Dei Delitti del Pene

Il passato è passato

1.

23 luglio 2019

Flavio non riconobbe subito il luogo in cui si era svegliato, ma infine la nebbia nella testa si dissolse: galleggiava in piscina su un morbido tricheco gonfiabile, nel parco di una sfarzosa residenza di proprietà dei Conti del Seprio. Silvia era sparita. Forse perché, a giudicare dal misero frammento di sole all’orizzonte, si erano fatte circa le nove di sera. Ma lui voleva rimanere disteso un altro po’, il sonnellino fuori orario l’aveva mezzo stordito e in acqua c’era ancora gente. Paola, Greta e una ragazza che non conosceva se ne stavano arenate sui larghi gradini sommersi; Paola dal cellulare impartiva ordini a qualcuno, le altre due ascoltavano e ridevano. Flavio cominciò a remare con le mani verso le ragazze e provò a riepilogare la giornata. Per quanto recitare (?) in un porno gli desse un certo appagamento – a quale diciottenne maschio non l’avrebbe dato? –, i ritmi frenetici pretesi in quel caldo pomeriggio avevano contrariato anche lui. Un paio di ore fa, concluso il “lavoro”, era andato in cerca di riposo e silenzio sul tricheco alla deriva, ma Silvia l’aveva immediatamente raggiunto. Doveva essersi appisolato senza tante cerimonie mentre lei gli parlava.

2.

8 maggio 2020

  – Tutti abbiamo segreti che non vorremmo rivelare a nessuno.

Nemmeno persone argute come Claudia, giovane e appetibile assistente del dr. Oberhofer, sono immuni dall’uso di frasi fatte, pensa Flavio. Ma ecco la voce di sua zia che gli spiffera i divertenti retroscena, e la defunta zia non sbaglia mai. Per la tirocinante quindi non era una frase fatta. Ma di che si stupisce? In fondo è ovvio.

  – Perciò è normale che io non vi dica tutto. Concordo.

Flavio ama parlare di quasi tutto con Claudia e l’esimio psichiatra, toglierebbe anche il quasi ma non vuole di nuovo fare notizia… o anche peggio. Perché in certi casi la legge obbliga i professionisti a infrangere il segreto professionale.

  – Che sia normale non implica che sia sempre la scelta migliore –, interviene l’illustrissimo.

Prima che Flavio risponda, una scarica di colpi sulla porta e urla belluine devastano il setting: – EFBIÀI, USCITE IMMEDIATAMENTE CON LE MANI BENE IN VISTA!!! L’EDIFICIO È CIRCONDATO, BASTARDI PEZZI DI MERDA!!!

Gianluca ha perso il controllo, come ogni venerdì. La prospettiva del weekend lo innervosisce.

  I tre nello studio ascoltano con interesse mentre alcuni operatori cercano di calmare Gianluca, o almeno allontanarlo da lì. Dopo qualche minuto le urla e i rumori cessano.

– Forse li ha messi KO col taser d’ordinanza e aspetta che usciamo anche noi bastardi pezzi di merda –, commenta Flavio. Claudia scherzando ma non troppo gli fa notare che ridere delle sofferenze altrui è tipico della scarsa empatia dovuta al suo disturbo narcisistico. Oberhofer scoppia a ridere, Flavio lo accusa di scarsa empatia e la risata si fa incontenibile, a questo punto la zia nota qualcosa e torna a farsi sentire.

  – Dove eravamo rimasti? – chiede il dottore quando riesce a ricomporsi.

  – In questi due mesi la mia vita sessuale è stata esente da giudizi di valore, credevo per via della vostra saggezza. Oggi è stato introdotto l’assunto, correggetemi se sbaglio, che certi miei comportamenti siano sintomi o cause di malesseri. Patologia, quindi.

  – Flavio, guarda obiettivamente in che guai ti sei cacciato.

Come è seria Claudia adesso. Pensa davvero ciò che sta dicendo. Flavio ha una brillante idea, accolta con entusiasmo anche da quella sessuomane di sua zia.

Cosa vi interessa di più?

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