farsi trascinare per mano.

«L’ingegnere che c’è in te si è risvegliato, finalmente».

Luca non capiva come facesse Mcral a sapere della sua laurea e si chiese se non conoscesse anche altro di lui.

«E tu chi sei?» le domandò a bruciapelo.

«Sarebbe inutile spiegartelo e dovresti essere altrove ora.» Mcral si fermò vicino all’albero spezzato.

«Perché nessuno viene a salvarti?».

«Se qualcosa va storto dobbiamo cavarcela da soli.» rispose con voce tremula.

«Quindi ce ne sono altri come te?».

«Ora voltati, per favore, altrimenti dovrò neutralizzarti.» tagliò corto Mcral.

«Mi uccideresti?».

«Se mi obblighi dovrò farlo. Saresti soltanto un piccolo problema nel caos».

Luca obbedì voltando le spalle all’albero, non chiese altro e cercò di fissare un punto davanti a sé. La sua vita era considerata nulla per quella donna che si era ripresa troppo in fretta da quando l’aveva trovata semi svenuta. Mcral imprecò nella sua lingua un paio di volte, un uccello atterrò davanti a Luca.

Il mondo si stava scongelando.

In pochi secondi tutto tornò a muoversi e lui cercò di calcolare quanto tempo fosse passato e osservando la luce penetrare tra le fronde degli alberi dovevano essere all’incirca le undici del mattino.

Un sibilò gli confermò che il casco indossato dalla soldatessa si era aperto e che lei doveva essere tornata visibile, attese alcuni secondi incerto sulla possibilità di voltarsi o meno. Non riuscì a resistere e si voltò appena per osservare,  con la coda dell’occhio, cosa stesse succedendo alle sue spalle.

Mcral non c’era, ma alla base dell’albero spezzato si era formato un foro quadrato di almeno un metro per lato. Il sibilo doveva essere stato quello del pannello che si era aperto. Luca resistette all’impulso di entrare e attese con pazienza che lei tornasse e, anche se non le credeva, voleva evitare di scoprire se fosse capace di ucciderlo davvero.

Pochi secondi e il sibilo tornò, Mcral gli si affiancò vestita allo stesso modo ma con degli aggeggi in più attaccati ai fianchi.

«E quelli?» indicò alla ragazza gli oggetti.

«Li avevo nascosti sotto le foglie quando mi hanno attaccata, sono troppo importanti.» Mcral lo fissò, quegli occhi lo facevano tremare per quanto erano belli, e sorrise «Potevi entrare, ma sei rimasto fuori. Andiamocene».

«Come lo sai?».

Mcral non rispose e indicò una direzione con un cenno del capo. Luca seguì il gesto e notò i tre esseri con una tuta simile a quella della ragazza.

Li avevano trovati.

Lei estrasse rapidamente un oggetto dalla cintura puntandolo contro i nuovi arrivati. Un secondo più tardi le tre figure scapparono in direzioni diverse mentre l’aria attorno a loro esplodeva in miriadi di lampi luminosi. I tronchi degli alberi si contorsero in forme assurde in un’unica direzione.

Dei tre esseri nessuna traccia.Mcral s’incamminò verso l’interno del bosco, Luca la bloccò prendendola per un braccio.

«Chi sei?».

La soldatessa inspirò profondamente.

Mcral spiegherà a Luca la sua identità?

  • Ci prova ma viene interrotta (33%)
    33
  • Si, ma non gli dirà tutta la verità (50%)
    50
  • No, Luca dovrà aspettare di essere pronto (17%)
    17
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82 Commenti

  • Come ti hanno già detto un finale un po’ affrettato, ma penso che su questa piattaforma sia meglio arrivare alla fine piuttosto che lasciare una storia incompleta, in fondo siamo qui anche per divertirci e questo fa parte del gioco.
    Comunque al di là della fretta il finale mi è piaciuto, è aperto ma comunque conclusivo e non ti fa sentire la necessità di un seguito, inoltre la battaglia finale pur essendo un po’ striminzita funziona piuttosto bene. Alla prossima storia allora!

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