Quel che rimane

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo: L'arrivo di Angela (43%)

Le minacce di Caramanno, le intuizioni di Angela e il carattere di De Cimma

1.

“… Chi è il misterioso benefattore di San Giovanni a Teduccio? Cosa accomuna i destinatari delle generose missive? E, ancora: quei soldi sono di provenienza lecita o illecita? A questa ed altre domande stanno provando a rispondere gli uomini del Dottor Caramanno, il Dirigente del locale Commissariato, che ha assicurato di aver messo al lavoro sul caso il suo miglior investigatore… che poi dovrebbe essere lei!”

In quell’ultima battuta c’è una nota acida che in condizioni normali avrebbe avuto sul mio umore un impatto disastroso; ma c’è anche dell’altro, stavolta: una sfumatura da resa condizionata che mi renderebbe sopportabile ben altre e più esplicite offese.

“Doc, io…”

Caramanno mi fa segno di aspettare: ripiega accuratamente il giornale e, con un tonfo ovattato, lo lascia cadere nel cestino accanto alla scrivania.

“… io credo…”

“Non dica niente,” mi interrompe poggiando l’indice sulle labbra “peggiorerebbe solo le cose…”

Incrocio le mani dietro la schiena e resto in attesa della sentenza.

“Si metta subito al lavoro e mi porti qualcosa di concreto nel più breve tempo possibile, nel frattempo Francini la sostituirà all’Ufficio Denunce…”

“Non se ne pentirà!” replico con un pizzico di euforia di troppo.

“Ancora una cosa Ravagnan…”

La mano è già sulla maniglia: pronta a far scattare la serratura.

“… se lo lasci dire: non è stata una mossa intelligente; quando il Questore mi chiederà ragione della mancata soluzione del caso, non avrò alcuna remora a fare il suo nome e a darla in pasto agli stessi sciacalli a cui ha affidato il suo temporaneo riscatto: ha capito bene?”

“Benissimo, Doc!”

2.

Il turbante giallo e blu annodato intorno alla testa, l’incarnato anemico, gli occhi spenti, il gonfiore innaturale del viso che distende e quasi cancella le rughe: non ci sarebbe alcun bisogno di spiegare, eppure lei considera necessario farlo, forse per sgombrare il campo da quello che, non a torto probabilmente, considera come un ingombrante elemento di distrazione.

“Un tumore al seno, già asportato chirurgicamente peraltro, ripresentatosi un mesetto fa più incazzato di prima…”

“Sta facendo le chemio?”

E’ una domanda idiota, a cui Angela replica con un deciso colpo di sopracciglio.

Distolgo lo sguardo imbarazzato.

“Certo che le sta facendo, mi scusi…” 

Stavolta semplicemente mi ignora.

“Allora,” riprende battendo la matita sul taccuino per richiamare la mia attenzione “ne ho trovato un altro, forse altri due…”

“Altri due di che?”

“Di beneficiari, se così possiamo chiamarli, altre due persone che hanno ricevuto soldi per posta!”

“Sono di San Giovanni?”

Annuisce e gli angoli della bocca si piegano verso l’alto in un sorriso appena accennato.

“Il primo sì, si chiama Gerardo Scalise: 43 anni, residente a vico Tarallo 9, una moglie, tre figli, un cane, un gatto e un mutuo; subito dopo la pubblicazione dell’articolo ha contattato la redazione del giornale per informarci che anche lui aveva ricevuto una lettera; ci ha rilasciato una lunga intervista che uscirà domani…” 

“E l’altro?”

“L’altro l’ho trovato grazie ad una mia intuizione, diciamo così; un amico che lavora in una filiale del Banco di Napoli, qui in zona: un versamento sospetto di un loro cliente non esattamente facoltoso…”

“Ventimila euro?”

“Tondi, tondi. Non mi ha potuto dire molto altro: su questo credo sia opportuno facciate delle verifiche…”

Prende un sorso d’acqua e beve il suo caffè. Sembra avere fretta di liberarsi di me. O magari è solo stanca e non vede l’ora di tornarsene a casa. Non deve essere facile lavorare nelle sue condizioni.

“C’è altro?”

“Sì, ma potrebbe trattarsi di una coincidenza: Gerardo Scalise e Carmela Gargiulo, la donna che è stata da voi in Commissariato, sono cugini: figli di due sorelle…”

“Ne è sicura?”

“Se non si fida glielo chieda!”

Mette via taccuino e matita e scosta la sedia dal tavolino.

“Posso chiederle se si è fatta un’idea su questa storia?”

“Farsi un’idea troppo presto può essere fuorviante: se lo lasci dire da una che l’ha imparato a proprie spese!”

3.

L’insistenza della suoneria mi costringe ad accostare.

Abbasso il volume dello stereo, sfilo il cellulare dal marsupio e faccio scorrere il cursore sulla cornetta verde.

“Dimmi Carlo!”

“Emanue’,” il tono della voce è basso ma sono quasi sicuro che non dipenda dallo smart-phone “ce la fai a passare in Commissariato?”

“Perché parli così piano?”

“Non voglio che mi senta…”

“Chi?” domando senza riuscire a farmi un’idea nemmeno vaga di quanto stia accadendo.

“De Cimma: è qui! E Caramanno ancora non se ne è andato; è meglio che vieni e te lo porti primma ca ccà succede ‘o patatrac!”

“De Cimma? E che ci fa là?”

Un vocione baritonale si intromette nella conversazione.

“Uè curnutone!” per un attimo mi illudo possa avercela con me, ma la replica da casalinga isterica del Dottor Caramanno spegne ogni residuo di speranza.

“Dottor De Cimma: esca subito dal mio Commissariato!”

“Il tuo commissariato? E che te l’he accattato?”

“Emanue’ mo ti devo lasciare… però vide ‘e fà ampresso ca chisti dduje mo se scannano!”

Un enigma da risolvere c'è già: ma non è un vero giallo...

  • ... chi l'ha detto che in un giallo ci deve essere per forza un omicidio? (58%)
    58
  • ... senza un omicidio senza testimoni (8%)
    8
  • ... senza un omicidio con testimone (33%)
    33

Voti totali: 12

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49 Commenti

  1. Lasciamo i cadaveri ad altri casi, per questo godiamoci il mistero dell’anonimo benefattore; spesso sono più interessanti le sottotrame e le caratterizzazioni dei personaggi del caso da rivolvere vero e proprio (non che la trama principale non mi piaccia, si inteso). Mi è piaciuta la descrizione di Angela. Buon lavoro!

  2. “La sedia davanti alla mia scrivania accoglie il suo gigantesco sedere con uno scricchiolio di apprensione”. Immagine che mi è piaciuta da subito.
    Ciao! È il primo racconto tuo che mi capita di leggere. Molto scorrevole e accurato il tuo stile, i racconti che scrivi sono godibili e invogliano a leggerne sempre di più. Il giallo di solito non è il mio genere preferito, ma sono piuttosto onnivora e tu mi piaci.
    A presto!
    P.s. Bellissima la parlata regionale dei personaggi, mi pare di sentirli. Amo il dialetto, rende tutto più colorato.

  3. Bentornato!
    Credo di averti buttato le opzioni in parità, ma chi l’ha detto che in un giallo qualcuno deve morire! Secondo me si può sparire, ricattare, sequestrare ecc…
    Quindi possiamo andare avanti così.
    Inizio subito con cosa mi piace: i tuoi personaggi sono speciali, la signora grassa mi sembrava di vederla durante la lettura, come il Doc scocciato dal suo sottoposto, ma aggiungo pure cosa mi piace meno: la suddivisione in paragrafi (1. 2. 3.), forse facilita la lettura, ma io la eviterei.
    Ovviamente sei bravo, lo sei sempre stato e cerco di starti addosso, non andare troppo forte!
    Alla prossima

  4. E che ci azzecca mo un omicidio? No, no, andiamo bene così. Molto bene, direi. Apprezzo molto il tuo stile. Apprezzo meno il riproporsi sistematico dei personaggi dei racconti precedenti: De Cimma lo terrei sullo sfondo, mi è venuto a noia come don Matteo. Mica c’è bisogno per forza di lui per risolvere i casi, anzi sarebbe la volta buona che il discepolo Emanuele superasse il maestro. E buonanotte a don Matteo De Cimma.
    Non mi arrivano le notifiche. Ma c’è ancora qualcuno che gestisce questo sito?

  5. Efficaci i dialoghi e i cambi di scena.
    Nell’incontro con Angela, avrei preferito il corsivo a indicare un pensiero non espresso con parole (spesso ingombranti), per le frasi …”Sta facendo le chemio… certo che le sta facendo.”
    e avrei modificato le frasi successive, di conseguenza.
    senza un omicidio con testimone.

  6. Io farei anche senza l’omicidio, ma mi sa che sono la sola!
    Lou, sapessi da quanto mi riprometto di passare sul sito a leggerti e poi… anche se l’afa qui non accenna ad andarsene, settembre è arrivato e cerco di vincere l’indolenza estiva. Li ho letti tutti e 3: non è che il tuo benefattore vuole uscire dai confini cittadini e spedirmi una busta anche a me? A parte gli scherzi, l’intrigo è molto avvincente anche senza cadaveri. Il legame tra i beneficiati era il mio quesito e Angela ha, forse, dato un primo indizio. e chissà quanti hanno intascato i soldi senza fiatare. “trova il denaro e avrai il colpevole” diceva qualcuno, qui il denaro c’è, resta da sapere da dove esca.
    Sempre un piacere leggere te, e Emanuele 🙂

  7. Il tono umoristico si è messo un po’ in disparte per dare più di corpo a questa indagine, che comincia a diventare intrigante. Mi piace 🙂 Voto per l’omicidio con testimone, non tanto perchè in un giallo sia necessario ma perchè in questo tipo di storia mi pare una svolta inattesa.

  8. Quel ‘tutti’ in realtà potrebbe essere un ‘alcuni’ dacché non è affatto escluso che in molti abbiano preferito non parlarne con anima viva e infilare i soldi nel materasso… io non so come avrei reagito in una situazione di questo tipo, di certo mi avrebbe inquietato un po’… Daniz, non credo tu sia mai stato a San Giovanni, nel caso dovessi mai capitarci, ecco, non fidarti troppo dell’onestà dei residenti… anzi, non fidarti e basta… 😜

  9. Non so bene come sia un vero giallo, ma a me un omicidio con testimone… fa sangue 😀
    Molto bello, pulito e avvincente anche il terzo, complimenti!
    Ho trovato un po’ strano la “resa condizionata”, che mi suona poco efficace, soprattutto nel contesto della soddisfazione di Emanuele: è come dire “ha abbastanza capitolato”. Insomma, una “resa incondizionata” l’avrei certamente capita di più.
    Il passaggio “Abbasso il volume dello stereo, sfilo il cellulare dal marsupio e faccio scorrere il cursore sulla cornetta verde” l’avrei sfoltito, mi sembra un po’ troppo dettagliato, ma si sa, a forza di sfoltire e scremare rimangono pronomi, infiniti e congiunzioni 😀 😀 e del resto sono anche queste immagini che ci permettono di entrare dentro la storia.
    E niente, sei bravo 🙂
    Ciao, a presto

  10. Ciao Lou,
    nessuno lo dice, che in un giallo ci debba essere per forza un omicidio, ma a me piacciono così, i gialli, quindi l’ho votato… con testimone. 🙂
    Bello, bello anche questo capitolo. Ti posso solo segnalare una sciocchezza: le chemio anziché la, ma è davvero un’inezia. Mi piace molto questo tuo nuovo lavoro, aspetto il quarto, con delitto…
    Alla prossima!

    • E me lo potevi dire prima, no? Il tuo commento e il tuo voto sono arrivati mentre stavo per pubblicare l’episodio… episodio che mi era costato un bel po’ di lavoro supplementare a causa di quel 33, 33 e 33 che non voleva saperne di schiodarsi… va beh, sono giorni duri per chi vota on-line 😁! Non me la sono sentita di buttare tutto alle ortiche, così mi sono limitato a dare maggiore spazio all’opzione vincente sacrificando qualcosina negli altri due paragrafi: è il massimo dell’onestà di cui sono stato capace… perdonami!

      • 🙁
        Scusami! Sono arrivato tardi perché credevo di aver cliccato su segui la storia, ma mi sbagliavo. Ho trovato il secondo episodio per caso. In realtà, però, vedendo il triplo pareggio credevo di farti un favore, infatti adesso che mi è arrivata la notifica del terzo episodio ho pensato “Ecco, gli ho sbloccato la situazione e ha subito pubblicato” :-D. Pardon!
        Va be’, ora mi leggo il terzo e poi ci sentiamo 😉

    • Quel ‘tutti’ in realtà potrebbe essere un ‘alcuni’ dacché non è affatto escluso che in molti abbiano preferito non parlarne con anima viva e infilare i soldi nel materasso… io non so come avrei reagito in una situazione di questo tipo, di certo mi avrebbe inquietato un po’… Daniz, non credo tu sia mai stato a San Giovanni, nel caso dovessi mai capitarci, ecco, non fidarti troppo dell’onestà dei residenti… anzi, non fidarti e basta… 😜

    • Ehila, grazie Maria! M’hai fatto un complimentone! Io credo che chi si cimenta con la scrittura dovrebbe sempre tenere a mente l’importanza delle parole che decide di utillizzare, come noti giustamente tu nessuna delle parole a cui si fa ricorso deve dare la sensazione di essere messa lì a caso.
      Grazie ancora

  11. Ciao Lou,
    eccolo qui, il mestiere di scrivere all’italiana. Mi piace molto il tuo stile, ricorda un po’ DeGiovanni, ma più schivo, fa forse un po’ più il filo a Lucarelli, ma solo nella mia testa che ha apprezzato i suoi lavori con il commissario De Luca. Crei ambientazioni palpabili e personaggi reali, a partire dai mustacchi ingialliti (con una pennellata hai descritto un uomo, non è cosa semplice). Molto bene, Lou. Io aspetto De Cimma e vediamo che succede, questo tizio dei ventimila euro… non è che gli daresti il mio indirizzo 😉 ? A parte gli scherzi, ancora complimenti.
    Alla prossima!

    • Cio K., sei sempre molto generosa nei miei confronti, grazie davvero. Quanto a Lucarelli, non ho mai letto niente di suo, anzi se ti va di segnalarmi qualcosa fai pure che sono sempre a caccia di buoni gialli. De Giovanni l’ho letto, invece, anche se non è esattamente nelle mie corde.

  12. Direi di dare per scontato il coinvolgimento di Angela, la pubblicazione del pezzo nella cronaca cittadina, la notizia che passa di bocca in bocca e tutto ciò che ne consegue, per tornare a Caramanno (ed evitare di perdere tempo con un nuovo personaggio).
    Ottimo anche questo episodio. L’unico consiglio che mi permetto di darti è il solito: un giallo a puntate deve avere pochi personaggi e gli episodi vanno pubblicati al ritmo di almeno uno a settimana.

  13. La considera degna di un minimo di approfondimento e si affida a Emanuele.
    Bentornato, Lou!
    Che dirti, sempre molto bello leggerti, l’incipit scorre via piacevole e intrigante. Se proprio devo muovere un appunto, è sulla formattazione: ho trovato qualche “a capo” di troppo, mi pare che spezzino un po’ la lettura. Ah, e “wurstel” io l’avrei scritto “würstel”! 😀 😀 😀
    A parte le facezie, bravo come sempre!

    Ciao, a presto

  14. Già dalla presentazione si capiva che la storia merita di essere letta, l’idea è buona, la scrittura scorrevole (anche con il bonus del dialetto, che di solito mi frena un po’), la descrizione della donna molto visiva e riuscita. C’è del già visto in sottofondo, ma va bene, mi aiuta ad immergermi meglio nell’atmosfera del racconto. Voto per “non considera la questione degna di approfondimento”, mi sembra in linea con il tipo di persona che immagino possa essere il dirigente. Buon lavoro!

    • Ciao Valentina e benvenuta a bordo.
      Posso chiederti se quel già visto in sottofondo si riferisce alla scrittura o alla situazione messa in scena? Sono tra quelli che considera theincipit una vera e propria palestra di scrittura e i commenti come il tuo per me sono di grande stimolo. Grazie per i generosi complimenti in ogni caso.

      • Ciao, perdonami se il mio commento ti ha infastidito o disorientato. Quando ho letto il primo capitolo ho avuto un senso di dejà vu, ma devo premettere che quest’estate ho letto diversi gialli italiani (Mazzini, De Giovanni), e forse l’eco di quegli scritti mi è tonata in mente più facilmente leggendo poi il tuo racconto. Non è certo facile essere originali al 100% né si può sopprimere quel background che è fatto di libri letti, film visti, storie ascoltate, che sono poi comuni a chi appartiene ad una stessa generazione o contesto culturale. Non sono in grado di fare valutazioni stilistiche su come scrivi, non ne ho le capacità, posso dirti che mi piace, che ti trovo scorrevole e leggero, che le situazioni sono descritte con pochi tratti veloci e pertinenti. Nel dire che c’è un sottofondo già noto, volevo fare un complimento, perchè fin dalle prime righe era già come essere a casa (altri autori invece richiedono più tempo per comprendere i meccanismi della loro scrittura, il modo in cui ragionano e fanno girare la storia).
        Per rispondere alla tua domanda, direi che c’è del già visto sia nell’una che nell’altra.
        Spero di essere stato un poco più esauriente e di averti aiutato in qualche modo.
        Ho letto anche il secondo capitolo, rinnovo quanto detto sopra. Voto per la giornalista. Buon lavoro!

        • Ciao Valentina. Solo per tranquillizzarti, il tuo precedente commento non mi aveva né disorientato né tantomeno offeso, volevo solo capirne di più, tutto qui. Non ho pensato nemmeno per un momento che potesse trattarsi di uno di quei commenti acidi che sottendono un’accusa di plagio… ecco, ora che l’ho scritto mi rendo conto che anche questa cosa si presta ad un’interpretazione altra da quella che ingenuamente gli attribuisco io dacché suona esattamente come un commento acido e saracastico da presuntuosetto pieno di sé… il fatto però è che non lo è, non lo è affatto! Insomma, questo per darti la misura di quanto possa essere facile non intendersi con questa modalità di scambio, una cosa che ho imparato a mie spese nella ormai lunga frequentazione di questa ed altre piattaforme di scrittura. Per essere chiari: concordo su tutto quanto hai scritto nelle precisazioni e ti ringrazio davvero per il complimento di cui ho compreso appieno le ragioni.

  15. Ciao Lou,
    eccomi. Bello, ma me lo aspettavo. Hai messo su un teatrino godibile e “visivo”, l’apprensione della sedia la dice lunga sulle tue capacità. De Cimma me lo ricordo, ma non ricordo esattamente il contesto, dovrei andare a rileggere l’ultima storia…
    Io dico che affida ad altri l’indagine, anche perché, nel caso si trattasse di uno scherzo (almeno dal punto di vista del sovrintendente) non ne rimarrebbe vittima sola di madre vedova. 🙂
    Alla prossima!

    • Ciao K. e bentrovata. Grazie davvero per i complimenti. Approfitto del tuo commento per rinfrescare la memoria ai miei vecchi lettori e per fornire qualche coordinata a quelli nuovi. De Cimma è il Dirigente del Commissariato di San Giovanni a Teduccio (quartiere malfamato della periferia napoletana) che accoglie e tiene a battessimo il giovanissimo e inesperto Emanuele nel primo episodio della serie (E mille culure e mille paure).
      Emanuele, ventenne originario della provincia veronese, nonostante le iniziali difficoltà instaurerà con De Cimma un rapporto leale e collaborativo, aiutandolo nella risoluzione di un complicato cold case.
      Nel secondo episodio della serie (Nero Cilentano) ritroviamo De Cimma ed Emanuele. De Cimma è stato trasferito a dirigerire il Commissariato di Agropoli, una piccola e ridente località vacanziera nel cilento in cui tutti conoscono tutti. De Cimma proprio per questa ragione si fida poco dei suoi e quando una bambina del posto sparisce richiede l’aggregazione di Emanuele per farsi aiutare nelle indagini. Emanuele nel frattempo si è sposato ed ha una figlia. E questo è più o meno tutto… per ora!

  16. Ciao! Mi par di capire che si tratta di un seguito di una tua vecchia storia, è importante che la recuperi subito o posso capire lo stesso? Comunque apprezzo il mix di giallo e humor e il “caso” proposto è simpatico e interessante, ti seguirò 🙂

    • Ah vedo che mi hai già risposto nella tua bio, che avevo zompato saltando direttamente alla trama, vabbè, chiedo venia 😛 Ho anche dimenticato di dirti che voto per non considerare il mistero della lettera degno di importanza. Alla prossima!

      • Ciao Dapiz e grazie davvero per i complimenti. Ribadisco non c’è bisogno di conoscere nel dettaglio gli accadimenti dei precedenti due racconti per godersi questo terzo. In ogni caso se sei curioso puoi dare un’occhiata alla risposta al commento di Keziarica.

    • Ciao Lorenzo e benvenuto. Ti ringrazio per i complimenti, specie per quelli sui dialoghi, cui, in effetti, dedico parecchia attenzione. L’idea alla base del racconto, come ho già spiegato anche a Gibbone, non è esattamente farina del mio sacco… 😊

    • Ciao Gibbone e benvenuto. Intanto ti ringrazio per i complimenti, sempre apprezzatissimi.
      Quanto alla fregatura, vedremo insieme come evolverà la faccenda. Il racconto è ispirato a una vicenda di cui per un certo periodo s’è sentito parlare anche in tivù… e che ha, come dire, catturato la mia attenzione e stimolato la mia immaginazione…

  17. Complimenti, è la prima cosa che leggo tra quelle che hai scritto, e devo dire che l’ho trovato divertente e piacevole come incipit. È una situazione molto insolita che lascia la curiosità di capire cosa ci sia dietro…anche se non per il sovrintendente, che potrebbe sottovalutare la cosa, almeno per adesso! Voto quello!

    • Ciao Giuseppe, benvenuto e grazie per i complimenti.
      Situazione insolita inspirata a un fatto di cronaca di qualche tempo fa che ebbe anche un discreto risalto mediatico e che all’epoca stimolò alquanto la mia curiosità … vediamo che ne viene fuori!

  18. Ciao, Lou, felice di ritrovarti.
    Io penso di affidare la questione a Emanuele. Partirei subito con un interesse, dato che poi di questo si tratta, ma mi comporterei inizialmente in modo distaccato, forse è un momento passeggero, un caso fortuito, e quando invece le cose evolveranno e la realtà sarà ben diversa, allora diventerà anche un mio “problema”.
    In ogni caso… magari la ricevessi io, la busta!
    Seguo 🙂

    • Ciao Ale, felice di ritrovarti… diciamo che a casa mia, come in molte altre case immagino, il postino – nel mio caso la postina – è perlopiù un portatore di bollette, verbali e jatture varie… il mio cane la odia e se non ci fosse il cancello sono sicuro la sbranerebbe. Per quel che mi riguarda non sono mai andato oltre il ritrovamento di qualche spicciolo e la vincita più consistente che ricordi non è mai andata oltre il pareggio dell’investimento iniziale… se devo dire non so come reagirei a una lettera piena di soldi… però un po’ d’ansia me la metterebbe, a te no?

  19. Bentornato Lou,
    hai deciso di passare le ferie scrivendo? Per me è un piacere ritrovarti qui (ma al solito le notifiche di TI erano finite nello spam), ma non credo che per ora saremo in molti a consultare questo sito.
    Godibile come sempre la tua scrittura. Ti seguo con molto piacere, lo sai.
    Fossi in Caramanno non prenderei in considerazione la questione, il mondo è (sempre più) pieno di matti.

    • Ciao Napo, bentrovato.
      Ho preso spunto dal tuo commento per la conversazione tra Caramanno ed Emanuele, spero non ti dispiaccia.
      in effetti di pazziuna, ultimamente se ne vedono parecchi in giro, anche dove non eravamo abituati a vederne…

    • Ciao Maria e bentrovata… ma sai, non è che io faccia molti calcoli; e poi in questo periodo dell’anno ho un po’ più di tempo da dedicare alla scrittura. Emanuele è il braccio destro di De Cimma, già protagonista dei precedenti ‘E mille culure e mille paure e Nero Cilentano. Grazie davvero per i complimenti, sempre graditissimi da parte tua!!! 😊

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