E se una notte

Dove eravamo rimasti?

Che succederà dopo? Le ragazze trovano Stan sveglio e gli chiedono cosa si ricorda. (60%)

Un attimo di Terrore

Veronica si gira verso Clara, la fissa per un attimo e comprende la situazione: “Entrate voi per prime, tanto devo andare in bagno.” Le ragazze accennano un sì con la testa e Clara bussa alla porta. “Avanti”, la voce di Stan riecheggia nelle orecchie di Clara. È davvero preoccupata, soprattutto per Thomas. Rimane con la mano a pugno campata per aria. Con quest’ultimo sono come fratelli, si conoscono sin da piccoli e hanno sempre condiviso tutto. Si sente le mani legate e non sa come fare se non aspettare che arrivi anche lui in ospedale. “Ragazze!”, la voce di Stan la riporta alla realtà, “Sono così contento di vedervi.”, “Oh Stan menomale che stai bene!” Grida Sofia sollevata e corre ad abbracciarlo. Lui le sorride grato poi volta lo sguardo verso Clara che lo sta fissando senza dire una parola. “Stai bene Clara?”, “Ehm diciamo di sì. Sono contenta che non ti sia successo nulla di grave.”, risponde Clara abbassando lo sguardo. Sofia interviene: “Comunque cosa ti è successo? Dalla macchina non abbiamo visto granché. Un secondo prima eri davanti a Thomas e quello dopo ti abbiamo visto correre dentro la foresta gridando.”, Stan sgrana gli occhi. “Cosa? Non me lo ricordo affatto così. Cioè io ero vicino a Thomas ma poi è scomparso! E sono stato gettato nel bosco da qualcosa con una forza sovrumana!”, “No Stan…”, dice Clara a voce bassa. Stan le guarda sconcertato. “Sei corso via gridando.”, continua. Stan non sa più a cosa pensare. “Non è possibile.” Prova ancora vividamente tutto ciò che ha passato solo alcune ore prima. Lui sa bene cos’è successo ma ‘allora perchè le altre hanno visto fatti diversi, che sia in grado di cambiare i ricordi?’. “Mi hanno detto che riportavi dei lividi sul collo ma a me non sembra..”, sostiene Clara. Stan chiede uno specchietto e Sofia gliene porge uno che ha in borsa. Stan si guarda e non capisce. Lui i lividi li vede! Esclama: “Ma come no?!”, inizia a sudare freddo. “Nemmeno io li vedo Stan…”, dice preoccupata Sofia. Gli occhi di Clara iniziano a riempirsi di lacrime. “Ma cosa sta succedendo… scusa vado a prendere un pò d’aria.”, dice asciugandosi le lacrime e uscendo. “La seguo. Intanto ti mando dentro mia sorella.”, dice Sofia. “Va bene, grazie.”, Stan è confuso a dir poco. Due minuti dopo, la porta si riapre e Veronica entra con uno sguardo alquanto strano. Accenna solamente un “Ehi”. “Ciao, grazie di essere entrata anche te.”, le guance delineano un mezzo sorriso, “Ho bisogno di sentire anche il tuo parere, cos’hai visto?” Veronica si incupisce: “Ho visto tutto Stan.”, “Davvero?”, Stan chiede subito stupito ma poi gli ritornano in mente le parole delle altre, “E cosa di preciso?”. Lo sguardo e il viso di Veronica simulano gli stessi identici dell’essere che li ha attaccati. “Non capisci Stan? Sono io che ti ho gettato nel bosco!”, ed emette una risata tale da far rabbrividire chiunque. La frequenza cardiaca di Stan aumenta. Ha capito perfettamente chi ha davanti a sé e ora un ricordo lo riporta alla notte passata. Lui l’aveva visto in faccia ma non ne aveva più il ricordo. L’essere che ha ancora il corpo di Veronica gli si avvicina e gli sfila il pulsossimetro dal dito. “Così nessuno ci disturberà.”, dice accennando un sorrisetto e sedendosi sulla sedia vicino al suo letto. Stan ha il cuore in gola; si sente esattamente come quando gli era vicino la prima volta. Cerca di farsi coraggio poiché la curiosità ha la meglio: “Che cosa vuoi da me? Che cosa vuoi da noi?”, “Non capiresti, sei troppo giovane e inesperto”, risponde l’essere e gli si avvicina sempre più, “L’unica cosa che devi sapere è che sei quasi mio.”, ghigna e qualcuno bussa alla porta della stanza. “Stan? Veronica? Tutto bene?” Sono Sofia e Clara. ‘Appena in tempo’ pensa Stan, che nel rigirarsi trova la finestra aperta e Veronica o meglio l’essere è sparito. “Ragazze aiuto…”, dice Stan prima di accasciarsi sul cuscino stremato. Clara e Sofia gli corrono in contro. “Che è successo?”, gridano quasi in coro. Qualcun’altro bussa alla porta. “Ragazzi! Scusate se ci ho messo troppo”, dice divertita. “No, no! Non avvicinarti nemmeno!”, grida Stan. Clara e Sofia lo guardano perplesse. “Perché scusa?”, dice Clara. “Lei è lui”, ora tutte lo guardano ancora più dubbiose, “Veronica è l’essere che ha preso le sue sembianze!”, “In effetti…”, dice Sofia, “tu dovevi già essere qui dentro”. Veronica è incredula a ciò che sente: “Ma ragazzi io sono tornata solo ora dal bagno”. Gli altri tre si paralizzano per un istante. Poi Clara dice: “Bene, quindi sappiamo una cosa su quest’essere”, sospira, “può tramutare anche la sua forma”. Tutti la fissano spaventati, non tanto per le sue parole quanto per l’ombra che appare dietro di lei, vicino alla porta.

Come continuerà?

  • L'ombra è proprio l'essere (40%)
    40
  • Tutti si spaventano per nulla e si continua su Thomas (40%)
    40
  • Chi è l'ombra secondo me...(commentate con la risposta) (20%)
    20
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55 Commenti

  • Ho votato per la grande verità e ti ho mandata in pari, Sorry!
    Comunque, mi pare che in questo capitolo la storia prenda quasi un’altra piega, dalle atmosfere creepypasta che avevo percepito finora con l’incontro con Arstor e il suo “spiegone” ho sentito un po’ di vibe manga 😅 Lo sviluppo può essere interessante, vediamo cosa avrai in serbo!

  • Ciao, ho recuperato ora questa storia vedendole scalare la classifica. Penso si tratti di un racconto molto promettente, che mi ricorda parecchio le vecchie creepypasta che si trovano ancora su internet. Un gruppo di ragazzi come protagonisti, un’ambientazione relativamente limitata e una vicenda orrorifica piuttosto classica ma ancora oscura, che forse non diventerà mai molto chiara. Sono elementi che mi piacciono molto, così come i personaggi, che sono ben caratterizzati e piuttosto “normali”, nel senso che non eccedono diventando macchiette come spesso succede in questo tipo di racconti. Trovo però un po’ acerbo lo stile, con i capitoli che sono grandi wall of text e alcuni dialoghi e reazioni umane non azzeccatissime. A volte c’è bisogno di rallentare un po’ e dedicare ad ogni scena il giusto tempo, forse questo potrebbe aiutare un po’. Comunque continuo a seguire la storia, alla prossima!

    (ah, e per il prossimo capitolo offro un suggerimento alternativo: un capitolo dal pov del “male”)

    • Ciao Dapiz! Grazie vivamente del tuo commento e sostegno. Mi piacerebbe tanto poter avere spazio llimitato per i caratteri in ogni capitolo, così sarebbe davvero perfetto ma cerco di adeguarmi. Ho già in mente una trama che prenderà piede man mano e solo grazie a voi lettori e lettrici. Il prossimo capitolo sarà un’ulteriore seguito di Thomas e ciò che gli accade. Incentrandoci su Thomas abbiamo già un pov da analizzare per bene. Ma ti giuro che proverò a soddisfare anche la tua richiesta in un capitolo prossimo. Spoilero che sicuramente la vicenda non finirà con il capitolo 10 😉 anzi ci sarà sicuramente un continuo. Ho davvero tante idee che mi frullano in mente. Ancora grazie e al prossimo capitolo 🙂

  • Buongiorno Giulia 🙂
    Ho riletto attentamente il tutto. Mi dispiace di esserti stato poco d’aiuto nelle mie critiche.
    Mi rendo conto che hai ricominciato a scrivere dopo un periodo di pausa. Hai fatto bene. Vedo che hai cambiato lo stile ed il p.d.v. del racconto: non è necessariamente una brutta cosa. Ricorda che devi chiudere il tutto al capitolo 9,così da usare il decimo per raccontare il tuo finale.
    Come ho già detto, c’è molta azione e mi rendo conto che hai tanto che vuoi raccontare e poco spazio. Seleziona quello che davvero è inerente alla narrazione, cosa funziona per il tuo personaggio in quel momento… L’excursus su Thomas mi piace, ma devi usare di più lo strumento del sondaggio: dove lo vuoi portare? Cosa gli vuoi far fare? Che ostacolo deve superare? Elencane tre e trasformarli in opzioni per noi da votare e poi giocaci.
    Infine, quando pensi di aver finito il capitolo, non farti prendere dalla fretta di pubblicarlo: controllalo, leggilo e rivedilo.
    Detto questo, buon proseguimento. Spero accoglierai questi consigli. Aspetto di vedere i prossimi capitoli: ti seguo 🙂 ciao!

  • Ciao Giulia 🙂 mi sono fermato al capitolo 4,quando ho visto che in effetti stai scrivendo questa storia più per te stessa che per un pubblico, visto che pubblichi molto velocemente e dai poca discrezione di scelta.
    Il racconto mi piace, in sé per sé è una rivisitazione degli horror americani degli anni 90 da cui sono gemmate serie di successo come es. Stranger things.
    L’unica cosa che mi infastidisce è che non c’è una pausa fra i dialoghi, tutti è teatralizzato e c’è poco spazio per empatizzare coi personaggi. Ho perso velocemente il filo perché i tuoi personaggi non mi stanno portando da nessuna parte.
    Ti consiglio di cercare davvero di metterti in gioco, anche perché hai tutte le carte in regola per scrivere qualcosa che può farci divertire ed appassionare.

    • Ciao Gianluca! Grazie per aver trovato tempo di leggere la mia storia 🙂 Non credo di capire cosa tu voglia intendere con “scrivi più per te stessa”. Sinceramente, io presento delle opzioni, ma se qualcuno nei commenti mi presentasse altre possibilità ne terrei senz’altro conto. Faccio sempre in modo che possiate decidere da voi il continuo. Se, invece di propormi altre idee, selezionano uno dei miei suggeriti seguiti, vuol dire che piace. Ad ogni modo, capisco benissimo la tua critica nei confronti dei dialoghi, non sei l’unico, infatti dai prossimi capitoli cercherò di mettere un a-capo in modo che si possa comprendere meglio. Purtroppo una volta pubblicato non si può modificare. Infine per la trama vera e propria e lo sviluppo dei personaggi, si capiranno solo continuando la vicenda, visto che è solo all’inizio 😉 Un grazie di cuore per il tuo commento.

      • Ad esempio, prendiamo il capitolo 4:
        Arriva un’infermiera.
        Scatta l’allarme antincendio e l’ospedale deve essere evacuato.
        L’infermiera è “il diavolo”.
        Clara ha una visione e sviene.
        Contrappasso.
        Il demone manifesta la sua intenzione di vendetta, come se non l’avessimo capito, pronunciando una frase in latino.
        Il capitolo si chiude con un’altra corsa in macchina.
        Le tre opzioni sono: faccio io (autrice) o commentate voi o proponete voi.
        Che cosa abbiamo imparato da questo capitolo?
        Di cosa parla la storia? Quali sono le tematiche che affronta? Che difficoltà devono superare i personaggi nel loro viaggio interiore?
        Che contributo ha apportato questo capitolo alla tua storia? Se provi a rimuoverlo, la storia ha ancora senso?
        Forse non puoi ancora vederlo perché stai scrivendo la storia ed è giusto che in una certa misura tu non sappia come continuare.
        Prenditi un po’ più di tempo e dacci un po’ meno azione.

        • Mi spiace ma non hai seguito attentamente la vicenda. L’antagonista si presenta con le sembianze di Veronica. L’infermiera non è il diavolo, è realmente un’infermiera, importante poiché avvisa i protagonisti di una parte su Thomas (che dovresti leggere nel cap.6) è inutile fermarsi al cap. 4 e commentare. Ma continuando: Clara avverte sua madre e ciò avviene anche grazie ad un ricordo di lei e quindi, siccome devono scappare dall’ospedale e lei non reagisce, la portano fuori loro. Sentono tutti la voce “del cattivo” che li terrorizza ulteriormente e ciò fa si che a Clara venga l’idea di cosa fare e dove andare. La storia prosegue man mano. È giusto formarla con i suoi tempi, si comprenderà poi tutto con il corso della storia, altrimenti che gusto ci sarebbe a scrivere tutto in due capitoli? La storia sarebbe già finita ed addio suspence. Detto ciò, sono lieta di averti schiarito le idee. Alla prossima 🙂

  • Ciao keziarica, purtroppo il film non l’ho visto ma sicuramente lo farò. Grazie per i tuoi accorgimenti lo apprezzo molto e ne terrò conto. Il secondo sembra scritto alla veloce è vero, ma solo perché poi continuando tutto sarà più chiaro 🤗 Ancora grazie del tuo commento.

  • Stan rimane in coma e si approfondisce il resto.
    Ciao Giulia,
    il tuo incipit mi ha ricordato un vecchio film: So cosa hai fatto, non so se lo hai visto…
    Ho trovato il primo capitolo interessante, dinamico e chiaro. Il secondo, invece, pare scritto con più fretta. Una cosa in particolare mi è sembrata strana: Clara porta in spalla Stan (lo trovo difficile, una ragazza che si carica in spalla un ragazzo; forse intendevi che lo sorregge?). Attenzione ai sì, che vanno accentati… 🙂
    Basta, ho già rotto abbastanza.
    Alla prossima!
    p.s. un’ultima cosa, perdonami, forse avresti dovuto scegliere il genere Horror 😉

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