ORIGINI

Dove eravamo rimasti?

Luca e Mcral sono catturati dai nemici Sono catturati da una fazione sconosciuta a Mcral, ma amica. (60%)

L’INCONTRO

Il buio fu dilaniato da piccoli fari incassati nel pavimento e Mcral sciolse l’abbraccio con estrema rapidità. Luca si guardò attorno, erano in una stanza dalle pareti chiare ma di un colore indefinibile, forse una tonalità del grigio. Mcral si era tolta il casco e si osservava il palmo della mano destra, sicuramente stava analizzando qualcosa con i sensori che aveva addosso. Mancava un punto di riferimento utile a trovare una porta o qualcosa di simile.

In realtà qualcosa c’era. Si trattava della vibrazione, appena percettibile, che arrivava da sotto il pavimento. Luca era sicuro che si stessero muovendo.

«Stiamo volando».

«Lo so.» Mcral toccò una delle pareti con la mano sinistra, si era allontanata molto da Luca, la stanza sembrava destinata a qualche cosa di enorme e il soffitto doveva essere alto una decina di metri o forse più.

Uno scossone improvviso e Luca finì in terra. Provò a rialzarsi ma quello successivo l’obbligò restare giù, Mcral si avvicinò strisciando.

«Siamo sotto attacco».

«Dal mio pianeta possono accorgersi?».

«Sì, lo scontro a fuoco fa cadere la copertura cosmica.» controllò ancora il palmo della mano «A meno che… So chi sono, so chi ci ha presi!».

Il pavimento si inclinò ed entrambi scivolarono veloci contro una parete.

«È una manovra evasiva».

Gli scossoni terminarono il pavimento si raddrizzò.

Alcuni minuti più tardi, in una delle pareti, si aprì una fessura rettangolare ed entrarono quattro esseri alti e con vestiti larghi e chiari.

«Inkhreshta azmach karthnruzu».

Mcral annuì e Luca si sentì preso per mano.

«Non avere paura, siamo al sicuro».

Il gruppetto li circondò, due dietro e gli altri davanti, guidandoli con lentezza attraverso dei corridoi dall’aspetto monotono e identico. Luca perse il conto di quante porte si aprirono nei muri e di quanti ascensori, se potevano essere chiamati in quel modo, avevano preso. Mcral continuava a restare in silenzio, ogni tanto scambiava uno sguardo con lui ma niente di più. L’ennesima apertura che oltrepassarono li portò all’interno di uno stanzone enorme. Un tavolo fluttuava al centro, sul piano scorrevano immagini che non capiva, le pareti erano scure e piene di punti luminosi e due enormi finestre mostravano l’esterno.

La vista della Terra gli fece rimbalzare il cuore nel petto e Luca si avvicinò per vedere meglio.

Nessuno lo fermò.

Quando arrivò a pochi centimetri da una delle finestre si accorse che non erano di vetro, come aveva pensato inizialmente, ma si trattava di un pannello simile ai display a LED che conosceva ma con una definizione stupefacente.

«È bellissima da qui.» Luca si accorse anche delle altre due navi poco distanti. Una era enorme, l’altra sembrava più piccola ed era danneggiata.

Un sibilo lo fece voltare verso sinistra e dal pavimento emerse una persona dai capelli lunghi e bianchi. Era avvolta in una tunica scura con maniche lunghe che ricadeva larga coprendo i piedi. Gli occhi erano di un colore prossimo al ghiaccio con venature azzurrognole. I quattro esseri dal viso coperto inclinarono la testa verso il basso lentamente.

Era un segno di saluto o qualcosa di simile e Mcral fece la stessa cosa.

Luca capì di trovarsi difronte a una persona importante e pensò di imitare il gesto in segno di rispetto. Con la testa china continuò a osservare i presenti.

«Rekrntsra tzrigritko sahnrktrza.» l’uomo indicò con un cenno del capo proprio lui.

Uno dei quattro esseri gli si avvicinò con un oggetto in mano e glielo posizionò con delicatezza nel canale uditivo dell’orecchio destro.

«La prossima volta lo sguardo a terra, ma ho apprezzato l’impegno».

Luca ora capiva ciò che stava dicendo l’uomo.

«Ora accomodatevi, ho delle cose da spiegare a tutti e due.» L’uomo sorrise e indicò dei cuscini fluttuanti che erano apparsi attorno al tavolo. I quattro che li avevano portati lì si distribuirono agli angoli restando in piedi.

«Noi siamo la leggenda che aleggia su questo pianeta. Noi siamo il vostro dio».

«Io non credo nella religione».

«Lo so, conosco molte cose di te e Mcral. Per esempio il vostro futuro, che un po’ è già stato modificato.» con un gesto fece comparire delle immagini sul tavolo «In origine avresti salvato Mcral e l’avresti aiutata a tornare dalla sua fazione. Nessun combattimento, vi sareste innamorati e tu avresti deciso di seguirla diventando il nostro collegamento con i tuoi simili».

«E ora?» Luca osservò Mcral.

«Adesso è più difficile. Nel tempo abbiamo sviluppato la capacità di predire il futuro attraverso i sogni e il vostro lo ha visto chi non doveva, ma non sappiamo come abbia fatto. Così ha deciso di anticipare i tempi e cercare di cambiare le cose».

«Voi siete i veri pionieri,» Mcral fissava il piano del tavolo «mi hanno sempre detto che la mia fazione eravate voi».

«È una lunga storia, ma adesso dovete salvare il futuro del pianeta Terra».

«E come pensate che possiamo farlo?» Luca continuava a non credere alle parole del vecchio «Io non sono nessuno sulla Terra».

«Farai ciò per cui sei destinato, sarai il nostro ambasciatore».

Luca diventerà ambasciatore dei creatori?

  • Sì, scenderà sulla superficie del pianeta scortato dai creatori. (0%)
    0
  • Sì, ma perderà Mcral in uno scontro. (0%)
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  • Sì, anche se dovrà affrontare l'ultima battaglia. (100%)
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82 Commenti

  • Come ti hanno già detto un finale un po’ affrettato, ma penso che su questa piattaforma sia meglio arrivare alla fine piuttosto che lasciare una storia incompleta, in fondo siamo qui anche per divertirci e questo fa parte del gioco.
    Comunque al di là della fretta il finale mi è piaciuto, è aperto ma comunque conclusivo e non ti fa sentire la necessità di un seguito, inoltre la battaglia finale pur essendo un po’ striminzita funziona piuttosto bene. Alla prossima storia allora!

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