E se una notte

Dove eravamo rimasti?

Ciao a tutti! Ora la scelta spetta solo a voi. Vediamo :) Capitolo a parte su Thomas (100%)

Thomas

Sono sceso dalla macchina insieme agli altri, impaurito e tremante. <Ora Stan finirà di certo nei guai, poverino. Suo padre lo punirà sicuramente per via della macchina e non solo>. D’un tratto scorgo in lontananza una figura, è sdraiata supina immersa in una nebbia strana, provo ad avvicinarmi. È un uomo. <Oddio cosa abbiamo fatto!>. Brividi mi percorrono tutto il corpo e poi come d’incanto riprende a respirare faticosamente e si rialza con la testa china. “Signore sta bene? Chiamo un’ambulanza.” Tiro fuori il mio cellulare dalla tasca e sto per comporre il numero quando, senza emettere un suono, egli mi afferra e inizia a succhiarmi il sangue dalla spalla. Soffro e cerco di gridare ma con una mano mi stritola la bocca. Ora il dolore si affievolisce, il mio corpo inizia a formicolare, credo mi abbia succhiato quasi tutto il sangue che ho in corpo. E così questa è la mia fine. Sono destinato a morire così. Il mio ultimissimo pensiero, prima di stramazzare al suolo, è lei… Veronica. La mia mente inizia a vagare in un mondo ricoperto solo di sofferenze e paura. Esseri raccapriccianti mi guardano con angoscia e allo stesso tempo con aria di sfida. Sono trascinati da una specie di bobina, dalla grandezza possente, e sono legati ai piedi e alle mani. Hanno i corpi completamente dissanguati ma il loro sangue non è rosso, è di color violaceo. <Che razza di incubo sto vivendo?>, vengo scortato da specie di guardie con maschere alquanto strane, ognuna ha un’espressione diversa. <Non ho idea di che significhi.> Mi prendono di peso e finisco dentro ad un lago con del liquido appiccicoso e rovente. Urlo e sbraito dal dolore, in cerca di aiuto. Le guardie mi osservano e sghignazzano nel vedermi patire e contorcere. Ma finalmente mi risveglio, o meglio, sento di essere tornato nella parte del conscio eppure non riesco a muovermi, aprire gli occhi o la bocca. Sento qualcuno che mi tocca e piange, è Sofia. Sono come morto forse. Ma come faccio a farle capire che non lo sono, <Sono qui Sofia!>. Nulla esce dalla mia bocca, parlo solamente con me stesso, è inutile. Sento che chiama gli altri, quindi stanno tutti bene… tranne me, insomma. Ora odo la voce di colei che desidero da una vita. Veronica, sta chiamando la polizia. Dalla prima volta che l’ho vista, sentivo letteralmente le farfalle nello stomaco, i suoi occhi si sono posati su di me e sorrideva. Avevamo sei anni. Da allora, ho sempre e solo pensato a lei, non credo però che ricambi. Non ho mai avuto il coraggio di parlarle apertamente, principalmente per la sua possibile reazione. <Ma che succede? Perché mi abbandonano qui? Per quale motivo?>. Sento la macchina sfrecciare via in direzione opposta. <Sono solo, mi hanno abbandonato qui! Non ci posso credere…>. Dopo poco, una voce mi attanaglia la mente: “Thomas, non ti preoccupare”, inizia una risata malefica, “Stai per diventare più forte, più veloce e potrai ottenere tutto ciò che vuoi, devi solo seguirmi e aiutarmi”. Inizio a percepire la sirena dell’ambulanza. Nel mentre mi soccorrono, tento di rispondere alla voce ma non ci riesco, è troppo forte per me. La voce continua: “Ci puoi scommettere ragazzino, non puoi nemmeno immaginare di cosa sia in grado di fare e presto lo faremo capire anche a tutti quelli che consideri amici. Sono solo un peso per te, tutti ti mentono e confondono. Nessuno ti ha mai voluto bene, nemmeno i tuoi genitori, e tu lo sai. Presto parlerai anche con loro.” Inizia a ghignare nuovamente. Senza aver il tempo di pensare, intuisco che l’ambulanza si è ribaltata, poiché ho un gran dolore alla testa. Qualcuno o qualcosa, in questo caso, mi ha preso. <Che ne sarà di me? In cosa mi trasformerò?>, mi ha detto che diventerò veloce e forte. Ho paura, troppa paura. Volevo soltanto tornarmene a casa, dopo un’intera serata a bere e rimorchiare ragazze guardando la reazione di Veronica. Invece, mi ritrovo con quest’essere dopo aver patito sofferenze atroci e senza nemmeno avere il controllo di me stesso. Tutto ciò, scatena anche una rabbia inumana, che non ho mai provato prima. È proprio odio allo stato puro. Avverto l’essere che poggia una mano sulla mia testa e cado in un sonno profondo. 

Mi risveglio intontito, ancora dolorante e con sensazioni nuove. Ma c’è qualcosa che ritengo davvero strano. Non provo quasi più nessuna emozione se non rabbia e odio. Non nutro nemmeno più alcun timore o amore o passione. Non è da me. Finalmente riesco ad aprire gli occhi. Mi trovo in una casa tutta in legno. Fuori c’è il crepuscolo e sono immerso in una foresta fittissima. Riesco a vedere il sangue che scorre all’interno di un gufo. <Come diamine è possibile?>. La mia vista è decisamente migliorata, mi sento forte, sono veloce. Nello spostarmi urto un vaso antico che finisce in mille pezzi. E soprattutto, mi sento alto. Mi appresto a scrutare le mie mani e non sono più umane. <Cosa sta succedendo?!> 

Come preferite che prosegua la vicenda? Soprattutto, come trovate questo capitolo? 🙂 Alla prossima!

  • (SUGGERIMENTI ALTERNATIVI) (17%)
    17
  • Riprendi la vicenda di Clara e Stan (17%)
    17
  • Continua su Thomas (67%)
    67
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55 Commenti

  • Ho votato per la grande verità e ti ho mandata in pari, Sorry!
    Comunque, mi pare che in questo capitolo la storia prenda quasi un’altra piega, dalle atmosfere creepypasta che avevo percepito finora con l’incontro con Arstor e il suo “spiegone” ho sentito un po’ di vibe manga 😅 Lo sviluppo può essere interessante, vediamo cosa avrai in serbo!

  • Ciao, ho recuperato ora questa storia vedendole scalare la classifica. Penso si tratti di un racconto molto promettente, che mi ricorda parecchio le vecchie creepypasta che si trovano ancora su internet. Un gruppo di ragazzi come protagonisti, un’ambientazione relativamente limitata e una vicenda orrorifica piuttosto classica ma ancora oscura, che forse non diventerà mai molto chiara. Sono elementi che mi piacciono molto, così come i personaggi, che sono ben caratterizzati e piuttosto “normali”, nel senso che non eccedono diventando macchiette come spesso succede in questo tipo di racconti. Trovo però un po’ acerbo lo stile, con i capitoli che sono grandi wall of text e alcuni dialoghi e reazioni umane non azzeccatissime. A volte c’è bisogno di rallentare un po’ e dedicare ad ogni scena il giusto tempo, forse questo potrebbe aiutare un po’. Comunque continuo a seguire la storia, alla prossima!

    (ah, e per il prossimo capitolo offro un suggerimento alternativo: un capitolo dal pov del “male”)

    • Ciao Dapiz! Grazie vivamente del tuo commento e sostegno. Mi piacerebbe tanto poter avere spazio llimitato per i caratteri in ogni capitolo, così sarebbe davvero perfetto ma cerco di adeguarmi. Ho già in mente una trama che prenderà piede man mano e solo grazie a voi lettori e lettrici. Il prossimo capitolo sarà un’ulteriore seguito di Thomas e ciò che gli accade. Incentrandoci su Thomas abbiamo già un pov da analizzare per bene. Ma ti giuro che proverò a soddisfare anche la tua richiesta in un capitolo prossimo. Spoilero che sicuramente la vicenda non finirà con il capitolo 10 😉 anzi ci sarà sicuramente un continuo. Ho davvero tante idee che mi frullano in mente. Ancora grazie e al prossimo capitolo 🙂

  • Buongiorno Giulia 🙂
    Ho riletto attentamente il tutto. Mi dispiace di esserti stato poco d’aiuto nelle mie critiche.
    Mi rendo conto che hai ricominciato a scrivere dopo un periodo di pausa. Hai fatto bene. Vedo che hai cambiato lo stile ed il p.d.v. del racconto: non è necessariamente una brutta cosa. Ricorda che devi chiudere il tutto al capitolo 9,così da usare il decimo per raccontare il tuo finale.
    Come ho già detto, c’è molta azione e mi rendo conto che hai tanto che vuoi raccontare e poco spazio. Seleziona quello che davvero è inerente alla narrazione, cosa funziona per il tuo personaggio in quel momento… L’excursus su Thomas mi piace, ma devi usare di più lo strumento del sondaggio: dove lo vuoi portare? Cosa gli vuoi far fare? Che ostacolo deve superare? Elencane tre e trasformarli in opzioni per noi da votare e poi giocaci.
    Infine, quando pensi di aver finito il capitolo, non farti prendere dalla fretta di pubblicarlo: controllalo, leggilo e rivedilo.
    Detto questo, buon proseguimento. Spero accoglierai questi consigli. Aspetto di vedere i prossimi capitoli: ti seguo 🙂 ciao!

  • Ciao Giulia 🙂 mi sono fermato al capitolo 4,quando ho visto che in effetti stai scrivendo questa storia più per te stessa che per un pubblico, visto che pubblichi molto velocemente e dai poca discrezione di scelta.
    Il racconto mi piace, in sé per sé è una rivisitazione degli horror americani degli anni 90 da cui sono gemmate serie di successo come es. Stranger things.
    L’unica cosa che mi infastidisce è che non c’è una pausa fra i dialoghi, tutti è teatralizzato e c’è poco spazio per empatizzare coi personaggi. Ho perso velocemente il filo perché i tuoi personaggi non mi stanno portando da nessuna parte.
    Ti consiglio di cercare davvero di metterti in gioco, anche perché hai tutte le carte in regola per scrivere qualcosa che può farci divertire ed appassionare.

    • Ciao Gianluca! Grazie per aver trovato tempo di leggere la mia storia 🙂 Non credo di capire cosa tu voglia intendere con “scrivi più per te stessa”. Sinceramente, io presento delle opzioni, ma se qualcuno nei commenti mi presentasse altre possibilità ne terrei senz’altro conto. Faccio sempre in modo che possiate decidere da voi il continuo. Se, invece di propormi altre idee, selezionano uno dei miei suggeriti seguiti, vuol dire che piace. Ad ogni modo, capisco benissimo la tua critica nei confronti dei dialoghi, non sei l’unico, infatti dai prossimi capitoli cercherò di mettere un a-capo in modo che si possa comprendere meglio. Purtroppo una volta pubblicato non si può modificare. Infine per la trama vera e propria e lo sviluppo dei personaggi, si capiranno solo continuando la vicenda, visto che è solo all’inizio 😉 Un grazie di cuore per il tuo commento.

      • Ad esempio, prendiamo il capitolo 4:
        Arriva un’infermiera.
        Scatta l’allarme antincendio e l’ospedale deve essere evacuato.
        L’infermiera è “il diavolo”.
        Clara ha una visione e sviene.
        Contrappasso.
        Il demone manifesta la sua intenzione di vendetta, come se non l’avessimo capito, pronunciando una frase in latino.
        Il capitolo si chiude con un’altra corsa in macchina.
        Le tre opzioni sono: faccio io (autrice) o commentate voi o proponete voi.
        Che cosa abbiamo imparato da questo capitolo?
        Di cosa parla la storia? Quali sono le tematiche che affronta? Che difficoltà devono superare i personaggi nel loro viaggio interiore?
        Che contributo ha apportato questo capitolo alla tua storia? Se provi a rimuoverlo, la storia ha ancora senso?
        Forse non puoi ancora vederlo perché stai scrivendo la storia ed è giusto che in una certa misura tu non sappia come continuare.
        Prenditi un po’ più di tempo e dacci un po’ meno azione.

        • Mi spiace ma non hai seguito attentamente la vicenda. L’antagonista si presenta con le sembianze di Veronica. L’infermiera non è il diavolo, è realmente un’infermiera, importante poiché avvisa i protagonisti di una parte su Thomas (che dovresti leggere nel cap.6) è inutile fermarsi al cap. 4 e commentare. Ma continuando: Clara avverte sua madre e ciò avviene anche grazie ad un ricordo di lei e quindi, siccome devono scappare dall’ospedale e lei non reagisce, la portano fuori loro. Sentono tutti la voce “del cattivo” che li terrorizza ulteriormente e ciò fa si che a Clara venga l’idea di cosa fare e dove andare. La storia prosegue man mano. È giusto formarla con i suoi tempi, si comprenderà poi tutto con il corso della storia, altrimenti che gusto ci sarebbe a scrivere tutto in due capitoli? La storia sarebbe già finita ed addio suspence. Detto ciò, sono lieta di averti schiarito le idee. Alla prossima 🙂

  • Ciao keziarica, purtroppo il film non l’ho visto ma sicuramente lo farò. Grazie per i tuoi accorgimenti lo apprezzo molto e ne terrò conto. Il secondo sembra scritto alla veloce è vero, ma solo perché poi continuando tutto sarà più chiaro 🤗 Ancora grazie del tuo commento.

  • Stan rimane in coma e si approfondisce il resto.
    Ciao Giulia,
    il tuo incipit mi ha ricordato un vecchio film: So cosa hai fatto, non so se lo hai visto…
    Ho trovato il primo capitolo interessante, dinamico e chiaro. Il secondo, invece, pare scritto con più fretta. Una cosa in particolare mi è sembrata strana: Clara porta in spalla Stan (lo trovo difficile, una ragazza che si carica in spalla un ragazzo; forse intendevi che lo sorregge?). Attenzione ai sì, che vanno accentati… 🙂
    Basta, ho già rotto abbastanza.
    Alla prossima!
    p.s. un’ultima cosa, perdonami, forse avresti dovuto scegliere il genere Horror 😉

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