Come in una campana di vetro

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadde dopo? Salutarono la vedova anziana e si misero alla ricerca delle loro biciclette. (100%)

Verso altri luoghi

I due ragazzi salutarono e ringraziarono la signora per l’ospitalità, che lei sorrise per la gentilezza ricambiata. Scesero di casa e si misero alla ricerca delle biciclette, che ricordavano di aver lasciato verso una periferia. Videro che quel popolo era ancora in abiti stile 1500, ma non ci facevano più caso, era un popolo gentile ed onesto. Mai nessuno era stato così gentile con loro due. Roberto, che era quello che aveva viaggiato di più, riferì che il posto dove si trovano adesso è quello con il popolo più gentile al Mondo. Erano ormai presso una periferia e videro le loro biciclette attaccate ad un albero, si avvicinarono, presero le loro chiavi ed aprendo i lucchetti, le ripresero per farsi un altro giro, questa volta si allontanarono da quella città, anche se era molto sopitale ed accogliente. Andarono verso un lago, che dava una bellissima atmosfera alle montagne ed agli alberi lì vicino. Era un dolce silenzio e vedevano solo delle papere che nuotavano su di esso. Si riposarono vicino le rive per godersi il total silenzio. passata un’ora, Pietro vide una sagoma simile a quella umana che emerse dal lago e non credeva ai suoi occhi.

“Amico” Disse: “Hai visto pure tù una donna che è uscita dal lago per poi rituffarsi?”

Roberto rispose: “Forse non hai dormito bene, riposati meglio”

Siccome lui non aveva ma viaggiato in vita sua, ogni minima cosa gli sembrava una novità fuori dal comune, a lui sembrava di aver visto qualcosa uscire dal lago. Lo fissò intensamente, perché voleva rivederlo di nuovo, vide un braccio che emerse e poi ritornò giù. Era convinto di aver visto bene. Continuò a tenere gli occhi fissi verso quello specchio d’acuqa, il suo compagno di viaggi se ne rese conto e per accontentarlo fissò pure lui nello stesso punto. Ecco che uscirono due sagome simili a noi umani da quel lago, entrambi s meravigliarono: “Avevi ragione!” Disse Roberto: “Andiamo a vedere di che si tratta!”

Poi disse a Pietro: “Sai nuotare?”

Pietro: “No!”

“Lo sapevo, nemmeno io, dovremmo cercare un altro villaggio per comprarci delle mascherine. Così possiamo scoprire cosa c’è all’interno” Disse Roberto.

Pietro: “Magari sono sommozzatori, biologi marini”

Roberto: “Ma che marini! Non vedi che è un lago? Mi è venuta un’idea, andremo in un villaggio vicino, compreremo in un negozio una mascherina per tuffarci e poi scopriremo che si trova lì sotto”

Pietro era d’accordo, perché pure lui voleva scoprire la verità. Dovevano prendere le bici e cercare un villaggio nelle vicinanze, per trovare un negozio dove vendevano mascherine per andare sott’acqua.

Presero le bici e ripartirono alla ricerca di un villaggio vicino. Ne trovarono uno, simile a quello precedente, c’erano dei negozi con merce a poco prezzo, controllarono nelle proprie tasche e si accorsero di avere soldi a sufficienza per poterni comprare delle mascherine. Videro che c’erano e le comprarono senza pensarci due volte. Erano le uniche due rimaste. I due pensarono che in paese avessero la passione dei sub. Lì dov’erano, non c’era niente di interessante, era ancora giorno e decisero di proseguire, abbandonarono subito il villaggio, avevano preso quello che gli serviva, due mascherine. Si misero alla ricerca di ritrovare il lago, maledettamente si erano forate le ruote della bici di Roberto, che lo fecero infurirare, perché non aveva più soldi per andare da qualche gommista o meccanico. Fortunatamente, si accorsero che era nelle vicinanze, perché si ricordavano benissimo la strada. Posarono le bici, attaccandole, questa volta, non sullo stesso albero e si misero alla ricerca di quel posto. Il lago era vicino a loro, dovevano solo indossare le mascherine e scendere giù, per vedere cosa c’era. ovviamente si spogliaroni in mutande, tanto nessuno poteva vederli e per loro fortuna trovarono due corde, che attaccarono in aprte ad una staccionata ed in parte ai loro fianchi. Si immersero dentro e videro che c’era un villaggio vero e proprio, delle case senza un tetto e senza finestre, non avevano nemmeno le porte, sembravano delle macerie, ma erano troppo ben conservate. Erano giovani e la loro curiosità era infinita, poi videro due sagome umanoidi che venivano verso di loro, li presero e li riportarono a riva. Si accorsero che erano due persone che avevano la tuta da sommozzatore, che loro non avevano mai vista una. “Cosa fate qua?” Chiese uno di loro. Roberto rispose: “Eravamo curiosi di sapere cosa c’è all’interno, avevamo visto due forme strane, volevamo vedere cosa erano”

Uno dei sommozzatori rispose: “Siamo noi, due esploratori amatoriali che ci piace visitare il letto di questo lago da sempre. Prima era un villaggio abitato, poi è rimasto allagato per sempre”.

Pietro chiese: “Come sapevate di questo villaggio?”

uno di loro rispose: “Ci piace esplorare, ricercare la verità, volete che vi ci portiamo noi due a vedere meglio?”

Pietro, che era entusiasta: “Certo che lo vogliamo, da adesso”

“Sono vostri questi vestiti?” Chiese uno dei due sommozzatori ai ragazzi.

Pietro: “Sì, sono nostri”.

I sommozzatori li portano con loro?

  • Li fanno rivestire e li cacciao via. (0%)
    0
  • Li fanno rivestire, riparano la bici a Roberto e li lascinao andare (0%)
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  • Certo, li fanno indossare delle mute subacquee e li portano ad esplorare meglio i fondali del fiume. (100%)
    100
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11 Commenti

  • Salutarono la vedova anziana e si misero alla ricerca delle loro biciclette.

    Molto carino e particolare questo posto: loro sono con i televisori e gli smartphone mentre qui siamo nel 1500… in alcuni punti continua a sembrarmi Truman Show 😉

    Un consiglio: aspetta almeno un paio di giorni tra il mio voto e la pubblicazione del capitolo successivo, forse così anche qualcun’altro fa in tempo a leggere e votare. Altro consiglio: fatti un giro, leggi e commenta le storie che ti piacciono, così gli altri si accorgono che ci sei e, magari, vengono a leggere 🙂

    Ciao 🙂

  • Nel suo garage! Mi sembra l’opzione più bella!

    In certi punti il racconto mi ricorda The Truman Show…

    Sono curioso di sapere la sorpresa 🙂

    Ora difetti: a parte un “avitato” invece di “abitato”, il problema più grosso di questo capitolo è che è tutto descrittivo, con poca emozione che trapela dalle righe. Dovresti descrivere un po’ più gli stati d’animo, oltre a quelli di Pietro (a meno che ciò non sia voluto) ed usare qualche discorso diretto un po’ più spesso.

    Per il resto, avanti così ^_^

    Ciao 🙂

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