STORIA DI B.

Ann e Ben

La storia che vado a raccontare mi arrivò, per uno strano caso un giorno da una confessione in punto di morte che non mi aspettavo perché non sono un confessore e perché non conoscevo la persona che me la rese.
La circostanza drammatica e il desiderio ultimo del morente di guardare a me come il custode della sua memoria, mi fecero e mi fanno credere che la storia sia vera, o almeno molto fedele alla realtà che l’ha ispirata.
Tutto iniziò un giorno e in un luogo che non dirò perché promesso e per la ragione semplicissima che persone coinvolte ancora oggi viventi non devono riceverne danno alcuno.

Una modesta e dignitosa casa di periferia in una grande città europea ospitava la famiglia “Smith”.
Era una famiglia ben integrata in una realtà che non le apparteneva; era arrivata infatti da chissà dove qualche anno prima: un uomo, una donna, due figli, femmina e maschio di 17 e 16 anni. Un lavoro onesto, buoni rapporti coi vicini, dignità e riservatezza.
Dopo un po’ che furono là cominciò a girare la voce di una insolita, addirittura esagerata intelligenza dei due ragazzi che a scuola pare non avevano eguali in quanto a prontezza, ingegno, soddisfazione degli insegnanti, al punto che quelli li avevano ben presto assunti ad esempio e guida per tutti gli altri studenti.
Tutto quel parlare di loro non sembrava turbare l’esistenza dei due ragazzi che, anzi, ogni giorno che veniva allacciavano nuovi rapporti di amicizia e stima con gli altri studenti.
Molti erano ormai quelli che felicemente potevano autodefinirsi ”amici di Ann e Ben”; essere vicino a loro, frequentarli, era bello e desiderabile, nessuna invidia anzi, desiderio di emulazione e gioia pura!
Può sembrare esagerato tutto questo ma, alla luce di quello che successe dopo si giustifica, anzi si spiega facilmente: l’importante è credere, non lasciarsi prendere dalla diffidenza e dalla superficialità nei giudizi.
In quella città, in quella periferia, in quei giorni, due ragazzi decisamente fuori dal comune stavano coltivando una piccola pianta ma il loro piano era di “costruire” una foresta.
Lavoravano in gran segreto ad un progetto, un sogno, che li aveva ammaliati fin da quando avevano “assaggiato” l’età della ragione.
Per quello avevano consultato e studiato a fondo tutti i testi che erano riusciti a trovare e poi acquistarono, costruirono, inventarono ogni strumento che fosse utile e necessario per i loro esperimenti casalinghi.
Le domande e le perplessità benevole dei genitori non li fecero recedere mai dall’intento che scatenava la loro frenesia, ma anzi contribuirono ad alimentare quel fuoco gioioso che li bruciava dentro ogni giorno di più.
Il piccolo ”laboratorio” che avevano allestito in camera da letto ad un certo punto ebbe bisogno di più spazio e il genitore, dopo tante insistenze si convinse ad ampliare ed attrezzare con luce ed acqua corrente il capanno degli attrezzi che avevano in giardino.  

Quando il nuovo laboratorio, alla fine divenne operativo i due ragazzi sembrarono perdere interesse per ogni altra cosa perché tutto il loro tempo extra-scolastico lo passavano là dentro.
Andò avanti così per un anno fino a quel giorno in cui la “piantina” sembrò germogliare e il sogno prendere corpo, forma, sostanza.
«Eccolo… eccola!”, disse, quasi balbettando Ann coi lucciconi, tesa e felice.
«La vedo, Ann, la vedo, ecco la nostra “B.!”, il sogno è realtà, avevamo ragione! Non riesco a crederci!»
«Oggi devi credere, fratellino mio, abbracciami…»
Tutti e due si sciolsero in un pianto liberatorio, le scorie di tanta passione, lavoro, fede furono lavate via da quelle lacrime e i due, felici si animarono di una nuova eccitazione, accresciuta ed esagerata dal successo. Il primo passo era fatto.
Pensarono a Newton, Volta, Marconi, Galilei. Il futuro, quello che volevano per loro, per la gente portava delle novità e chissà cos’altro…
«Oggi per noi cominceranno i problemi, lo sai? La gioia di oggi potremmo non provarla mai più, te ne rendi conto Ann?» Disse ad un certo punto Ben improvvisamente accigliato.
«Sì, ma non mi importa, siamo qui e andiamo avanti, niente ci fermerà, noi siamo nel giusto!»
«…E nel buono?», disse Ben riaprendosi in un largo contagioso sorriso.
«E nel buono, decisamente sì, fratellino! Andiamo avanti!».
Andarono avanti così dunque, sperimentando ogni giorno per qualche mese. La loro creatura, la “piantina” cresceva, non li deludeva.
Quello che serviva ormai era di liberarla, darle modo di svilupparsi autonomamente per vedere se funzionava davvero.
«Dunque ci serve una persona cattiva adesso!», disse un giorno Ben.
«Certo, ci sto pensando da un pezzo e credo anche di averla individuata».
«Se è per questo non mi pare difficile trovarne! A chi hai pensato?»
«…Alla madre di Nancy. È una megera, litiga con chiunque le capiti a tiro e Nancy viene a piangere da me in classe quasi ogni giorno.»
«Ottimo, e come vorresti fare?»
«Dobbiamo invitarla qui, magari per un thè, mamma non farà obiezioni, anzi…»
«E, certo che no, lei è buona! », disse lui ridendo felice.

questo primo esperimento dimostrerà

  • effetti collaterali (50%)
    50
  • necessità di dosaggio accurato (50%)
    50
  • grosse potenzialità (0%)
    0
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8 Commenti

  1. Ciao Ottaviano,
    avendo una mente contorta, avevo immaginato che si trattasse di una pianta assassina o qualcosa del genere, e invece…
    Effettivamente, come dice Dapiz, il dosaggio è andato un po’ perso in questo capitolo, comunque il capitolo è riuscito e ben scritto. Io, per non smentirmi, voto per la cavia in pericolo e vediamo che succede.
    Alla prossima!

  2. Direi di dare un seguito ai dubbi di Ann e mettere in pericolo la cavia! Mi sembra però che il risultato del sondaggio del primo capitolo non abbia influenzato più di tanto questo secondo, ma forse gli effetti si vedranno solo più avanti. Ciao!

    • Ciao, buon ferragosto.
      Eravamo rimasti a metà fra dosaggio ed effetti collaterali, ambedue le indicazioni suscitano perplessità e dubbi nei protagonisti e saranno il vero problema almeno per il momento. L:entità del problema dipenderà dalle prossime indicazioni. Grazie per la lettura, ciao

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